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Bandz-Commenti sulla finale
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Sono così contenta che a qualcuno sia piaciuta la storia! Mi sono messa praticamente a ballare per la casa (tranquilli, era deserta)!
Il racconto "Bandz" non è letteratura impegnata, ma protesto umilmente che non è una boiata e nemmeno quattro righe demenziali o prive di qualsiasi spessore. Oltretutto vi dicevo che mi trovavo d'umore nero per tutta la settimana e produrre un racconto comico mi costava sangue dell'anima; probabilmente è rimasta una traccia del mio stato nelle condizioni di vessazione totale del protagonista. Certo, se avessi avuto qualche migliaio di battute in più avrei dato più spessore ai passaggi e a colpi di scena, che susseguendosi così rapidamente sembrano proprio assurdi.
Credo che a Senza e Vale_freedom sia piaciuto perché hanno respirato certe atmosfere dell'era Take That (anni Novanta, appunto); io avevo una sorella tredicenne nel '95, e ho detto tutto...Per non parlare del successivo approdo di una buona parte delle stesse ragazzine alle trasgressioni 'oscure' del dark più o meno metallaro (il '95 è l'anno della cover di "Sweet Dreams" dei Marilyn Manson, regia della regista FLORIA Sigismondi)...
Queste forme di spettacolo-business-sceneggiate di basso livello, sposate alla mediocrità artistica più totale...mi divertono moltissimo! E' l'esaltazione sublime dell'horror vacui.
Non pensavo di fare un'analisi sociologica di "Banz"...
Nei prossimi post, se vi va di leggere, farò un bilancio di questa esperienza del torneo, secondo il mio punto di vista.

Inviato: 2007/7/6 15:13
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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beh... nel '95 avevo 8 anni, non ascoltavo i Take that, ma in compenso ho visto il periodo BSB Five ecc, sperando che qualche Metallaro li mangiasse!! il racconto mi è piaciuto perchè è la caricatura di tutte quelle storie che i vip raccontano sul loro magico mondo, ovvero che è molto dura pressante faticoso, insomma tra l'operario a basso reddito e l'avventuriero

senza

Inviato: 2007/7/6 15:54
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tu non hai una coscienza morale
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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Io nei primissimi anni 90 nemmeno ero nata...e i take that non mi sono mai piaciuti...però comunque il tuo racconto l'ho apprezzato!Vale

Inviato: 2007/7/8 14:14
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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Visto che ci approssimiamo alla fine (del mondo! scusate ma sono reduce dalla maratona del live earth [bip bip bip, bii bii bii, bip bip bip]), mi permetto qualche innocuo appuntino.

Chiamare quello di Blair neoliberismo è azzardato, nel senso che è stato pur sempre un leader laburista. D’altro canto, a quella bella gnocca (come dice Berlusconi) della Thatcher, le va riconosciuto “l’encomiabile” merito di aver inventato il neoliberismo (Regan è venuto dopo). In ogni modo stiamo parlando degli anni ottanta e non novanta (anche se gli 80 sono stati l’unico decennio durato quindici anni).

Da Manchester nel 1995 ci arrivava il trip hop dei massive attack, una scena musicale prodotto di quella chimical generation raccontata da Welsh. Di cui l’anno prima ci avevano dato favoloso assaggio i Portishead di Dummy. Ma erano gli anni che facevano uscire dalla nicchia prodotti come Debut di Bjork; ambiente in cui fermentava il fenomeno Radiohead.
L’industry dei Nineinchnails era cosa d’oltre oceano, fenomeno che produsse e creò Malilyn Manson (sembra che sia diventato buono anche lui!), e che resuscitò il mai sopito movimento gothic. Fin ad allora in Europa era giunta qualche avvisaglia solo con la colonna sonora di the Crow del 1994. Prima apprezzavamo solo il Grunge dei Nirvana, ed il gothic era rappresentato dagli Smashiing Pumpkins (ieri notte al Giants stadium hanno fatto cagare, che delusione!), che nel 1995 davano alle stampe il loro ineguagliabile “Mellon Collie and the Infinite Darkness” (Quello di “Bullet with butterfly wings”). Del resto a Senza non dovrebbe sfuggire che nel 1996 approdano al grande pubblico anche i Placebo, portatori sani di quel bacillo gothic punk sul versante europeo.
E’ vero che non so nada de nada dei Take That, ma ricordo che in UK il 1994 è l’anno del brit pop dei Blur e Oesis (meglio i Blur!). Nel 1996 al cinema arrivava Trainspotting… ma, insomma, ricordo che i Five sono arrivati nel 1998, e essendo i thake that i loro antesignani credo che tu comunque ci abbia cronologicamente preso. Volevo solo precisare che quegli anni in gran bretagna sono stati molto stimolanti, e Spice girl a parte, back street boys, ma prima ancora New Kids on the block (ma quelli erano americani), e via indietro fino ai jackson five, passando per i Pasadenas… il fenomeno delle boy band è vecchio, e del resto anche le pussy cats dolls, anche se al femminile, proseguono quella storia. Quindi non credo che quegli anni in particolare quelle lande fossero particolarmente influenzate da questo genere pop.

Lo so, sono spocchioso. E’ solo che i provini per "non è la rai" si facevano in Italia e non a Manchester, le Lollipop e i Ragazzi Italiani erano molto differenti dai loro alter ego brit (non sia solo per il fatto che quelli sapevano cantare e ballare). Insomma - oltre le mutande c’era di più. In finale, credo che sia sbagliata la logistica della location utilizzata.

Un ultimo appuntino mi scappa sul genere umoristico utilizzato – demenziale. Come giustamente notato da Fior è quello che sembra essere maneggiato con più familiarità. Mi chiedo solamente se questo genere non sia poi il vero prodotto commerciale di quegli anni che qui si prendono in esame. Musicalmente parlando ricordo che i Blink 182 raggiunsero la notorietà prendendo proprio per culo in questo modo i Back street boys. Cioè, mi chiedo se il demenziale letterario non sia assimilabile allo ska… e che dunque voi non siate poi il prodotto finale di quella filiera culturale... che ne pensate?

In ogni modo, il genere comico umoristico in letteratura non significa essere superficiali.
Il demenziale, come del resto la satira, l’ironia, il sarcasmo in genere, per approfondire usa dei quadri generali. I personaggi sono solo tasselli di una sceneggiatura molto teatrale. La scintilla umoristica trova essenza nel grottesco del dettaglio (ad esempio nel tuo racconto avresti potuto utilizzare il dettaglio delle mutande rosa).
Personalmente trovo che il racconto umoristico ha molte similitudini con la fiaba, nel senso che deve nascondere in sé un messaggio metaforico (non necessariamente qualcosa di profondo o chissà cosa).
Dico questo perché nel tuo racconto manca proprio il senso che amalgami il tutto. Si giunge alla fine dopo una serie di quadri; sì, demenziali, ma in conclusione fini a se stessi.

Basta, mi stoppo qui o non la pianto più!

Abbaci e abbracci

Inviato: 2007/7/8 19:03
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proprio xké non vuole la pienezza, può vivere appieno senza chiedere altro (Tao Te Ching)
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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A quello spocchioso di Momo dico solo:
"Ehi, e gli Spandau dove li metti?"
Comunque sia la mia boy-band preferita rimangono i Queen!

Inviato: 2007/7/8 21:06
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"In un mondo che non si crede più capace di affermare il bello, gli argomenti in favore della verità hanno esaurito la loro forza di conclusione logica."
H. U. VON BALTHASAR, Gloria.
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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Concordo in pieno con quanto affermato da momo70 che riporto di seguito...

"In ogni modo, il genere comico umoristico in letteratura non significa essere superficiali.
Il demenziale, come del resto la satira, l’ironia, il sarcasmo in genere, per approfondire usa dei quadri generali. I personaggi sono solo tasselli di una sceneggiatura molto teatrale. La scintilla umoristica trova essenza nel grottesco del dettaglio ..."

Nei racconti di quest'ultima finale - con qualche eccezione, forse una - non ho rilevato né segni di originalità né dettagli che arrivassero ad un costrutto umoristico.
Come ho già detto altrove, ho forse un'età per la quale il tipo di narrazione "demenziale" alla quale mi è stata data l'opportunità di approcciarmi in questa occasione, non mi ha nemmeno fatto il solletico.

La letteratura italiana e straniera del secolo scorso riconosce in tal senso autori che, pur non producendo testi di spessore umoristico, hanno divertito numerose generazioni. A quest'ora mi vengono in mente Stefano Benny, Fabio Fazio , Wood House.

Chiedo scusa agli scrittori di questa finale per non aver colto il loro sforzo, che sia colpa del divario generazionale?

Buona fortuna a tutti !

fior

Inviato: 2007/7/8 21:35
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...non mollare mai !.........
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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Giusto perché volevate "un senso":
Perché dovrei spendere tempo a scrivere dei Massive Attak piuttosto che dei NIN? Lo sanno tutti che queste sono band 'serie' che fanno musica 'valida'; perché dovrei scrivere di quanto sono bravi?
Ma i derelitti che non hanno alcun valore artistico, che sono interamente in pasto al successo delle masse oceaniche: che senso c'è nella loro vita? Ed anche se mi rispondeste: "Nessuno", non vi sembra atroce il fatto che non potremmo farne una tragedia?
La cartapesta sulle scene è una delle autentiche vene oscure nella cultura occidentale, e sono le oscurità magnetiche che attraggono uno scrittore.
Ragazze: non eravate ancora nate, bene, abbiamo riannodato le fila di qualcosa che avete vissuto.
Per Tony Blair: in che anno ti hanno eletto? Mi sembrava che nel '95 ci fosse John Major e che l'avvento di Blair, appunto, fosse stato salutato pomposamente come la liberazione dalla triste età "del Neoliberismo".

Inviato: 2007/7/8 21:41
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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Aggiungo un'altra cosa, non per far polemica, ma perché volevo dirla comunque: Momo, avrei benissimo potuto risponderti "Il senso metaforico di questa storia c'è, sei tu che non l'hai trovato." Comodo, no, da parte mia? Ma ripeto, avrei potuto, visto che qui tutti continuano a spiegare se i racconti rispecchiano o non rispecchiano la loro personale concezione di umorismo. Allora, anch'io ho la mia, e voi non l'avete capita (...)
Piuttosto: se in futuro ci interessasse ancora lavorare sui generi, perché non ci mettiamo d'accordo e precisiamo i CANONI che ogni diverso genere deve avere, così da poter votare quanto lo scrittore ha saputo o non saputo rispettare i canoni suddetti? E' questo il vero significato della letteratura di genere; se invece si vogliono esaltare la libertà individuale e la soggettività, allora la prima cosa da fare è ROMPERE CON LE DISTINZIONI TRA I GENERI.

Inviato: 2007/7/8 21:58
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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La cartapesta sulle scene è una delle autentiche vene oscure nella cultura occidentale, e sono le oscurità magnetiche che attraggono uno scrittore.


Non sono sicurissimo di aver capito, forse no, eppure, nonostante...
Però molto suggestiva come frase. Sicuramente te le plagio!

Inviato: 2007/7/9 8:48
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Re: Bandz-Commenti sulla finale
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La frase ti sembra più bella che sensata? Lo so, del resto tu porti in giro il Von Balt., a dichiarare "gli argomenti in favore della verità hanno esaurito la loro conclusione logica." c'ha ragione, meglio affermare un po' di Bello.

L'intervento di Fiorderica mi ha fatto venire in mente un'altra cosa: all'interno del genere letterario non ci sono solo le convenzioni, ma anche gli autori 'maestri' che bisogna imitare; i suoi per il comico sono Benni, Fabio Fazio e Wood House.
Io ho la tendenza fare di testa mia e a non cercare dei maestri; comunque, per restare in area napoletana, il mio mito è "Lu cunto de li cunti" di Giovan Battista Basile, e nel particolare, la fiaba de "Le tre vecchie". Lui sì che è estremo, teatrale e grottesco.
Un tempo imitare un autore era garanzia dell'essere ben inseriti nel genere: se scrivevi un sonetto e non rifacevi Petrarca, neanche ti leggevano. Oggi spesso e volentieri siamo influenzati dal cinema e dalla televisione- ad esempio, l'aggettivo "demenziale" viene dalla classificazione di alcuni film; questo da alcuni è totalmente ripudiato, da altri accettato a tal punto che nascono forme di scrittura ispirate alla tecnica narrativa dei cartoon Credo che sia il caso del racconto di Shoen; il mio invece segue una struttura assolutamente tradizionale, quello di Giosp, completamente diverso, pure, e per questo protestavo che non abbiamo fondato insieme l'inesistente "genere demenziale".

Inviato: 2007/7/9 11:30
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