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il piatto piange!
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Amici miei che silenzio! Qui le discussioni si sono impantanate e non trovo più niente da leggere. Non bene!
Non che nelle altre sezioni vada meglio, a parte il coro della cioccolata e qualche chiacchierata sulle donne gli argomenti scarseggiano.
Insomma, ne faccio un'altra delle mie e vi lancio un'esca. Il titolo è: "Chi ce l'ha fatta? E cosa gli è successo dopo di ciò?".
Mi spiego. Sono convinto che tra noi, oltre a LucaBaldelli, ci siano nomi tosti (sempre nell'ambito degli scrittori della domenica come mi reputo io). Certamente c'è gente che ha pubblicato (a pagamento o no) e che ne può raccontare delle belle. Ecco, mi piacerebbe sapere da costoro come è andata a finire.
Mi spiego ancora meglio. Se leggete quello che ha scritto tempo addietro Franznet (Dio l'abbia in gloria per la sincerità e la disponibilità!), alcuni suoi autori hanno venduto qualche migliaia di copie ma altri (addirittura i più osannati dalla critica) sono per così dire "rimasti al palo" (e con ciò voglio dire hanno venduto solo qualche centinaio di copie).
Sarebbe allora bello sapere le esperienze di coloro che hanno vissuto cose del genere: di gente che è stata pubblicata, però la cosa è finita lì; di gente che è arrivata a sfiorare la "gloria" ma in mano si è trovata solo quella. Naturalmente il nick aiuta, e uno può parlare senza pudore.
Io non ho pubblicato, e quindi posso dire poco, ma ho un'esperienza scoraggiante in famiglia (che ovviamente mi ha aiutato non poco a non commettere i medesimi errori).
Chi si butta? Chi comincia a parlare?
Insomma, c'è da capire come hanno fatto signori e signorine a "diventare scrittori" e come invece altri, che non hanno dissimile talento, restino al palo.
Forza!

Inviato: 2005/1/27 15:58
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Re: il piatto piange!
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Io non ho alcuna esperienza, però dato che sai gli errori da evitare potresti darci alcune dritte già che ci sei

Inviato: 2005/1/27 18:08
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Re: la mia esperienza
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Ciao,
ho pubblicato a maggio 2004 la mia prima raccolta di poesie "Il Tempo del grano" ed. Farnedi.
Ho dovuto acquistare 150 copie, ma ne ho ricevute in omaggio altre 100 ( tiratura globale 500 copie).
Ho volutamente scelto di pubblicare un libro "tascabile" e contenuto nel prezzo ( 6 Euro) , con solo una ventina di poesie.
In questo modo c'è qualche possibilità di vendita.
Mio marito ha un ristorante e ha tatticamente disposto i miei volumi all'ingresso. Dopo circa 6 mesi mi ero praticamente rifatta delle spese.
La casa editrice , di sua iniziativa o su mia richiesta, provvede ad inviare il libro ai concorsi.
La Farnedi è di Cesena mentre io abito a Genova, quindi la distribuzione è un po' problematica, comunque su mia segnalazione invia i volumetti alle librerie della mia città che eventualmente lo accettino.
Naturalmente la mia vita non è cambiata, ma la soddisfazione è tanta e mi ha richiesto solo un piccolo investimento .
Non so se quello che ha offerto la Farnedi sia molto o poco rispetto alla media....avevo 5 o 6 proposte di pubblicazione e ho scelto quella che mi sembrava migliore.
Forse adesso sceglierei una casa editrice delle mie parti per avere più possibilità di promuovere il libro...forse...

Inviato: 2005/1/28 12:42
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Re: il piatto piange!
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Citazione:

imbrattacarte ha scritto:
"Chi ce l'ha fatta? E cosa gli è successo dopo di ciò?".


Nulla di particolare. Più che altro ho pubblicato racconti, il mio nome è girato in certi ambienti legati a un certo genere, ma ne ho guadagnato assolutamente in conoscenza, nel senso che entrare in contatto con addetti al settore ti fa capire e imparare molte cose.

Citazione:

Insomma, c'è da capire come hanno fatto signori e signorine a "diventare scrittori" e come invece altri, che non hanno dissimile talento, restino al palo.
Forza!


E' sempre il solito problema: qualcun altro decide, non noi. Soprattutto su chi ha del talento (e voglia di imparare). Insomma, evito sempre di fare discorsi da "perché tu sì perché io no", da divetta e divano del produttore. Hai ragione comunque, nella maggior parte dei casi uno resta al palo, ma semplicemente perché di talento non ne ha, ed è inutile si dica da solo il contrario.
Lavorare, lavorare e capire, senza perdere troppo tempo a giudicare.

Inviato: 2005/1/28 17:18
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"Se la smetteste di spedire romanzi a caso..."
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Re: la mia esperienza
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Allora,
eccomi, LucaBaldelli.
Premessa.
La mia prima pubblicazionè è anomala, la seconda, invece, che è imminente, è di quelle tradizionali: spedizione di un manoscritto, telefonata, convocazione, firma del contratto.

Parto dalla prima pubblicazione.
E' un romanzo che è stato editato dal giornale in cui lavoro. La decisione della pubblicazione fu presa dopo che una scrittrice-consulente (Mondadori), visionò il libro - insomma: fece l'editing - e mi indirizzò verso una casa editrice.
Anziché seguire questo suo consiglio,
preferii sottopore il lavoro all'attenzione del consiglio di amministrazione del mio giornale, che diede l'ok per la pubblicazione e la stampa di 3000 copie, 1700 delle quali furono date ai notri abbonati.
Altre 300 copie circa furono vendute nelle librerie del Piemonte, una cinquantina tramite internet.
Il libro ottenne una recensione oserei dire fantastica da parte di Repubblica (se si digita il mio nome si finisce nel sito della Sironi dove è riportata la recensione che riguarda il mio libro e un libro Sironi, Una timida santità).
Titolo del libro è "Il quaderno delle voci rubate".
Particolare curioso: ho ricevuto almeno 100 lettere da gente che lo ha letto.


Un anno dopo ho spedito il mio secondo romanzo a quattro, cinque case editrici. Da una ho ricevuto la fatidica telefonata.
Un mese dopo la spedizione.
E si tratta di una casa editrice molto blasonata...
Sebbene alcuni sappiano di che editrice si tratti io preferisco non cotarla il meno possibile per una questione di pura scaramanzia.
La firma del contratto è avvenuta l'anno scorso, a gennaio 2004.
Prevede una percentuale per me sul venduto.
Prevede anche un diritto d'opzione della casa editrice sulle mie opere: tutto quello che scrivo, per 8 anni, dovrà prima essere vagliato da loro.


Ma ora sono daccapo. Ho un romanzo appena scritto, il mio terzo: lo spedirò, aspetterò.

Nel frattempo ho pubblicato un racconto in un'antologia "Racconti di sport", a richiesta dell'editrice che lo ha stampato e, successivamente, posto in vendita in Piemonte a fini benefici. Contiene, questa raccolta, 40 scritti, perlopiù racconti. Io sono tra gli autori meno noti. Franco Ricciardiello, autore di fantascienza per la mondadori, o Guido Michelone, scrittore e critico, tanto per citarne solo un paio.

Un saluto a tutti
remo bassini



Inviato: 2005/1/28 17:27
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Re: la mia esperienza
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Grazie amici, risposte interessanti. Tenterò di mantenere calda questa discussione dialogando con voi e cercando di capire e chiarire.
Ha ragione Alco quando dice che si resta al palo per mancanza di talento ma, secondo me, solo fino a un certo punto. Se così fosse, tutti quelli che non restano al palo dovrebbero avere talento e questo non è vero. Perdonate la presunzione ma con la Tamaro non mi cambierei, anche se è certo che lei non è rimasta al palo (e scusate se vado giù pesante, ma le mezze misure non mi piacciono). Per capirci, il talento (quello vero, folgorante) è merce rarissima e se dovessero pubblicare solo quelli che hanno talento le librerie sarebbero vuote.
In ogni caso metto in chiaro che qui non vorrei apparire quello che pensa di essere un grande scrittore e nessuno lo capisce (da altre parti ho spiegato bene il mio punto di vista) e quindi tutto questo discorso lo faccio per comprendere un po' di più e un po' meglio.
Remo Bassini è uno che ce l'ha fatta e lo ringrazio molto di spendersi così, in queste discussioni. Se lo fa, lo fa soltanto per passione ed è solo per questa passione (che non è solo la passione di scrivere, ma soprattutto quella di capire) che vale la pena discutere. Alco99 lo conosco meno, ma da certi messaggi (in verità criptici e in linguaggio da iniziati) che gli hanno rivolto altri del Forum credo sia uno che ha combattuto e vinto nella piccola guerra di noi scrittori della domenica. Ecco la cosa che mi è piaciuta è il tono distaccato ma non amareggiato con cui contempla tutta la faccenda (scusate se non cito: non sono capace di tornare indietro senza perdere il mio post e da qui non vedo il suo).
Io sono profondamente convinto che si debba scrivere "perchè si ha qualcosa da dire" e che, in quest'ottica, sia ovvio anche aver piacere di essere letti. Ma, prima di tutto, ciascuno scrive per esprimersi e quindi il fatto di essere letti non è poi così fondamentale. Poi ognuno la vede con un taglio diverso che dipende dal suo temperamento, dalle affermazioni o delusioni che ha avuto nella vita, nell'importanza che attribuisce ai numerosi fattori coinvolti nella scrittura.
Non vorrei ripetermi, ma ho visto in giro molta malinconia, molta amarezza, molta disillusione: ho conosciuto gente che ha pubblicato più libri (in maniera diversa), non è mai riuscita a decollare e testimonia il suo avvilimento o la sua rabbia, quasi per scoraggiare chi vorrebbe provarci. Certo, tutto il cammino è un sentiero minato e se ne vedono in giro delle belle (al coniglietto rispondo che le esperienze le ho già raccontate in altra sede, e sono sempre quelle piuttosto squallide delle pubblicazioni con contributo). Ma secondo me c'è anche molta ritrosia da parte degli editori a "rischiare".
Mi è stato detto che ci sono editor che "riscrivono" i romanzi prima di pubblicarli passando addirittura dalla prima alla terza persona. Questa cosa mi ha fatto pensare, e la dice lunghissima. Premesso che non permetterei mai una cosa del genere (chi se ne frega di pubblicare una cosa riscritta da un altro!), questo fatto mi fa capire che tanto coraggio e tanto sesto senso questi editori non ce l'hanno: possibile che in tutta la produzione letteraria italiana non riescano a trovare un lavoro che non è necessario riscrivere? Possibile che a tutti gli scrittori italiani manchi quel minimo di talento che permette di accettare le loro pubblicazioni più o meno come sono (con un'operazione di editing corretta, ma che non stravolga lo scritto)?
Mi viene un dubbio: l'editor che fa una cosa simile non sta cercando il talento, sta cercando le idee che lui non ha. Ha una sua unilaterale visione della scrittura (va bene solo la sua) e riscrive le idee altrui. Se è davvero così (relata refero) come possiamo sperare che emergano i talenti?
Probabilmente qualità ce n'è poca, ma mi rifiuto di credere che non ce ne sia. Vedremo.
Certo il mercato è in crisi, la gente legge poco. Tutti gli editori si lamentano che se tutti coloro che spediscono un manoscritto a una casa editrice comprassero almeno un suo prodotto le cose andrebbero meglio. Credo che sia la verità, ma ho l'impressione che conti molto il mercato, ci sia poco coraggio e poche idee innovative (intendo nel gestire e promuovere la lettura e quindi l'editoria). Il giornale di Remo ci ha provato, e ha stampato 3000 copie: encomiabile! Quanti quotidiani lo fanno? E' interessante che nel diluvio di libri venduti in edicola nessun giornale (dico nessuno) abbia avuto il coraggio di pubblicare esordienti. Pensate: pubblicare un esordiente al mese, e provare a lanciarlo (ma per far questo ci vogliono le Palle con la maiuscola).
Chiudo con un altra esperienza interessante. L'altr'anno, su internet, è apparso un concorso gratuito rimarchevole (di cui non ricordo il nome) indetto dalla Gallo-Calzati, nuova casa editrice che si proponeva di scoprire nuovi talenti per lanciarli verso più importanti affermazioni. Ho partecipato anch'io, come tanti altri, e atteso. Ogni tanto su internet usciva un messaggio che diceva che i lavori ricevuti erano tantissimi e che il termine per la proclamazione del vincitore veniva posticipato. Bene, passato circa un anno...sorpresina finale: nessun vincitore! La casa editrice diceva che tra tutti nessun lavoro era "sufficientemente valido" per essere considerato vincitore. Diceva anche che c'erano un'ottantina (mi pare) di lavori decenti (usava un'altra parola) e venti con una certa qualità. Si era a lungo discusso se far vincere uno anzichè l'altro ma...nessuno era apparso sufficientemente memorabile da meritare la stampa. Alla faccia!
Bene, fatevi un giro su internet, guardate un po' cosa pubblica la Gallo Calzati e pensateci sopra. Possibile che tutti i lavori presentati al concorso fossero inferiori a quelli in catalogo? Se è davvero così, c'è da spararsi.
Grazie a tutti

Inviato: 2005/1/31 10:36
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Re: la mia esperienza
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Chi ha talento può sperare di pubblicare senza spendere una lira, tutti gli altri mettono mano al portafoglio. A queste condizioni, meglio non pubblicare mai.

Inviato: 2005/1/31 13:15
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Re: il piatto piange!
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Magari, e dico solo magari, ogni tanto dipende pure da chi legge, no?Voglio dire uno spedisce a 4-5- case che rifiutano e lascia stare...forse continuando.Insomma tre quarti dei libri che fanno cassetta se fossi io l'editore potrebbero far la muffa nei cassetti degli scrittori, e dunque?Ci vuole il talento, l'ostinazione e tanto c..o!!! Quante cose....

Inviato: 2005/2/2 12:15
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Re: il piatto piange!
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Questo thread è molto interessante, davvero!
Io non ho mai pubblicato, al momento non ho neanche niente di pubblicabile, e sinceramente non so proprio come muovermi, anche perchè non ho amicizie nel settore su cui contare

Spero di trovare delucidazioni qua dentro

Inviato: 2005/2/2 22:08
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Re: il piatto piange!
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caro lebeg le amicizie sono importanti se si traducono in consigli.
in buoni consigli, merce rara.
oddio, può anche essere che tramite qualcuno il tuo manoscritto (sia chiaro: a me non è successo) venga visto con particolare attenzione.
non so se funziona così, però.
solitamente chi non ha voce in capitolo sono gli stessi scrittori.
ognuno di loro (di noi,mi ci metto anch'io) pensa di sapere cos'è giusto e cosa non lo è, cos'è letteratura e cos'è spazzatura.
conosco troppa gente che scrive e che è anche presentuosa. così come ho conosciuto scrittori di un'umiltà rara a trovarsi.
ha ragione alco99, non servono tanti piagnistei, occorre lavorare e basta.
ma ha ragione anche coca63: occorre fortuna.
è un mix, credo, quello che porta a pubblicare.
bravura, testardaggine, un po' di fortuna.
si scrive e si manda via un manoscritto, si riscrive qualcos'altro e si digeriscono risposte negative.
o positive. a volte.
in bocca al lupo, quindi
remo bassini

Inviato: 2005/2/3 0:35
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