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Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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Colgo l'occasione fornita da questo Forum per segnalare l' E-Book:

Paganesimi Elettrici
Cinque Racconti in Musica del Multiforme Pagano


liberamente scaricabile da:

http://theevilmonkeysrecords.blogspot.it/2012/06/paganesimi-elettrici-5-racconti-in.html

Qualche informazione sull'opera:

PRESENTAZIONE DELL’AUTORE
Evil Monkey, al secolo pare Giovanni, una trentina d’anni, non è un appassionato né un fan di musica Rock. Ne è incuriosito, come alla vista di uno strana farfalla tropicale. Incuriosito dai fallimenti, dagli insuccessi, da tutti coloro che non ce l’hanno fatta; decide di aprire un blog solo per aggiungersi alla lunga lista dei suoi eroi. Tale blog, The Evil Monkey's Records, nasce dunque come tentativo di parlare di musica senza criteri né cronologici, né, soprattutto, commerciali o di tendenza. Parlare di musica trasversalmente. Che senso ha recensire gli album quando gli album stessi non si comprano nemmeno più? Che senso ha dare giudizi, voti o stellette quando chiunque fa molto prima a scaricare una canzone piuttosto che leggersi una recensione?
Se cambia il mondo della musica, deve cambiare anche il modo di parlarne.
Anche per questo nascono i “Paganesimi Elettrici”, racconti apocrifi di Rock sepolto.


COME NASCONO I “PAGANESIMI ELETTRICI”?

Nel cyberspazio dei blog musicali, e in verità anche tra le pagine della stampa specializzata, la “recensione” dell’album è ancora uno dei pezzi forti, il formato perfetto per ogni post, per ogni colonna da riempire, soprattutto per fare, nel bene e nel male, un po’ di propaganda.
Eppure c’è sempre qualcosa che non convince del tutto.
Sul versante internet, per esempio, è quasi inevitabile che ogni blogger finisca per recensire ciò che più ama e di cui ha più piacere di scrivere e diffondere, col risultato che sommando le opinioni di ogni spazio web abbiamo sempre album “fantastici, eccellenti, seminali…”. Non per scarso spirito critico o eccessiva superficialità, ma per troppo amore verso la propria musica.
Una seconda considerazione, più ampia, che può interessare anche la carta stampata: ha ancora utilità recensire un album in un’epoca in cui chiunque, in pochi secondi, può ascoltarlo senza spendere un centesimo? E’ ancora un’ opinione utile o semplicemente pubblicità? Chi si ricorda gli anni ’80 e ’90 si ricorda anche di prezzi in vertiginosa ascesa, compact disc che all’alba dell’Euro erano arrivati a costare ben oltre le 35.000 lire. Certo che all’epoca, in mancanza di uno spazio comune sul web, ogni acquisto doveva essere ben ponderato, e prima di spendere somme che per qualcuno, per tanti ragazzi squattrinati, potevano essere anche importanti, documentarsi era d’obbligo. Si può dire lo stesso oggi?
Greil Marcus, in tempi non sospetti, già sosteneva che "la recensione musicale è una forma morta. A nessuno frega un cazzo di cosa pensi di un disco che hai recensito".
Ultima considerazione, o meglio provocazione: ma l’album si ascolta ancora nella sua interezza? O forse si riversano centinaia di canzoni in playlist infinte, ordinate un po’ a caso sull’ I-Pod, scaricate chissà da dove e suonate chissà da chi?

Partendo da questo triplice ragionamento, cercando di sfuggire alla stereotipata tendenza di incensare l’album perfetto, di usare le solite “frasi fatte” da buona recensione e provando a non offrire solo opinioni “private” e personalismi scritti, sono nati questi “Paganesimi Elettrici”.
Non si è rinunciato ai dischi preferiti, bisogna ammetterlo, ma si è cercato di collocarli, ricontestualizzandoli per semplici associazioni di idee, in una prospettiva – perché no? – letteraria tutta differente.
Ne sono così risultate recensioni romanzate, o meglio romanzesche, anche nel senso più manierista del termine, che inseriscono un gruppo rock, un suo album, la sua storia, in uno scenario spazio-temporale completamente differente.
I Musicisti diventano spettatori di vicende realmente accadute in nicchie storiche inconsuete; la loro musica fa da sfondo ad avvenimenti reali o trame avventurose prese a prestito da Salgari, Conrad o Edgar Allan Poe, condensati in racconti brevi di poche pagine.



UN ESTRATTO DA “PAGANESIMI ELETTRICI”

L’ultimo dei villaggi, ormai non distante, era arroccato alla base di una tagliente roccia liscia e perfettamente verticale che proteggeva il versante sud della collina attraverso la quale la linea ferrata avrebbe dovuto necessariamente passare. Sarebbe servita la dinamite per aprirsi l’ultimo varco attraverso quella Natura che ora appariva quieta e perfino solenne. Innocente. Mentre i preparativi per la cerimonia notturna infestavano le genti Maharanas, alcuni musicisti inglesi ospitati da Sir John Brown per tenere un concerto fino alle prime luci dell’alba stavano già scaricando la loro imponente strumentazione dal retro di un vecchio camion Bedford MWD. Il palco era montato al centro della piazza del sacrificio, appena sotto l’ampia tribuna destinata ai sacerdoti. I Black Widow erano una delle band più promettenti d’Inghilterra, con un sound dal volume tonante eppure capaci di insospettabili raffinatezze acustiche.
Inaspettatamente anche un altro gruppo di musicisti britannici era arrivato fino alle remote valli degli Aravalli. Scapigliati e polverosi, erano in tour in India da oltre cinque mesi, al seguito delle truppe del generale Richard Douglas e delle squadre di galeotti impiegati come lavoratori lungo la tratta tra Bombay e Indore. Erano giunti fino a Jaipur via treno, aggrappati sul retro dell’ultimo vagone del convoglio n° 22357, dopo avere gettato strumentazione ed amplificatori sull’instabile copertura della carrozza. La grancassa aveva cominciato a oscillare a Bhopal e appena dopo la stazione di Jhansi era definitivamente precipitata. Il cantante Adrian Hawkins e il chitarrista Rod Roach furono sorpresi di ritrovarla nel carro bestiame della corsa seguente, ripiena di galline in cova.
Assieme al bassista Colin Standring e al batterista Rick Parnell si sistemarono in un piccolo palco di fortuna dalla parte opposta della piazza, praticamente nel mezzo dello spiazzo riservato ai fedeli dell’ Asvhameda, proprio di fronte a quello già illuminato dove avrebbero suonato i Black Widow. Il Principe Viaggiatore moriva dalla curiosità di sapere che cosa li avesse attirati fino lì e fu sorpreso di sapere che da anni il gruppo era sulle trace del vero Sacrificio del Cavallo. Il motivo era semplice quanto perverso: il nome che si erano scelti era Horse e il loro pezzo forte in concerto era un incalzante e teatrale hard rock dal titolo The Sacrifice. Ora avevano l’occasione di sperimentare le loro radici e il loro immaginario come mai avevano sperato.
Durante il sound-check provarono solo un brano, una tetra canzone che parlava di rivoluzioni planetarie prossime venture; il cantante mugugnava quasi nascosto dietro l’amplificatore in una sonnolenta trance che scimmiottava il primo, timido, Jim Morrison, cosa che gli riusciva con una certa grazia decadente. Doveva essere lo stesso effetto morboso e suadente che i Doors ebbero nei loro primi giorni del 1966, al Whisky A Go Go di Los Angeles. Suonata poi in chiusura del concerto, quella stessa Step out of Line si ricoprì di un fascino grunge che avrebbe calzato a pennello addosso a un Mark Lanegan o a un Eddie Vedder. “La rivoluzione è solo una questione di tempo”: a nessuno allora parve una frase incauta, seppure nel cuore profondo del Deccan le fondamenta dell’ultimo grande Impero già scricchiolavano.
Sei minuti esatti fra prove e sound-check e gli Horse se ne ritornarono nella loro tenda canadese a fumare oppio afghano nell’umido della jungla.
Al loro confronto i Black Widow parevano la London Symphonic Orchestra. Schierati con sei membri sul palco, avevano un ordinato arsenale di strumenti disparati: dall’organo Hammond di Zoot Taylor, al flauto traverso e al saxofono, fino alle cinque diverse chitarre acustiche di Jim Gannon; poi la batteria Ludwig del percussionista Romeo Challenger, un set di bonghi e tamburelli di ogni dimensione; addirittura campane tubolari e vibrafono.
Ossessionati dalla stampa britannica nel banale confronto - scontro con i Black Sabbath, la band dell’ occultista Jim Gannon era piuttosto un tipico combo del nuovo rock progressivo che aveva in King Crimson e Colosseum i propri apripista. Ma il volume a cui suonavano era davvero esagerato e questo, più ancora dei temi dei loro testi o del loro stesso nome, li accostò alla Heavy Music di Led Zeppelin e Grand Funk. E se i Black Widow furono mai un gruppo metal, furono di certo il primo ad allineare una preparatissima “sezione di fiati”, in realtà il solo eclettico Clive Jones, sempre pronto a rilanciare assoli jazzati e morbidezze da cocktail lounge. All’epoca incidevano per la CBS e come mai non gravitassero anche loro in orbita Vertigo resta un mistero.

Allega:



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Inviato: 2012/7/4 10:18
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito: aggiornamenti
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Da oggi per le prossime due settimane, il blog pubblicherà a puntate l’ultimo racconto del ciclo di Paganesimi Elettrici: Wim Wenders e il Fauno.
Al termine sarà dedicato ampio spazio alla discografia citata e alla playlist dei brani recensiti.

Inviato: 2012/7/11 8:06
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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indipendentemente dal contenuto che può essere buono o cattivo, lodi, lodi, lodi. Sempre lodi a chi rende disponibili gli ebook al loro UNICO E SOLO GIUSTO PREZZO. cioè 0

fatevi furbi, e non comprate gli ebook a pagamento, o magari, in futuro, avremo fahrenheit 451 e i vigili, per ordine degli ebookisti a pagamento, verranno in casa a bruciarci i libri veri e tratteranno chi si ostina a non pagare per licenze limitanti, ma esige il possesso di ciò che compra, da pericoloso eversore

Inviato: 2012/7/11 11:54
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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Grazie Armandillo, credo anch'io che viviamo un tempo di svolta per la diffusione della cultura...e il mio piccolo contributo (oltre il blog) è questo e-book.
Se si diffonderà questa pratica la Qualità arriverà senz'altro, sembra brutto da dire ma anch'essa, a volte è questione di numeri...

Inviato: 2012/7/11 16:17
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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Paganesimi Elettrici è L'E-book "in adozione" del mese di Agosto su Storia Continua

http://www.storiacontinua.com/e-book/paganesimi-elettrici-5-racconti-in-adozione/

Inviato: 2012/8/5 9:14
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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Paganesimi Elettrici è su editato da ozoz: sito di ecommerce, non può essere linkato
Ringrazio la redazione del sito che ha trasformato i miei files in un e-book formattato professionalmente e distribuibile gratuitamente!

Inviato: 2012/9/3 15:50

Modificato da ozoz su 5/9/2012 8:45:29
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Re: Paganesimi Elettrici - E-Book gratuito
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peccato però che l'abbia fatto col probabile proposito di aumentare la vetrina gratuita nella speranza che altri siano attirati a pagare per licenze di accesso a surrogati digitali a pagamento

ribadiamo il NO AGLI EBOOK A PAGAMENTO HERI HODIE SEMPER

Inviato: 2012/9/4 9:11
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