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Questione di statistica
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Ho 22 anni e, fino ad oggi, ho scritto dieci racconti che secondo me valgono la pena di esser letti; se dovessi autogiudicarmi direi che, al momento attuale, scrivo discretamente ma ho ancora davanti moltissima strada da percorrere, sebbene possa ritenermi ormai fuori dalle paludi adolescenziali delle velleità artistiche campate per aria. Fra il 2002 e il 2003 ho partecipato a una decina di concorsi, vincendo una menzione e una segnalazione per due diversi racconti (quindi nessun primo, secondo o terzo premio). L'idea che mi sono fatto fino ad oggi è che convenga partecipare al maggior numero di concorsi possibile, perché: 1) non è mai detto che non si riesca a vincere, per un motivo o per l'altro (talento, fortuna, nessun testo migliore del vostro partecipante a quel concorso); 2) come ho già letto qui su ozoz, partecipare significa comunque farsi conoscere dai membri della giuria; 3) se le giurie fossero obiettive, si potrebbe avere un'utile indicazione sul valore della propria scrittura, specie quando il regolamento prevede non solo la proclamazione dei primi tre classificati, ma dei primi dieci, dei primi venti... Sono ovviamente molto scettico per vari motivi nei confronti dei concorsi letterari: chi sono i membri della giuria? Che criteri applicano per la valutazione (forma, contenuto, ecc.)? Ci sono partecipanti raccomandati?, ecc. ecc. Però, a parte raccomandazioni e invio diretto delle opere a qualche casa editrice, non vedo altro modo per fare strada in letteratura. E proprio a questo riguardo non sottovaluterei l'altra possibilità (contatto diretto con le case editrici): se non ho capito male c'è una tizia che ha vinto, fino ad oggi, una settantina di primi premi a concorsi letterari vari. Ora, mi dico io: se questa qui continua a fare concorsi, si vede che non pubblica; e se non pubblica, si vede che vincere un concorso non è poi così importante come sembrerebbe a chiunque. Ecco perché ho deciso di provare a mandare qualcosa a tre-quattro editori: come indica ozoz, inizierò da Minimum Fax ed Einaudi; personalmente vi suggerisco inoltre di visitare il sito della Sironi, che sembra abbastanza disponibile verso i nuovi autori. Per il resto... in bocca al lupo a tutti!

Inviato: 2003/10/23 13:10
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Re: Questione di statistica
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caro sandokan, ti dico la mia in qualità di partecipante (da due anni) a concorsi,e di aspirante scrittore (sono due cose diverse). se partecipi per farti conoscere, lascia stare e risparmia soldi e tempo. se partecipi per vincere, è un altro discorso,allora devi scrivere quello che piace alle giurie, che spesso sono composte da persone che non leggono, e non so se sanno scrivere (visto che spesso vengono premiati testi che hanno litigato con la grammatica); di solito, le giurie sono composte da gente che l'autore più recente che ha letto è manzoni, e questo spiega molte cose. un anno fa mandavo ai concorsi quello che piaceva a me, e i risultati erano scarsi, oggi sto cominciando a scrivere quello che piace alle giurie(buonismo, buonismo e ancora buonismo)e i risultati sono più concreti: ma questo gratifica solo il portafogli. parlavi di una che ha vinto una settantina di primi premi e non ha pubblicato, o magari lo ha fatto a pagamento: logico. i premi sono una cosa a sè, che nulla hanno a che vedere con il mondo dell'editoria: lì ci vogliono le idee, e spesso non bastano nemmeno quelle, mentre le "marchette" da concorso sono un'altra cosa. certo, potrai dire che ci sono premi con in palio la pubblicazione: è vero, ma tutto si risolve a 50, 100 copie che dovrai venderti da solo o regalare.per la raccolta di racconti, se vuoi prova ma è tempo perso. un esordiente, a meno che non sia bravo come carver,( a proposito di minimum fax), difficilmente riuscirà a trovare spazio con qualcosa di diverso da un romanzo. la raccolta di racconti la si pubblica a un autore di successo, andando a ripescare roba vecchia, per battere il ferro in attesa del nuovo romanzo.

Inviato: 2003/10/23 14:39
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dico la mia...
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non posso entrare nel merito dei concorsi di narrativa in quanto da un paio d'anni mi capita di partecipare a quelli di poesia, forse la sutuazione è un po' diversa, tuttavia provo ad esporre i miei criteri di scelta:
. Partecipo prevalentemente a concorsi con montepremi in denaro, indipendentemente dalla tassa di lettura (e diffido di quelli che calcolano i premi in percentuale della somma raccolta con le iscrizioni);
. Cerco di recuperare i nomi dei vincitori degli anni precedenti, tra i quali ci possono essere poeti che conosco (anche solo di nome) e di cui stimo i versi, e altri di cui posso trovare componimenti su internet;
. Controllo i nomi in giuria, e diffido di quelli che li rendono noti solo dopo la premiazione;
. Privilegio i concorsi che richiedono la forma anonima di invio, e che (pochi) rendono note le classifiche con i relativi punteggi (tipo Cuore di Tenebra, se qualcuno l'ha presente).

Personalmente non partecipo con marchette da concorso ma con testi in cui credo, e in qualche occasione mi è andata abbastanza bene.
saluti
g

Inviato: 2003/10/23 15:40
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Re: Questione di statistica
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La situazione non è rosea. Non ho molta fiducia nei concorsi letterari, specie quelli in cui si chiede un contributo. Forse dobbiamo rassegnarci a pubblicare a pagamento, almeno per avere un biglietto da visita quando ci proponiamo ad una casa editrice.Francamente non credo che ci sia una soluzione al fatto che in Italia si legge poco e che le case editrici non pubblichino esordienti. Forse dovremmo produrci da soli i nostri libri e venderli, se ci riusciamo. Che ne pensate?
AnnaRCitazione:

Sandokan ha scritto:
Ho 22 anni e, fino ad oggi, ho scritto dieci racconti che secondo me valgono la pena di esser letti; se dovessi autogiudicarmi direi che, al momento attuale, scrivo discretamente ma ho ancora davanti moltissima strada da percorrere, sebbene possa ritenermi ormai fuori dalle paludi adolescenziali delle velleità artistiche campate per aria. Fra il 2002 e il 2003 ho partecipato a una decina di concorsi, vincendo una menzione e una segnalazione per due diversi racconti (quindi nessun primo, secondo o terzo premio). L'idea che mi sono fatto fino ad oggi è che convenga partecipare al maggior numero di concorsi possibile, perché: 1) non è mai detto che non si riesca a vincere, per un motivo o per l'altro (talento, fortuna, nessun testo migliore del vostro partecipante a quel concorso); 2) come ho già letto qui su ozoz, partecipare significa comunque farsi conoscere dai membri della giuria; 3) se le giurie fossero obiettive, si potrebbe avere un'utile indicazione sul valore della propria scrittura, specie quando il regolamento prevede non solo la proclamazione dei primi tre classificati, ma dei primi dieci, dei primi venti... Sono ovviamente molto scettico per vari motivi nei confronti dei concorsi letterari: chi sono i membri della giuria? Che criteri applicano per la valutazione (forma, contenuto, ecc.)? Ci sono partecipanti raccomandati?, ecc. ecc. Però, a parte raccomandazioni e invio diretto delle opere a qualche casa editrice, non vedo altro modo per fare strada in letteratura. E proprio a questo riguardo non sottovaluterei l'altra possibilità (contatto diretto con le case editrici): se non ho capito male c'è una tizia che ha vinto, fino ad oggi, una settantina di primi premi a concorsi letterari vari. Ora, mi dico io: se questa qui continua a fare concorsi, si vede che non pubblica; e se non pubblica, si vede che vincere un concorso non è poi così importante come sembrerebbe a chiunque. Ecco perché ho deciso di provare a mandare qualcosa a tre-quattro editori: come indica ozoz, inizierò da Minimum Fax ed Einaudi; personalmente vi suggerisco inoltre di visitare il sito della Sironi, che sembra abbastanza disponibile verso i nuovi autori. Per il resto... in bocca al lupo a tutti!

Inviato: 2003/10/23 15:44
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Re: Questione di statistica
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Fabrizio ha scritto:Citazione:
un esordiente, a meno che non sia bravo come carver,( a proposito di minimum fax), difficilmente riuscirà a trovare spazio con qualcosa di diverso da un romanzo. la raccolta di racconti la si pubblica a un autore di successo, andando a ripescare roba vecchia, per battere il ferro in attesa del nuovo romanzo.

Lo pensavo anch'io. Adesso invece inizio a ricredermi.
Molte case editrici privilegiano la raccolta di racconti per il semplice fatto che è più facile valutare un racconto che non un intero romanzo.
Sempre più spesso sento dire di scrittori che, invece del solito voluminoso (e costoso in termini di spese di stampa e di spedizione) romanzo hanno inviato qualche racconto e hanno ricevuto proposte editoriali.
Se all'editore piace un racconto, può esere che ne commissioni altri, indirizzando l'autore verso i contenuti che "tirano".ù
AnnaR ha invece scritto:Citazione:
Forse dovremmo produrci da soli i nostri libri e venderli, se ci riusciamo. Che ne pensate?

Il difficile non è autoprodursi (si va in una qualunque tipografia e si ha un bel libro anche spendendo cifre relativamente basse). Il problema è la distribuzione.
Una volta stampato il libro, non sarà certo con il porta a porta o con l'apertura di un sito internet (non indicizzato nei motori di ricerca) che ci si può far conoscere.
Diverso arebbe il caso in cui ci si affidasse ad un sito specializzato, che stampi e distribuisca. Ma in questo caso bisogna sapere che visibilità ha il sito in questione e quanto sia realmente serio.

Inviato: 2003/10/23 16:28
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Re: dico la mia...
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per G: d'accordo per i criteri di scelta. seguo anch'io più o meno lo stesso criterio, anche per documentarmi sui gusti delle giurie. purtroppo, nel mio caso la marchetta è necessaria perchè, altrimenti, visto il genere di racconti che amo scrivere, non avrei possibilità alcuna ( ci ho provato, buttando via soldi per un anno). poi ho visto che ci sono professionisti del concorso da qualche migliaio di euro l'anno, mi sono adeguato. per la poesia vale lo stesso discorso, a quanto mi è dato di sapere(purtroppo non so scrivere poesie), e i premi spesso sono scandalosamente cospicui.
per il web master: il tuo punto di vista mi sembra fantascientifico, a meno che non ti riferisca a editori a pagamento, ma in quel caso va bene tutto, anche la lista della spesa.

Inviato: 2003/10/23 16:34
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per la poesia....
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...beh alcuni cospicui sì. Riguardo allo scandalosamente, dipende: sarà perchè partecipo a pochi e scrupolosamente selezionati concorsi, ma qualcuno di buono esiste (a mia esperienza o di fidati amici direi più di una decina); qualche nome?
non in ordine di preferenza, ma come mi vengono in mente...
Rabelais
Tirinnanzi
De Palchi Raiziss
Novipoesia
Giorgi
Giovani Talenti
Tobagi
Gamberini (le 4 porte)
Città di Sesto
Dialogo
Cuore di tenebra
Montagni - Città di Rufina
Miramare - Rimini

spero di essere stato utile, se me ne viene in mente qualcun'altro continuo la lista

saluti
g


Inviato: 2003/10/23 17:12
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Re: per la poesia....
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per G: lo scandalosamente era da intendersi in senso buono. d'accordo per alcuni dei concorsi da te citati (il rabelais, tra l'altro, è organizzato da un mio (quasi) compaesano), ma solo per perchè gli altri non li conosco. posso confermare per:
gamberini
cuore di tenebra
tirinnanzi( a proposito di montepremi scandalosamente cospicuo)
rabelais, appunto.

Inviato: 2003/10/23 17:34
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