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1 Utenti anonimi
Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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2009/10/21 19:04 Da Berlino
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Dopo aver deciso di affidarmi ad un'agenzia (e lo consiglio vivamente), ho cominciato a dare uno sguardo su internet per capire i servizi che venivano offerti, i costi, e le garanzie e i tranelli. Ho scartato innanzitutto quelle che per fare una valutazione e una rappresentanza non prendevano un anticipo, ma avrebbero guadagnato sul numero delle "copie vendute". A mio parere questo è un tranello bello e buono, perchè sono pochi tra coloro che si affidano ad un'agenzia letteraria ad arrivare alla pubblicazione, e sono ancora meno (pochissimi) coloro che producono guadagni "seri". Quindi un agente che vive di numero di copie vendute, o rappresenta grandi scrittori o... a me insospettisce... Poi ho valutato i costi della lettura critica: ho visto che si aggirano più o meno sulla stessa cifra. Diciamo dai 200 ai 400 euro (chiaramente dipende anche dalla lunghezza dell'opera). Supponendo che il mio scritto fosse valutato positivamente, ho poi valutato le modalità dei servizi offerti. Alcune agenzie offrono un servizio che prevede editing, rappresentanza alle case editrici, e promozione, tutto in un unico contratto, per un determinato costo annuo. Altre invece spezzettano questo in servizi più mirati: contratto per l'editing, contratto per la rappresentanza ad una casa editrice, e contratto di promozione. Io ho scelto per la seconda possibilità: mi sembrava più trasparente come strategia. Infine, ho valutato se l'agenzia avesse anche dei "ruoli paralleli": organizzazione di scuole di scritture, promozione di eventi, promozione di autori presso le fiere dei libri più importanti... questo perchè ho pensato che se un'agenzia "mette la faccia" organizzando eventi importanti, non può permettersi di comportarsi in modo sleale nei confronti dell'autore. Tutto questo messo insieme, mi ha portato a scegliere INCIPIT, di Napoli. Li ho conosciuti al festival del libro di Napoli (Galassia Gutemberg, http://it.wikipedia.org/wiki/Galassia_Gutenberg) e mi hanno subito convinto. Hanno mostrato grande professionalità, costi adeguati, serietà e "presenza sul territorio" con eventi letterari di diverso tipo... Insomma, la scelta è un po' delicata, ma una buona agenzia letteraria, secondo me, è fondamentale per lo scrittore emergente/esordiente.
Inviato: 2/5 12:31
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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Grazie sei stato veramente esaustivo, sto iniziando a convincermi che abbia un senso e un valore l'esistenza delle agenzie letterarie, e che non siano un sottobosco oscuro.
Farò un giro per internet tenendo presenti le tue lucide indicazioni.
Inviato: 2/5 12:49
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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Art... l'idea dell'agenzia non è male. Sto convincendomi sempre di più che dovrei buttarmi, però non so quante agenzie possano appoggiare la poesia.
![]() Non farlo significa comunque perdersi in un mare di illusioni e tranelli... e poi perdere tanto tempo. Invece affidarsi a gente che lavora per te e ti rappresenta... ![]()
Inviato: 2/5 14:14
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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Si anche io sto inizando a pensare seriamente di affidarmi ad un'agenzia, ci sono varie discussioni a tal proposito su Ozoz e iniza anche a sembrarmi un modo per prendere un impegno con me stessa. DEVO terminare la revisone del mio romanzo, dopodichè DEVO contattare un'agenzia. Cercare da sola Case Editrici un pò mi ha stancata, devo essere sincera.. Non che abbia inviato ovunque il mio romanzo, ma è una fase che (non nego che sia per pigrizia!) stavolta voglio evitare.
Inviato: 2/6 12:18
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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... Quando vi dicevo di condividere le emozioni con voi. Ecco, oggi è una di quelle giornate che andranno catalogate come "felici".
Lo so, è solo un accenno, è solo un articolo, è solo un "indizio"... Vi spiego: è uscito un articolo sulla STAMPA (libri) dove si parla della mia casa editrice, Aìsara, e delle uscite future. Tra queste, si accenna al mio romanzo. Si dice: "(...) Zagreb, la Jugoslavia della guerra civile, del napoletano Arturo Robertazzi" Date uno sguardo: http://tiny.cc/gJ1Ln Quando l'ho letto io, due lacrime, piccole, ma cariche di emozione, sono scese. Arturo
Inviato: 2/13 11:06
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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Frà, fatti dare una virtuale pacca sulla spalla.
![]() P.S. spero che non ti offenda silvietto.
Inviato: 2/13 14:01
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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Il titolo del romanzo.
Una delle scelte più importanti riguardo la "forma" finale del romanzo è sicuramente quella del titolo. Vi dico subito che nel contratto che io ho firmato (che comunque è abbastanza standard) l'autore può suggerire il titolo, ma l'editore ha l'ultima parola. Questo perché il titolo (insieme alla copertina) è l'uncino principale per chi compra. È, diciamolo pure, questione di marketing. La storia del titolo del mio romanzo, in breve, è questa. Il primo titolo che io scelsi, quando cominciai a scrivere, era "Drazen Vivic non deve morire". Bello, ma immediatamente abbandonato per la somiglianza con Misery. Purtroppo. Allora cambiai radicalmente, pensando a un "L'Angelo dell'inferno". Anche questo abbandonato perché era troppo Dan Brown, anche se all'epoca (parliamo di quasi 10 anni fa) nessuno lo conosceva... Insomma, per non farvela lunga, al momento di proporre il romanzo all'agenzia letteraria, lo "confezionai" con il titolo "Drazen Vivic avrebbe meritato di vivere". Titolo orrendo, forse, tant'è che fu cambiato in fase di editing per approdare a quello definitivo: ZAGREB. Adesso mi aspetta la scelta della copertina, e il "mostro finale", l'editing...
Inviato: 3/5 17:41
Modificato da ArtNite su 5/3/2010 21:57:01
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Re: Nascita di un romanzo: dalla firma del contratto agli scaffali delle librerie |
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Scrivere e Rileggersi.
Uno dei timori più grandi per chi scrive, sembrerà sciocco, è rileggersi. Spesso si sente dire: "Non mi piaccio mai quando mi rileggo!". In effetti, rileggersi è come rivedersi in una vecchia fotografia, scattata un paio di anni prima, e notare un taglio di capelli banale, qualche chilo di troppo e il pullover rosso che più brutto non si può... È una reazione normale, ma si può, anzi si deve, porre rimedio. Contattato dalla mia editor, mi è stato comunicato che nei prossimi giorni dovrò rileggere ZAGREB tenendo a mente alcuni aspetti che mi verranno indicati. Temo questo momento... ma allo stesso tempo sono fiducioso. Questo perché ho speso (quasi) due anni della mia vita a potare frasi inutili, a ripulire capitoli e a levigare lo stile. Ho letto e riletto il romanzo centinaia di volte (e non esagero). Ho imparato con ZAGREB che uno scrittore DEVE lavorare su un testo, e che lavorare non è l'impulso poetico e romantico che spesso si crede. È un lavoro da certosini, a volte anche noioso, che fa brillare sotto lo sporco l'oro che c'è (o che si spera ci sia). Scrivere, ahimè, è fine mestiere, non pura ispirazione. Sul mio blog ho postato su questo argomento due post (e un altro è in arrivo) dal titolo "Scrivere e Rileggersi". Se vi va, fateci un salto: http://destinazionecervello.splinder.com/
Inviato: 4/1 16:40
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Sono appena tornato dal Salone Internazionale del Libro di Torino.
Beh, è stato emozionante. Nei prossimi giorni racconterò sul mio blog gli incontri, i libri che ho comprato, le persone che ho conosciuto. Qui, invece, volevo riportare le ultime notizie su ZAGREB. Ho incontrato personalmente l'Editor a Torino (la casa editrice e l'agente) e venerdì scorso abbiamo discusso attentamente le operazioni da svolgere sul testo. Lo stile, dice l'editor, deve essere reso omogeneo. Deve oscillare attorno a un "valore medio" e solo in punti precisi deve spiccare in modo da mandare un chiaro segnale al lettore. Al momento il testo presenta della sbavature, vanno corrette. Lavoreremo su alcuni personaggi, che vanno caratterizzati con qualche pennellata in più in alcuni casi, o in meno, in altri. Forse aggiungeremo un paio di episodi per integrare alcuni punti della storia e, la parte meno dolorosa, bisognerà riorganizzare i capitoli e i paragrafi. Il titolo, ZAGREB, va bene a tutti. Sembra tanto lavoro... per inizio luglio dovremo aver concluso, perché per fine agosto dovremo consegnare il testo finito. Il romanzo dovrebbe uscire a Novembre. Insomma, i prossimi mesi saranno quelli decisivi!! Wish me good luck! Arturo
Inviato: 5/17 16:01
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In pratica... un diamante da sgrezzare.
Inviato: 5/17 16:10
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