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Fahrenheit 9/11

Fahrenheit 9/11 è un film-documentario del 2004 diretto dal regista statunitense Michael Moore. A causa delle critiche espresse contro l'amministrazione del presidente statunitense George W. Bush il film suscitò molte polemiche e opinioni contrastanti alla sua uscita.

Il titolo del film si rifà a quello del romanzo di Ray Bradbury, Fahrenheit 451. Il richiamo è ancora più enfatizzato nella tag-line, The temperature where freedom burns (la temperatura a cui la libertà brucia), ispirata a The temperature at which books burn di Fahrenheit 451. Bradbury si è detto molto infastidito dal "furto" del titolo, chiedendo più volte le scuse di Moore ed un cambio di titolo del film.[1][2]

Il film verte sui legami segreti tra la famiglia del presidente degli Stati Uniti George W. Bush e la famiglia Bin Laden, ponendo l'accento su quelle che, a detta del film, sono state strumentalizzazioni politiche degli attentati dell'11 settembre 2001, con le seguenti campagne militari americane in Afghanistan ed Iraq. In merito ai legami fra le famiglie Bush e Bin Laden, il film cita una serie di fonti [3] la famiglie Bush e Bin Laden erano entrambe investitori del Gruppo Carlyle. Dopo gli attentati dell'11 settembre, la famiglia Bin Laden fu costretta dalla direzione del Gruppo a liquidare le proprie quote [4]. Bush Senior fu Senior Advisor nel Carlyle Asia Board per due anni, e la famiglia Bin Laden nominò nel 1976 James Bath, amico dei Bush, amministratore degli investimenti della famiglia in Texas [5]. La mattina del'11 settembre George Bush Sr. e Shafiq bin Laden erano fra i presenti alla conferenza annuale degli investitori del Gruppo Carlyle, al Ritz-Carlton hotel in Washington, DC [6].

[7] Fra il 14 e il 24 settembre 2001, 6 voli charter riportano in patria 142 persone di nazionalità saudita, dei quali 24 erano membri della famiglia Bin Laden, altri della casa regnante Saudi. Il 14 settembre, tre sauditi rientrarono in patria con un volo dal Tampa International Airport a Lexington, Ky, con successivo cambio per l'Arabia Saudita[8]. Uno di questi voli, il 20 settembre, rimpatriò 26 persone, la maggior parte delle quali appartenenti alla famiglia Bin Laden [9].


Il film ha rischiato fino all'ultimo di non essere proiettato negli Stati Uniti, in quanto la Walt Disney Company, produttrice del film, si è pentita e ne ha bloccato la distribuzione, subendo numerose e pesanti critiche, soprattutto a fronte della vittoria della Palma d'oro al Festival di Cannes 2004. Successivamente il film, che nel frattempo ha trovato distributori in tutto il mondo (gli USA sono stati il penultimo paese, prima solo dell'Albania), è stato acquistato dalla Miramax per sei milioni di dollari. Dopo l'iniziativa della casa di Harvey e Robert Weinstein, il film è stato distribuito negli USA da un gruppo di case di distribuzione, battezzato da Moore (con un chiaro riferimento a Bush e l'Iraq) la "coalizione dei volenterosi": si tratta, oltre alla Miramax, della Lions Gate e dell'IFC Films. Successivamente il documentario è diventato un successo strepitoso al botteghino battendo ogni record nel 2004.

Inviato: 2009/12/18 13:53
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Re: Recensioni!
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Ciao ragazzi, mi pare di non aver visto uno spazio per postare recensioni sui film preferiti e quindi mi permetto di aprirne una ;) A me questo film/documentario è piaciuto tantissimo, una visione del mondo e dei fatti che deve essere assolutamente conosciuta e poi che ognuno la pensi come vuole ;)

Inviato: 2009/12/18 13:57
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Avatar

Il Film Avatar è talmente impressionante da arrivare al miglior risultato possibile, ossia il fatto che, a un certo punto, non ci pensi più e te lo godi come se stessi vedendo veramente delle persone (o degli esseri) in carne e ossa.
Che siamo arrivati a una maturità senza pari è indubbio, tanto che anche qualche piccola concessione allo spettacolo più facile non dà troppo fastidio.
Inoltre Cameron ha l'intelligenza di non scegliere storie troppo complesse per i suoi film, in modo da suscitare sentimenti forti e semplici.
Veniamo ai limiti: il mancato approfondimento.
Perché non approfondire meglio le tradizioni di questo popolo, che quando vengono mostrate non smettono di affascinare? Non si poteva sviluppare meglio un possibile triangolo amoroso che avrebbe reso i rapporti ancora più intensi? E il problema dell'identità (umana o Na'Vi) di Jack non andava affrontato con minore rapidità? Così è difficile capire il senso delle scelte dei personaggi, in particolare quando i 'cattivi umani' optano per iniziare l'attacco o invece non fanno fuori il protagonista collegato con il suo avatar.

Inviato: 2011/3/5 10:57
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Re: Recensioni!
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Il cigno nero

Un film cervellotico sì,con qualche momento di vera tensione, un po' claustrofobico, non noioso, ma un po' freddo.
Brava la Portman (anche se ha sempre l'aria da prima della classe), ma la trama è un po' debole. Alla fine tutto si regge sulla protagonista e gli altri attori sono davvero solo di contorno.
Insomma, non mi ha convinto del tutto.

Inviato: 2011/3/5 17:51
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