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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Infatti! Ed in più mettiamoci il momento.. in questo momento avrei avuto bisogno di qualcosa di più forte. Ed in più l'essere arrivata alla fine di un libro che parla di guerra, di salti temporali e di fantascienza (dell'esterno quindi, anche se sicuramente per motivi o scopi "interni") già è tanto per me. Adoro leggere poesie e romanzi introspettivi, dove c è la storia dell'interno del personaggio o dove le sue emozioni sono in primo piano.
Ma ascolto volentieri spirulina e strammaio se vorranno darci le loro motivazioni, premesso che l ho letto fino alla fine, mi ha sorpresa come ho detto in vari punti e molte frasi le ho sottolineate perchè le ho trovate (appunto!) molto profonde e sentite.

Inviato: 2009/11/11 11:26
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Ma non è una gara!
Penso che spirulina intendesse trasferire una sensazione nota a tutti gli amanti della lettura: se ami un libro pensi che debba piacere per forza a tutti. Se non succede o ci resti male o pensi che quel lettore non sia molto sensibile... Immagino che spiru, così coem me, respinga "la seconda che ho detto"

Tra l'altro, concordo con lei sul limitato coinvolgimento delle prime pagine, necessarie ma non le migliori.
Per quanto riguarda lo sbilanciamento, penso di dovermi spiegare meglio.
Credo che ci sia un motivo psicologico e una precisa scelta autoriale nel relegare il massacro di Dresda alla fine del romanzo e nel risolverlo in poche pagine e in modo piuttosto asciutto (l'ho già spiegato in un intervento precedente e non mi dilungherò oltre, giuro!), ma resta il fatto che il romanzo è strutturalmente sbilanciato.
Penso a un manualetto che ho letto ultimamente (niente di eccezionale davvero, ma un'idea meritava attenzione), si tratta di "Come si scrive un giallo" di P. Highsmith.
L'autrice spiegava che, prima di iniziare un giallo, lei suddivide in pagine la storia, si crea mentalmente un quadro di quanto spazio dovranno occupare tutti gli eventi e questo le permette di dedicare la giusta attenzione a tutto. Ecco, è sotto questo punto di vista che ritengo Mattatoio sbilanciato. Se, poi, mi si contesta che questo stesso sbilanciamento ha una sua ragione narrativa ok, non lo metto in dubbio, anzi l'interpretazione di spiru mi trova concorde, però lo sbilanciamneto c'è e - lo ammetto, vah! - a me ha un pò infastidito alla fine...

Inviato: 2009/11/11 15:27
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Ho letto con grande interesse le vostre riflessioni e posso dire di condividere tutto.

A questo punto, forse, dovremmo provare ad entrare nel dettaglio...Ci siamo confrontati sulla complessità dell'intreccio sugli escamotages narrativi che fanno del romanzo una romanzo molto particolare!

Perchè non parliamo, per esempio, di Billy citando le righe che sono, secondo voi, più "rappresentative" o "indicative"? Io purtroppo non ho il libro ma sarei felicissima di commentare le frasi che sceglierete.

Apriamo un altro topic?

Inviato: 2009/11/13 9:43
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Credo che i temi da affrontare sarebbero due: come viene inteso l'attimo ed il tempo su Trafalmadore, e come viene intesa quindi la vita, essendo fatta di ritorni, di non-morte, di attimi già prestabiliti.
Ri-incollo le frasi per me più significative.

"E' ora che io muoia un pò, e poi ritorni a vivere"

"Prenda la vita momento per momento e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra." ( conversazione tra alieno e Billy).

"Se sapete tuttp questo (come finirà la terra) non c è qualche sistema per prevenirlo?"... "L'ha sempre premuto e lo premerà sempre. Noi lo lasceremo sempre fare. Il momento è strutturato così".

"C è una cosa che i terresti potrebbero imparare a fare, se davvero di sforzassero: ignorare i brutti momenti e concentrarsi su quelli buoni"

Inviato: 2009/11/15 12:44
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Ah.. se sarà aperto un nuovo topic le ri-ri-incollerò senza problemi

Inviato: 2009/11/15 12:45
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Vabbè, ma a che serve?
Dico, riportare le frasi senza spiegare cosa hanno significato per ognuno?

E anche aprire un altro topic, a che serve?
Stiamo qui, parliamo di questo libro QUI. E ORA, non fra vent'anni... Non interviene nessunoooo?
Su, ragazzi!

Laura chiede perchè non parliamo di Billy.
Ok, parliamone.
In realtà non ho moltissimo da dire, ma iniziamo con queste 3 riflessioni:
a) il cognome Pilgrim, Pellegrino, è un cog-nome parlante: Billy è pellegrino del tempo, viaggia di qua e di là, ma a differenza dei pellegrini che si muovono per andare a vedere e adorare, lui su Tralfamadore viene visto e adorato. é al centro dell'attenzione, sotto una campana di vetro e ogni suo gesto, anche il più intimo e privato, diventa oggetto di curiosità e studio.
C'è da riflettere.
E la riflessione mi porta molto lontano dalla guerra, da QUELLA guerra, e da quella storia. Mi porta a oggi, ai Grandi Fratelli, e a quello che siamo (o che ci voglion ofar diventare...). Ammetto che è una riflessione un bel pò forzata rispetto a llibro, ma inevitabilmente quando leggo tendo a riportare ciò che più mi colpisce alla mia vita e alla realtà che mi circonda. Solo così un libro parla (e continua a parlarmi nel tempo...)

b) Billy mi ricorda tantissimo Forrest Gump. Disadattato forunato re Mida, a cui nella vita le cose vanno bene. (penso a DOPO la guerra, ma anche durante la guerra... lui è uno che se la cava, quasi sempre senza merito).

c) Billy è anche un anaffettivo. I suoi rapporti interpersonali sono (sia sulla Terra che su Tralfamadore) rapporti di superficie, ma non perchè lui scelga, calcoli e non senta, ma perchè Vonnegut ci parla di un uomo che è un pò qua e un pò là e ciò inevitabilmente fa sì che non sia nè qua nè là totalmente...
Amare non ama. Semmai ha affetti (pensate a come vengono descritti i suoi rapporti con moglie e figli). Stimare non stima, semmai si infatua d iqualcuno (es Rosewater e Kilgore Trout).
(NB: tra l'altro anche Rosewater è un nome parlante, no? molto azzeccato per il personaggio che tenta di essere gentile e per farlo deve rapportarsi per esempio con la madre di Billy in un modo che non può non essere superficiale, gentile, educato... all'acqua di rose).

Inviato: 2009/11/15 14:02
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Strammaio ha scritto:
Penso che spirulina intendesse trasferire una sensazione nota a tutti gli amanti della lettura: se ami un libro pensi che debba piacere per forza a tutti. Se non succede o ci resti male o pensi che quel lettore non sia molto sensibile... Immagino che spiru, così coem me, respinga "la seconda che ho detto"

E io sottoscrivo!

Quanto ad aprire un nuovo topic, è meglio continuare qui. Tanto che differenza fa?


Invece, parlando di Billy Pilgrim, io lo vedo attonito di fronte alla vita. Uno che accetta sempre tutto, come immodificabile. Perchè la vita è fatta di momenti strutturati così, come dicono i tralfamadoriani. Vive in uno stato di stupore perenne, è un imbambolato consapevole però, perchè ha imparato che siamo "tutti, insetti in un blocco d’ambra".

Non mi sembra però che abbia imparato a "ignorare i brutti momenti e concentrarsi su quelli buoni". Ma questo è un limite tutto umano.

In ogni caso è una figura un po' monodimensionale, nel senso che non è un personaggio con molte sfaccettature, non ha una personalità variegata, ma è un soggetto strumentale alla narrazione. Non è mica uscito da un romanzo russo Eppure provo simpatia.

Mi piace lo stile di Vonnegut, mi piace il modo in cui ha affrontato il tema della guerra, l'emotività contenuta, alcune immagini d'impatto, l'intrecciarsi di più piani narrativi e anche Billy Pilgrim

Inviato: 2009/11/15 16:00
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Riportavo le frasi per rispondere alla proposta di Laura, e credo siano quelli gli argomenti più interessanti. Il tempo, la morte, il libero arbitrio. Hai ragione nel dire che ho riportato frasi senza dire cosa ne penso, ma ero estremamente di fretta e ho potuto fare solo un veloce copia incolla.
Rispondo subito alle tue riflessioni, che ho trovato davvero molto interessanti.
a) Avevo notato il cognome e condivido la tua riflessione circa il pellegrino del tempo. Penso che il fatto che viaggia nel tempo casualmente e senza poter scegliere da una parte nasconda l'impotenza del personaggio (e del genere umano in generale), dall'altro la superiorità di questi eventi, che quasi muovono gli uomini come marionette. Gli viene salvata la pelle viaggiando nel tempo, ma è casuale. Non ha superpoteri, non decide, non SI SALVA. Ma viene salvato si può dire. Dal caso. Dalla scelta del destino. Intendo quando viaggia nel tempo in momenti magari critici (picchiato, nel freddo, sul punto di svenire ecc..). L'impotenza e debolezza dell'uomo e l'invitabilità della guerra di conseguenza.
b) concordo, e forse è quello che dicevo io prima. Anche perchè, ricorderete, è una persona che fa domande (raro) ma non da risposte a nessuno perchè credo non ne abbia. Che parla poco, che non prende decisioni.
c) E' uno dei motivi per cui il libro mi è.. scivoltato addosso! Non ci sono sentimenti, emozioni, paura, dolore, gioia.. niente! Io lo intendo così: la guerra fa evaporare direi ogni umanità. Dis-umanizza le genti. Da notare inoltre che Vonnegut descrive anche gli eserciti come spietati e non uniti neanche con i compagni. Unico segno di umanità, che non credevo di trovare, è che Billy ”ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”.. Ma anche qui mi sembra più che un pianto di debolezza, dolore, rabbia (o di un'emozione qualsiasi) un pianto meccanico. Quasi una malattia di Billy, non una debolezza. Come un piede ingessato o un braccio rotto del compagno.

Inviato: 2009/11/15 16:14
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Oh, grazie! Sono stata un pò antipatica, lo ammetto, ma volevo una reazione. Eccone due, e molto interessanti.

In particolare, per ricollegarmi a fenice e al suo punto a):
credo tu abbia ragione quando dici che Billy non si salva, ma è salvato dal destino e (contemporaneamente nella narrazione) dall'autore, che nei momenti più critici ce lo mostra prendere il volo verso un altro posto e un altro tempo.
Spesso durante la lettura, in questi moemnti, continuavo a leggere cheidendomi "Sì, ma nel frattempo che gli succede di là? Vonnegut me lo dirà che gli succede poi, di là?"
E non lo ha fatto mai (o quasi), mi pare.
Per questo mi sono sentita spesso come in una matrioska... e non so dire se la sensazione sia stata sempre piacevole o meno.

Inviato: 2009/11/15 17:31
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Purtroppo come tu dici non sempre Vonnegut ha risolto il punto, e quando lo ha fatto io non sono stata sempre in grado di ricollegare, perchè non l ho letto tutto di un fiato bensì diviso in un mese quasi. Per me non è stata una sensazione piacevole, ed è il secondo motivo per cui il libro non mi ha incantata diciamo.

Inviato: 2009/11/15 18:07
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