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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Secondo me, non è che Vonnegut non abbia risolto il punto... è che ha voluto lasciarmi in suspance, un pò come i TO BE Continued dei telefilm di una volta...
Tu vuoi sapere, ma inevitabilmente chi decide per te ti porta da un'altra parte... E' stato questo a infastidirmi (più ch infastidirmi, a farmi innervosire). Quanto alla tecnica, la trovo corretta (anche eticamente), efficace, interessante.

Quanto alle figure secondarie, come le trovate?
Se Billy è monodimensionale, che dire di sua moglie, sua figlia o della terrestre con cui è costretto ad accoppiarsi su Tralfamadore (oddio, come si chiamava???)?
E di Trout?

Inviato: 2009/11/17 12:45
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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La terrestre, l'attrice cioè, si chiamava Montana Wildhack. E'strano che se cercate su google il nome, trovate foto (credo del film, non credo sia un'attrice davvero esistita.. bho!) ed in più ne danno descrizioni diverse. Ve ne posto due.
"She is a pornographic movie starlet kidnapped at age twenty by the Tralfamadorians to be Billy's mate"
"She is a model of hig society who was..."
Nel libro se ricordo bene era una attrice, di film porno mi pare. Comunque (anche se va oltre ciò che ci interessa) ci sono almeno dieci Montana Wildhack iscritte a feisbuk a quanto pare, pare sia un nome più comune di quello che sembra visto che su google mi da tanti rimandi a qusto sito
Altra cosa curiosa, è il cognome. Hack mi viene tradotto come burla goliardica per eliminare la tensione di un brutto momento, e wild significa semplicemente selvaggio, crudele, spietato. Mi ha incuriosita questa traduzione da quando l ho letto, forse perchè da K.Vonnegut mi aspetto siginficati nascosti anche dietro i nomi!
Tornando alla caratterizzazione dei personaggi, Montana è un personaggio che definirei a sviluppo.. orizzontale. Cioè interagiosce un minimo con l'ambiente, fa domande, parla a lungo con Billy e gli dice addirituttura: "ho sentito parlare di quando eri al fronte, del paggliaccio che eri.." Lei indovina che lui ha viaggiato nel tempo e gli crede, a differenza della figlia che lo ritiene pazzo e sipreoccupa per lui e della moglie che lo ignora totalmente.
La moglie è totalmente marginale, mi sembra non che lui sia anaffettivo ma quasi che non la possa soffrire! Viene descritta (dall'autore, certo, ma con gli occhi di Billy) come una grossa donna che mangia continuamente ("Valencia era grossa come una casa perchè non riusciva a smettere di mangiare".. "Stava sgranocchiando un sigaro di zucchero.." "gli chiese se voleva una caramella.." "aveva finito il sigaro di zucchero e stava sgranocchiando una via lattea.." ecc) ed i loro rapporti vengono descritti quasi come meccanici.

Inviato: 2009/11/17 13:38
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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A me questa cosa aveva colpito tanto: le donne sono liquidate con una breve descrizione, un connotato che le rende identificabili per il lettore la mglie ha sempre la bocca piena, la figlia è isterica perhè porta su di sè troppi pesi, Montana è una giovane pornodiva con cui lui si accoppia.
Quasi come se Vonnegut avesse voluto prenderci in giro, dico proprio noi donne e stigmatizzare in re figure quello ce lui pensa delle donne: delle rompiballe isteriche che sanno cucinare (è un'estensione un pò forzata della caratteristica bulimica della moglie, lo so), con cui fare sesso abbondante e senza pensieri.

E non va meglio al settore militare: se si eccettua il racconto della guerra, di suo figlio dice che ha sempre pensato fosse un imbecille e poi è diventato un berretto verde.
E di Trout? prima di conoscerlo lo mitizza, suggestionato da quel che di lui ha letto ma anche dalla stima che Rosewater dimostra di provare nei suoi confronti, poi invece lo vede nella sua piccolezza.
Sembra quasi lo infastidisca sentirlo parlare...

Inviato: 2009/11/17 15:08
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Per quanto siano figure trascurabili, nell'universo di Billy, queste donne hanno una forte caratterizzazione; esse rappresentano una certa tipologia umana facilmente rintracciabile!

Non nego che l'atteggiamento di Billy e, sotto sotto, quello dell'autore, mi ha molto infastidito perch mi è sembrato intriso di maschilismo.

Inviato: 2009/11/17 15:15
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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@strammaio: ho percepito anche io questo fastido. Ma SE Billy percepisce il fastidio.. tutto quello che ho letto io è "uhm...". Per me significa personalizzare il concetto che Vonnegut richiama e ripete, il suo "così va la vita", e renderlo un personaggio, anzi il protagonsita, insensibile a tutto ciò che vede e che accade perchè "così va la vita". Una personalizzazione proprio, mi pare cosi si chiamasse quella figura retorica.
@Laura: è vero,come dice strammaio, che purtroppo le donne sono messe in categorie molto fastdiose, ma secondo me un pò tutti i personaggi. Sulle donne, in più, c è la poca descrizione come dite anche voi a fare il resto. Non hanno carattere ne personalità, eppure, compiono azioni sempre abbastanza definite: mangiano, si arrabbiano, si accoppiano ecc. Se gli avesse dato spessore, sarebbero personaggi di tutto rispetto che possono mangiare ecc. senza far sembrare billy maschilista (vonnegut). Trout è allucinato, il compagno di plotone un pazzo, gli inglesi in latrina ubriachi non sono una bella immagine, ecc. Ma di questi ne ha parlato e li fa parlare, si guadagnano un ruolo da personaggio e, quindi, possono anche "vomitare" o "vaneggiare" o "rompere ossa" senza essere categorizzati solo per quello.

Inviato: 2009/11/17 15:33
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Scusate se intervengo solo ora, quando forse la lettura collettiva si è conclusa.
Sono rimasta molto colpita dalle vostre riflessioni sul libro e confesso di aver letto il testo evidentemente in modo diverso dal vostro. Leggevo e non provavo fastidio per la monodimensionalità di Billy, per l'assenza di spessore psicologico dei personaggi, o per il passaggio da un piano temporale all'altro. Semplicemente ero affascinata dal linguaggio, dall'intreccio del racconto, dalla genialità dell'idea, dallo sguardo con cui si guarda il mondo dopo essere stati testimoni della guerra. Soprattutto da quest'ultimo aspetto.
Ho vivide nella mente le immagini dei prigionieri affastellati come cucchiai nei vagoni, o le macerie fumanti della distruzione di Dresda...

Il fatto di essere scivolata nella lettura, se da un lato mi ha intrattenuta nel migliore dei modi, dall'altro non mi ha permesso di riflettere, una volta chiuso il libro, su tutti quei punti che avete indicato. Ho rimediato grazie a voi.
E' stato bello leggervi

Inviato: 2009/11/20 10:11
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Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei. Niccolò Machiavelli
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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Daniela ha scritto:
Il fatto di essere scivolata nella lettura, se da un lato mi ha intrattenuta nel migliore dei modi, dall'altro non mi ha permesso di riflettere, una volta chiuso il libro, su tutti quei punti che avete indicato.

Concordo con Daniela su questo punto e per questo non sono più intervenuto.
Però nel mio caso, se Daniela è rimasta intrattenuta dalla lettura a me invece, è scivolata addosso. Alla fine ho continuato a leggere più per onor di firma che per effettiva voglia.

Inviato: 2009/11/20 13:04
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Non è un poeta colui di cui nessuno legge le poesie.

Marco Valerio Marziale
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Re: [Mattatoio n.5] - Una storia di guerra contro la guerra
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in realtà, l'autore in grado di rendere i concetti attraverso le immagini con un'intensità incredibile; il fatto è che, secondo me, non basta "rendere"...

mi trovo più vicina alle riflessioni degli altri utenti...anche perch non sono riuscita a scivolare nella lettura: sono rimasta sempre vigile, seppur, talvolta, annoiata...

è interessante ciò che scrive Daniela riguardo all'impegno messo nella lettura. leggere richiede tempo e, spesso, quano si termina un romanzo o un saggio, conserviamo l'impressione genrale scaturita, positiva o negativa che sia, senza avere modo di un ulteriore approfondimento...anche perchè, di solito, non ne sentiamo il bisogno, impressionati come siamo dalla lettura appena terminata.

Inviato: 2009/11/24 8:30
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