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Mattatoio n°5 - Kurt Vonnegut
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Kurt Vannegut – Mattatio n°5 (o La crociata dei bambini) / Universale economica Feltrinelli – 196 pg.

Per capire questo romanzo è indispensabile comprendere l’imperativo che ha spinto l’autore a scriverlo. K.V. è stato testimone come prigioniero americano del bombardamento di Dresda, e con questo romanzo ha cercato di chiudere un conto con l’ingombrante passato. Il protagonista, Billy Pilgrim, in seguito ad un incidente aereo subisce un intervento al cervello che lo getterà in uno stato allucinatorio permanente. In questo stato rivivrà il passato di prigioniero a Dresda credendo di tornarci veramente. Naturalmente i ricordi sono intramezzati da momenti di lucidità, che riguardano un passato prossimo e un presente che sono la risultante di tutta una storia che torna inevitabilmente a quei tremendi giorni.

La tecnica narrativa è sperimentale e almeno sul principio si fatica a seguirne i continui salti temporali. Il punto di vista è quello del protagonista, quindi non ci sono aiutini da parte del narratore, si vive il suo flusso di pensiero fino a quando il dipanarsi della storia (intorno alla 150esima pag.) non ci mostrerà la coerenza dei fatti. Quella di un presente che ha corrotto i ricordi: la passione per un autore di fantascienza per esempio, che fa credere per tutto il romanzo al protagonista di fare viaggi nel tempo, aiutato in questo da degli extraterrestri che vivono su Tralfamadore, un pianeta nella quarta dimensione.

Nella drammaticità dei ricordi non si subodora mai il ben che minimo compiacimento melodrammatico. Lo scopo del racconto è affogato in una narrativa prolissa di dettagli, anche inutili. Ripetitività al limite dell’ossessivo. Il tormentone del “così è la vita”, giunge inesorabile ogni volta che muore qualcuno, ma ha il suo perché, il quale non è certo il senso che ne danno i Tralfagoriani…

Personalmente penso che questo romanzo non sia nato per essere quello che poi è diventato: una pietra miliare dell’antimilitarismo. Ci sono certo delle parti palesemente militanti come quella della critica alla cultura americana dell’ex americano commediografo Campbell, passato dalla parte nazista. Altri richiami metaforici al pacifismo si trovano sparsi qua e là, però a mio avviso si tratta della crosta di un discorso molto più complesso, profondo, che sfugge ad una lettura superficiale. Questo romanzo probabilmente è stato edificato su molti appunti di memorie e considerazioni, che alla fine l’autore rinuncia a cucire tra loro con una trama fittizia. K.V. si è accorto di non riuscire a rendere la grandezza della tragedia cui era chiamato a misurarsi. In un certo senso gli è mancato il coraggio di affrontare l’argomento in forma diretta, ed ha miracolosamente trovato una forma alternativa raccontando proprio il suo limite di essere umano dinanzi alla tragedia e come artista nel descriverla. K.V. a mio avviso ci vuole dire che l’essere umano non può rielaborare razionalmente atrocità grandi come il bombardamento di Dresda. Quindi ecco che è proprio nella follia che il protagonista ripercorre quei momenti. Ricordi che hanno comunque bisogno di essere mediati da una rappresentazione grottesca, in alcuni tratti teatrale, la quale, diventando paradosso, ci porta a riflettere sui massimi sistemi che sovraintendono la società delle scimmie scese dagli alberi.

In fondo a questa edizione apprendo dal traduttore dell’opera “Luigi Brioschi” che avrei letto la storia semiseria di un americano capace di fare dei viaggi nel tempo (no comment).

Altra nota critica alla Feltrinelli che per la seconda volta mi ha rifilato un libro rilegato a cavolo, con pagine in ordine sparso e ripetitive (il libro è un regalo e la cosa mi scoccia doppiamente).

 


Inviato: 2009/9/11 17:02
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Re: Mattatoio n°5 - Kurt Vonnegut
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Grazie momo per quello che hai scritto, è tanto che vorrei leggerlo e ora mi hai dato una ragione in più per farlo.

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Re: Mattatoio n°5 - Kurt Vonnegut
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caro momo, il tuo post su "mattatoio" capita a fagiuuuolo, proprio perché l'altro ieri ho ordinato il libro in internet. ne avevo una vecchia copia con più anni di me e ho pensato bene di sostituirla con una nuova di zecca marchiata feltrinelli, ma... quindi che devo fare, sistemare le pagine a piacere?? non saranno mica così tutte le copie?


comunque, e parlando seriamente, quando scrivi che

Citazione:

K.V. si è accorto di non riuscire a rendere la grandezza della tragedia cui era chiamato a misurarsi. In un certo senso gli è mancato il coraggio di affrontare l'argomento in forma diretta, ed ha miracolosamente trovato una forma alternativa raccontando proprio il suo limite di essere umano dinanzi alla tragedia e come artista nel descriverla.


consideri forse il romanzo non riuscito? quando l'ho letto ricordo che a me era sembrato che l'autore volutamente prima cercasse di sfuggire la realtà e poi si rendesse conto che è impossibile. e proprio da quel momento la trama si dipana in modo lineare.

Inviato: 2009/9/12 8:22
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Re: Mattatoio n°5 - Kurt Vonnegut
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j

Due brani dal romanzo "Mattatoio N°5" in risposta a Floyd:

" (...) non c'è nulla d'intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere. Dopo un massacro tutto dovrebbe tacere, e infatti tutto tace, sempre, tranne gli uccelli. E gli uccelli cosa dicono? Tutto quello che c'è da dire su un massacro, cose come - Puu tii uiit? ".

 " Celine (lo scrittore) fu un coraggioso soldato francese (...) finché non gli spavvarono il cranio. Dopodiché non riusciva più a dormire e sentiva dei rumori nella testa. Diventò medico e di giorno curava la povera gente, per tutta la notte scriveva romanzi grotteschi. L'arte non è possibile senza una danza con la morte, scrisse (...) era ossessionato dal tempo ".

Quello che ho scritto riguardo alla rinuncia di Kurt Vannegut di affrontare il tema in forma diretta, non vuole essere una critica. Lui si pone gli stessi problemi che furono di Joyce e dalla Woolf:come rendere la realtà senza la mediazione strumentale di una trama letteraria.

L'autore sa che per sua natura finirebbe per romanzare i propri ricordi, lo scrive lui stesso, quindi ci dice come nasce la sua idea narrativa proprio i questi due passaggi che ho riportato sopra.

per inciso: quando ho ricomprato la copia del libro, ho controllato se ce ne fossero altre fallate - responso negativo. Quindi c'è da ben sperare per la tua copia.


Inviato: 2009/10/16 13:34
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