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Vita e morte di un killer romantico - Silvestro Valentini Catacchio
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Vita e morte di un killer romantico – Silvestro Valentini Catacchio (Ed. Progetto Cultura 03 / Collana le scommesse) pag. 78

Questo romanzo è presentato come una spy story in stile cinematografico dal ritmo serrato, raccontato con il sottofondo delle tematiche che hanno insanguinato gli anni di piombo. Questo è vero, nel senso che la vicenda si muove tra intrecci eversivi di estrema destra (ahimè, molto attuali), com’è vero che lo stile dell’autore è decisamente cinematografico, ma talmente cinematografico che più di un romanzo questo sembra il canovaccio per una sceneggiatura. Le prime pagine sono l'affascinante preludio a una storia che non arriverà mai. Il protagonista, il killer romantico, si fa fatica a distinguerlo dal contesto degli altri personaggi.

Il problema di questo testo sta nella struttura. L’autore usa fare solo descrizioni di ambienti, di situazioni, segue i movimenti dei suoi personaggi con carrellate da cinepresa. Le prime pagine, quelle che affascinano, sono un piano sequenza volutamente tenuto insieme per creare un’introduzione, ma subito dopo la storia si frantuma in una serie di micro sequenze narrative, che vanno a formare dei grumi di fotogrammi sconnessi tra loro. Si tenta di darvi un ordine creando delle altre macrosequenze (prima, seconda parte), ma si fa davvero fatica a seguire tutto l’insieme.

L’incedere nella storia è affidato solo ai dialoghi, che non sono proprio il mezzo più consono. Insomma, è ben noto che dialoghi e descrizioni collassano il tempo della storia e dilatano quello del racconto, cioè la trama langue e l’approfondimento (qui solo mero dettaglio) dilaga. C’è anche da dire che il dialogo è un genere letterario molto particolare, è come guidare una formula uno sotto la pioggia, tirare un buon dritto a tennis, saper cucinare gli spaghetti aglio olio e peperoncino… sì tratta d’istinto che si ha o non si ha, e Silvestro Valentini Catacchio non l’ha, spero solo che sappia almeno guidare la sua auto quando piove e cucinare discretamente della pasta asciutta…

Segue stralcio di dialogo tra una gestante e l’ostetricia che la sta facendo partorire:

- Sei dolce tu. Come ti chiami?

- Marilena

- Grazie per la tua pazienza Marilena, devi essere un angelo, ti ho pure vomitato addosso. Non farei mai questo lavoro

- Bisogna amarlo, hai ragione. Sai, Giovanna, è una gioia infinita veder nascere la vita da tanta sofferenza. E’ un dono così grande che vale la pena soffrire un po’, non trovi?

- Sì, hai ragione Marilena, ma non credevo a tanto dolore. Eccolo arriva di nuovo!”

E’ evidente che questo dialogo l’ha scritto un uomo; direi anche un uomo che non ha mai incrociato i paragi di una sala travaglio…

Quello che mi colpisce di più di questo racconto lungo (certo non si può parlare di romanzo), è il difetto strutturale originato della scelta di affidare interamente la storia a una serie di descrizioni “cinematografiche” (scelta volontaria?), inceppando il meccanismo letterario. La prosa ha le sue regole, i suoi strumenti che possono sì essere rivoluzionati, ma alla fine la macchina, il motore, deve mettersi in moto. Qui i pistoni non sono attaccati alle bielle, le ruote del mezzo letterario rimangono inchiodate per quattro quarti del libercolo. Quindi mi chiedo perché una piccola casa editrice ha deciso di pubblicarlo? Certo i costi di una tiratura minima pesano sul bilancio di un piccolo editore, allora perché? A chiunque discerna almeno un poco di letteratura il difetto strutturale di questo scritto deve apparire lampante, eppure qualcuno ha deciso di pubblicarlo questo. Forse perché Silvestro Valentini Catacchio ha vinto due premi letterari (La Soffitta [Aqui Terme] e Omero [Torino])? Certo è che un piccolo editore non può pubblicare qualcuno solo perché ha preso il premio letterario tal dei tali per un racconto, come se questo fornisse a scatola chiusa la qualità di un prodotto. Perché non si preoccupano di quanto pubblicano? Anche questo lavoro di Catacchio, se fosse stato seguito da un buon editor, sarebbe potuto diventare un bel romanzo, invece si è scelto di lasciarlo così com’è, perché?

In fondo al libro la “Edizioni progetto Cultura” (che nome orribile), scrive: I libri di una piccola casa editrice possono regalare grandi emozioni. Una bella dichiarazione d’intenti che però non è seguita da un eguale impegno sul campo. Questa vuole essere più una critica ai piccoli editori che non ai giovani autori che si affidano a loro – E’ ora di smetterla di lagnarsi per la scarsa visibilità o per non essere inseriti nella grande distribuzione libraria. La piccola editoria si dovrebbe distinguere per la qualità del proprio prodotto “letterario” e lasciare stare la rincorsa al successo commerciale. Mille lettori che si affidano all’esperienza e la sagacia di un editore che cerca i suoi autori spulciando tra il materiale inedito, li fa crescere, aspetta che maturino e poi li offre come delle primizie ai suoi fedeli lettori. Certo si sta parlando di un mercato di nicchia, poco più di mille lettori, ma una fidelizzazione che può permetterti di fare progetti a lungo termine. Un piccolo editore rimane piccolo per sempre, non dovrebbe manco aspirare a diventare Feltrinelli o Mondatori, quelli fanno un altro genere di libri. Voglio dire – la piccola editoria è sinonimo di originalità, di sperimentazione, un luogo dove la qualità è il solo metro di misura, non le vendite.

Fino ad oggi con la piccola editoria italiana non ho visto niente di tutto ciò, ma non demordo e continuerò a comprare libri dallo scaffale degli “Editori Vari” della Borri Book di Termini…

 


Inviato: 2009/6/22 16:47
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Re: Vita e morte di un killer romantico - Silvestro Valentini Catacchio
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caro stefano momo 70, ho letto soltanto oggi con profondo interesse la tua recensione di Vita e morte di un killer romantico (a proposito il titolo, orribile, mi è stato imposto dall'editore) e mi sento in obbligo di precisare alcuni dettagli. Innanzitutto ti ringrazio per aver dedicato del tempo alla lettura del racconto ed alla produzione di una recensione così articolata. Premetto che hai assolutamente ragione sul comportamento dell'editore e ti confermo che il racconto non ha praticamente avuto editing. Ma si trattava, per quello che mi concerne, di un esperimento e come tale è stato archiviato nel mio curriculum. Intanto ti vorrei rassicurare su alcune preoccupazioni: non ho mai guidato una ferrari, ma sono comunque un discreto autista, ahc ein condizioni estreme, visto che abito in piemonte e le strade in inverno sono sempre poco praticabili; inoltre, da buon napoletano, sono un ottimo cuoco. Per quanto riguarda la sala travaglio devo smentirti, visto che ho assistito mia moglie durante la nascita di entrambi i miei due figli e ti dirò di più, il diaologo ritenuto così inverosimile è invece preso di peso dalla conversazione intrattenuta da mia moglie con l'ostetrica durante il travaglio.
Ma non voglio certo far polemica, anche perchè ho sempre asserito di preferire una critica negativa alla completa indifferenza. Mi farebbe piacere avere un tuo titolo da leggere, giusto perchè una critica così severa si accetta di buon grado soprattutto se proviene da un ottimo scrittore. Da parte mia posso invitarti a leggere il mio nuovo romanzo, TANGO NEGRO, che ha ottenuto il compiacimento di Massimo Carlotto. Da lui avrei accettato qualsiasi stroncatura. Ciao e grazie per l'attenzione. Silvestro Catacchio.

Inviato: 2010/2/4 11:47
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Re: Vita e morte di un killer romantico - Silvestro Valentini Catacchio
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Un lettore non può essere un semplice lettore, ora deve pure essere uno scrittore, per poter esprimere con franchezza la sua critica a un libro?
E' vero che ci sono più scrittori che lettori, allora salviamoli questi "animali" in via di estinzione o ci ritroveremo senza nessuno più a leggere i nostri libri

con simpatia

P.s. Salvatemi dalla mia ignoranza: chi è Massimo Carlotto?!

Inviato: 2010/2/4 12:10
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Re: Vita e morte di un killer romantico - Silvestro Valentini Catacchio
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Pienamente d'accordo con te, io per esempio sono innanzitutto un lettore. Ma una cosa è dire che proprio un romanzo non ti piace, un'altra esprimere giudizi tecnici sulla costruzione del romanzo stesso. Per la cronaca Massimo Carlotto è considerato il miglior giallista italiano. Saluti. Silver.

Inviato: 2010/2/4 16:02
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Re: Vita e morte di un killer romantico - Silvestro Valentini Catacchio
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Silvercat le mie annotazioni sul tuo scritto possono benissimo essere confutate con le giuste argomentazioni. Io faccio riferimento a quei mezzi di analisi del testo narrativo che normalmente s'insegnano nei licei. Ora che si possa disquisire di fabula e intreccio solo dopo aver conseguito chissà quale merito sul campo, mi sembra francamente una forzatura.

Riconosco però che esprimendo un parere o una critica ci si pone sempre a giudice degli errori altrui, tralasciando magari dei meriti che pure andrebbero sottolineati. Inoltre mi riconosco un certo gusto nell'incedere nel sarcasmo e di questo mi scuso. Tuttavia quei dialoghi "brutti" e ancora più grave se raccolti dal vissuto perché significa che non si è stati capaci di renderli alla pagina scritta. La prosa non è fotografia, non basta fare clic per ritrarre un volto, rendere il patos di una situazione, trasmettere l'attimo di vita vissuta ... ma forse per fare questo non basta neanche il clic fotografico, ci vuole una sensibilità particolare e anche tanto lavoro sulla tecnica pratica del mezzo artistico. La pianto qui perché non vorrei che si fraintendesse quanto dico per presunzione di fare meglio degli altri.
Detto questo, Silvercat non te la prendere che questo signor nessuno conta quanto il due di coppe quando comanda denara.

Mi piacerebbe leggere il tuo ultimo romanzo, nonostante la pila dei libri da leggere incombe minacciosa sulla mia scrivania, purtroppo lo scaffale degli editori vari è stato tolto dalla mia libreria ('tacci loro), ma Tango negro me lo tengo in mente e se mi capita sotto mano ...

Per rendermi la pariglia? Beh, è tanto che non frequento più questi lidi, ma qualcosa ci postai a suo tempo, racconti, abbozzi di romanzi poi abortiti, frattaglie varie, comunque se vai sul mio profilo ci troverai qualcosa a costo zero. Accomodati pure.

Con affetto e simpatia alla prossima silvercat.

Inviato: 2011/3/8 17:18
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Re: Vita e morte di un killer romantico - Silvestro Valentini Catacchio
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Momo 70,
ti avevo giudicato un arrogante criticone che sbeffeggia gli sforzi creativi altrui (mediocri quanto vuoi, ma comunque creativi), senza prima aver approfondito la materia del contendere. Evidentemente mi sbagliavo. La tua contro
risposta mi piace molto e mi scuso a mia volta se mi sono mostrato eccessivamente permaloso. E' che prima di essere uno scrittore, sono un lettore e sono personalmente sempre molto cauto nelle critiche, soprattutto nei confronti di esordienti.
A questo punto prendo atto delle tue, cercando di farne tesoro. Di una cosa sono assolutamente d'accordo con te: il racconto in questione è stato pubblicato senza un minimo di editing (mi fa piacere quando dici che sarebbe potuto essere qualcosa di più interessante), ma nel contempo mi domando come puoi meravigliarti di questo. La maggior parte delle piccole case editrici pubblica a pagamento, poco importa se il prodotto che nasce sia di qualità. L'importante è tenersi a galla. Personalmente l'ho fatto per avere un punto d'inizio e l'esperienza mi è servita. Non che Michele Di Salvo sia un grande editore, ma quanto meno non chiede alcun contributo all'autore. Certamente leggerò con piacere qualcosa di tuo, ma non posso ricambiare, visto che TANGO NEGRO è andato esaurito e non ho notizie dell'editore da oltre sei mesi. Se vuoi posso farti avere una copia, in qualche modo. Fatti vivo. Un saluto. Silvercat.

Inviato: 2011/4/19 12:06
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