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[Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Allora Laura, per quanto riguarda il capitolo 5° ci sarebbero tantissime cose da dire come tantissimi sarebbero gli spunti di riflessione. Iniziamo così:

"T'avvicini a Lotaria, allunghi una mano verso le carte squadernate davanti a lei, chiedi: - Permesso? - , cerchi d'impadronirti del romanzo. Ma non è un libro, è un quinterno strappato. E il resto?
- Scusa, cercavo le altre pagine, il seguito, - dici.
- Il seguito?... Oh, qui c'è già da discutere per un mese. Non ti basta?
- Non era per discutere, era per leggere... fai tu.

(Si è perso completamente il senso della lettura, il piacere del leggere e basta. Tutto deve essere spiegato, sviscerato, ragionato.)

- Senti, i gruppi di studio sono tanti, la biblioteca dell'Istituto erulo-altaico aveva una copia sola; allora ce la siamo divisa (orrore, sacrilegio), è stata una spartizione un po' contrastata, il libro è andato in pezzi (abominio, mi piange il cuore), ma credo proprio d'essermi conquistata il pezzo migliore.

(Come il pezzo migliore! ma cos'è una disputa per una coscia di pollo?!)

Inviato: 2009/5/12 12:21
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Non è un poeta colui di cui nessuno legge le poesie.

Marco Valerio Marziale
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Il piacere di leggere è il piacere di immaginare, dar forma alle parole che di per sè non sono altro che segni convenzionali stampati su carta. Leggere un romanzo non è bello come leggere un saggio; si può di un saggio che è interessante, chiaro, complesso o facile...ma non si può dire che racconti bene una bella storia!

Mi piace questo romanzo di Calvino perchè lascia spazio all'incertezza e all'immaginazione; non spiega, non sviscera, non offre al lettore una serie di complesse ed erudite riflessioni...offre degli spunti, questo sì, e la possibilità di coglierli, disseminati qua e la.

Mi ha colpito la riflessione della Lettrice sulla distinzione tra chi fa e chi legge i libri. Potrebbe essere uno spunto di riflessioni per molti aspiranti scrittori, anche qui su Oz
"C'è una linea di confine: da una parte ci sono quelli che fanno i libri dall'altra quelli che li leggono.(...)E' una linea di confine approssimativa, che tende a cancellarsi. il mondo di quelli che hanno a che fare con i libri professionalmente è sempre più popolato e tende a identificarsi con il mondo dei lettori. certo, anche i lettori diventano più numerosi, ma si direbbe che quelli che usano i libri per produrre altri libri crescono di più di quelli che i libri li leggono e basta(...)"

Inviato: 2009/5/13 13:26
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Laura ha scritto:
Mi ha colpito la riflessione della Lettrice sulla distinzione tra chi fa e chi legge i libri. Potrebbe essere uno spunto di riflessioni per molti aspiranti scrittori, anche qui su Oz
"C'è una linea di confine: da una parte ci sono quelli che fanno i libri dall'altra quelli che li leggono.(...)E' una linea di confine approssimativa, che tende a cancellarsi. il mondo di quelli che hanno a che fare con i libri professionalmente è sempre più popolato e tende a identificarsi con il mondo dei lettori. certo, anche i lettori diventano più numerosi, ma si direbbe che quelli che usano i libri per produrre altri libri crescono di più di quelli che i libri li leggono e basta(...)"


Laura mi hai anticipato. Anch'io sono rimasto colpito dalla definizione e distinzione tra chi fa e chi legge i libri. Certamente una definizione del genere cade a "fagiolo" per questo sito. La maggior parte di noi vorrebbe scavalcare la barricata e raggiungere l'altra parte. Concordo che sia un confine molto labile... ma che dopo non ci sia più lo stesso piacere, spero tanto un giorno di sapertelo dire. Probabilmente viene a perdersi quell'età dell'innocenza, quell'aura fantastica di sogno in favore di una più bieca concretizzazione composta da pure logiche di mercato. Forse si impara a guardare il libro come un puro pezzo di carta, un prodotto (orrore!!!).

Spero vivamente che non sia così!
La passione deve rimanere... qualcosa deve pure rimanere... deve!

Forse sono troppo romantico...

Inviato: 2009/5/13 20:11
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Marco Valerio Marziale
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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beh panz, io ti posso dire soltanto che, per restare in tema del libro in oggetto, mi è rimasto eccome

Inviato: 2009/5/14 6:17
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Io, per esempio, non vorrei diventare una scrittrice: mi identifico con il pensiero della nostra protagonista. Mi piace scrivere ma ho capitoc he mi piace molto di più leggere un bel romanzo.

Ho sempre pensato che la scrittura(come lavoro) non sia per tutti; può essere una passione da sviscerare per puro piacere personale senza ambizioni particolari. Noto, invece, che spesso, l'ambizione supera il talento, il sogno la realtà. Tutti, oggi, scrivono; nessuno pubblica(eccezion fatta per scrittori di garnde elvatura intellettuale, calciatori e stupidotte).

Inviato: 2009/5/14 18:49
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Io quando parlo di scrittura non la intendo mai come lavoro (è un piacere), ma come una realtà parallela, una cosa da portare avanti con profonda convinzione e con i piedi ben saldi a terra.
Non penso di essere ambizioso (un pochino ci vuole comunque) e per quanto riguarda il talento lo lascio scoprire e dire agli altri.
Sicuramente si pubblica tanto, troppo in proporzione alla fascia di lettori. Ma buona colpa è anche degli stessi editori che non sanno distinguere uno col talento da uno con il portafoglio.

...questa massima me la devo segnare, è venuta fuori così, di getto.

Inviato: 2009/5/15 13:00
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Marco Valerio Marziale
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Tornando a Calvino...
La lettura di SENZA TEMERE IL VENTO E LA VERTGINE colpisce perchè non ha assolutamente niente a che spartire con "Sporgendosi dalla costa scoscesa" e a "Fuori dall'abitato di Malbork". "Senza temere il vento e la vertigine" rompe con i precedenti romanzi: cambia lo scenario, cambiano i personaggi . Dove è finita la nostra Zwida che compariva nei primi due romanzi che abbiamo letto? In "Senza temere il vento e la vertigine" compare una certa Irina, si parla di una guerra, di due amici. Si capisce subito che non esiste alcuna assonanza narrativa tra l'ultimo e i precedenti romanzi.

Il Lettore decide di recarsi alla Casa Editrice per avere delucidazioni e...

Inviato: 2009/5/15 18:42
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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...e trova il Dottor Cavedagna. Ha, ha, ha che nome buffissimo, in dialetto bolognese significa "campagna" (chissà se Calvino lo sapeva?).

Beh, questo personaggio è fantastico... appena vede uno che si presenta davanti a lui, sicuramente uno scrittore con un manoscritto da fargli sorbire, parte con delle vaghe risposte da lettera pre-impostata:
"Lei è venuto per il manoscritto? E' in lettura, no, sbagliavo, è stato letto con interesse (seee, sicuro), certo che mi ricordo! (come no), notevole impasto linguistico (sì, sì), sofferta denuncia, non l'ha ricevuta la lettera? (lettera magari mai spedita), ci dispiace pertanto doverle annunciare, nella lettera c'è spiegato tutto, è già un po' che l'abbiamo mandata, le poste tardano sempre (diamo la colpa alle poste), la riceverà senz'altro, i programmi editoriali troppo carichi, la congiuntura non favorevole [...].

Ha, ha, ha quanti di noi sono stati buggerati da ometti del genere.

Inviato: 2009/5/15 19:29
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Marco Valerio Marziale
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
Guest_
Sembra di averlo davanti agli occhi, il Dottor Cadevagna "(...) quel personaggio indispensabile in ogni organico aziendale sulle cui spalle i colleghi tendono istintivamente a scaricare tutti gli incarichi più complicati e spinosi. (...)Il Dottor Cadevagna rischia ad ogni passo d'essere catturato, assediato, inghiottito."

Tutti noi abbiamo incontrato un Dottor Cadevagna o, forse, ognuno di noi è stato, almeno una volta, il Dottor Cadevagna, la persona su cui ricadono problemi aziendali di diversa natura e gravità.

Il Dottor Cadevagna rappresenta una categoria umana, così come il Lettore e la Lettrice, il Collettivo degli Studenti, il Prof. Uzzi Tuzzi, Irnerio che ha disimparato a leggere. Calvino rappresenta tipologie umane attraverso uan descrizione minuziosa dei personaggi.

Altro aspetto interessante, la digressione sui soggetti che gravitano intorno alle case editrici(non più soggetti isolati, ma entità plurime)perchè mi sembra estremamente auttuale. n fin dei conti, oggi, chi riesce a pubblicare non è il singolo aspirante romanziere ma un'agenzia, che, come tale, rappresenta un gruppo.

Inviato: 2009/5/16 18:47
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Re: [Se una notte d'inverno un viaggiatore] Capitolo quinto
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Cadevagna?
Cadevagna?
Cadevagna?
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???

Inviato: 2009/5/16 20:07
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Marco Valerio Marziale
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