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se una notte d'inverno un viaggiatore
Guest_
Nel 1979 esce "Se una notte d'inverno un viaggiatore" scritto da Italo Calvino, già autore di successi letterari come "Le cosmicomiche"(1965), "Le città invisibili"(1972), "Castello dei destini incrociati"(1969-1973).

E' facile immaginare che, rispetto ad una nuova pubblicazione, vi fossero delle "aspettative" da parte dei lettori.
"Ecco dunque ora sei pronto ad attaccare le prime righe della prima pagina- scrive l'autore al termine del primo capitolo-Ti prepari a riconoscere l'inconfodibile accento dell'autore."

Riconoscere un autore dalla penna è il vezzo del lettore attento e appassionato; in fondo, è proprio lo stile che ci fa amare o detestare uno scrittore, aldilà del tema trattato nel saggio o dalla storia narrata nel romanzo. Essere riconosciuto, d'altra parte, è, forse, auspicabile per un autore: la cifra letteraria unica e inimitabile, anzi, "inconfondibile", ne decreta il successo e la popolarità.

Calvino, invece, rifugge i luoghi comuni; il primo capitolo di "Se una notte d'inverno un viaggiatore" sembra diverso al lettore che conosce la penna di Calvino e non la ri-conosce.
"No. Non la riconosci affatto" scrive Calvino, rivolgendosi al lettore confuso dalle prime righe del romanzo. E prosegue "Ma, a pensarci bene, chi ha mai detto che quest'autore ha un accento inconfondibile? Anzi, si sa che è un autore che cambia molto da libro a libro. E proprio in questi cambiamenti si riconosce che è lui".
Questo passaggio è scritto dall'autore affermato che conosce bene il giudizio della critica ed è consapevole del suo talento.


Perchè iniziare dalla fine del primo capitolo per iniziare la nostra lettura collettiva? Perchè mi sembra che sia una vera dichiarazione d'intenti che arriva dopo un lungo, divertente, curioso e sopreprendente preambolo.

Inviato: 2009/3/26 16:14
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
Quite a regular
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Ciao Laura!

Personalmente il preambolo è la parte del libro che mi è piaciuta di più.
In questo prologo Calvino descrive la lettura come un rito a cui ogni lettore si dedica con cura ed immenso piacere. E ciascuno di noi si può riconoscere e distinguere al tempo stesso, perchè ogni appassionato lettore possiede dei vezzi caratteristici: un luogo particolare, una posizione, una determinata musica di sottofondo...
C'è chi riesce a leggere in mezzo alla gente, sui mezzi pubblici per esempio, e chi trova la concentrazione solo in solitudine.

Sarebbe divertente conoscere le nostre abitudini di lettura..
Il mio angolo di lettura preferito, ad esempio, è il divano rosso che si trova in sala.
Stando sdraiata, tra una riga e l'altra, posso guardare il cielo incorniciato dalla finestra di fronte.
Ed invece non riesco a leggere a letto: dopo mezza pagina mi addormento immancabilmente.

Inviato: 2009/3/27 18:21
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Eppure il vento soffia ancora,
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori, li bacia e non li coglie.
(P. Bertoli)
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
Guest_
Hai ragione! In Italia, preferisco leggere in camera, semisdraiata sul letto; quando sono all'Estero, preferisco il mio piccolo studio che affaccia sul giardino.
Non riesco a leggere con la telvisione accesa o con un sottofondo musicale: mi devo concentrare!

Inviato: 2009/3/27 19:31
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
Daniela
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Che primo capitolo! Bizzarro e illuminante.
Divertente la parte sul lettore, il come dove e quando il lettore esercita il suo diritto alla lettura. Divertente anche la parte sulle tipologie di libri: i ibri che da tanto tempo hai in programma di leggere, i libri che da anni cercavi senza trovarli, i libri che vuoi avere per tenerli a portata di mano in ogni evenienza, i libri che ti ispirano una curiosità improvvisa, frenetica e non chiaramente giustificabile...
Solo questa parte vale il giudizio di meraviglioso.

Laura scrive che Calvino è "consapevole del suo talento" per scrivere ciò che scrive in questo capitolo. Anche a me ha dato questa impressione, quella dello scrittore un po' supponente. E a me personalmente piacciono più gli scrittori tormentati, quelli che non sono mai soddisfatti del loro lavoro. Tipi alla Kafka, insomma (ma io sono romantica). Sapevo per esempio che Calvino era spietato come editor, quando lavorava per Einaudi. Conosceva sicuramente il mestiere.
Per esempio in questo primo capitolo, ma anche nei successivi ci sono equilibrismi affascinanti nell'uso delle parole, dei periodi, del tessuto della storia, ma mai a scapito della chiarezza e delle limpidezza della penna. E qui riconosco il Calvino di sempre, quello che qualunque cosa scriva rimane sempre limpido.

Inviato: 2009/3/28 14:18
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Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei. Niccolò Machiavelli
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
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Citazione:
Laura scrive che Calvino è "consapevole del suo talento" per scrivere ciò che scrive in questo capitolo. Anche a me ha dato questa impressione, quella dello scrittore un po' supponente. E a me personalmente piacciono più gli scrittori tormentati, quelli che non sono mai soddisfatti del loro lavoro.



A mio parere questo è l'unico limite di questo grande scrittore per il resto raffinato, coltissimo e dalla fantasia illimitata, una vera miniera di trame: la bassa carica di emotività dei suoi testi, la distanza molto intellettuale che pone tra sè e l'oggetto del racconto.
Niente a che vedere, appunto, con il tormento e il coinvolgimento quasi autobiografico di alcune opere di Kafka.

Anche se ovviamente, nel caso di Calvino, si trattava di una scelta stilistica e non di una mancanza.

Inviato: 2009/3/28 15:14
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
Guest_
sai che io amo Calvino proprio per quel fine distacco?! mi è sempres embrato sinonimo di raffinatezza. non avevo mai pensato che questo potesse essere percepito o che fosse in sè realmente un limite...grazie, fior, per lo spunto!

Inviato: 2009/3/28 19:26
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
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Mah, sul prologo ho delle impressioni abbastanza contraddittorie.
Mi è piaciuta moltissimo la scena in libreria: "...erano i libri che ti guardavano con l'aria smarrita dei cani che dalle gabbie del canile municipale vedono un loro ex compagno allontanarsi al guinzaglio del padrone venuto a riscattarlo...".
Altra cosa quando descrive il godimento del libro nuovo, appena stampato. Penso che sia un godimento che abbiano provato un po' tutti.
Complessivamente rimango perplesso, disorientato... ma il fatto che sia lo stesso Calvino a dirmi che è una sensazione che avrei provato, mi spinge ad andare avanti nella lettura non sapendo cosa aspettarmi.

Ora mi reco finalmente in stazione e vedo che cosa succede.

Inviato: 2009/3/30 9:32
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Non è un poeta colui di cui nessuno legge le poesie.

Marco Valerio Marziale
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
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grande grande. beh, devo dire che la prima volta che lo leggi hia un'altra impressione, questo rivolgersi direttamente al lettore, questo parlare del libro "dal libro", mi ricordo che mi fecero rimanere a bocca aperta, mentre questa volta mi è sembrato un po' troppo lungo tutto il discorso del "mettetevi comeodi", i piedi in alto, fate la pipì, ecc. anche secondo me è meravigliosa la descrizione delle varie tipologie di libri, come anche l'idea tutta del romanzo, dei suoi intrecci e dell'originalità narrativa. è un libro sui libri, sulla lettura, e per questo mi piace, mi fa immancabilmente tornare in mente il teatro nel teatro, magari i sei personaggi di pirandello. sul fatto di una certa sua supponenza sono d'accordo, però mi ricordo che pensai lo stesso durante certe pagine del nome della rosa, pagine che, comunque...mi sono piaciute moltissimo. se posso fare un appunto, ripeto, è forse l'eccessiva lunghezza dei raccordi, ma, probabilmente, andando avanti nella lettura acquisteranno le giuste proporzioni in un libro che, ribadisco, mi piace moltissimo.
una domanda tecnica: ma quando dobbiamo scrivere le impressioni sui vari capitoli (settimanalmente? non ricordo), il "capitolo 1" e quello "se una notte d'inverno un viaggiatore" viene contato come un singolo capitolo (e quindi poi il "capitolo 2" e "fuori dall'abitato di Malbork" come un altro) o come due capitoli distinti?

Inviato: 2009/3/30 10:17
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
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Mah, ho finito il 1° capitolo ma continuano le mie perplessità.
Fortunatamente il dialogo tra l' - io - e il - commissario Gorin - sembra presagire finalmente, qualcosa di concreto.

Inviato: 2009/3/31 7:06
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Marco Valerio Marziale
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Re: se una notte d'inverno un viaggiatore
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Inviato: 2009/3/31 9:24
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