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Re: Sono o non sono uno scrittore?
Quite a regular
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Benissimo, eccomi! Ed eccoci alla seconda fase del nostro giochetto: sono o non sono uno scrittore?
Dice Nevermore: “Se scrivi dalla mattina alla sera, ma lo sai solo tu, sei solo uno che scrive dalla mattina alla sera”. Non potrei pertanto dirmi uno scrittore. Ma se dopo la mia dipartita i miei scritti, hai visto mai!, diventassero uno straordinario caso letterario? Solo allora diventerei uno scrittore?
Dice Melitta: se sei un giornalista non sei uno scrittore, ma se poi raccogli i tuoi articoli migliori in un libro allora sei uno scrittore. Essere o non essere scrittore dipenderebbe quindi dal “mezzo” di diffusione delle mie parole.
Alco 99 è di parere diverso: se traessi un libro da un fatto di cronaca sarei un saggista, non uno scrittore, perché scrittore è “colui che inventa storie, che crea un tessuto romanzato, che innesta personaggi di puro spirito narrativo”.
Nevermore riafferma che “ci vuole un confronto tra noi e gli altri e solo da questo confronto può emergere il valore di ciò che facciamo”.
Ancora Never lega l’essere scrittore al pubblico: se lo scrittore è buono il pubblico lo segue, se è pessimo non avrà più un pubblico e “cesserà così la sua ragione di scrivere”. Siccome però ci sono scritti ottimi, buoni, discreti, così così, banali, sciatti, pessimi o orrendi, ne deriva che esistono anche scrittori ottimi, buoni, discreti, così così, banali, sciatti, pessimi o orrendi. Di conseguenza sarebbero comunque da considerarsi tutti scrittori. Perché se attribuissimo la patente di scrittore solo in base alla qualità dello scritto (de gustibus…) si dovrebbe allora fare anche qui, all’interno dell’élite, una graduatoria: eccelsi, straordinari, bravissimi. Il che ci porterebbe a un gioco perverso: sarebbero scrittori anche i “bravissimi” o solo gli “eccelsi”? Avrebbe in tal caso ragione Panzer a dire che “in Italia di scrittori ce se sarebbero solo 4 o 5”. E già si largheggerebbe.
Smoje si chiede: e se scrittore fosse meramente chi campa soltanto tramite gli introiti dei suoi libri? Condivido la risposta che dà ItaloTimateo: quanti scrittori, e magari anche grandi scrittori, sono stati riconosciuti tali solo mentre erano già da tempo nella tomba?
Dude dice: “Uno deve essere uno scrittore al di di là di ogni ragionevole dubbio”. Perché il solo il fatto di chiedersi se lo è o non lo è, già dimostra che quasi certamente non lo è. Dunque si può dare un giudizio solo a posteriori. Quanto a posteriori? Si deve anche qui aspettare il De profundis?
Per WindNoise è scrittore “colui che riesce a catturare la tua immaginazione, a strapparti il cuore, ad animarti, e a farti credere nei tuoi ideali”. Qualunque sia il mezzo? Dunque anche un giornalista?
Laura prima è lapidaria (“Se sei un giornalista, non sei uno scrittore”) poi si fa più prudente (“Cioè non basta scrivere e essere letti, bisogna vedere cosa e come scrivi”).
Per DavidT, infine, “è scrittore chi scrive”.
Bene, sperando di non avere stravolto il pensiero di alcuno di voi, mi pare di capire che il giudizio di Laura possa riassumere un po’ il pensiero di tutti: un giornalista, come tale, non è uno scrittore.
Ciò significa che le corrispondenze scritte da Montanelli dal confine austriaco sulla rivolta ungherese del ’56 (faccio un esempio) non erano roba da scrittore, ma solo e semplicemente lavoro da giornalista. Ma se avesse poi raccolto quegli articoli in un volume (Melitta), allora sì che sarebbe diventato scrittore.
Certo, come in tutte le professioni c’è chi le esercita in un modo e chi in un altro, chi ha talento e chi no. A tal proposito posso citarvi un articolo scritto da un mio caro amico, Mauro Mancini, grandissimo inviato speciale della Nazione di tanti anni fa: gli capitò di scrivere un pezzo in difesa dei caprioli della tenuta presidenziale di San Rossore minacciati di decimazione perché troppo prolifici. Un fatto in definitiva abbastanza banale, che un caporedattore, senza rischiare per questo il posto, avrebbe anche potuto liquidare con un trafiletto in cronaca. Ebbene, quell’articolo era tanto bello e coinvolgente che il presidente della repubblica Giovanni Leone, colpito dalle parole di Mauro, ordinò di non abbattere i caprioli. Solo uno scrittore, non un cronista, poteva riuscire a tanto. Eppure si trattava di un semplice fatterello di cronaca.
Vi chiedo dunque: pensate che trovandosi davanti ai corpi straziati di 35 ragazzi dentro un pullman accartocciato ai piedi di un viadotto, dopo un salto di 70 metri, un giornalista non possa riversare, nell’articolo che sta scrivendo, l’anima, l’angoscia, il dolore, la rabbia, lo sconforto, la tristezza che prova, insieme al desiderio di fare partecipi i lettori della tragedia che ha di fronte?
E allora, se partendo da un fatto di cronaca riesce a trasferire su carta questi sentimenti suscitando poi forti emozioni in chi legge (vero Windnoise?), quel giornalista è scrittore oppure no?
Ok. Passiamo pertanto alla seconda parte del gioco. Sì, sono un giornalista, ma ho anche pubblicato due libri, due lavori che hanno genesi e percorsi diversi. Di questo parlerò però nella prossima fase.
Per ora mi limito a formulare il secondo quesito del gioco: in un libro, è più importante l’argomento o come è scritto? Intendo dire: è più avvincente una trama geniale scritta in modo banale o una trama banale scritta in modo geniale? E gli autori di quelle opere, sarebbero da considerarsi entrambi scrittori o no?

Inviato: 2009/5/13 16:43
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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Io preferisco leggere un libro dalla trama anche banale, scritto però in modo geniale. Come ho già detto, a mio modo di vedere è la qualità della scrittura a fare la differenza tra lo scrittore e il narratore (o romanziere).

Scrittore è Flaubert, scrittore è Saramago; narratore/romanziere è Dan Brown, narratrice/romanziera è Liala, giusto per fare qualche esempio. E io Liala e Dan Brown non riesco a tenerli in mano per più di un quarto d'ora, poi mi piglia il nervoso. Per ricavare piacere dalla lettura, ho bisogno di uno scrittore: perché un narratore ti fa passare il tempo (distraendoti), e invece uno scrittore ti fa impiegare bene il tempo (facendoti crescere).

E così rispondo anche alla tua seconda domanda: gli autori di trame geniali scritte in modo banale, e gli autori di trame anche banali scritte però in modo geniale io non riesco a considerarli entrambi scrittori.

Inviato: 2009/5/13 22:46
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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L'argomento è determinante.
Se un saggio mi interessa lo acquisto. Se ho letto la trama di un romanzo e immagino che mi avvinca, lo prendo.
Il modo in cui è scritto un libro mi aiuta ad arrivare alla fine, mi rende la lettura piacevole, mi insegna qualcosa, ma ti confesso che non leggerei un trattato sulla vita sessuale delle formiche neppure se l'avesse scritto Ceronetti o Severino.
Sei un giornalista...?
allora per mè l'argomento è come il titolo di un articolo, ovvero cio che mi induce a leggere l'articolo stesso. Il modo in cui l'articolo è scritto spesso mi induce a cambiare quotidiano.
... devo confessare che mi è appena tornato in mente un racconto di kafka che parlava di una goccia che saliva i gradini di una scala. un interessante esercizio di tecnica pura per creare angoscia, curiosita, humor. Ma l'"argomento" per mè non era la goccia, ma il fine che lo scrittore si proponeva con quel semplicissimo racconto.

Inviato: 2009/5/14 20:37
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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chiedo scusa... il racconto "della goccia" era di Dino Buzzati, non di kafka.

Inviato: 2009/5/15 13:28
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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L'ombra di Kafka incombe sempre su Buzzati..

Inviato: 2009/5/15 19:03
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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Mh...non credo che sussista tanto la differenza...uno "scrittore" può scrivere storie che si sorreggono su una trama ben articolata ma raccontarla in modo semplice (o banale !?)...ma lo stesso "scrittore" può lanciarsi in una storia più superficiale ma scriverla in modo eccelso? Secondo me si...sebbene la tecnica e lo stile rimangano simili...Credo, in effetti, che lo scrittore può fare entrambe le cose...senza fermarsi per porsi queste domande...o almeno, senza perderci le notti...

Inviato: 2009/5/21 15:37
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PROVEHITO IN ALTUM
VI VERI VENIVERSUM VIVUS VICI
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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Credo che a fare l'opera d'arte contribuisca molto di più il modo in cui è scritta che la trama.
Una storia eccezionale ma scritta in modo piatto perde da subito il 50% del suo fascino.

E' come per le barzellette: fa molto più ridere chi la racconta per come la racconta che non la barzelletta in sè (ok, dopo questo paragone potete, con giusta ragione, bannarmi a vita).

Gli autori che sanno raccontare una storia, rendendola profonda, coinvolgente, piena di sfumature, sono certamente degli scrittori, gli altri potremmo chiamarli dei cronisti, se raccontano qualcosa di realmente accaduto, oppure scrittori falliti se si occupano di fiction ;-P

Inviato: 2009/5/23 15:03
_________________
Eppure il vento soffia ancora,
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori, li bacia e non li coglie.
(P. Bertoli)
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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Be io suppongo che non esista una verità, il mondo è troppo oggettivamente soggettivo! Io credo che alla fine uno scrittore sia colui che ama scrive e che riesce in qualche modo a far vivere agli altri i suoi pensieri. Se proprio vogliamo un sognatore è colui che sogna e così uno scrittore colui che scrive. Io dico che sono una scrittrice perchè scrivo e molti hanno riso e pianto leggendo quello che scrivo( non ho mai pubblicato ma solo conoscenti) ma di certo no vado in giro dicendo che faccio la scrittrice. Ognuno alla fine darà la propria opinione, come sempre. Io amo le storie belle, le novità, la fantasia, chi è in grado di emozionare, non mi interessa che il libro sia un grande esempio o meno di letteratura, io leggo quelo che mi piace,che sia o meno commerciale. Io non scrivo capolavori, ma non me ne frega, ci sono grandi capolavori che a suo tempo nessuna voleva pubblicare e che ancora oggi risultano pesanti per molti persone, nella vita ci vuole fortuna, e un pizzico di umiltà, ma anche la concezione che gli altri non sono noi, hanno gusti diversi, proviamo ogni tanto ad uscire un pò fuori da noi stessi da cui siamo tanto presi, comprendiamo gli altri. Forse direte di me"ma quale scrittrice!che schifo!" ma io continuerò per la mia strada perchè ad altri piaccio^^(era un esempio) Io scrivo ovunque e in qualunque momento quando arrivano l'idea e le parole e mi ritengo una che scrive:D

Inviato: 2009/5/26 10:03
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
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Quando faccio il giornalista, faccio il giornalista.
Quando faccio lo scrittore, faccio lo scrittore.
I confini sono ben delimitati.

Inviato: 2009/5/26 21:44
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Re: Sono o non sono uno scrittore?
Just popping in
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Potenzialmente siamo tutti degli scrittori.....poi subentrano le distinzioni.....

Lo scrittore tendenzialmente...è un super ragionatore...che formula concetti, tesi in maniera anomala e trasbordante.....da potersi contenere, onde evitarne il soffocamento, solo se "rigurgitati".....diversi poi i canali che si utilizzeranno...

Il coraggio di tramutare x iscritto un pensiero, renderlo tangibile o lasciarlo etereo......distingue lo scrittore dalla massa pensatrice......

In ognuno di noi c'è qlcosa di interessante...qlche formula inventiva che potrebbe confutare, confermare o generare concetti, prima sconosciuti o perlomeno ignorati...

Ciò che si legge....solitamente induce a riflessione...che siano positive o meno...

Bisogna distinguere le varie tipologie di uno scrittore: c'è chi semplicemente scrive..(siano riflessioni o pensieri)....chi racconta, chi riporta, chi inventa....

La straordinarietà dello scrivere, considerando la moltitudine umana.....è nell'annullare il lettore della propria personalità....inibirlo....renderlo vittima, carnefice, presago.....di ciò che avverrà....

Un ascesa mistica nella quale spesso si incontra con il proprio io.....

Inviato: 2009/5/27 8:38
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BISOGNA ESSERE UOMINI......SEMPRE CHE SI RIESCA AD ESSERLO!
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