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Print on demand... che fare?
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Print on demand. “Crea il TUO libro, e stampane quante copie desideri” (per farne cosa?). La rete è piena siti che pubblicizzano l' opportunità di dare una forma compiuta alle proprie ambizioni letterarie, e che si offrono come vetrina virtuale per le opere editate sotto la loro egida. E', il sottile fascino dell'autoproduzione. Decidere ogni cosa, dall'impaginazione alla copertina (Il potere nelle tue mani...facile fare forza su tali leve). Insomma, come diventare editori di se stessi... o quasi. Una scelta coraggiosa o autolesionistica? Una valida alternativa alla solita, spesso disperata, pubblicazione a pagamento, o un narcisistico palliativo per scrittori senza speranza? Vantaggi e svantaggi, certezze, perplessità... Insomma, che ne pensate? Avete avuto esperienze in tal senso?
Le vostre opinioni...

Inviato: 2009/3/14 21:24

Modificato da ozoz su 19/3/2009 11:39:46
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
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Guarda... non so se sia meglio farsi il libro da soli oppure appoggiarsi ad un editore a pagamento. Siamo lì.

Inviato: 2009/3/14 21:39
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Marco Valerio Marziale
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
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Già, anche se farselo da soli regala al proprio denaro speso un vago odore di romanticismo, ma forse è solo un'illusione! Almeno (credo) nel caso del print on demand, si è padroni di decidere ogni cosa sulla propria opera. si è gli unici responsabili del proprio fallimento... o della propria gloria... Mah! Non saprei... è davvero un dubbio amletico!

Inviato: 2009/3/14 22:10
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
Guest_
Il problema non è stampare un libro, il problema è distribuirlo, farlo circolare.

Io posso scrivere e stampare un libro, poi, quando ho le mie 200 copie?! Che me ne faccio?! Vado a venderlo porta a porta??!!! Metto sù una bancarella in giardino?! Posso regalarle con autografo e dedica agli amici, come fece una mia compagna di liceo e, così facendo, non esco dal mio giretto di conoscenze.

Inviato: 2009/3/15 10:29
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
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La distribuzione! E' questo il problema... è un po' improbabile pensare di venderlo porta a porta (una soluzione estrema! Divertente! Eh! Eh!)... ma una piccola casa editrice a pagamento è in grado di fare meglio di uno scrittore deciso, e senz'altro più motivato della stessa... Saprebbe offrire una distribuzione degna di questo nome? Una domanda a cui, in questi spazi, si è spesso dato risposta negativa... Il dubbio permane...

Inviato: 2009/3/15 12:05
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
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Io penso che la cosa migliore per avvicinarsi al grande pubblico sia quella delle presentazioni. Creare delle occasioni a doc, magari presentando anche più autori, in cui il lettore possa interagire con lo scrittore chiacchierando con lui del libro ma anche di altro. Distribuire tanto per dire che uno è stato distribuito non conta a nulla. Bisogna fare una campagna capillare di avvicinamento ai lettori, di contatto con loro. La miglior pubblicità resta sempre il passaparola, specie per un esordiente o alle prime armi.
Dico questo perché tutte le volte che ho partecipato ad una presentazione, conoscendone l'autore, mi sono sentito fortemente invogliato ad acquistarne l'opera o almeno mi incuriosivo sulla persona che l'aveva scritta.

Inviato: 2009/3/15 15:20
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Marco Valerio Marziale
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
Guest_
@Panzer
le presentazioni sono un'occasione di incontro con l'autore. fino a qualche tempo fa, ricevevo gli inviti di un centro che organizza questo tipo di iniziative per promuovere i romanzi ed i saggi scritta da e per le donne.

non conoscendo le autrici, spesso, non sono andata all'incontro; altre volte, il titolo non mi ispirava e, superficialmente forse, ho pensato di declinare l'invito.

il punto è che gli incontri per promuovere un libro fatti da un autore sono interessanti se e solo se si conosce a grandi linee il romanzo o chi lo ha scritto. se sapessi, pr esempio, che un'amica ha scritto e pubblicato un libro, andrei alla presentazione; se sapessi che l'autore del tale libro, di cui ho già sentito parlare, fosse in città, allora. non esiterei ad andare all'incontro, se non altro per avere una copia autografata da aggiungere alla mia collezione.

recarsi ad un incontro per sentire parlare un tizio di un libro che lui ha scritto e di cui non ho sentito dire nulla fondamentalmente non mi interessa. preferisco andare in libreria e comprare un romanzo o un saggio sulla base della recensione che mi fa il commesso seduta stante.

Inviato: 2009/3/16 7:16
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
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Mah... io generalmente partecipo anche ad incontri di cui non conosco l'autore. L'ultimo a cui sono andato era con Zandel, Diego Zandel scrittore di origine fiumana (e già questo dovrebbe farvi capire di cosa trattino i suoi libri.

Inviato: 2009/3/16 8:43
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Marco Valerio Marziale
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Re: PRINT ON DEMAND... CHE FARE?
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Dunque, così, tanto per parlare...
Sto per fare l'esperienza del print on demand, in effetti, sono in attesa della copia di prova per dare il via libera alla pubblicazione.
Le premesse nel mio caso sono queste: in passato ho pubblicato diverse cose con piccoli editori in modo classico, cioè non POD e non a pagamento.
Entro la fine dell'anno dovrebbe uscire un mio libro con una editrice che potrei definire di media grandezza. Dico dovrebbe perché anche se il contratto è firmato nell'editoria non si può mai esser certi di nulla.
Il romanzo che ora pubblicherò con un POD ha fatto il giro degli editori grandi e medi. Nell'arco di oltre due anni è stato sul punto di essere pubblicato ben tre volte, ma per un motivo o per un altro è sempre saltato tutto. Un editore me lo ha anche fatto riscrivere per due volte, e alla fine ha cambiato idea. Potrei provare con case editrici molto piccole, ma questo tipo di pubblicazione è un'esperienza che ho già fatto e che mi ha lasciato molto perplesso, e non so se valga la pena ripeterla. Dopo tanto lavoro (circa 5 anni) e tante riscritture, lasciare il romanzo a marcire nell'hard disk mi sembrava un delitto.

Il print on demand è "vanity press"? Ovvio.
Pubblicare in quel modo è un atto di vanità? Certo, lo è, senza dubbio.
Perché, invece pubblicare con Mondadori è un atto caritatevole nei confronti dell'umanità?
Dài, siamo seri e diciamo le cose come stanno. In questo campo non mi sembra il caso di fare questi discorsi...
A me l'idea del POD è sempre piaciuta, sin da quando è nata, e trovo sia completamente diversa dall'editoria a pagamento, le due cose non sono neanche paragonabili. In effetti, dopo diverse esperienze che mi hanno reso ancora più scettico, mi auguro che un po' alla volta il POD sostituisca l'editoria tradizionale, per molti motivi.
Per ora ho trovato la cosa divertente, in passato ho lavorato nella grafica e fare la copertina per me è stato un gioco, curare il libro dall'inizio alla fine è in fondo una bella esperienza.
Le vendite?
So bene che saranno ridottissime, anche perché non ho intenzione di vivere i prossimi mesi promuovendo la mia creaturina, né di andare in giro a spammare, mai fatto in vita mia.
Del resto, i libri che ho pubblicato in passato qualcosina hanno venduto, ma degli euro ho sentito solo l'odore.
Ma a me in fondo piace scrivere, non vendere libri. In caso contrario avrei fatto il libraio.

Inoltre, so altrettanto bene che anche il libro che pubblicherò con la casa editrice media venderà poco, forse qualcosa in più sì, ma comunque poco. Perché ormai ho capito come funzionano le cose, e non intendo dannarmi per questo.
Da questo punto di vista, le differenze tra editoria classica e POD sono minime.
Il re non è solo nudo, ha perso anche la pelle, e solo chi non vuole vedere non se ne rende conto.
That's all folks...

Inviato: 2009/3/16 9:10
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Re: Print on demand... che fare?
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Dopo tanto lavoro (circa 5 anni) e tante riscritture, lasciare il romanzo a marcire nell'hard disk mi sembrava un delitto.


Credo sia questo uno dei grandi problemi dell'editoria italiana.
Mai che si chieda ai lettori se sembra un delitto vedere per forza pubblicato tutto. Neanche fosse un obbligo.

Inviato: 2009/3/18 23:24

Modificato da ozoz su 19/3/2009 11:40:20
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"Se la smetteste di spedire romanzi a caso..."
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