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Re: opinioni di un tecnico
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guarda che se non è né educato né cortese, né segno di cultura segnare a dito errori commessi per la fretta, la qual cosa erve unicamente da stolida provocazione, la tua risposta non è che ti qualifica meglio e se a qualcuno fosse passato per la testa di rivolgersi alla tua agenzia ora avrà parecchi dubbi.

la grammatica, le regole, non sono fisse e immutabili, non è copiando tutti i voicaboli dal dizionario della crusca che si scrive bene. scrivere, specie a livello artistico, è combinare, scombinare, aggregare disfacendo e rifondere insieme nomi, termini, alterare tempi verbali, fare uso di costrutti asimmetrici, cambiar genere, numero ad una parola, ecc...

Riccardo Aragno che, come traduttore dell'immortale film di Kubrick tratto da Burgess, supera ogni altro traduttore italiano del libro, faì dire al personaggio principale di Arancia meccanica che si è...

tenuto alla larga dai "miliziani" (invece che militari, poliziotti, come ci si aspetterebbe)

la madre dice di aver avuto un sonno profondo perchè aveva preso il "dormifero" (non il "sonnifero" che sarebbe stato di una laidissima prosaicità)

Joyce ristruttura ancor più profondamente la sua lingua (da lui viene il termine quark) il metro di giudizio grammaticale è sbagliato, primo perché è la lingua a fissare le regole (lo pane diceva dante, il pane noi oggi, forse un giorno si dirà diversamente ancora)

l'arte in musica e in letteratura come altrove, consiste nella sagacia della ricombinazione. quanti, dopo il successo del libro e del film dell'arancia meccanica non usavano espressioni del tipo " mi fa male il gulliver" per " mi duole il capo" e simili? qui sta la potenza e l'arte dell'autore che crea un nuovo universo linguistico in cui ci proietta tutti

Inviato: 2008/3/8 15:44
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Re: opinioni di un tecnico
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Sono pienamente d'accordo con te, in tutto.
Non sono ironico, sto dicendo sul serio: la lingua letteraria deve essere plasmata, accarezzata e violentata (tra l'altro sono un ammiratore di Bianciardi...); hai ragione, bisogna inventare, non fossilizzarsi.
La mia risposta non aveva lo scopo di qualificarmi né di mettermi in mostra per lavorare: ho solo voluto dire (e tu lo confermi) che additare qualcuno per un refuso non è cortese e ho voluto aggiungere, implicitamente, che se si vuol parlare bisogna essere informati. Non vedo per quale motivo uno mi dice che ho sbagliato e io non posso dimostrargli il contrario. Alco99 ha tenuto un comportamento sardonico, citandomi ha voluto "colpirmi" (siano ben chiare le virgolette, io queste discussioni le considero vivaci chiacchierate, non guerre!) ma ha sbagliato lui. Io avrei potuto tacere (perché? Non ho diritto di replica?) oppure dargli ragione (perché? la ragione ce l'ho io) oppure dimostrare che ha sbagliato. Mi è sembrato più proficua la dimostrazione. In ogni caso, resta più importante la discussione sulla lingua, sulla sua bellezza e sulle infinite possibilità che offre, questo mi sembra l'argomento più piacevole e interessante da trattare. Anche perché se parliamo di un argomento del genere possono sentirsi un po' tutti coinvolti, se ci fossilizziamo sulle singole parole e ci perdiamo in scaramucce personali rischiamo di lasciar fuori gli altri. Sei d'accordo?

Inviato: 2008/3/8 16:26
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Re: opinioni di un tecnico
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sanchez

Inviato: 2008/3/8 19:16
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"Possedere la copia d’un libro è importante. Puoi riprenderlo ogni volta che ti pare, girartelo per mano, leggere addirittura delle pagine intere. Di quelli buoni s’intende."
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Re: opinioni di un tecnico
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Ciao Davide e benv. e grazie per essere venuto! :)

Non te la prendere se qualcuno magari cerca lo scontro. Si tratta pur sempre di discussioni, grosso modo "civili".

Purtroppo & nel mondo delle agenzie c'è chi fa il furbo e c'è chi paga per niente. Questo non deve pregiudicare un'intera categoria, ma a volte e così. D'altra parte, mi sembra che in Italia le agenzie serie sono 4 o 5. Le altre sono robe che da Striscia farebbero la loro bella figura!

Se posso, ti volevo chiederti qualcosa : pensi che scrivere in blog e cose cosi, cmq nella famiglia di internet sia un buon modo per farsi scoprire, oppure tutto viene perso nel caos originale? Nel senso...pensi che magari una casa editrice o un agenzia è sensibile alle già diverse rivistea letterarie in linea?

Cmq, giorni fa ho trovato questi articoli. Penso che vi interessano.

http://rivistapaginazero.wordpress.co ... uzione-1-di-giulio-mozzi/

Tante belle cose!

Inviato: 2008/3/9 13:21
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Re: opinioni di un tecnico
Guest_
Ciao Davide e ciao a tutti.
Oz è buono! :)

Volevo chiederti...
1- io penso che se uno è bravo/a, prima o poi c'è la fa a pubblicare ed a vendere qualcosa. Per forza di cose c'è la fa? Che ne pensi?

2- quanti scrittori, in italia per esempio, vivono con il proprio lavoro? Penso pochi, al massimo una decina. Eco, Camilleri. Come mai?


Ciao. Stammi bene.

Inviato: 2008/3/9 13:52
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Re: opinioni di un tecnico
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Come dimostrato da un'altra discussione da me proposta, abbastanza simile come tema, l'argomento mi interessa, quindi partecipo con piacere alla dicussione.
Per prima cosa ci tengo a segnalare (in minima parte grazie ad esperienze personali, e non solo per sentito dire!) che quasi tutti gli scrittori, emergenti o affermati è lo stesso, si avvalgono dei servizi di un buon editor. Troppe sono le inevitabili sviste, dalle più semplici alle più sostanziose, che si commettono scrivendo. Opportuno quindi che intervenga un editor a segnalarle, lasciando ovviamente alla discrezionalità dell'autore quale utilizzo farne.

Cio premesso concordo che:

1) una scheda di valutazione è uno strumento utile per uno scrittore esordiente

2) un testo che ha subito un'operazione di editing (fatto da uno capace, ovviamente...) è migliorato rispetto alla stesura controllata dal solo autore, perché un'occhio esterno è una garanzia in più

3) molti errori sfuggono all'attenzione di chi li ha scritti

4) Un manoscritto che arriva in redazione presentato da un'agenzia ha qualche possibilità in più non di essere pubblicato, ma di essere letto (alcuni editori leggono SOLO inediti presentati dalle agenzie)

A questo punto rivolgo a davide71 la medesima domanda fatta da Sanchez:

hai un sito?

PS
Per favore non stupiamoci se i servizi si pagano. Conoscete qualcuno che lavora gratis? Forse qualche volontario pensionato, ma lui, grazie al cielo, ha già la pensione con cui campare!

Inviato: 2008/3/9 14:28
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Leggo per amore della conoscenza, converso per amore del prossimo, scrivo per entrambi.
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Re: opinioni di un tecnico
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D'altra parte, mi sembra che in Italia le agenzie serie sono 4 o 5.


Un po' come le case editrici.

Inviato: 2008/3/9 15:14
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Re: opinioni di un tecnico
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Ciao Shqiptari, Jeff, Xantia e Sandoz
Direi che a questo punto possiamo ridere delle piccole scaramucce e continuare con le chiacchiere belle, no?
Per Xantia, ti ho scritto in privato, ok?
Vi dico la mia.
“Nel mondo delle agenzie c’è chi fa il furbo”. Certo! Come per ogni categoria, ci sono gli onesti e i ladri, le persone professionali e gli incompetenti. Naturalmente, quando ci si riferisce ad una categoria si intendono solo i rappresentanti validi di quel gruppo. Se io approvo l’operato della magistratura, ad esempio, mi riferisco ai magistrati seri ed onesti, non a quelli collusi con la Mafia.
Bene, detto questo passiamo a blog, forum, community ecc..
In internet c’è tutto, quindi c’è tanto, quasi troppo. Cercare qualcosa non è facile e, soprattutto, richiede tempo. Sulla base di questa considerazione, come si rapportano le agenzie e le case editrici? Non penso che un’azienda abbia il tempo di andare a cercare qualcuno in internet: arrivano centinaia di manoscritti in redazione, un redattore non va a cercarne altri in internet. Nel caso di un’agenzia forse c’è una lieve differenza, potrebbe esserci bisogno di lavoro e allora si va a cercare l’esordiente. Ma dove lo si cerca?
Una fonte importante di scrittori (alla quale attingono sia le agenzie che le case editrici) è rappresentata dai premi letterari. Se io, agente o editore, voglio un bel romanzo, non vado in internet dove trovo migliaia di romanzi tra i quali forse ce n’è uno interessante; un romanzo che si piazza ai primi posti di un concorso ha già superato dei “controlli”, è stato valutato e anche positivamente, quindi se io leggo un testo ben classificato non ho la certezza che sia valido per me, ma ho la certezza che è un po’ superiore alla media, diciamo che quel testo parte avvantaggiato.
Non metterei nello stesso gruppo i blog e le riviste on line: nel primo caso c’è di tutto (e, ripeto, non c’è tempo di andare a scartabellare), nel secondo caso c’è un minimo di scelta, una sommaria scrematura che però garantisce un minimo di qualità.
Sia chiara una cosa: le porcherie sono ovunque, come ovunque si incontrano autori che meritano attenzione, premi e riviste non danno garanzie assolute di qualità (ci sono certe giurie...) né, assolutamente, i blog sono garanzia di basso livello. Bisogna valutare caso per caso.
L’articolo di Giulio Mozzi (quello del link di Shqiptari) è preciso ed esaustivo, leggetelo. Io aggiungerei una cosa: Mozzi parla di promozione e intende quella che il distributore fa nelle librerie. Questa è fondamentale, perché se il libraio non accetta il libro il libro non si vende. È da dire però anche che c’è un’altra forma di promozione (fatta di presentazioni, articoli di giornale, radio e chi più ne ha più ne metta) altrettanto importante, perché se nessuno sa che il libro esiste nessuno lo va a chiedere in libreria...
Jeff dice “io penso che se uno è bravo/a, prima o poi c'è la fa a pubblicare ed a vendere qualcosa. Per forza di cose c'è la fa?”
Sì, ce la fa. E ti spiego perché. Il problema degli inediti è che in redazione ne arrivano troppi. Quindi se io ne mando uno adesso me lo leggono fra tantissimo tempo. Ma prima o poi lo leggono.
E se il testo è bello lo pubblicano. Il livello culturale medio delle piccole case editrici è buono, se vedono un bel testo lo vogliono, quindi passa il tempo, si perdono le speranze ma prima o poi il testo lo leggono, e i migliori ce la fanno.
Scrittori che vivono con il proprio lavoro? Se intendi vivere con il solo risultato delle vendite sono pochi, pochissimi. Se alle vendite aggiungiamo l’indotto (qualche comparsata qua e là, qualche richiesta di collaborazione, qualche rubrica su radio o TV o giornale) allora il numero sale, un po’.
Come mai? Andate su www.aie.it, il sito dell’Associazione Italiana Editori, in home page c’è il Rapporto sullo stato dell’editoria 2007, senza bisogno di comprarlo leggetene l’estratto e le statistiche che riporta vi daranno l’idea di quanto poco si legga in Italia; tornando al “come mai” di Jeff, se nessuno legge nessuno compra, e come si fa a vivere vendendo un oggetto che nessuno compra?
Per Sandoz, un po’ di ottimismo!!

Inviato: 2008/3/9 15:26
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Re: opinioni di un tecnico
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Visto che la discussione si è finalmente spostata su toni adeguati, rivolgo anch'io una domanda che non manco mai di fare agli addetti ai lavori (forse perché mi diverte troppo collezionare risposte contrastanti! )...

Quando un testo arriva ad un'agenzia, è chiaro che deve essere un testo valido perché questa decida di farsene carico. Poniamo ora che ad un'agenzia arrivino due testi di pari valore, il testo di A e il testo di B. A è un assoluto esordiente. B ha un curriculum alle spalle, ha vinto dei concorsi, magari ha pubblicato in qualche antologia o con qualche editore minore, collabora con una rivista/giornale, promuove eventi culturali, ecc. ecc. Diciamo che ha una storia, che evidenzia un'attività a livello professionistico o semi-professionistico, e forse l'accesso ad un piccolo pubblico.

La domanda è: B risulta "avvantaggiato" rispetto ad A nell'esame da parte di un'agenzia? Il curriculum, la storia dell'autore - che può essere la più varia - conta qualcosa, ha un suo significato?

Faccio una precisazione: B è comunque un esordiente, nel senso che non ha mai pubblicato con grandi editori, e non è una celebrità (una star televisiva, o dello sport, ecc.).

Inviato: 2008/3/9 15:59
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"In un mondo che non si crede più capace di affermare il bello, gli argomenti in favore della verità hanno esaurito la loro forza di conclusione logica."
H. U. VON BALTHASAR, Gloria.
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Re: opinioni di un tecnico
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Intanto, se arrivano in agenzia due testi di pari valore, perché un’agenzia dovrebbe scegliere? L’agenzia lavora con i clienti, se ne ha due perché dovrebbe scartarne uno? Lavora per entrambi, offre i propri sevizi vari ad entrambi e cerca di far pubblicare entrambi.
Per rispondere alla domanda spostiamo la situazione in casa editrice: in questo caso non ci sono i soldi per pubblicare entrambi oppure la linea editoriale prevede una sola pubblicazione, insomma, ammettiamo che la casa editrice debba scegliere. La situazione di B è di lieve vantaggio: l’aver pubblicato qual cosina in fase di promozione può essere trasformato in “pubblicazione” e basta, dà l’idea di uno scrittore che ha già avuto qualche successo; ricorda, non conta ciò che si dice ma come lo si dice (se al ristorante ti offrono un “Pesce veloce del Baltico intinto in soufflé di grano” possono venderti il piatto a 20 €; ti stano solo servendo merluzzo e polenta, valore 6 €...). In più, la sua collaborazione con giornali e la sua frequentazione di eventi culturali può tornare utile per pubblicizzare. In pratica, lo scrittore B è più vendibile (lo so, l’espressione è tremenda, proprio come spesso è tremenda la realtà).
Mi ripeto, sono considerazioni generali, i singoli casi vanno valutati

Inviato: 2008/3/9 16:21
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