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Re: gentili arzy e smoje...
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Armandillo ha scritto:
lo sai che una notissima casa di medio-grande importanza in replica ad una mia proposta mi ha detto che per considerare la cosa doveva chiedermi di pagare? al che io ho chiesto perché dato che loro non stipulano abitualmente contratti di quel genere. e loro mi hanno risposto che visto che lo fanno tanti editori opresunti tali si sentivano autorizzati a chieder soldi anche loro.


In realtà il discorso è molto semplice: le case che chiedono contributo lo fanno con tutti, indistintamente.
Quelle che non lo chiedono sono abituate a tenersi stretto un lavoro molto buono; e se lo chiedono è perché il lavoro non valeva la pubblicazione.

Inviato: 2008/2/3 14:52
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Re: gentili arzy e smoje...
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arzy grazie per la prolissa narrazione delle tue esperienze

mi è piaciuto molto un intervento di armadillo sul canto: il corrompere qualcuno con dei soldi è la strada con cui i cialtroni vanno avanti.
il parallelismo con le case editrici a pagamento è forzato, ma vicino alla verità. o una delle tante.

rispettosamente

sanchez

Inviato: 2008/2/3 22:04
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Re: gentili arzy e smoje...
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Ciao, scusate il ritardo ma leggo solo adesso la domanda di Sanchez. E a quella rispondo, rimandando al futuro le considerazioni sulla discussione che ne è seguita. Temo che non sarò breve. Perchè ho pubblicato. Dopo 12 anni di poesie scritte in "camera mia", il cassetto stava esplodendo, insieme alla consapevolezza della difficoltà di pubblicazione di poesia in generale, e di uno sconosciuto in particolare. E insieme al pudore, all'immodesta sicurezza di non essere capito, al timore dello scherno o dell'insuccesso, ecc. Ma ogni tanto la voce "ora ci provo" si faceva sentire, alimentata dai consigli (spero spontanei) di quei pochi (spero competenti) che ne avevano letta qualcuna. Poi un insospettabile amico di famiglia (una persona piuttosto nota in città, giornalista, dialettologo, direttore del canale televisivo locale, sempre presente in dibattiti pubblici, inaugurazioni, mostre, eventi culturali, ecc) al quale mio padre aveva svelato la mia (credevo) segreta passione, mi dice "Io ho una piccola casa editrice con la quale pubblico spesso le opere dei giovani aquilani. Ti va?" Scelta la copertina, le 50 poesie, e pubblicato.
Cosa mi ha portato. Intanto non nego una bella sensazione, che ha subito spiantato l'enorme vergogna iniziale, non ultima quella nei confronti dei compagni di squadra o di università e dei loro "Oh, ma veramente sci scritto nu libro? Ma iamooo", e poi anche un certo orgoglio di fronte alle vetrine.
Poi veniamo al discorso economico. In tutto ho speso 1.200 euro in 4 rate trimestrali da 300. La casa editrice (piccola, ma piccola veramente) mi ha lasciato ovviamente i diritti ed ha scritto la lettera di presentazione per regione, provincia e comune che hanno acquistato 50 copie l'una per un totale di 1.500, poi mi ha organizzato una serata di presentazione (ne ho organizzate io, anzi dei parenti con amici presidenti di circoli cultutali in città non lontane dalla mia). Il libro nelle 8 librerie di questa città ce l'ho portato da solo, ed essendo cliente di 3 o 4, mi hanno dato il 100% dei 10 euro delle copie vendute. In tutto ne avrò vendute circa 150 (altri 1500 euro) ed in più ho vinto 3 premi letterari (totale 1500 euro). Per cui in totale finora, se vogliamo mercificare l'arte, ho guadagnato 3300 euro. Poi due gruppi musicali (sempre dell'aquila, ovviamente) nel prossimo CD inseriranno dei pezzi con i miei testi, quindi almeno altri 56 euro li guadagnerò dai diritti SIAE, e poi...si vedrà. Inoltre dopo un concerto di un gruppo piuttosto noto a livello italiano di cui sono appassionato, visto che la faccia di culo m'era già venuta, sono andato dal cantante e ho messo il libro nella custodia degli spartiti. Al concerto successivo mi è venuto incontro e mi ha parlato di una possibile collaborazione. Concludendo, mi ha dato un po' di visibilità, qualche piccola possibilità, se avessi un po' più di tempo sicuramente qualche possibilità meno piccola, è una specie di base per una speranza. Certo, mi rendo conto che tutto è a livello locale (dei miei amici di varie zone d'Italia che si sono proposti di lasciarlo in qualche libreria, ma non mi pare il caso), ma il cantante è amico di Erri de Luca, il mese prossimo farò uno spettacolo in un teatro diretto da Dacia Maraini, con la quale dovrò sedermi a parlare, e casualmente avrò il libro anche lì. Morale della favola: mi tengo ben stretto questo lavoro da responsabile ambientale di una fonderia, ma...hai visto mai.

Inviato: 2008/2/4 9:58
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Re: gentili arzy e smoje...
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mi piace il tuo spirito, smoje

ricorda che tutti partono dal piccolo per poi, un giorno, fare qualcosa di grande. quindi ti auguro un grosso in bocca al lupo, e se conosci erri de luca, fammi un colpo, che ci andiamo a bere una cosa insieme.

cordialmente

sanchez

Inviato: 2008/2/4 10:53
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Re: gentili arzy e smoje...
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l'esperienza di smoje è positiva, peccato però che gli abbiano chiesto di pagare, io mi stavo già entusiasmando poi ho letto che ha dovuto pagare e mi sono cadute le braccia. attento a Erri de Luca, ha un pessimo stile ed estrema povertà di pensieri ed usualmente, questo tipo di persone persone, sono o invidiose se scrivi meglio di loro oppure, se sei al loro livello o inferiore, s'impegnano sì, ma per strumentalizzarti ai loro fini

Inviato: 2008/2/4 11:47
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Re: gentili arzy e smoje...
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Mi accodo a tutti i vostri commenti a seguito del post di sanchez.
Vi vorrei raccontare una storia. Molti anni fa ho conosciuto (ora perso di vista) un ragazzo molto particolare, di professione artista poliedrico (del genere scultore-pittore-cuoco-psicologo-poeta). Ci siamo ritrovati in tre dentro un auto, quella di un giornalista nostro comune amico che ci portava allegramente in quel di Abano Terme, alla corte del sig. Giancarlo Marinelli. Io andavo là per una conferenza (Marinelli relatore del mio romanzo, ovviamente pagine lette da lui=zero), il mio nuovo amico, tale X, per rifilare al suddetto Marinelli il suo libro di poesie, pubblicato a pagamento presso una miniminiminicasa editrice a un prezzo relativamente esorbitante.
Scena: X si avvicina al Marinelli, che nel frattempo, circondato da veline, letterine e insomma tutto un coro di innamorate (in effetti è bellino e ho sempre rimpianto di non essermi fermata a dormire nell'hotel che mi aveva prenotato...), con fare garbato e gentile gli consegna la sua opera che, detto fra di noi, era piuttosto graziosa. Sorrisi e baci tra i due.
Il tempo di girarsi e mentre io bevo il mio terzo calice di prosecco e ingollo il quinto rotolino di pasta sfoglia con wurstel, il Marinelli dà un'occhiata al librino, lo sfoglia e malamente lo getta in un tavolo qualsiasi e ritorna al suo harem. Non saprei, ma questa scena mi è rimasta nella memoria. Insomma, in un mondo dove le case editrici si fanno pagare, i relatori delle conferenze parlano per 2 ore di libri mai letti e le recensioni si comprano, beh, i casi positivi si contano su una mano. Che dire, fortunato a chi capita di pagare ed essere poi, nel tempo, ripagato.
Però, per me, generalmente le cose non stanno così.

Inviato: 2008/2/4 16:12
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Re: gentili arzy e smoje...
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Armandillo ha scritto:
attento a Erri de Luca, ha un pessimo stile ed estrema povertà di pensieri ed usualmente, questo tipo di persone persone, sono o invidiose se scrivi meglio di loro oppure, se sei al loro livello o inferiore, s'impegnano sì, ma per strumentalizzarti ai loro fini


Capito Smoje?
Non so cosa perdi tempo a fare, la tua silloge in tutto l'universo puoi darla soltanto ad Armandillo dato che lui è l'unico non frustrato con pensieri degli di essere ascoltati.

Devo ammetterlo, anche in giornate poco positive ho sempre la speranza di venire su Ozoz e trovare qualche scritto del nostro Armand, dato che nessuno come lui è la dimostrazione vivente che al mondo c'è posto per tutti.

Inviato: 2008/2/4 16:33
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Re: gentili arzy e smoje...
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Comincio a pensare che viviamo in mondi diversi e invidio sinceramente la purezza decantata e desiderata. Io non l'ho incontrata. O perlomeno ho incontrato chiari e molti scuri.

Ne racconto una. Quando ho pubblicato il mio libro di poesie un amico che allora frequentava ozzyoz mi ha invitato nella sua città, lontana dalla mia offrendomi: casa sua per dormire, la libreria dove organizzare la presentazione, il suo massimo impegno per la pubblicizzazione.

Dulcis in fundo poteva concordare la presenza di un'amica giornalista corrispondente di un noto quotidiano a diffusione ultraregionale (peraltro allora occasionale frequentatrice sempre di ozzyoz) per un trafiletto di recensione. Tariffa minima 30 euro.

Io non mi sono scandalizzato, semplicemente così va il mondo e il mercato, del resto Berlusconi non vanta di aver passato compiti ai compagni di classe dietro compenso monetario?

Di recente ho incontrato una ragazza che in caso di ulteriore presentazione mi mette a disposizione 400 indirizzi e-mail. Vuole 200 euro.

Niente di questo mi scandalizza. Semplicemente faccio i miei conti e ragiono. Magari accetto magari no. Per ora in entrambi i casi no ma per calcolo ben preciso, non per altro.

Comunque: se una giornalista che già percepisce un compenso dal suo quotidiano vuole essere ulteriormente pagata, perché devo scandalizzarmi se anche l'editore non vuole rischiare investendo sulla poesia che, come noto, solo in rari casi vende davvero?

In realtà il libro una volta stampato, come dimostra anche il caso di Smoje, ti offre opportunità, ti apre porte [ se sai darti da fare e se la tua arte qualcosa vale ] che senza libro nemmeno avresti potuto sognare.

Allora il punto non è pagare o non pagare, ma so darmi da fare o non lo so fare, sono credibile o non sono credibile.

Tornando infine all'amico che mi aveva offerto la presentazione nella sua città, per inciso ha acquistato il libro via post pay, cioè pagando.

Inviato: 2008/2/4 18:47
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: gentili arzy e smoje...
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una casa editrice è un'impresa che, come tutte, comporta certi margini di rischio. ma se uno non è disposto ad accollarsi un rischio d'impresa non deve fare l'imprenditore ma altre cose che che non comportino questo rischio che lui non vuol sopportare in prima persona.

un bravo autore è come un cantante o un musicista. conosce la sua materia e la tecnica per esercitarla. torno all'esempio della musica. si è mai sentito che ti chiami un cantante e invece di pagarlo per il servizio che ti rende gli chiedi tu soldi a lui? Chi accetta le condizioni capestro degli editori a pagamento si svilisce da sé, non più autore, non più ddito all'arte sua, non più concentrato su ciò che meglio gli deve riuscire, ma socio, azionista, compartecipante, socio cooperativo di un'impresa editoriale e di minoranza per di più.

ma, si sa, la musica per fortuna si difende meglio della letteratura. in musica, non può accadere che una persona che non abbia mai aperto almeno il sillabario del pianoforte si metta a suonare Chopin, mentre per qualche oscuro motivo, tutti si sentono autorizzati a scrivere senza prepararsi prima adeguatamente. non è che non si senta la cosa, essi stonano con le parole come un pianista improvvisato azzeccherebbe sì e no una nota su dieci sulla tastiera. ricordiamo che un autore guadagna, se tutto va bene, una media non superiore al 10-15% del prezzo di copertina, tutto il resto, tolte le spese vive sostenute è dell'editore. quindi le case editrici non possono venire a pianger miseria. scelgano bei libri, li pubblichino rinunciando a questa forma di pseudosostentamento e faranno la loro fortuna

si dice spesso che gli italiani non leggono, ma avete visto il livello dei libri? siano gli editori davvero selettivi e il livello si innalzerà, poi i lettori gli verranno dietro

Inviato: 2008/2/4 19:37
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Re: gentili arzy e smoje...
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Armandillo ha scritto:
ma se uno non è disposto ad accollarsi un rischio d'impresa non deve fare l'imprenditore ma altre cose che che non comportino questo rischio
.

Imprenditore è colui che sa cogliere le occasioni.
Se io avessi cento persone fuori dalla porta che bussano per darmi dei soldi, per quale motivo dovrei dire di no?
L'imprenditore avvia un'impresa ragionando prima sul mercato, in teoria.

Citazione:
Armandillo:
si è mai sentito che tu chiami un cantante e invece di pagarlo per il servizio che ti rende gli chiedi tu soldi a lui?


Continui sempre a ragionare con presupposti errati.
La risposta è sì, se non sono io a chiamarlo ma lui a offrirmisi ed è pure un cane stonato che non vuole nessuno, e magari in quel modo cerca di farsi un minimo di pubblicità.

Citazione:
Armandillo:
mentre per qualche oscuro motivo, tutti si sentono autorizzati a scrivere senza prepararsi prima adeguatamente.


E una l'hai azzeccata. Basta farsi un giro nei siti di letteratura, troveremmo una valanga di cose improponibili, zeppe di errori e castronerie varie, ma appena uno cerca di farle notare viene bollato in tutti i modi possibili, dall'invidioso all'incompetente... Il problema è tutto lì, nel credere che scrittori si nasce perché la Musa e Mr Talento ci hanno baciati mentre eravamo nella culla.
Per questo motivo esistono gli editori con contributo: per assolvere una funzione sociale a sfondo terapeutico.

Inviato: 2008/2/5 8:32
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