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Re: ...mi chiedevo...
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Sandoz: vero.. è retorico il mio quesito. Ma speravo (e spero ancora) che qualcuno affermi il contrario. Così, tanto per prendere un po' di fiducia nell'italico futuro.


Io credo che sia anche peggio di così: probabilmente in Italia non avrebbe neanche trovato nessun grande editore disposto a pubblicarla e si sarebbe dovuta rivolgere all'editoria a pagamento. Avrebbero letto le prime due pagine del libro e poi l'avrebbero buttato come già amano fare con i nostri.

Inviato: 2008/1/8 8:57
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Re: ...mi chiedevo...
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Non vorrei dire cose inesatte, ma il primo Harry Potter, in Italia non ha avuto vita semplicissima. Tanto che fu proposto a Mondadori dove qualcuno (non voglio immaginare che fine abbia fatto) lo liquidò come non commerciale. Quindi fu tradotto dalla Salani (che fino a quel momento non aveva nelle sue scuderie cavalli che vendessero così tanto).
Concordo con Alco99. Forse è il caso di leggere e "smontare" la saga di Harry Potter per capire perchè narrativamente funziona. Che poi le avventure del maghetto ci piacciano o no (a me personalmente non fanno impazzire) è un altro paio di maniche.

Un saluto

Clauverg

Inviato: 2008/1/8 11:26
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Re: ...mi chiedevo...
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Non vorrei dire cose inesatte, ma il primo Harry Potter, in Italia non ha avuto vita semplicissima. Tanto che fu proposto a Mondadori dove qualcuno (non voglio immaginare che fine abbia fatto) lo liquidò come non commerciale. Quindi fu tradotto dalla Salani (che fino a quel momento non aveva nelle sue scuderie cavalli che vendessero così tanto).


Esatto, la Salani ha pescato il jolly, alla Mondadori il libro non interessava.

Inviato: 2008/1/8 12:26
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Re: ...mi chiedevo...
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Sandoz:
Avrebbero letto le prime due pagine del libro e poi l'avrebbero buttato come già amano fare con i nostri.


Eppure, tutte le cose hanno un perché.
Anche in Italia ogni tanto di nomi nuovi ne spuntano, gente che viene letta, magari dal piccolo/medio editore, e di lì pubblicata se davvero vale qualcosa.
E se 99 su 100 vengono cestinati ci sarà pure un motivo, no? O vogliamo ancora tirare avanti la favoletta che tutto nell'editoria viene deciso da complotti, conoscenze, pianificazione di libri trash... mentre il talento vero, il povero talento nasconto in provincia, al di fuori dei grandi giochi di potere... Suvvia. Magari al nostro ego fa più comodo piagnucolare, ma resto dell'idea che invece le energie sarebbe meglio indirizzarle nel capire il perché un nostro romanzo viene cestinato.
Si parla tanto del mondo anglosassone come di un'oasi. Può essere, ma lì c'e' un approccio diverso, più professionale, esistono riviste per racconti, palestre letterarie, figure professionali che dove scovano qualcuno lo curano... Ecco perché magari quando uno spedisce un romanzo il prodotto è più pronto per la valutazione.
Qua no; uno si alza la mattina e scrive un romanzo. Ci credo che va bene all'1%. E' già tanto.
Una volta un tizio mi mandò un romanzo di fantascienza nel quale l'introduzione era "Non ho mai letto libri di fantascienza ma avevo voglia di scriverne uno..."; e se pensate che sia un caso toglietevelo pure dalla testa. Ecco, credo che da altre parti questo capiti molto meno.
Però sarei anche curioso di sapere se là ci sono ugualmente dei forum pieni di lamenti. Secondo me no.

Inviato: 2008/1/8 16:14
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"Se la smetteste di spedire romanzi a caso..."
OZOZ
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Re: ...mi chiedevo...
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E se 99 su 100 vengono cestinati ci sarà pure un motivo, no?


Sicuramente la maggior parte dei manoscritti sono mediocri e meritano di essere cestinati ma non è l'alta percentuale di rifiuti che contesto quanto il metodo di valutazione. Un libro dovrebbe essere letto tutto e DA PIU' PERSONE (a meno che la prime pagine non contengano errori da prima elementare chiaramente), di età e gusti diversi prima di essere scartato, è la superficialità di giudizio che critico, di un'opera devono essere valutate anche le potenzialità, magari la scrittura è acerba ma i contenuti sono interessanti e lavorandoci un po' sopra da un libro impefetto se ne potrebbe ricavare qualcosa di interessante. Ma non c'è mai tempo, voglia, interesse di fare questo, case che fatturano milioni di euro l'anno potrebbero permettersi di pagare svariate decine di persone per fare soltanto scouting e invece aspettano che l'agente, lo scrittore famoso, l'amico di turno segnali loro qualcuno.

Inviato: 2008/1/8 18:36
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Re: ...mi chiedevo...
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Sandoz, non c'è bisogno di leggere per intero un libro per capire ch'è cattivo. Lo si sente fin dalle prime frasi, come in musica si comprende se una melodia è bella anche da due o tre battute iniziali

Volersi infliggere la lettura di un cattivo libro sarebbe come ostinarsi, dopo che si è assaggiato del veleno, a bere tutto il flacone e con che risultato? Quello di crepare.

il problema degli editori italiani è altrove, principalmente nelle persone cui è demandata la selezione dei testi da pubblicare. spesso rancorosi che appena vedono un buon testo, lo odiano incosciamente e, o lo scartano o, se pur sono costretti a prenderlo, fanno di tutto per imbruttirlo.

all'estero invece accettano più di buon grado di fare il loro vero mestiere che non è quello dell'alteratore di testi altrui

Inviato: 2008/1/8 19:37
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Re: ...mi chiedevo...
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un libro lo si capisce dalle prime cinue righe, così diceva uno più saggio di me

io non credo che i lettori delle case editrici non sappiano fare il loro mestiere

sono stato personalmente da minimum fax.
c'erano due ragazzi, un uomo, una donna, che dovevamo leggere una stanza di manoscritti. una stanza, lo giuro.

da parte mia dico solo che quando sei preso non ti fai crucci e mandi in giro il tuo manoscritto
quando ti accorgi(chi lo fa) che ciò che avevi inviato era impubblicabile ti dai un pizzico sulla pancia e dici: ma come cazzo avrebbero fatto a pubblicare quello schifo?

quindi non credo che all'estero sia migliori...forse hanno pi personale, o semplicemente all'estero si scrive meglio

rispettosamente

sanchez

Inviato: 2008/1/8 21:33
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"Possedere la copia d’un libro è importante. Puoi riprenderlo ogni volta che ti pare, girartelo per mano, leggere addirittura delle pagine intere. Di quelli buoni s’intende."
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Re: ...mi chiedevo...
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se avevamo la stanza piena senza essere riusciti a svuotarla nemmeno un po', vuol dire che non sanno fare il loro mestiere. si ostinano a voler leggere tutto colsolo risultato di perder tempo, disgustarsi del lavoro e alterarsi il gusto, perchè chi fa questo di professione deve stare bene attento ed agire come il pescivendolo che per non puzzare perennemente di pesce, arrivato a casa dalla pescheria, subito deve scaicquarsi con saponi, creme, docciaschiuma e deodoranti.

Csì deve fare anche il selezionatore di manoscritti, se non vuole perdere il gusto e la capacità di ben giudicare un testo, deve difendere la sua lingua e il suo giudizio dai veleni dell'attività quotidiana.

Io ho provato in prima persona cosa vuol dire tutto ciò, costretto, subito dopo la laurea, dallo stringente stato di bisogno a collaborare a un'agenzia che mi dava (c'era la lira) 15.000 misere lire per manoscritto e ho notato che se non stavo attento, il veleno contenuto nei testi brutti e impubblicabili, mi avrebbe avvelenato poco a poco

Inviato: 2008/1/8 21:56
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Re: ...mi chiedevo...
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Citazione:
Sanchez:
quando ti accorgi(chi lo fa) che ciò che avevi inviato era impubblicabile ti dai un pizzico sulla pancia e dici: ma come cazzo avrebbero fatto a pubblicare quello schifo?


Sanchez, hai detto una cosa sacrosanta, ma il mio dubbio fondamentale e' legato a quel "chi lo fa". E da quel che si legge nei forum direi che la percentuale e' infima. Piu' comodo credere all'incapacita' degli editori, no?

Citazione:
sandoz:
Un libro dovrebbe essere letto tutto e DA PIU' PERSONE , di età e gusti diversi prima di essere scartato, è la superficialità di giudizio che critico, di un'opera devono essere valutate anche le potenzialità, magari la scrittura è acerba ma i contenuti sono interessanti e lavorandoci un po' sopra da un libro impefetto se ne potrebbe ricavare qualcosa di interessante. Ma non c'è mai tempo, voglia, interesse di fare questo, case che fatturano milioni di euro l'anno potrebbero permettersi di pagare svariate decine di persone


E' evidente che un paio di mesi a fare il volontario nella redazione di una casa editrice sarebbero sufficienti per farti cambiare idea. Ci vuole professionalita' e competenza (nei limiti dell'umano, chiaro) per fare un certo lavoro, e non sta ne' in cielo ne' in terra che in una casa editrice debbano perdere tempo in cinque per capire che un romanzo e' illeggibile (a meno che tu non dia per scontato che chi sta li' non sappia fare il proprio lavoro, e allora sarebbe un altro discorso). Mi sembra di aver gia' fatto l'esempio di una casa editrice, senza contributo, che nel primo anno dalla nascita ricevette ottocento romanzi; e loro erano in tre, ognuno con la propria famiglia ed altri lavori per campare dato che non e' che l'editoria ti faccia arricchire cosi' di botto. Lo so cosa obietterai: sono stati decisamente superficiali e poco professionali perche' non se li sono letti tutti, tutti e tre, e non hanno assunto a proprie spese almeno una decina di editor professionisti. In realta' risolvere il problema che evidenzi sarebbe semplice: basterebbe appendersi in camera la firma sotto i miei messaggi.
Gli editori sanno benissimo che la percentuale e' di quel famoso 99% da cestinare, e allora mi spieghi per quale motivo dovrebbero investire risorse enormi per trovare la perla che, per inciso, col tempo comunque troverebbe la sua strada? Se c'e' una cosa che negli anni ho capito e' che questa valanga di gioielli incompresi rimasti nei cassetti non esiste.
Una casa editrice non e' una baby sitter e la potenzialita' di un'idea raramente viene sfruttata perche' si da' la precedenza alla potenzialita' della scrittura; costa meno curare un soggetto che gia' sa scrivere ma dalle idee scarse. E di sicuro si risparmia molto tempo nel lasciare per strada chi scrive da terza elementare ma pensa, bonta' sua, di avere idee clamorose.

Citazione:
Armandillo:
il problema degli editori italiani è altrove, principalmente nelle persone cui è demandata la selezione dei testi da pubblicare. spesso rancorosi che appena vedono un buon testo, lo odiano incosciamente e, o lo scartano o, se pur sono costretti a prenderlo, fanno di tutto per imbruttirlo. [..] Io ho provato in prima persona cosa vuol dire tutto ciò, costretto, subito dopo la laurea, dallo stringente stato di bisogno a collaborare a un'agenzia che mi dava (c'era la lira) 15.000 misere lire per manoscritto


E finalmente ho capito da dove arriva il tuo incubo dell'editor rancoroso nascosto nell'armadio, peggio del brutto baubau che aspetta solo il momento buono per rovinare il tuo "Cent'anni di solitudine"! Non c'e' niente da fare, la natura e' la natura: causa-effetto. Doveva pur esserci un'origine che giustificasse quel che scrivi.
D'ora in poi saro' piu' indulgente, promesso.

Inviato: 2008/1/9 9:05
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Re: ...mi chiedevo...
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Parlo per esperienza diretta:

è vero che le case editrici (almeno quelle medie/piccole) non leggono interamente tutti i manoscritti che arrivano (non per cattiva volontà, ma per impedimento logistico). Prendono un certo numero di pagine (sicuramente le prime e poi qualche capitolo a caso) ed eventualmente scartano il manoscritto. Se passa questa prima fase, viene letto almeno da un editor della casa editrice che redige una scheda di valutazione. Eventualmente c'è un'ulteriore lettura da parte del direttore editoriale (o di collana) e se si passa anche questo sbarramento si passa alla firma del contratto e alla successiva fase di editing.

Un saluto

Inviato: 2008/1/9 9:24
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