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prosa e poesia per Sjnkhro
Just popping in
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Da TRento
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Si capisce che vuoi trasformare tutto in poesia già dal modo di organizzare lo spazio di scrittura, come vai a capo etc... scrivi prosa versificandola a mo' di poesia, di canzone. Ovviamente la poesia non è solo versificazione ma è anche questo.



Inviato: 2003/10/25 9:03
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Re: io faccio un altro mestiere...
Just popping in
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Da L'altra faccia del Pianeta delle Scimmie
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scrivere di ciò che fisicamente mi circonda, cercando l'essenza delle cose che "volano basse" intorno a me, senza preconcette pretese di universalità, ma con rigore ed onestà intellettuale. La poesia forse nasce anche come ordine mentale.

Ciao, G...
Ottima la tua analisi.

Non son del tutto d'accordo con il lo sminuire le tue potenzialità.
Le 'cose che volano basse' possono compararsi a gabbiani che senton l'odore di pioggia all'orizzonte.
E solo attendono il profilarsi d'un limpido squarcio iridato nelle grige muraglie per prender quota e conquistare i venti; le grandi rotte frequentare; le soglie del consueto varcare e raggiungere le lontane dimensioni dove si fondono i mondi d'ognuno.

Differenti, essi son gemelli in più d'un punto.

Nessuna più grande soddisfazione esiste per l'uomo che è solito alimentare il proprio entusiasmo con il carburante della fratellanza, dell'amicizia, della consonanza d'ideali e pensieri.

Un'idea che nasce consona è la sola forma candida di sentimento comune che può permettersi il successo.

Molti di noi son tristi e sfiduciati poiché la propria (idea) spesso, precorre i tempi.
I ritmi di una socialità, una società troppo organizzata; troppo tecnologicizzata e, necessariamente, inscindibilmente, obbligatoriamente, allora, legata da vincoli stretti di regole che ci calzan male.

Non son fatte per noi: allegri e burloni animali dallo sguardo limpido e chiaro.
Dalle dita lunghe e prensili; dalla pelle delicata e sensibile.
Così come l'animo. Così come il cuore.

Ed uguale si può dire dei nostri desideri e sogni.
E' questo che ci distingue dai nostri strettissimi parenti dei grandi alberi.

Non pretendo di conoscere i sogni degli oranghi; i desideri dei gorilla; i progetti e le idee dei lemuri.
Ma sento che noi uomini siamo lontani con lo sguardo ed il pensiero.
Voliamo alto, rispetto a tutti loro e guardiamo assai lontano.
Tanto quanto non potremmo spiegare in alcun modo.

A meno che... non useremo, invece che i numeri e i rapporti fra le cose, presenti
(spero di non essere troppo complesso in quest'analisi antropologica)
in una davvero intricata e complicata serie di rapporti, in un molteplice schema.

Un esempio di schema nel quale collochiamo i nostri pensieri e, dunque, secondo il quale si evolve la nostra 'Storia' è dappertutto.

L'intrico di cavi elettrici, di circuiti assemblati. L'organigramma del personale di un'azienda e la sua contabilità.
La forma e le mutazioni della borsa.
La struttura di un motore.
Il computer sul quale stai lavorando.

Siamo personalità auliche, idilliache. Noi umani.

I nostri desideri vanno molto oltre il consueto e l'abitudinario.

Siamo così.

Io credo le nostre parole dobbano e dovranno farlo, innalzarsi su, in alto.
Per vedere oltre dell'orizzonte che ci riserva allo sguardo della mente, una sola breve, vita.

Per arrivare, con gli occhi del cuore, ad intravvedere le meraviglie dell'esistenza.
Varcare la soglia della paura che ci tiene incatenati al suolo e tentare il volo, oltre il terribile, altissimo muro che è rappresentato dalla Morte.

In sintesi è proprio come dici tu:
La Poesia ci aiuta, forse è l'unico vero strumento per mettere ordine nei nostri pensieri.

E, molto probabilmente, l'unico tracciante, sistema di monitoraggio per raggiungere la verità.

In qualunque campo, dovunque essa sia.
Di qualunque gergo, ramo, specialità, disciplina, scienza si tratti.

Ed in particolare, volare basso che equivale a camminare senza fretta, guardandosi attorno...
incontrando e riconoscendo, è il modo migliore per esercitarla.

Con le cose semplici che vivono ed esistono da sempre. E, probabilmente, sempre continueranno ad esistere anche se diventano apparentemente complicatissime.

Il loro segreto sta nella semplicità.
Nella diretta espressione ad un linguaggio che è semplicemente musica.

Il soffio vitale. La parola.
E' suono, prima di ogni significato.

La poesia è musica di parole.
Che l'orecchio porta sì, al cervello.

Ma le cui intonate e parallele vibrazioni, onde dolci e calme, arrivano direttamente al cuore e parlano una lingua che tutti, compresi i nostri parenti arboricoli, in qualche modo, sanno intendere.

Così come m'hai inteso tu al di là dell'apparente 'complicatezza' di queste parole.

Un salutone e auguri per il volo radente. Risentiamoci.

Sjnkhro - Leo


p.s. risponderti m'ha prodotto un'idea nuova, un argomento di cui discutere. Se il discorso procede lo propongo.

Inviato: 2003/10/25 14:44
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Apostrofe, innanzitutto e poi... la soluzione
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Carissimi,
vi scrivo questa mia per dirVi, innanzitutto che, non prendetevel'a male se l'apo-strofe è un segno di legamento.

Oggi che la libertà è un dilemma interlocutorio da analgesici pubblicizzati (libero= responsabilizzato e, dunque, tasse per sé e per chi lavora con te)
(non libero= dipendente = stipendi mensile e molto più tempo libero per sé e per i tuoi ma rischio di sindrome da Capo Stupido e testa per terra - sguardo da cane bastonato - depressione per mancanza di realizzazione - basta!)

Così Vi propongo un'epica soluzione.
Ma prima vi posto un altro dilemma:

volendo apostrofare 'che ho', come fareste?

Ch'ho...C'ho...Ch'o?

Io ho fatto la mia scelta, dico 'io c'ho pensato tanto... ecc.

Così ho saputo che un altro si scrive così ma quando è 'molto legato', e si legge d'un fiato, lo scrivo così: 'un'altro'.
E poi io apostrofo di tutto.

Non v'è parola ch'io non poss'apostrofare se non pel problem'utentico della 'normalità' del testo. Cosa ch'oggi si sente in drammatica maniera. E limita le possibilità del linguaggio ad una semplic'esposizione di concetti.

E non un gioco liquido dal senso fluido, del suono mellifluo di sciolte parole libere.

Lik'it?
Leo

Inviato: 2003/10/25 15:12
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Re: Apostrofe, innanzitutto e poi... la soluzione
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Grande Sjnkhro
sono d'accordo PIENAMENTE.
Le regole grammaticali sono
quello che sono, i soliti segni di una civiltà
presunta o vera che sia ma se entriamo nel nostro personale flusso di coscienza
addio sintassi e Co.

Inviato: 2003/10/27 7:48
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