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Re: Quanta pazienza per una risposta?
Just can't stay away
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Allora perché mandare un manoscritto ad una casa editrice della quale non compreresti mai un libro perché ha una scarsa distribuzione, fa poca promozione e non invoglia ad acquistare le proprie pubblicazioni?


Perchè non hai altre alternative da esordiente, non è che ci si vada mai con grande entusiasmo nelle case piccole, si sa già che il libro venderà poco e niente.Ma le alternative quali sono?Nessuna, perchè se ti rivolgi alle piccole è perchè le grandi ti han già scartato o nemmeno letto.

Citazione:
Punto secondo, inutile lamentarsi se la piccola editoria annaspa e a pubblicare sono in pochi. Pochi comprano, pochi leggono: di conseguenza, pochi pubblicano.


Non la vedo proprio così, perchè chi comprerà dalle piccole case sarà sempre una percentuale minima dei lettori sul mercato e non per pigrizia dei lettori,ma perchè le grandi occupano tutto il posto e alle altre restanno solo le briciole.E' tutto il sistema che va cambiato,alle librerie dovrebbe essere IMPOSTO di dare spazio significativo anche alle piccole realtà,in vetrina non ci devono andare sempre gli stessi, tutti hanno diritto al loro spazio, posso comprendere che ci sia discriminazione per le case che pubblicano a pagamento ma tutte le altre devono avere il loro spazio,nè più nè meno di una Mondadori ecc...Non è il lettore che deve andare in cerca del libro, è il libro che deve venire al lettore.Ma finchè le cose funzionano come funzionano ora gli unici libri che il lettore incrocia per la sua strada sono i libri delle soliti 6 o 7 grandi e tutte le altre è come se neanche esistessero.
Se il libro della piccola casa Pinco Pallino viene esposto accanto al best seller Einaudi state tranquilli che la gente lo compra.Non è mai colpa dei lettori.

Inviato: 2007/10/24 14:13
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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In un mondo di filantropi accadrebbe proprio questo, cioè che tutti tenderebbero a fare del puro bene. Purtroppo il mondo è fatto anche di gente che deve portare a casa la pagnotta, tipo un libraio che se non vende al mese i suoi 100 Follett/Grisham/King non arriva a pagare l'affitto. Ma in un mondo perfetto io questa sera giocherei nel Milan perché proprio come gli altri ho il diritto di poter esprimere le mie potenzialità e quindi andrebbe "imposto" per legge di farmi giocare, e chi se ne frega se tenere un pallone fra i piedi non so cosa sia.
Certo, il lettore non è pigro (anche se ha a disposizione mille canali per arrivare a ogni libro), ma è colpa del libraio e dell'editore che vende/pubblica quel che rende e, magari, dulcis in fundo, è anche scritto come dio comanda.
Certe volte mi sembra di vivere su Saturno, un mondo imperfettissimo, dove magari l'editore che sa fare il proprio mestiere cestina un romanzo perché la sua missione nella vita non è pubblicare cose imperfette di grandi, astratte potenzialità.

Inviato: 2007/10/24 14:43
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"Se la smetteste di spedire romanzi a caso..."
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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Scusate, ma non ho ben capito come fare le citazioni.
cmq Sandoz scrive:

"E' tutto il sistema che va cambiato,alle librerie dovrebbe essere IMPOSTO di dare spazio significativo anche alle piccole realtà,in vetrina non ci devono andare sempre gli stessi, tutti hanno diritto al loro spazio, posso comprendere che ci sia discriminazione per le case che pubblicano a pagamento ma tutte le altre devono avere il loro spazio,nè più nè meno di una Mondadori ecc..."

IMPOSTO??? Ma che siamo in dittatura (culturale) e non lo sappiamo???

Le librerie, come le case editrici sono a tutti gli effetti degli enti COMMERCIALI. Non fanno beneficenza e non promuovono la cultura perché sono buoni e bravi, ma perché con la vendita di libri ci campano!

Le piccole case editrici se avessero la potenza (economica) di fuoco delle grandi non esiterebbero a pubblicare autori
che vendono milioni di copie anche se letterariamente sono spazzatura.

Se io avessi una libreria, purtroppo ragionerei allo stesso modo. Metto in vetrina Moccia e mi vende 100 copie in una settimana? Ottimo. Metto in vetrina tal de' tali che vende 3 copie in una settimana? Io rimetto Moccia. Poi magari se il libro di Tal de' Tali m'è piaciuto magari lo consiglio a chi è indeciso. Ma io ci devo campare con il mio negozio.

Altra citazione da Sandoz:

"Se il libro della piccola casa Pinco Pallino viene esposto accanto al best seller Einaudi state tranquilli che la gente lo compra."

Non sono assolutamente convinto di questo. Del best seller, che tu lo voglia o no, se ne parla. Ne parlano i giornali, le radio a volte la tv e su Internet è facile trovare una caterva di informazioni.
Dell'autore sconosciuto non ne parla nessuno.
Perché il lettore medio italiano, che legge da 3 a 10 libri all'anno dovrebbe acquistare il libro sconosciuto invece che quello di cui tutti parlano?
Forse è ingiusto, ma non possiamo farci nulla, il mercato va così.

AM

Inviato: 2007/10/24 14:56
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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Citazione:
Non sono assolutamente convinto di questo. Del best seller, che tu lo voglia o no, se ne parla. Ne parlano i giornali, le radio a volte la tv e su Internet è facile trovare una caterva di informazioni.
Dell'autore sconosciuto non ne parla nessuno.
Perché il lettore medio italiano, che legge da 3 a 10 libri all'anno dovrebbe acquistare il libro sconosciuto invece che quello di cui tutti parlano?


Perchè lo trova in tutte le librerie. Io non conoscevo Melissa P. ad esempio, ho visto poi il suo libro ovunque in libreria e mi sono incuriosito, non sapevo neanche chi fosse.Non sapevo neanche che Faletti avesse cominciato a far lo scrittore, me ne sono accorto perchè a un certo punto il suo libro era ovunque.
Guarda che in tv di libri non si parla quasi mai, in radio boh, chiaramente del Codice Da Vinci e questi fenomeni qui se ne parla, ma di tanti altri libri che escono anche per case importanti non se ne parla quasi per niente.La cosa più importante è che il libro venga esposto in più librerie possibili, che abbia una bella copertina e una sinossi interessante, che convinca chi rpende il libro in mano ad acquistarlo, la migliore promozione è quella.Poi è chiaro che se se ne parla pure in tv invece di vendere qualche migliaio di copie ne vende 100 volte di più,ma non è fondamentale.
Certo che quella del libraio è un'attività economica come un'altra, ma i librai sono anche mentalmente pigri e rpeferiscono riempire un banco di 20 copie dello stesso libro invece di dare spazio a tanti altri libri meno famosi che magari piacerebbero lo stesso.Non è che puntare anche su altre case che non siano le solite 6 o 7 significhi necessariamente andare in perdita.Parlo di imposizione perchè tanto di volontà loro non lo faranno mai, lascia perdere il fascismo, io parlo di leggi democratiche a favore della cultura e degli artisti emergenti, pure nel calcio si voglion introdurre leggi a favore dei vivai e contro lo strapotere dei potenti, non vedo perchè non farlo in altri ambiti.E' molto più fascista che in libreria ci vadan sempre e solo gli stessi, i più ricchi.

Inviato: 2007/10/24 15:25
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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Cito Sandoz:

"Parlo di imposizione perchè tanto di volontà loro non lo faranno mai, lascia perdere il fascismo, io parlo di leggi democratiche a favore della cultura e degli artisti emergenti"

sulle leggi a favore della cultura sono pienamente d'accordo. Anche se con tutti i problemi che ci sono in Italia oggi (precariato, perdita del potere d'acquisto degli stipendi, disoccupazione, ecc), consentimi, ma io stesso non la metterei come priorità.
L'editoria così com'è, funziona bene, anzi è un mercato in crescita. Come testimoniano le numerose case editrici nate negli ultimi anni. Per cui dal punto di vista di chi governa, mi sembra anche giusto che non sia una priorità.

Sul fatto che in tv non si parla di libri, ti sbagli. Se ne parla alle "Invasioni barbariche" a "Che tempo che fa" a "per un pugno di libri". In radio esistono interessantissimi programmi culturali, che purtroppo non ho il tempo di seguire. Uno su tutti: Farenheit di Radio 3.

AM

Inviato: 2007/10/24 15:43
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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La cosa più importante è che il libro venga esposto in più librerie possibili


Non ne capisco il motivo. Trent'anni fa avrebbe avuto senso, ma oggi è... Illogico.
Il lettore vero e proprio non può ridursi a un pupazzo in balia della pubblicità, del packaging e della sinossi. E' un individuo con una coscienza critica che, al contrario, impara a non farsi sempre abbindolare dal marketing. Ci sono altri canali di vendita, primo su tutti Internet.
Nell'ultimo anno, a volte per lavoro, a volte per curiosità personale, ho letto una vagonata di romanzi di esordienti (sconosciuti), la maggior parte dei quali sono stati pubblicati da piccole case editrici. Reperirli non è stato affatto difficile, basta un computer e una postpay, e mi sono anche risparmiata la grana di andare fino in libreria.
Alcuni erano brutti, altri così così, altri ancora molto belli. Ce ne erano un paio, pubblicati da case editrici a pagamento, che infilerò sotto il primo mobile con una gamba più corta.
Questo non significa neppure che ho smesso di andare in libreria e comprare romanzi pubblicati dalla grande editoria (Fanucci non me la leverà mai nessuno!).
Semplicemente, invece di chinare la testa davanti al fatto che la piccola editoria non ha i mezzi per vendere sullo stesso circuito delle major, e non ha i mezzi per vendere quanto le major, cerco di fare quanto è in mio potere per non scartare a priori un mercato che spesso non merita di restare nell'ombra.

Inviato: 2007/10/24 16:59
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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"Il lettore vero e proprio non può ridursi a un pupazzo in balia della pubblicità, del packaging e della sinossi. E' un individuo con una coscienza critica"

Non sono d'accordo.
I lettori "veri e propri" sono sicuramente in numero minore rispetto alla massa dei lettori a cui l'editoria di grande stampo soprattutto si riferisce.
Massa che io identifico agevolmente con la bucolica immagine di gregge di pecoroni.

Inviato: 2007/10/25 17:11
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L’onestà nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici, mentre mentire è il peccato irreparabile in assoluto.
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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Quello che intendevo è che il lettore (quello che legge, mentre la massa di cui parli per me rientra fra i "non lettori") sa con che mercato ha a che fare, sa quali sono le trappole del marketing, e per raggiungerlo non è obbligatorio arrivare in libreria.

Inviato: 2007/10/25 21:01
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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"...basta un computer e una postpay, e mi sono anche risparmiata la grana di andare fino in libreria."

Ma a molti piace andare a gironzolare in libreria. A me capita e non necessariamente perchè voglio comprare un libro. Giro, mi guardo attorno, sfoglio e spesso compro qualcosa che ha attirato la mia attenzione.
Magari quel libro del quale avevo sentito parlare e che mi ero dimenticato oppure un libricino di poche pagine scritto da un Autore che non avevo mai sentito nominare.
Qualche volta faccio delle belle scoperte, altre butto via i soldi.
Se però il libricino non lo vedo...

Inviato: 2007/10/27 11:07
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Re: Quanta pazienza per una risposta?
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Se però il libricino non lo vedo...


...basta sfogliare un qualunque catalogo on-line, e comunque questo non esclude il gironzolare in libreria.

Si lamentano tutti perché chi non arriva in libreria non ha visibilità e perché, in questo modo, la piccola editoria è soffocata, ma nessuno alza mai un dito (in tutti i sensi, visto che comprare on-line richiede solo una tastiera...) per fare la sua piccola parte. Inutile protestare contro la grande editoria, se sono i lettori stessi i primi a essere indolenti.

Inviato: 2007/10/27 22:59
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