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Re: La Riflessione editrice
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Arroganti,chiedon soldi con motivazioni assurde e a quanto dice il nostro amico fanno pure copertine di m***a. E io dovrei far decidere ogni dettaglio editoriale del mio libro a questi personaggi senza poter dire nulla?

Da evitare come la morteeeeeeeeeeeeee

Inviato: 2007/8/1 15:42
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Re: La Riflessione editrice
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Chiunque è libero di pubblicare o di essere pubblicato, non è questo il punto del contendere, ma bensì se valga la pena volere tutto questo sempre e comunque, senza porsi problema alcuno...

Dal mio punto di vista non capisco perché un autore debba sborsare soldi solo per vedere la sua opera pubblicata ad ogni costo; anche se, in un certo qual modo, almeno lo giustifico: d'altronde i soldi sono suoi e ne può fare ciò che vuole.
Ma la casa editrice a pagamento ( e non è detto che siano tutte così) che nella maggior parte dei casi pubblica solo per interesse: senza credere nel libro, senza sognarsi di fare promozione, senza ritenere l'autore dotato di talento bastante a rischiare almeno in minima parte dei soldi su di lui, come diavolo si giustifica?

Chiaramente nessuno lavora per finire sul lastrico, ci mancherebbe...
Ciò che non mi riesce chiaro è con che spirito certe case editrici si pongano sul mercato!

Inviato: 2007/8/1 16:07
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Re: La Riflessione editrice
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Alco99 ha scritto:
Sento parlare di rapine, trappole, furfanti... Oggi, quando con due click si reperisce qualsiasi informazione?
Suvvia.
Vogliamo ricordarci una volta per tutte che esistono regole di mercato?
C'è richiesta? Nasce l'offerta. Non possiamo mica farci qualcosa se in Italia decine di migliaia di persone si sentono autori/autrici con la A maiuscola.


Guarda, in buona parte ti do perfettamente ragione; se ci sono persone che vogliono farsi infinocchiare tanto peggio per loro. Ed è vero anche che la possibilità di documentarsi su queste case editrici c'è; chi è causa del suo mal pianga sé stesso e su questo non ci piove (considerata anche l'arroganza e la mancanza di contatto con la realtà che hanno tanti, troppi autori).

PERO'...

Però questo discorso mi ricorda un po' quello che si diceva durante lo scandalo-tormentone di Vanna Marchi (perdona il paragone T___T): sono i sedicenti maghi che truffano la gente, o la gente che è ignorante e si fa truffare e, dunque, non merita di essere difesa? Indubbiamente chi si fa scucire diecimila euro da uno stregone è un coglione, su questo non ci piove, ma è giusto approfittare dell'ignoranza della gente? Anche lì c'era richiesta ed è nata l'offerta, come - MUTATIS MUTANDIS, per carità! - nel caso delle case editrici a pagamento; il problema è che genere di offerta va a convergere sulla domanda.

Insomma, non sempre si può imputare al compratore ignorante l'esistenza di un prodotto truffaldino (chiedere soldi per la tutela dei diritti d'autore, che sono garantiti gratis dalla legge, per me è una truffa).

E l'editore non è un imprenditore come tutti gli altri: secondo me, nel momento in cui andiamo a parlare di libri, e quindi di cultura, e quindi di un bene immateriale che andrebbe quantomeno salvaguardato, bisognerebbe essere molto meno accondiscendenti nei confronti di chi, come certe case editrici, non fa che ingolfare un sistema già saturo di prodotti e di offerenti. Quanti libracci e quanti autori da due soldi, "intortati" a dovere da questa gente (ovvero, irretiti sfondando una porta già aperta), si sono riversati e si riverseranno in questo mercato? E' giusto permettere ad alcune persone di lucrare sull'ingenuità della gente facendo
contemporaneamente ulteriori danni a un multiverso letterario e editoriale (quello italiano) già indirizzato verso l'implosione?

Una funzione importante delle case editrici tradizionali è anche quella di farsi "filtro"; se ora salta ogni forma di regolamentazione, se, per dirla alla Guzzanti, "facciamo un po' come cazzo ci pare", la letteratura (sia come mercato, sia come bene immateriale e superiore) ne soffrirà ancora di più.

Capisco che il mondo degli aspiranti scrittori italiani si sta facendo pian piano sempre più privo di limiti (so' tutti nati artisti e guai a obiettare); le case editrici a pagamento come quelle in questione, però, non fanno che peggiorare la
situazione e i danni di questo circuito para-editoriale si riversano sull'editoria e sulla letteratura tradizionali, il che, secondo me, è decisamente no buono.

Per questo, secondo me, gli aspiranti scrittori andrebbero "sensibilizzati" e indirizzati, e non lasciati a se stessi come mine vaganti. Hai ragione da vendere quando dici che l'Italia è piena di persone che si sentono autori con la A maiuscola; forse è vero che non ci si può far niente, ma credo anche che sia doveroso quantomeno tentare, ed è fondamentale che qualcuno, in questo marasma, si faccia educatore. Una funzione che purtroppo la scuola non svolge più e che quindi oggi va cercata e reinventata altrove.


Inviato: 2007/8/1 21:26
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Re: La Riflessione editrice
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Sicuramente non ho avuto la possibilità di farmi infinocchiare, anche perchè so e sapevo a suo tempo che i diritti d'autore non si pagano di tasca propria. Comunque per motivi legislativi, qualcuno li deve pur pagare, salvo eccezioni istituzionali - e sono poche.

Molto arduo riconoscere la realtà oggettiva di una casa editrice. Spesso e volentieri si creano un ambiente fittizio, che sembra palpabile e veritiero.

Poi comunque il minimo di promozione la fanno. Certo non hanno mezzi diffusivi paragonabili alla mondadori - però..

La domanda iniziale è stata un po' traviata dal suo contesto d'origine. Dall'opinione che nasce l'affidabilità !!???

Inviato: 2007/8/2 11:36
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Re: La Riflessione editrice
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Parlando di farsi infinocchiare non mi riferivo a te personalmente; ma il mondo degli aspiranti scrittori è pieno di sprovveduti che, nell'ossessione di non poter campare se non vedono il loro capolavoro stampato, non si curano di informarsi sulle regole del mondo dell'editoria e cadono come polli in trappoloni del genere. Tu sapevi che i diritti d'autore non li paga lo scrittore; molti però non lo sanno e, nella loro ignoranza, firmano il contratto e sborsano i soldi senza aver ben chiaro quello che stanno facendo. Il primo risultato è che si ritrovano, nella maggior parte dei casi, con in mano un libro di merda, privo di editing, stampato malissimo, l'onere della cui distribuzione spetta a loro e loro soltanto. Il secondo risultato è che un numero X di alberi sarà stato abbattuto al solo fine di deliziare questi polli narcisisti, e l'unico pubblico che il loro "capolavoro" raggiungerà sarà quello dei loro parenti (d'altra parte sbolognare 3000 copie di un libro del genere sarebbe arduo anche per il re dei piazzisti).

Magari tu avevi i mezzi culturali ed economici per sostenere il percorso che hai scelto, ma non tutti sono altrettanto preparati.

A questo proposito, vorrei farti una domanda per curiosità personale: se sapevi che non spettava a te tirare fuori quei soldi, perché lo hai fatto? Se domani, per esempio, un parcheggiatore ti chiedesse 50 euro per lasciare la macchina in sosta due ore, adducendo una tassa sulla tutela degli pneumatici, tu pagheresti? Oppure lo manderesti a ca*are e sposteresti la macchina altrove?
A questo punto, voglio dire, non ti conveniva (in tutti i sensi) pubblicare con Lulu ed evitare di metterti nelle mani di questa gente?

Comunque, tornando al discorso principale (da cui in effetti abbiamo un po' deviato )... secondo me uno dei primi criteri per valutare l'affidabilità di una casa editrice è vedere se chiedono contributi. In quel caso, bisogna andarci coi piedi di piombo: sì, ce ne sono alcune a pagamento che fanno il loro onesto lavoro (a partire dalla trasparenza sull'origine dei contributi richiesti), ma nella maggior parte dei casi è meglio cambiare rotta all'istante.

Inviato: 2007/8/2 12:53
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Re: La Riflessione editrice
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Detto questo, cito Mrsi

Citazione:
Comunque per motivi legislativi, qualcuno li deve pur pagare, salvo eccezioni istituzionali - e sono poche.


Forse c'è un errore di fondo. I diritti d'autore sono quelli che l'editore deve pagare all'autore su ogni copia venduta. L'autore non paga nulla per il diritto d'autore, che viene garantito dalla legge italiana.
Se mi parli invece del bollino SIAE, questo non è obbligatorio per i libri e, da quanto mi ricordo, costa molto meno di 30 centesimi a copia nel caso in cui se ne acquistino 3.000.

Inviato: 2007/8/2 13:04
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Re: La Riflessione editrice
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Infatti, ricordavo bene. Sul sito della SIAE c'è scritto:

Citazione:
L'importo da corrispondere per ogni contrassegno è di 0,0310 euro


3.000X 0.031 euro= 93 euro

E, ripeto, il bollino non è obbligatorio del caso dei libri.

Inviato: 2007/8/2 13:07
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Re: La Riflessione editrice
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Questa pagina chiarisce un po' le cose.

In particolare, va sottolineato che:

Citazione:
L’obbligo di far contrassegnare gli esemplari dell’opera spetta all’editore ed il contrassegno è apposto, tramite la SIAE, dalle associazioni sindacali interessate.


Citazione:
Il bollino SIAE da apporre sui libri non va, però, confuso con il bollino, anch’esso prodotto dalla SIAE, ma destinato ai supporti contenenti programmi per elaboratore o multimediali, nonché ad ogni supporto contenente suoni, voci o immagini in movimento.


Il primo, infatti, non è obbligatorio; il secondo invece sì.

Citazione:
La finalità del bollino librario va ricondotta nell’ambito del contratto di edizione stipulato tra editore ed autore a difesa della parte contrattualmente più debole, ed è quella di far conoscere all’autore il numero di copie stampate dall’editore. Questo servizio è attuato dalla SIAE per conto degli autori anche se non siano propri aderenti.


Il che significa che il bollino viene messo solo se lo vuole l'autore e non può certo essere imposto dall'editore. Non è necessario che l'autore sia iscritto alla SIAE affinché venha apposto il bollino, il che elimina la possibilità di altre spese per l'iscrizione.

In definitiva, tutto ciò significa che il bollino SIAE viene messo solo su richiesta dell'autore e che l'unico costo da pagare, in questo caso, è di 0,031 euro per ogni copia.

Quindi, non capisco cosa giustifichi la spesa di 900 euro per i "diritti d'autore".

Inviato: 2007/8/2 13:16
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Re: La Riflessione editrice
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ozoz ha scritto:
Prima di tutto, un invito a moderare i termini, evitando di parlare di truffe e rapine


Ah oops

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Re: La Riflessione editrice
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Ehm, personalmente sono d'accordo con tutto ciò che Shoen ha affermato.

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L’onestà nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici, mentre mentire è il peccato irreparabile in assoluto.
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