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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Credo che sarebbe utile approfondire il discorso. Cosa, nel contratto che ti è stato proposto, hai valutato troppo restrittivo per le tue esigenze?




Sarebbe un contratto da riscrivere da capo a piedi a mio parere. Prima di tutto la percentuale che mi spettava sul prezzo di copertina era risibile, diciamo pure inesistente, poi distribuzione tutta da verificare, la carta mi hanno specificato che non sarebbe stata della massima qualità, promozione nulla, sulla copertina e sull'editing praticamente non avevo parola, su eventuali traduzioni e vendite all'estero non mi spettava nulla, su eventuali trasposizioni cinemtografiche non mi spettava niente,durata di tutto questo martirio:10 anni.

I soldi li mettono loro, certo, ma anche tutti i guadagni sono loro e piccolo particolare...il libro l'avrei scritto io eh. No, così non ci sto.

Inviato: 2007/2/22 21:06
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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PERDONATEMI...Leggo i vostri commenti inerenti alle opportunità di pubblicazione.


Siccome lavoro per una piccola editrice, vorrei precisare un paio di cose che forse non vi sono molto chiare.


La prima: In questo contesto deve esserci molta umiltà. Ricordate che i grandi autori del passato molto spesso si sono autoprodotti.


La seconda: Scrivere oggi è una specie di dono, difficilmente è possibile diventare ricchi. Di conseguenza non dico che ci si deve indebitare per raggiungere una pubblicazione, ma quando un editore (mi riferisco a quelli seri) crede in noi, è giusto dargli questa possibilità. Anche perchè in realtà l'opportunità reale è nostra, ovvero quella di farci conoscere.


Scusate ancora per questa mia benevola intrusione, il fatto è che mi batto da anni per sostenere gli autori meritevoli , per trovare formule e modalità di divulgazione della vera poesia e mi fa male sentire lo sconforto da parte di chi scrive, mi rattrista e vorrei tanto gridare una cosa: non mollate mai.


Credeteci, perchè solo così potrete portare avanti il vostro discorso artistico.


Baci azzurri a tutti.


Silvia


P.s. Se avete domande da pormi io sono qui.


Inviato: 2007/2/22 21:43
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Sandoz scrive:


"Sarebbe un contratto da riscrivere da capo a piedi a mio parere. Prima di tutto la percentuale che mi spettava sul prezzo di copertina era risibile, diciamo pure inesistente, poi distribuzione tutta da verificare, la carta mi hanno specificato che non sarebbe stata della massima qualità, promozione nulla, sulla copertina e sull'editing praticamente non avevo parola, su eventuali traduzioni e vendite all'estero non mi spettava nulla, su eventuali trasposizioni cinemtografiche non mi spettava niente,durata di tutto questo martirio:10 anni."


Ecco, appunto. Uno che viene in questo forum e legge di queste esperienze si chiede: chi è che propone contratti di questa risma? Mi piacerebbe un sacco saperlo, così lo evito a priori!


Divinafollia, invece, scrive:


"La prima: In questo contesto deve esserci molta umiltà. Ricordate che i grandi autori del passato molto spesso si sono autoprodotti.


La seconda: Scrivere oggi è una specie di dono, difficilmente è possibile diventare ricchi. Di conseguenza non dico che ci si deve indebitare per raggiungere una pubblicazione, ma quando un editore (mi riferisco a quelli seri) crede in noi, è giusto dargli questa possibilità. Anche perchè in realtà l'opportunità reale è nostra, ovvero quella di farci conoscere."


1) Non tutti posso permettersi di autoprodursi o accollarsi spese su spese.


2) Non mi pare che come dono sia molto remunerativo (a parte per i casi di best seller clamorosi o di "mostri di vendite" come King, Follett ecc), considerando che la fetta maggiore della percentiuale di guadagni di solito va a editori, agenti e contorno, piuttosto che nelle tasche di colui chel'opera in questione l'ha creata... Mi sbaglio?


Inviato: 2007/2/23 7:43
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Provo a rispondere a Francy_777 senza far nomi. I tre diversi editori che hanno avuto la bontà di mettere su carta i miei lavori sono citati anche da Arzy nella sua lunga ed esaustiva discussione dal titolo "ades a vegna etc...". Si è trattato di tre esperienze diverse, ognuna utile a modo suo; in due casi ho avuto a che fare con persone piene di buona volontà e sani intenti, nell'altro molto meno ma tutto è servito a capire una cosa importante (e qui forse rispondo anche all'appunto di ozoz): l'autore che pubblica ha bisogno di un riscontro da parte dei lettori, sia esso pratico e tangibile (vale a dire comunicazioni con giudizi e opinioni) o virtuale (sapere cioè che il suo libro è stato comprato e quindi, si spera, letto). Questo, con i piccoli editori, non avviene e allora è meglio il web; tanto soldi non se ne fanno nè in un caso e nemmeno nell'altro. Qualche anno fa ragionavo anche io come molti di voi e pensavo che, comunque, per un signor nessuno (quale ero e sono rimasto) anche solo essere apprezzati da editori che non chiedevano soldi in cambio costituiva un traguardo importante, quasi insperato. Ebbene, ora ho capito che non è così e, come dice Cionini in altra parte del forum, vorrei che qualcuno mi aiutasse a trasformare la mia buona storia in un buon libro. Ed è l'invito che mi sento di fare a tutti voi.
Quello dei piccoli editori è un po' un circolo vizioso: nessuno li aiuta e spesso loro sono costretti a scegliere, o chiudono o chiedono (soldi agli autori). So che non è bello ma è così. Chi sopravvive (un nome su tutti, Il Foglio di Lupi) lo fa a costo di sforzi immani e cercando di collocare prodotti che spesso escono dalla consuetudine (saggi su fumetti, su cinema, letteratura cubana e via dicendo). Per ora penso che possa bastare.

Inviato: 2007/2/23 13:51
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Appoggio Francy e chiedo ad ozoz: possiamo fare nomi? Non credi che possa rientrare nello spirito di questo sito fare chiarezza? Non dico di insultare o disprezzare un Editore piuttosto che un altro a seconda del contratto che propone, ma di iniziare a conoscere le differenti realtà. Ognuno, come dici sempre tu, è poi libero di scegliere ciò che preferisce e di esserne anche soddisfatto. Intanto però facciamo un pò di luce, approfittando delle esperienze che tutti noi abbiamo. Senza rabbia o presunzione e sapendo che un lavoro è diverso da un altro e quindi se Francy è stata trattata diversamente da me forse è solo perchè lei ha scritto qualcosa di valido ed io una porcheria.
Le esperienze però sono molte e tra i tanti dubbi forse emergerà anche qualche certezza.
A Divinafollia vorrei dire che credo che di umiltà ce ne sia. Io non posso credere (anche se in effetti lei di certo ne sa più di me) che siano vere quelle leggende dell'Autore che scrive alla Casa Editrice in modo tanto arrogante e presuntuoso quanto neppure King si sognerebbe di fare.
Per quel che ne so (ripeto ed ammetto, poco) ponziamo per ore o giorni quella dannata letterina, quella sinossi, quelle poche righe destinate a rappresentarci: forse le uniche che saranno lette.
Ad ultimo vorrei dire che, pur essendo Autori ed Esordienti, siamo persone. Come tali dobbiamo dare e pretendere gentilezza ed educazione. Stiamo entrando in un mondo che non conosciamo quindi è giusto non fare i gradassi, accettare consigli, attendere con pazienza ma anche stare attenti a non farci prendere per i fondelli.

Inviato: 2007/2/23 14:07
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Se si parla di esperienze personali e non si arricchisce il racconto con epiteti spiacevoli (tipo "l'editore X è un ladro"), non vedo perché non si dovrebbero poter fare nomi

Inviato: 2007/2/23 14:31
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Perfetto. Allora ecco i nomi: Melquiades, TracceDiverse e ARPANet. Melquiades è di Milano, ha pubblicato pochi titoli perché si è accollato interamente le spese di ognuno e, nel suo piccolo, ha fatto un ottimo lavoro a livello di confezione del prodotto (ha cioè trovato una tipografia che lavora molto bene a un prezzo, a quanto ne so, più che dignitoso). Purtroppo, nonostante l'entusiasmo e la buona volontà degli editori, gli ostacoli maggiori si sono riscontrati nella impossibilità di trovare un distributore nazionale in quanto se non garantisci una certa cifra di copie (a loro avevano chiesto 2000 copie per ciascun libro, una follìa) non vieni preso in considerazione. A quel punto nemmeno le librerie, che lavorano con i distributori, vogliono saper nulla di te. Ma queste sono cose che tutti sappiamo. In ogni modo, per quanto mi riguarda, ho proceduto a una promozione-distribuzione a livello locale nelle librerie della mia città e l'accoglienza (tenete presente che era il mio primo libro e io non sono una "personalità") è stata diversa: delle due librerie importanti (esclusi i supermercati, che hanno altri canali e non sono raggiungibili) una mi ha detto chiaramente che non accettavano più libri auto-prodotti e, quando ho spiegato che non si trattava di una cosa del genere, hanno ribadito il concetto vedendo che Melquiades non aveva distributore. L'altra invece mi ha chiesto una copia in visione e, dopo qualche giorno, se ne sono fatti spedire 30 copie direttamente dall'editore. Poi, due fattori concomitanti e favorevoli hanno provocato il mini-successo del romanzo: si era sotto Natale e, non so per quale misteriosa botta di culo (scusate il termine), la direttrice del negozio ha deciso di farne due pile proprio davanti alla cassa. Ora, posso testimoniare direttamente che nell'unica mezzora in cui sono stato in libreria per vedere come funzionava la storia, due persone hanno deciso di comprare il libro mentre aspettavano che la commessa battesse alla cassa gli altri titoli che avevano già preso. Nell'attesa l'hanno preso in mano, l'hanno rigirato e l'hanno aggiunto alla spesa: hanno deciso in quel momento, dato che prima non potevano averlo visto. Morale: tutte le copie vendute in meno di una settimana. Poi la libreria ne ha prese altre quindici, credo, ma dopo aver venduto anche quelle credo non abbiano più fatto ordini. Questo solo per avvalorare la tesi che se ci sei e ti vedono forse ti comprano, ma se non ci sei...
Anche le poche copie distribuite personalmente nelle altre piccole librerie cittadine sono andate vendute, così come un discreto riscontro c'è stato nelle due o tre fiere o rassegne a cui melquiades ha potuto partecipare, ma stiamo sempre parlando di un paio di centinaie di copie che probabilmente coprono le spese e poco altro. Il libro ha anche avuto una buona recensione sul blog della Mazzucato, mentre l'unica presentazione che sono riuscito a organizzare è stata un fiasco completo.
Per finire, perché mi pare di aver capito che sia questo che interessa maggiormente, posso dire che Melquiades è un ottimo piccolo editore (e la dimostrazione è data dal fatto che Rosalba Perrotta, dopo aver pubblicato con loro il suo primo libro, è stata "ingaggiata" da Perrone per il secondo lavoro) ma, proprio in quanto estremamente serio, destinato ahimè a sparire. Lo dico con la morte nel cuore, perché nei loro confronti ho un debito di riconoscenza che avrei voluto ripagare dandogli l'opportunità di reperire sostanze da investire su altri autori che meriterebbero di essere pubblicati quanto (e forse più) me. Invece il sistema è impietoso e non dico nulla di nuovo. Per ora mi fermo, dato che mi sono dilungato anche troppo.

Inviato: 2007/2/24 9:09
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Ricordo che Melquiades si è affacciato, tempo addietro, su questo stesso forum.
Per quanto poco vi abbia partecipato, ne ho ricavato un'ottima impressione. Ricordo una persona competente e piena di entusiasmo. Il che però, purtroppo, non basta per sfondare nel panorama editoriale italiano.
Comunque, il fatto che il tuo libro abbia venduto 45 copie in una sola libreria significa che ha delle grosse potenzialità. In effetti, la collocazione è fondamentale (e stare vicino alla cassa aiuta non poco). Sei comunque stato molto fortunato, qui su OZoz c'è stato chi si è lamentato dell'impossibilità, per InternetBookShop, di riuscire ad ordinare copie di un determinato libro. Non sempre un editore ha le capacità o la possibilità di rifornire chi gli chiede delle copie. Un altro punto a favore di Melquiades, quindi.

Per curiosità: che ne pensi di ARPANet? Noi di OZoz abbiamo avuto con loro dei contatti proprio in questi giorni per via di un loro concorso letterario e, anche in questo caso, abbiamo avuto un'impressione positiva.

Inviato: 2007/2/24 9:50
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Infatti, sono stato molto fortunato per il trattamento riservatomi dalla libreria in quell'occasione (anche se, ed è un'utopia, mi piacerebbe poi conoscere il giudizio di quei malaccorti lettori che hanno speso 6 euro per il mio libro...) e sono proprio episodi del genere che ti fanno chiedere: ma allora da cosa dipende il successo? Dicono che, in assenza di altre fonti, il successo avviene con il famoso "passaparola" e allora, ahimè, non credo di poter sottoscrivere la sensazione che il mio libro abbia potenzialità: se così fosse stato i lettori avrebbero continuato a richiederlo e invece non mi risulta sia successo (anche se, va detto, ho fatto un esperimento e ho mandato un amico in libreria e la commessa ha detto che non l'avevano più e che avrebbe guardato sul terminale il distributore per ordinarlo eventualmente. A quel punto, ovvio, l'asino è caduto...).
ARPANet è il secondo capitolo della mia personale saga editoriale. Altro ottimo gruppo che lavora con entusiasmo e volontà, peraltro potendosi avvalere di mezzi maggiori rispetto a melquiades. Io con loro ho partecipato alle due iniziative editoriali CONCEPTS, quella chiamata Musica e Letteratura e quella successiva. Nella prima sono stato selezionato con un racconto lungo (o romanzo breve) e l'unico appunto che devo fare alla redazione (ma è un cavillo, sul quale poi mi sono chiarito con la persona interessata) è stato per un editing a mio avviso frettoloso, quanto certamente utile e necessario. Mi spiego meglio. Se ci fosse stato il tempo (e non c'è stato) di interloquire con la editor, forse si sarebbero salvaguardate parti (non più di mezza pagina in tutto, sia chiaro) che davano un maggiore senso compiuto alla storia, magari a scapito di altre (se il problema era quello dello spazio, ma non mi pare). Va detto però che era la loro prima esperienza del genere e, lo ripeto, il fattore-tempo ed esperienza hanno giocato un ruolo importante. Per il resto hanno lavorato in maniera splendida: i libri hanno una veste grafica stupenda, a mio parere, e naturalmente non entro nel merito delle scelte del contenuto, che ho comunque trovato eccellenti (e non parlo del mio caso). Non solo. La presentazione dei due volumi (oltre a un terzo, singolo) è avvenuta al Mondadori Multicenter di Milano alla presenza di oltre cento persone e a ogni autore pubblicato è stata consegnata una copia del libro e il contratto (che, già lo sapevo, non prevede alcun obbligo di acquisto, alcun contributo e i diritti di autore). Non solo. Qualche tempo dopo la pubblicazione mi è arrivata a casa, via posta, la comunicazione della SIAE che notificava la richiesta da parte di ARPANet del bollino per tutte le copie pubblicate (che sono mille, se non ricordo male). Sono seri e molto competenti. Per quanto riguarda la seconda iniziativa (Arte e Cinema), ho deciso di partecipare con un romanzo per la eventuale singola pubblicazione ma, in corso d'opera, ARPANet ha cambiato prospettiva decidendo di pubblicare le due antologie e un certo numero di Mini-Concepts, vale a dire piccoli libri (mi pare che costino 2 euro l'uno) ognuno dei quali contenente un racconto o poesie. I romanzi lunghi, per ora, li hanno tenuti in stand-by e credo che il motivo sia sempre quello: è vero che per partecipare all'iniziativa ogni autore ha pagato una tassa (credo 25 euro e meno se eri giovane, ma non sono sicuro), ma quella copre a malapena le spese per libri di quel livello grafico. La scommessa sono le vendite e la visibilità e lì, anche se ripeto siamo messi meglio rispetto a melquiades, gli ostacoli si fanno invero altissimi. Però lavorano benissimo, non si tirano indietro quando vengono stimolati, mi hanno organizzato una presentazione da Feltrinelli (insieme a un altro autore) e sono venute tre rappresentanti della redazione. Purtroppo il pubblico non era molto numeroso, ma quello è un discorso diverso. So che in altre situazioni analoghe hanno ricevuto maggiori soddisfazioni e non è escluso che poi, alla fine, dopo aver saggiato il terreno le loro scelte finiscano per cadere anche su quegli autori che garantiscono un bacino di utenza e vendite significativo. A parità di qualità, trovo che sia più che giusto. Spero di aver detto tutto. Ciao.

Inviato: 2007/2/24 10:30
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Re: Chi ce l'ha fatta?
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Grazie Cagliostro. La tua esperienza è molto interessante ed utile! A quanto pare hai le premesse di un futuro che può essere promettente. Quindi in bocca al lupo!

Inviato: 2007/2/24 10:36
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