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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Fra il manuale delle giovani marmotte e un qualsiasi testo di Heidegger, più utile il manuale. Perchè in quest'ultimo c'è scritto come costruire un arco, mentre un filosofo si chiede a cosa serva, questo arco. Se sia giusto o meno usarlo.


E per amore di ragionamento si chiede cosa sia, in fondo, la Giustizia. Così come si chiede cosa sia la poesia, quale sia la sua intima natura. Certo, son scelte. E bisogni. E di questi non si discute mai perchè si va nel personale, che non è mai bello.


Mi chiedo come mai, tuttavia, chi non crede nell'utilità della filosofia senta il bisogno, poi, di teorizzare senza avvertire la contraddizione.


Perchè, magari a qualcuno sfugge, anche per demolire una teoria bisogna far teoria. E la filosofia è teoria (ma in fondo è anche pratica: se mi chiedo se sia giusto uccidere non è solamente teoria, non finchè condiziona il mio agire.) Ma che lo dico a fare? In fondo filosofia è amore per le idee.


O si amano, o non si amano. (E in genere la differenza si vede).Ma anche questa è una faccenda personale.


Inviato: 2006/10/28 18:22
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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bunkr, mi sembra di capire che il tuo commento sia rivolto in maniera pungente al mio. (a questo punto, allora, potevi rivolgerti esplicitamente, piuttosto che parlare per allusioni, comunque.)



lungi da me voler fare discussione. ma giusto un paio di chiarimenti:



1) chi ha detto che non bisogna fare teoria? io di certo no. se mai ho espresso un mio parere sulla scelta della teoria. che è ben diverso.

2) se credi che consideri un qualunque testo di heidegger allo stesso modo in cui considero il manuale delle giovani marmotte, be', ti sbagli di grosso. credo che heidegger sia uno dei pensatori più straordinari del novecento, e che molte delle sue intuizioni contengano un fascino, un interesse e una densità veramente mirabili.

3) il fatto che una teoria sia affascinante, non significa però che essa sia altrettanto utile ai fini del ragionamento - almeno in un certo ambito. un martello è uno degli strumenti più utile in assoluto, ma se devo avviare una vite me ne faccio poco...

4) nello specifico, ho detto che un certo tipo di visione - che pesca a piene mani dal romanticismo e dalla metafisica, da una parte, e da certe teorie sul linguaggio, dall'altra - non la trovo molto utile nell'ambito della scrittura, proprio perché svia da quello che è realmente il "mestiere" dello scrittore. la sua prassi. così come svia, a mio parere, dalla realtà dei fatti - perché credo non ci sia uno scrittore che ti parli di "ispirazione" e creda in una sorta di "possessione" di qualche entità metafisica che ti brinca e ti illumina.

con questo non sto negando assolutamente il fascino di certe speculazioni, anzi. solo la loro utilità.



perciò, caro bunkr, non sono assolutamente refrattario alle idee, anzi.

mi piacerebbe, però, che nel fare filosofia ci fosse a volte un pelo in più di senso pratico (visto che come dici tu la teoria è anche prassi, e viceversa), e non ci si abbandonasse solo al fascino di teorie di un secolo e mezzo fa -  come nel caso dell'illuminazione.



a presto



gabriele

Inviato: 2006/10/29 9:24
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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A me sembrava chiaro che mi riferissi a te. Così come mi sembrava chiaro, anche se non lo dici esplicitamente, che tu facessi riferimento a me, visto che di heidegger ultimamente in questo forum ne ho parlato io (ma in un altro topic...quindi, perchè citarlo qui )


Gabraz, le stesse identiche cose le ho espresse anche io, in questo tread, solo due /tre post fa, ovvero qui. Penso che tu non abbia letto...pace.


E poi (aridanghete coyote) è solo una questione di bisogni. Te vuoi un martello (libero di avere questo bisogno) io ho bisogno di altre cose. Credo, appunto, che ognuno possa seguire le proprie necessità senza doverle giustificare troppo.


Infatti non ti chiedo che ci fai con un martello. Sono fatti tuoi


Quindi no, non c'è discussione.


Almeno non per me.



Inviato: 2006/10/29 12:39
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Gabraz ha scritto:


"in sostanza: "mi sento ispirato", per come la vedo io, non è altro che un modo di dire comune, che distanzia troppo da quello che in realtà è la scrittura, cioè innanzi tutto prassi che richiede applicazione, tenacia, pazienza, pignoleria."


 


Eppure ci sarebbe un eppure. Certo sono d'accordo sulla necessità dell'applicazione, tenacia, pazienza, pignoleria.


Ma non basta.


Per fare poesia io leggo, leggo, leggo, leggo (tenacia), studio di tecnica (applicazione [sempre troppo poco e con discontinuità, lo confesso]), coltivo un'idea per giorni e giorni talvolta per settimane talaltra per mesi o addirittura per anni (pazienza), su un'opera torno e ritorno tanto da alfine perdermi nelle diverse versioni (pignoleria).


Eppure non basta.


Per giorni, per settimane, talvolta per mesi non scrivo nulla. Pensiero e parola non si incontrano, l'ispirazione tace, latita.


Certo non è vero che per creare devi star male o farti di qualcosa. Anzi. Per esempio. Se bevo alcolici (tanti bicchieri) poi non scrivo. Dormo. Oppure scrivo cose sconclusionate. Quello del poeta maledetto è uno stereotipo, sono d'accordo con te. In effetti non credo l'ispirazione possa essere aiutata. O c'è o è meglio tu ti dedichi alla meccanica. Per esempio ci si può mettere alla macchina da scrivere e copiare qualche testo altrui: in questo caso le dita corrono da sole, sulla tastiera.


 





 


Inviato: 2006/10/31 7:17
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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"Da dove vengono le sue storie?" Gli autori, in genere, preannunciano la risposta con un sorrisino sardonico. Roteano la testa, si toccano il naso o si grattano la testa.


Silenzio. 


Poi si lasciano andare, perchè qualcosa devono pur dire. Ma quel sorrisino non se ne va, accompagna le risposte dell'autore finchè non si cambia argomento (seguito da un sospiro di sollievo da parte dello scrittore. In genere.)


Ok. Partiamo allora da un punto diverso.


Cosa occorre per migliorare a scrivere? Leggere e, appunto, scrivere (soprattutto, ma non solo).  E' scritto in quasi tutti i manuali di scrittura creativa.


E, in questo senso, ha ragione Gabraz. Ma non basta. E in questo ha ragione Arzy.


Ma se la domanda fosse: come faccio a tirar fuori una buona storia? probabilmente la risposta più sensata sarebbe: non esiste un solo metodo. Forse non esiste un metodo. Forse.


Precisando la domanda di prima: come faccio a stimolare la creatività?


(ho sostituito il termine ispirazione- che, personalmente, sento troppo legato ad un'altra epoca, troppo inserito in una struttura di riferimenti per prelevarlo senza rischi- con quello di creatività. Vediamo se succede qualcosa. Vediamo se superiamo le incomprensioni generate. Spero )


Scrivere e basta non serve. E' il senso del post di Arzy. Così come bere, sballarsi: l'autore maudit. Molte biografie, in passato, sono state aggiustate inserendo questi accenti "maledetti" solo per ragioni di marketing. Il pittore sopra le righe era una costante: le persone si aspettavano questo, e questo veniva dato loro. Quindi credo sia una falsa pista. Opinione personale.


E allora: come faccio a mettere in moto il meccanismo per il quale, ad un dato stimolo, segue quello che comunemente vien definito processo creativo?


King, in On writing, dice che serve disciplina. In buona sostanza, sostiene che scrivere tutti i giorni, con una regolarità ammirevole (oppure bovina, fate voi) è un buon sistema. Farsi trovare pronti, nel caso beneaugurato che l'ispirazione venga.


Altri usano la contaminazione: guardano film, leggono fumetti, parlano con la gente. Ascoltano storie. E poi le ricombinano insieme e le scrivono. Oppure contaminano generi o leggono libri antichi e sconosciuti. Anche questa azione di contaminazione, oltre al pragmatismo diffuso, è caratteristico dell'epoca (anche se non si può non pensare alla contaminatio classica). E stimola la creatività.


Altri ancora, invece, aspettano. Hanno una emozione che deve essere metabolizzata, condensata, resa essenziale. E questo processo creativo è più lungo: bisogna avere il passo del maratoneta.


E altri ancora...e ancora...e ancora. Il discorso è inesauribile, ma non per questo poco avvincente. Anzi.


Invece io, ora come ora, sto facendo delle palline di carta da lanciare verso il cestino. (Dovreste vedere che espressione seria ho). Un paio di volte ho fatto canestro e sono contento.


Se mai diventassi uno scrittore famoso, dirò che l'ispirazione mi viene così.


Inviato: 2006/10/31 13:02
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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mi unisco con molto pudore alla discussione.
dunque,creatività,si diceva.
è vero ,le spinte possono essere tante.
non hai citato la più semplice,io sono sempre terra terra.
L'osservazione.
sali su un autobus,sei in auto al semaforo,fai la fila alla posta,la spesa al mercato ,ecc..
non mi dire che non ti vengono milioni,miliardi di idee,frasi belle e fatte,immagini della vita di quelle persone,lì e altrove.
scendi dall'autobus,esci dalla posta o rientri a casa,con racconti completi da scrivere e rivedere.
magari non capita sempre,però dopo un po' che lo fai spontaneamente,diventa allenamento

Inviato: 2006/11/1 11:24
_________________
Citazione:
Osserva ,Sam:la vita!
Suonala ancora,Sam.
(Il principe cerca moglie-Casablanca)
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Hai senza dubbio ragione Rosalinda: l'osservazione è una buona fonte di ispirazione. Ottima, anzi.



 


Inviato: 2006/11/2 12:32
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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accipicchia Jurgen quanto pensi!!! e quanto scrivi!!! io non e' che ci ho capito molto dal tuo monologo... il tema era
ispirazione: incontro tra pensiero e parola.
ti dico cosa mi ha "ispirato" il tuo post.

sono sotto un temporale, con un ombrellino sgangerato e con i piedi bagnati. Piove forte. Talmente forte che ho abbandonato l'idea di restare asciutto e cerco di proteggermi solo la testa, i capelli. Ho le braccia bagnate, i piedi, l'acqua che mi e' salita fin dietro il ginocchio dall'orlo dei pantaloni. Tutte quelle goccie di pioggia a guardarle ad una ad una le riconosco, sono le parole, tutte le parole che conosco e che uso ogni giorno. Poi arriva un fulmine, forte, senza rumore ma illumina tutto. Il fulmine lo vedo solo io perche' sono all'aperto.
il fulmine e' l'ispirazione, tutto ad un tratto mi appare tutto chiaro, ma solo a me che sono fuori.
E poi c'e' il tuono. Il tuono segue il fulmine e' il rumore tanto forte che sembra che il cielo si stia spaccando in due. Il tuono lo sentono tutti anche chi e' chiuso dentro casa con le persiane chiuse.
io come scrittore sto proprio tra il fulmine ed il tuono... e come faccio? raccolgo le goccie, le scelgo in modo accurato tra quelle che sono per terra e quelle che stanno cadendo, gli do un senso logico, le metto insieme.
il tuo blog mi ha ispirato questo... spero di essere stato chiaro.

Inviato: 2006/11/2 14:17
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Sciafab, hai scritto delle cose molto suggestive


off topic: Jurgen, hai un blog e non dici nulla?


Così non si fa. No ()



 


Inviato: 2006/11/2 15:00
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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