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Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Ciao a tutti, ragazzi,
lancio qui un tema che spero raccolga numerose risposte: l'ispirazione.
Che cos'è l'ispirazione? Come nasce l'ispirazione nello scrittore? Cosa produce l'ispirazione? La via dell'ispirazione è preclusa ad alcuni? Pensiero e parola... Quale legame tra di esse e in che modo esse sono collegate all'ispirazione?
Vi dico come la vedo io anche se, devo precisarlo, non voglio che quanto detto da me venga considerato come una sintesi conclusiva della discussione - o del mio pensiero - ma come una rampa di lancio per molti altri interrogativi.
L'ispirazione, secondo me, è un vento ubicato ovunque, che vaga di luogo in luogo. Per vento potrà intendersi periodo storico, con tutte le sue componenti sociali, economiche e politche se volete... e\o come esperienza di vita che ogni individuo affronta giorno dopo giorno... e\o semplicemente come vento fisico... e\o come la vita stessa che ci scorre nelle vene.
Questo vento ha il carattere dell'esteriorità rispetto allo scrittore. Lo scrittore non possiede l'ispirazione, quindi l'ispirazione non nasce nello scrittore. L'ispirazione si produce all'esterno...
Ho parlato di vita che si produce nelle vene dello scrittore. Se l'ispirazione nasce anche da quella vita, significherebbe che essa nasce dallo scrittore stesso. Errato!
La vita della scrittore, l'anima, è un fiume in piena, è incontrollabile come possono essere incontrollabili i fenomeni naturali come uragani e tifoni. Lo scrittore si ispira quando impara a controllare quell'uragano, cioè quanto impara a conoscere se stesso, quando prende coscienza della sua stessa esistenza.
Dunque l'ispirazione non nasce nello scrittore, ma lo scrittore è un individuo assolutamente comune e mediocre in grado di carpire l'ispirazione. Lo scrittore carpisce l'ispirazione, non la vede nascere dentro di sè. La carpisce dal periodo storico, dalla propria esperienza di vita, dal vento fisico, e dalla vita stessa che gli scorre nelle vene.
L'ispirazione cosa produrrebbe? Produce storie, poesie, romanzi di per sè? Naturalmente sì. Dall'ispirazione nascono i pensieri, cioè agglomerati di vita che già sono storie, poesie o romanzi.
Questo cosa significa? Chiunque è in grado di ispirarsi? Assolutamente no. Preciso... In teoria, chiunque sarebbe in grado di ispirarsi, ma in pratica molta gente non si ispira, molta gente non produce storie neppure nella propria testa. C'è poco tempo per la fantasia, o magari, spesso, la fantasia viene utilizzata per altri generi di storie, o comunque per la vita reale. Ecco... il punto è questo... molta gente non si avvale dell'ispirazione per scrivere nella propria testa delle storie perché si crede che le storie non siano vita reale.
Gli scrittori, invece, sono coloro che si lasciano andare fiduciosamente all'ispirazione, e che percepiscono l'ispirazione come uno strumento di vita reale.
In definitiva... la via dell'ispirazione non è preclusa a nessuno, secondo me, ma alcuni decidono di precludersela da soli. Alcuni hanno paura dell'ispirazione, perché è un vento e i venti non sono controllabili... Ispirarsi è come fare del bungee-jumping.
Quanti lo farebbero?
In ogni caso, come dicevo poc'anzi, l'ispirazione produce pensieri nell'animo dello scrittore. Voi direte che i pensieri intrappolano l'ispirazione? No. Il pensiero non è un meccanismo di intrappolamento dell'ispirazione. Il pensiero è la cassa di risonanza dell'ispirazione. E' un megafono che amplifica il vento esterno che colpisce lo scrittore.
Ergo... il pensiero è altrettanto incontrollabile. Spesso può diventare devastante più dell'ispirazione che lo stimola.
In ogni caso, il pensiero è il motore della creatività dello scrittore, e il fuoco creatore di qualunque opera... Produce milioni di pellicole cinematrofiche nei potenziali scrittori.
Purtroppo, la maggior parte delle volte si tratta di pellicole che vanno drammaticamente perdute...
Dalla mente alla carta, infatti, lo scrittore è obbligato ad utilizzare un altro strumento: la parola. Essa -sì- intrappola il pensiero, lo fissa. Non tutti sono in grado di maneggiare correttamente la parola, e questo differenzia gli scrittori di fantasia - o lettori, se preferite - dagli scrittori veri e propri - che restano comunque lettori di sè stessi -.
La parola, infatti, sembra uno strumento limitato da regole grammaticali e stilistiche. Questa convinzione è errata! La parola è come la cifra numerica. Il nostro alfabeto numerico contiene nove simboli numerici. Praticamente sarebbe limitatissimo il sistema matematico, partendo da questo presupposto. Eppure le combinazioni numeriche sono praticamente infinite.
Per la parola il discorso è praticamente identico.
Ci sono simboli, ci sono regole di ogni genere, ci sono strutture prestampate, ma ci si può divertire all'infinito a costruire storie.
E' uno strumento razionale dato nelle mani dello scrittore per intrappolare il pensiero. Ma tale strumento proprio perché serve a intrappolare il pensiero - e non ha altre funzioni - ha lo stesso grado di interminabilità.
Il pensiero carpisce l'ispirazione e la parola intrappola pensiero.
Il meccanismo è più o meno questo.
Più o meno...
Il pensiero, in realtà, nel momento in cui la parola cerca di intrappolarla, essendo incontrollabile, non si lascia controllare dalla parola. Se la parola riuscisse a farlo, non si tratterebbe di un'opera letteraria bensì di una opera in cui la scrittura svolge una funzione ausiliare piuttosto che prioritaria.
La parola, dunque, non deve imbrigliare completamente il pensiero. Il pensiero deve essere lasciato libero di agire all'interno e all'esterno della parola.
Il legame tra parola e pensiero deve essere un intreccio totale.
Ora la parola è a voi.

A risentirci

Inviato: 2006/10/19 14:47
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Mi piace pensare l'ispirazione come "Idea" che si accende nell'attimo che l'essere pensante, posto in ascolto, riesce a carpire nel tumultuoso fiume di pensieri che attraversano la sua mente. Dall'ispirazione si passa all'azione e quindi alle parole, alle immagini, ai suoni, ad ogni forma d'arte. Il pensiero quindi come fonte alla quale attingere, il pensiero che scorre libero e che viene imbrigliato nell'azione ma che attraverso l'azione può ritornare "Libero".

Inviato: 2006/10/20 16:58
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Sarò un estremista, ma secondo me mettersi a teorizzare/ragionare sull'ispirazione significa essere incapaci di averne.


Al di là di qualsiasi teoria lunga cinque pagine, per me l'ispirazione è solo un incontro che avviene per caso col Caso.


Alb


Inviato: 2006/10/21 8:50
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Sarò un estremista, ma secondo me è ingeneroso ed arrogante giudicare l'ispirazione di uno scrittore senza conoscerlo - ma non è il tuo caso, no, no, no -, ma ogni parola scritta, sia pure senza intenti con giudizi frettolosi ed orientati verso il pregiudizio - ma non è il tuo caso, no, no, no -, è comunque un arricchimento importante. In fin dei conti viviamo in un pianeta in cui esiste la foresta pluviale ed il deserto, il calore dell'Africa e il ghiaccio dell'Antartide. In ogni caso, si può teorizzare in cinque pagine sull'ispirazione per quattro ragioni. La prima è la tua e cioè per mancanza di ispirazione , la seconda è una natura eccesivamente prolissa dettata dal fatto che lo scrittore in questione possa essere incapace di esprimere concetti in due parole, la terza è l'arroganza di presumere di conoscere tutto, e la quarta è la volontà di perdersi comunque nel vortice delle parole, di abbuffarsi dei verbi del quale lo scrittore stesso vivo. Preciso, allora: non mi manca l'ispirazione, sono capace di esprimere concetti, non sono arrogante - tant'è vero che non ho posto il tema dell'ispirazione credendo di avere delle risposte definitive. Resta la quarta ragione: a me piace scrivere. Il punto è questo. Mi piace scrivere... e tanto. Se dovessi parlare di una persona a me cara, mi vergognerei a farlo in due parole. Per il resto... Ho apprezzato moltissimo il tuo commento e la tua concisione che invio. Il pregiudizio, però - ma non mi riferisco a te, no, no, no - sarebbe romantico lasciarlo al di fuori delle discussioni riguardanti l'infinito, cioè l'ispirazione, il pensiero, la parola.
Grazie ancora

Citazione:

Alco99 ha scritto:

Sarò un estremista, ma secondo me mettersi a teorizzare/ragionare sull'ispirazione significa essere incapaci di averne.


Al di là di qualsiasi teoria lunga cinque pagine, per me l'ispirazione è solo un incontro che avviene per caso col Caso.


Alb


Inviato: 2006/10/22 10:55
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Spero che tu non ti offenda, Jurgen, ma io una risposta articolata come il tuo post iniziale, ora come ora (e forse mai), proprio non riesco a darla. Quindi, non te la prendere se citerò altri. 


Flaubert: "Non si vive di sola ispirazione [...] Bisogna leggere, meditare intensamente, pensare allo stile e scrivere il meno possibile, e unicamente per placare l'irritazione dell'idea che chiede di prendere forma." Lettera a Louise Colet.


Tra le tante citazioni che era possibile inserire, ho scelto questa perchè mi sembrava la più aderente a quanto hai detto tu. Che è una delle possibili visioni sull'argomento. Il problema, secondo me, non è elaborare una teoria in proposito, ma quella di rendere tale prospettiva in linea con l'epoca in cui viviamo. Va da sè che l'ispirazione di origine romantica (in senso storico) è diversa da quella che caratterizza un'epoca intrisa di pragmatismo come quella attuale. 


Ad alco dico: la tua posizione non mi sconvolge affatto. Sono in tanti a pensarla come te. C'è solo un problema: come fate a sostenere ciò che sostenete quando scrittori divenuti immortali hanno scritto pagine e pagine su questo argomento? Baudelaire, Verlaine, persino il classico Orazio o il contemporaneo King. E mi fermo qui.


La tua non mi sembra una posizione irritante. Mi sembra priva di fondamento.


A meno che tu non voglia sostenere che Baudelaire, Verlaine, il classico Orazio o King non sono scrittori. O, peggio, che essi non fossero in grado di avere delle ispirazioni felici. 


Non è questo che costituisce problema. Semmai- ed è una sfida intellettuale che uno può benissimo non cogliere, ma che tuttavia rimane- è arduo dimostrare come parlare di questo argomento abbia una qualche utilità pratica oggi.


Inviato: 2006/10/22 14:26
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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x jurgen:secondo me ti contraddici da solo quando parli di pensiero,parola e scrittura.se la scrittura non è parola,insieme di parole -e pause-che esprimono pensieri,allora cos'è.


forse non ti ho capito io.


Inviato: 2006/10/22 20:07
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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sono più in sintonia con quanto dice faust,anche se io riporto più l'ispirazione alla trascendenza,un po' come gli antichi greci.non necessariamente al divino,quanto a qualcosa che pur appartenendo all'individuo lo trascende,non essendo nata con lui.non siamo solo il frutto del nostro tempo ,penso alla memoria "genetica" ad esempio.

Inviato: 2006/10/22 20:20
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Citazione:
Osserva ,Sam:la vita!
Suonala ancora,Sam.
(Il principe cerca moglie-Casablanca)
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Baudelaire, Flaubert o King non sono scrittori...? Ma che scherziamo? Sono autentici mostri sacri per me, e hanno partecipato in egual maniera alla formazione del mio pensiero.
Il punto è un altro, da quanto mi è parso di capire da ciò che hai scritto.
Secondo te sarebbe inutile parlare di ispirazione al giorno d'oggi - per la cronaca vorrei capire come mai procura così tanto fastidio un testo molto lungo che ho scritto io, giacché non c'è nessun didattismo in ciò che scrivo ma un'idea saggistica nel senso che Montaigne intese come saggio, cioè dal verbo saggiare "essayer", pesare, proporre, chiedere quasi.
Perché è inutile parlare di ispirazione?
Chi ce lo impedisce? Perché distinguere le parole da utili ad inutili? Perché pensare che ciò che è stato scritto in passato debba valere per secoli? Perché essere ossessionati dall'originalità? Per essere realmente originali, occorrerebbe in ogni poesia, ogni romanzo, ogni racconto inventare una lingua nuova di sana pianta, una lingua senza influenze, originale?
L'originalità risiede, secondo me, nello scrivere stesso. Se io parlo nuovamente di un argomento, come può essere nel caso presente l'ispirazione, non potrò mai farlo come mostri sacri come Baudelaire o Flaubert, che avevano bagagli culturali o sociali ben diversi dai miei. Noi abbiamo visto le bombe atomiche distruggere, guerre mondiali scoppiare, le torri gemelle cadere.
Ogni epoca ha bisogno di gente che scrive e che possa evolvere in base all'epoca.
Avere già delle risposte ci pone in antitesi con quanto vorremmo fare, cioè scrivere. Scrivere per me, significa porsi delle domande, significa iniziare ma non concludere, significare interrogarsi, significa arricchirsi. Se consideriamo chiusa una discussione come quella riguardante l'ispirazione in cui tanto si parlò e tanto si parlerà ancora, significa che non vogliamo porci domande... Tu dirai, magari, perché non porci domande nuove? Ma l'ispirazione, la parola, il pensiero, su queste tre componenti c'è sempre da porsi domande nuove... Il mondo cambia, noi cambiamo... Non possiamo pensare di porre risposte vecchie e domande nuove.
Poi... può essere che mi sbagli...

Inviato: 2006/10/23 8:35
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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Scusami, ma non sono proprio riuscito a capire cosa volevi dire.

Inviato: 2006/10/23 8:37
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Re: Ispirazione: Incontro tra pensiero e parola
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ehm...Jurgen, quella storia di Baudelaire e compagnia bella era in risposta a Alco, non a te


 


Inviato: 2006/10/23 11:56
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