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Re: A Jazz History
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A me interessa la discografia essenziale, mi studio in autobus questa piccola storia del jazz..ed è un piacere, mi aiuta a ignorare l'influenza sob

Inviato: 2006/10/8 19:46
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Re: A Jazz History
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Prima di tutto, complimenti per il thread

In secondo luogo, una comunicazione di servizio: ora dovrebbe essere possibile allegare file wav e mp3.

Vi ricordo, se mai ce ne fosse bisogno, che non possono essere condivisi file coperti dal diritto d'autore

Inviato: 2006/10/8 20:53
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Scott Joplin
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Per quel che riguarda i diritti d'autore non dovrebbero esserci problemi: a parte il fatto che Scott Joplin è morto da un secolo ( e anche se non lo fosse ancora lo sarebbe subito dopo l'ascolto dei due pezzi ), essendo io l'esecutore credo che non dovremmo incorrerre in nessun problema.

In caso contrario ditelo che togliamo tutto.

E di nuovo mi raccomando: non sparate sul pianista che è ancora novello.

Un caro saluto.

Allega:


mid BETHENA2.MID Dimensione: 5.06 KB; Letture: 426
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Inviato: 2006/10/9 9:52
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Re: A Jazz History
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Cool

Contrariamente a quello che si pensa Cool non significa freddo o fresco, ma, in questo contesto, rilassato, impegnato, imperturbabile.

Il genere Cool nasce a New York alla fine dei ’40 in contrapposizione al nervoso/nevrotico Be Bop, ma non ha molto successo; si afferma però con successo in California dove viene identificato anche come West Coast Jazz.
Era suonato prevalentemente da musicisti bianchi in contrapposizione al “nero” Bop anche se fu Miles Davis (proveniente dal gruppo di Charlie Parker) a incidere in quegli anni l’album “The birth of the cool”.

Davis, infatti, insieme a Gil Evans comincia a fare nuovi esperimenti musicali introducendo nel gruppo di musicisti strumenti come la tuba ed il corno francese, in modo da creare appunto una musica molto rilassata (Cool) grazie al suono di questi strumenti.

Con l’insuccesso ottenuto a New York molti musicisti si spostarono sulla costa West dove furono ben accolti grazie anche al terreno fertile dal punto di vista culturale preparato da Kerouac (Scrivere Bop) e Ginsberg, quelli della Beat Generation, appassionati di jazz.

Altra novità introdotta nel Cool fu il gruppo pianoless (Mulligan e Baker) dove la ritmica era formata solo da batteria e contrabbasso ed i fiati dialogavano tra di loro durante le improvvisazioni.

Verso la metà degli anni cinquanta ai ritmi forsennati del Be Bop si sostituirono soluzioni più equilibrate, venne riscoperto il contenuto melodico del jazz ed un uso più rilassato della ritmica.

La struttura dei brani Cool è formata da tempi e registri sonori medi con la ritmica che fa quasi da sottofondo, discreta; è la riscoperta della melodia del jazz (come era nelle Big Band) ma con nuovi arrangiamenti che tengono conto anche dell’esperienza Bop.

Discografia minima:

Lennie Tristano
Gerry Mulligan
Chet Baker
Miles Davis
Lee Konitz
Stan Getz
Modern Jazz Quartet
Stan Kenton


Inviato: 2006/10/12 12:56
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Re: A Jazz History
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Hard-Bop

L'Hard bop è uno stile nato verso la fine degli anni ’40 e sviluppatosi nella seconda metà degli anni ‘50. Deriva dal Be Bop ed esalta ancora di più il concetto di improvvisazione e armonizzazione, recuperando in più il giro armonico del blues, che lo rende orecchiabile, e che porterà alla nascita di altri generi come il funk il soul ed il rhythm 'n' blues.

Lo stile “bianco” del cool e della West Coast, provocarono la reazione dei musicisti neri della East Coast. Questa reazione portò al recupero delle caratteristiche più marcatamente nere del jazz: le influenze gospel e blues, l'immediatezza, in contrasto con il jazz arrangiato del cool, e soprattutto la ritmica.

Accanto alle semplici progressioni tipiche, trovarono spazio le soluzioni armoniche del be-bop ed i temi tradizionali che si aggiunsero alle composizioni originali.

Le formazioni utilizzate sono di solito il quintetto ed il sestetto con la ritmica composta da contrabbasso, batteria e pianoforte a cui si aggiungono sax e tromba ed eventualmente il trombone.

Ritorna quindi, in contrapposizione al pianoless del cool, il pianoforte e sparisce la chitarra che con quest’ultimo va in contrasto. L’Hard Bop porterà con il suo sviluppo alla nascita di altri generi musicali quali il Free jazz, la Fusion, il Soul .

Discografia minima:

Cannonball Adderley
Donald Byrd
Art Blakey
Clifford Brown
John Coltrane
Miles Davis
Eric Dolphy
Lou Donaldson
Benny Golson
Dexter Gordon
Joe Henderson
Freddie Hubbard
Philly Joe Jones
Charles Mingus
Blue Mitchell
Thelonious Monk
Lee Morgan
Horace Silver
Max Roach

Inviato: 2006/10/14 10:36
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Re: A Jazz History
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Modale

I generi cool e hard-bop si svilupparono e imposero nel mondo jazzistico per tutto il corso degli anni cinquanta, ma, la ricerca di diversi modi di espressione da parte dei musicisti è una esigenza pressante e la sperimentazione di nuove soluzioni arriverà, dopo una sperimentazione negli anni ’50 da parte di Gorge Russell, attraverso Miles Davis coadiuvato dal sassofonista tenore del suo quintetto, John Coltrane.

Con l’album Milestone (1958) Davis introduce, nelle esperienze di cool e hard-bop, la concezione modale, che si caratterizza per l'impiego di armonizzazioni povere, basate su lunghe sequenze di uno o due accordi sulle quali si improvvisa utilizzando melodie elaborate su modi o scale costruiti al di fuori delle due principali modalità: maggiore e minore.

In pratica si usano i modi delle scale e il collegamento melodico tra le stesse. Nasce come reazione al Bebop e all'Hard bop, che avevano basato le strutture jazzistiche con una esagerazione di accordi e sostituzioni e con un ritmo ossessivo, opponendo ad essi la ricerca di una situazione musicale più distesa e di maggior distensione sia sul tempo che sull'armonia.

L'esperimento di Davis con Milestone verrà portato a compimento con un album fondamentale che segnerà un momento importante per l'evoluzione stilistica: Kind of Blue (1959), dove le nuove concezioni di Davis e Coltrane trovano, con il contributo del giovane pianista bianco Bill Evans, la loro giusta collocazione ed una sistemazione organica e definitiva, oltre ad un risultato estetico tra i più apprezzabili in tutto il panorama musicale jazzistico.

A partire da questo album la modalità sarà sviluppata da Bill Evans e sarà utilizzata da giovani musicisti emergenti quali Herbie Hancock (Maiden Voyage), Chick Corea, Keith Jarrett e Gary Burton e lo stesso Coltrane (Impressions)

Discografia minima:

Miles Davis
Bill Evans
John Coltrane
Herbie Hancock
Chick Corea
Keith Jarrett
Gary Burton

Inviato: 2006/10/21 10:20
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Re: A Jazz History
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Free
Il free è uno stile di jazz nato a New York e Chicago all’inizio dei ’60 mentre nel mondo imperversava la contestazione e negli Stati Uniti cominciavano le rivendicazioni razziali di Martin Luther King, Malcolm X e del Black Power che sarà punto di riferimento per i musicisti Free rivestendo così anche una anche una valenza sociale oltre che un impegno politico.

Tale stile si sostanzia nella distruzione di forme e schemi, nella ricerca delle origini del jazz e nel recupero delle origini del jazz nell'improvvisazione collettiva che diviene momento di sfogo della rabbia dei neri alla ricerca della massima distanza dalle influenze musicali dei bianchi.

Questa rivoluzione musicale investe i temi, i ritmi e la tecnica strumentale tradizionale che sono considerati elementi di costrizione alla voglia di gridare la propria liberazione. Nel be-bop la rivoluzione si tradusse nella ricerca di nuove forme che esaltassero la trasgressività, nel free si cerca di abbattere la forma combattendo il sistema per distruggerlo.

L’esperienza del modale portò alcuni musicisti verso una dimensione più libera e meno convenzionali a partire da John Coltrane ponendo le basi per arrivare alla cosiddetta fusion. Nel 1960 Ornette Coleman utilizzò per primo il termine Free con l’incisione d uno storico album nel quale due quartetti contrapposti, partendo da una ritmica predeterminata, improvvisano liberamente.

Si crea così una tendenza che rompe con le strutture musicali precedenti cercando nuovi ritmi e stili che si evidenziano nello spazio lasciato al solista per una improvvisazione molto libera, free, appunto. E’ un genere difficile da comprendere anche perché è collegato agli eventi politici e sociologici dell’epoca.

Il ritmo è frammentato, irregolare, al limite del rumore e ci sono influenze di esperienze musicali di altri paesi del mondo costituendo le premesse, come già detto per la fusion e per quella che sarà chiamata più tardi World Music.

Discografia minima:

Art Ensemble of Chicago
Art Blakey
Paul Bley
Don Cherry
Ornette Coleman
John Coltrane
Eric Dolphy
Sun Ra
Archie Shepp
Cecil Taylor

Inviato: 2006/10/29 16:10
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Re: A Jazz History
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Jazz Rock - Fusion

Con il termine Fusion si intende uno stile musicale nato negli anni ottanta per indicare le numerose forme di contaminazione musicale tra generi diversi. Viene utilizzato anche per indicare le musiche degli ani 70 che venivano classificate come jazz rock.

Dopo il fenomeno del free molti neri si erano progressivamente allontanati dal jazz alla ricerca di musica che fosse più espressione della “negritudine”quale il blues, il rhythm & blues ed il nascente fenomeno del rock.

Chi si fece carico di questo “recupero” fu Miles Davis il quale intuì che la soluzione poteva essere quella di “contaminare” il jazz con il rock. Richiamò a sé, dopo l’esperienza di Kind of Blue alcuni giovani musicisti, che sarebbero poi diventati grandi solisti, cercando soluzioni di compromesso fra il modale ed il free oltre che con la musica latino-americana (soprattutto percussioni) con il pop e con l'utilizzo della strumentazione elettrica ed elettronica. Molti ritengono che la prima incisione fusion sia stato l’album Bitches Brew, di Davis appunto, nel 1970.

In genere si tratta di musiche jazz associate ai semplicismi del rock dove gli strumenti elettrici, le tastiere e la strumentazione elettronica in generale hanno un ruolo predominante e centrale rispetto agli altri strumenti.

Discografia minima:

Billy Cobham
Stanley Clarke
Chick Corea
Miles Davis
Al Di Meola
Herbie Hancock
John McLaughlin & Mahavishnu Orchestra
Marcus Miller
Pat Metheny
Jaco Pastorius
Weather Report
Joe Zawinul
Michael Brecker

Inviato: 2006/10/30 11:26
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Re: A Jazz History
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Ecco, questo è il genere che mi piace di più!

Inviato: 2006/10/30 14:17
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Re: A Jazz History
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Acid

Il genere Acid ingloba elementi di jazz, funk, soul, hip-hop e rap. A fianco degli strumenti tradizionali del jazz quali la tromba, il sax ed il trombone entrano in modo evidente il basso e la tastiera.

Nasce verso la fine degli anni '80 in Inghilterra e deve il suo nome alla contaminazione di jazz, funk e acid rock degli anni 60-70. Nascono così delle etichette discografiche (e riviste specializzate) che promuovono e lanciano il nuovo fenomeno i cui artisti più famosi sono il gruppo Galliano, Jamiroquai, che mescola disco e soul sulle orme di Stevie Wonder ed il James Taylor Quartet.

Discografia minima:

Count Basic
Galliano
Incognito
Jamiroquai
James Taylor Quartet
Ronny Jordan
United Future Organization
Urban Species
US3
Brother Jack McDuff
Lonnie Liston Smith

con l'Acid si conclude questo breve excursus storico sulla storia del jazz. Manca un piccolo capitolo per completare e che riguarda l'origine e lo sviluppo di questo genere musicale in Italia e, dopo aver doverosamente citato alcune delle fonti alle quali ho fatto riferimento, cercherò di fare un elenco di dischi cosiddetti, per diverse ragioni, "imperdibili" .

Inviato: 2006/10/30 15:02
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