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Re: A Jennifer
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Sapevo che il mio intervento avrebbe sollevato povere, ma proprio per questo l’ho fatto.
Ho detto fin da subito che non giustificavo l’assassino (e ci mancherebbe!), piuttosto che la storia è mostrata dai giornali (e vista dall’opinione pubblica) sempre e solo da un lato.
E’ un punto interessante, secondo me: soprattutto per gente che ama scrivere. Che la storia sia solo presentata da un certo punto di vista, quello di un certo personaggio, è proprio quello che fa si fa in genere scrivendo. Ma, a volte, è interessante porsi da un punto di vista diverso, in modo che lo scrittore si trovi a diventare “onnisciente”, a guardare dal punto di vista di molti personaggi.
Perdonate, ma provate a osservare la cosa da questo lato e guardate cosa come la cosa si trasforma (assassinio a parte).
Dice Laura:

“Un bambino non ha forse diritto ad avere un padre ed una casa?”

Sì: un bambino ha diritto ad avere un padre e una casa. Peccato però che il padre in questione avesse già dei bambini e una casa. E peccato che avesse una moglie, oltre alla giovane amante di 19 anni! E allora, come la mettiamo?
La mettiamo che bisogna lasciar fuori il bambino e guardare i due genitori: loro più che diritti avevano dei doveri, e dicendo “loro” dico entrambi.

Dice ancora Laura:

“Un uomo di 34 anni che frequenta una ragazza di 19 anni senza curarsi delle conseguenze non merita alcuna critica, secondo te? Si condanna lei perchè si è fatta mettere incinta e perchè ha avuto la "faccia tosta" di reclamare i soldi per il mantenimento del bambino...e tu cosa avresti fatto?”

Uehlà, ragazza! Oggi a 19 anni una sa quello che sa anche a 34. Lui sarà stato anche un manigoldo ad approfittare di una diciannovenne ma… anche lei aveva la sua coscienza e avrà capito cosa stava facendo.
Chiariamo bene che non si può giudicare senza sapere quello che i due si sono detti, promessi ecc. Di fatto, se un uomo dice no per nove mesi, difficile che dica sì in nove giorni. Il figlio, ho detto, si fa in due. In due si decide di allevarlo: se uno vuole allevarlo da sé, oneri e onori.

Laura dice ancora:

“Ti metti persino nei panni di una donna e, con ostentata sicurezza, affermi che, se fosse successo a te, avresti provveduto da solo al mantenimento del bambino”.

E certo, Laura: puoi giurarci! Ho in famiglia proprio un caso del genere, e dunque come vedi…

Quindi a:

”Cosa poteva fare una ragazza di 19 anni se non chiedere ciò che spettava al suo bambino?”.

Poteva ricordarsi che al bambino spettava una vita serena che nessun padre, che non l’avesse voluto, avrebbe mai potuto dargli. Questa vita serena, però, gliel’avrebbero potuta dare una madre che si assumesse le proprie responsabilità e dei nonni che, invece di mostrarlo mondo come sappiamo, avessero tentato di proteggerlo e crescerlo come un loro figlio.

Le parole “la madre se l’è voluta” non le ho mai dette. Non ho nemmeno mai detto che lui sia giustificabile, non ho mai detto che la ragazza fosse una poco di buono: ho detto semplicemente che la storia si potrebbe vedere anche da altri punti di vista, non solo da quelli sbandierati dalla stampa!
Tra l’ammazzare e il non voler riconoscere un figlio ce ne corre. Mi chiedo com’è che nel film “Attrazione fatale” lei era un demonio e lui un poveretto: la storia mi sembra molto simile, anni a parte. Questione di punti di vista?
In ogni caso chiudo.
Ringrazio Dio che al mondo ci sono madri pronte ad allevare i “figli senza padre” anche da sole, in silenzio, con amore: senza andare reclamare diritti, senza chiedere soldi, senza minacciare o pietire. E, per fortuna, senza farsi uccidere!

Inviato: 2006/5/18 14:07
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Re: A Jennifer
La principessa dei Saiyan
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Quindi le donne dovrebbero cedere a un ricatto morale e non osare chiedere il mantenimento? Proteggendosi in questo modo da eventuali aggressioni fisiche?

Bastasse l'amore a tirar su un figlio, l'aborto non esisterebbe. E sono fermamente convinta che, se una donna sceglie di tenere un figlio, sia suo DIRITTO pretendere qualcosa dal padre del bambino. E sia un dovere dell'uomo aiutarla. Anche se lui non era d'accordo sul portare avanti la gravidanza.

La gravidanza è un peso che grava, mentalmente e fisicamente, solo sulla donna; e anche in caso di aborto, le conseguenze fisiche e psicologiche se le sfagiola tutte lei. Per questo credo che la facoltà di scelta maggiore tocchi alla madre, e che il padre dovrebbe essere obbligato per legge a contribuire economicamente qualora si possa dimostrare che il figlio è suo. Purtroppo la legge è sempre dalla parte degli uomini, e alle donne non resta che abortire o patire una vita di sacrifici. O, come in questo caso, venire massacrata senza appello.

Imbrà, io credo che qui nessuno si stia schierando dalla parte della vittima perché la stampa l'ha definita tale; semplicemente, come donne, vediamo le cose da un punto di vista differente rispetto a quello che può essere il tuo.

Proteggersi da eventuali gravidanze indesiderate è una responsabilità che spetta a entrambe le parti in causa; purtroppo però, se uno ci resta fregato, deve esserci una responsabilità altrettanto duplice nel farsi carico di un bambino che, come ho già detto in precedenza, non ha chiesto lui di venire al mondo, poveraccio.

Non è giusto che gli uomini, davanti a una cosa del genere, siano liberi di lavarsene le mani senza conseguenze. Purtroppo la legge glielo consente; se una madre vuole reclamare qualcosa che le spetta di diritto, quindi, deve rimboccarsi le maniche e andare di persona a bussare a una porta che non vuole aprirsi. Ma nessuno al mondo, per questo, dovrebbe fare la fine che ha fatto quella ragazza. Puoi metterti nei panni di chi ti pare, ma resta una cosa atroce.


Inviato: 2006/5/18 14:53
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