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poesia e canzone d'autore
Home away from home
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Negli ultimi post si è spesso accennato a De Andrè. Mi è venuto quindi in mente di introdurre una nuova discussione circa il rapporto fra canzone d'autore e poesia partendo proprio dall'opera di questo grandissimo poeta genovese.

Inviato: 2004/2/11 19:13
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Re: poesia e canzone d'autore
Home away from home
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Quando ascolto una canzone x me il testo ha una rilevanza pressoché nulla.
Non conosco bene De Andrè, non mi è mai interessato. Non sono assolutamente contrario a fondere la poesia con la musica, anzi, è un'ottima idea. Che a me interessa minimamente xché una canzone con una bella melodia mi piace sia con un testo poetico che con un testo buttato lì.

Inviato: 2004/2/11 20:31
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Un uomo saggio disse una volta: "Quando arrivi all'ultima pagina, chiudi il libro".
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poseia e canzone
Home away from home
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Per me invece il testo è molto importante. Intendiamoci, la melodia è fondamentale, un bel testo con una musica monotona o cacofonica non mi piace. Ma se la musica è bella e il testo poetico, significativo o anche solo divertente, allora preferisco.
Prendiamo appunto De André: una delle sue ultime canzoni "Ho visto Nina volare" mi incanta sia per la musica che per le parole, che io personalmente trovo molto evocative; questa canzone non la sentirei completa se mancasse una delle due cose. Lo stesso potrei dire per certi pezzi di Guccini tipo "Venezia" o "Cyrano", o per le vecchie canzoni dei Genesis: ho sempre adorato la loro musica, ma quando ho imparato abbastanza inglese per capire i testi (meravigliosamente surreali) mi sono piaciute il doppio.
Però mi dispiace dissentire con Giosp

Inviato: 2004/2/11 23:43
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Re: poesia e canzone
Home away from home
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Anche secondo me, giosp, il testo è importantissimo. Credo che la canzone debba realizzare un equilibrio tra melodia e testo,e in Italia De Andrè è stato l'unico che è riuscito a trovare veramente questo equilibrio (o perlomeno più degli altri).

Inviato: 2004/2/12 13:35
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poesia e canzone
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Ciao, Mauraga. Anch'io penso che un bel testo accoppiato a dei suoni coinvolgenti, siano una una delle piu' belle cose che le nostre orecchie possano ascoltare.
Penso che quando una canzone ha delle belle parole, con frasi non storpiate o dettate dalla moda del momento, ma da sentimenti; noi questa canzone la andiamo a ricercare, nn l'ascoltiamo solo sbadatamente alla radio; ha la stessa funzione di un buon libro, coinvolge la nostra mente, ci immedesimiamo nel personaggio principale e cerchiamo di pensare alla nostra vita in rapporto a quella sua. Oppure come diceva giustamente Giosp o Matemati, la canzone puo' essere anche un mezzo per divertirsi, con un testo divertente ma sempre basato su un'idea concreta, non il solito tormentone estivo:" e gira gira e balla e balla" che per essere piu' venduto viene risonorizzato o riadattato (o come cavolo si dice), in versione da discoteca.

Ciao a tutti..
P.S. A me piace molto "La donna cannone" di De Gregori, ma anche altri aristi come Lucio Dalla, Gli Stadio e Carmen Consoli

Inviato: 2004/2/13 8:15
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Re: poesia e canzone d'autore
La principessa dei Saiyan
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Io penso che in una canzone non si dovrebbero scindere melodia e testo, perchè rappresentano ripettivamente la forma ed il contenuto nel brano; anche quando si dice "Ha una bella musica ma le parole sono stupide", si parla comunque di un'opera meramente piacevole ma incompleta.
Parlando strettamente di DeAndrè, io lo adoro e lo amo. Ad esempio in "Non all'amore non al denaro nè al cielo" è riuscito a tirare fuori dalle poesie di Spoon River altre poesie ancora più belle e a metterle in musica magnificamente... Prime fra tutte "Il suonatore Jones" e "Un chimico" (ovvero come finirò io da grande! )

Inviato: 2004/2/14 1:22
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"And in the end the love you take is equal to the love you make."

The Beatles
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d'accordo con shoen, a mio avviso non è necessario scindere testo e musica, quando queste sono state scritte per essere complementari. E non solo per una questione di significato delle parole e capacità della musica di catalizzarne senso ed emozioni. E' talvolta anche una questione prettamente sonora, di intreccio tra la musicalità delle parole e la musica vera e propria. Citatissimo deandrè, e a ragione. Due canzoni tra le tantissime che amo, khorakanè e creuza de mà, assolutamente a prescindere dal testo la seconda (per buona parte la descrizione di un menù di osteria), la prima invece con una meravigliosa quanto incomprensibile coda in una lingua balcanica. Altro motivo per cui deandrè è appropriato per questo topic: a chi gli chiedeva se le sue canzoni potessero dirsi poesie rispondeva "sono tutte belinate..."
(Motivo per cui io sono appropriato per questo topic: se mai dovessero chiedermi se una mia poesia possa considersarsi una canzone risponderei: "se avessi conosciuto la musica e fossi intonato sarei una rockstar. Per ovvii motivi".)


Inviato: 2004/2/14 2:04
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de andrè
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Però De Andrè, caro G, ci teneva a eessere ricordato come poeta. E poeta lo è (Dacia Maraini, quando De André morì fece addirittura un paragone con Dante: scoppiò il putiferio).
Il discorso testo-musica-voce, che è un tutt'uno per tanti, per lui può essere scisso.
Come per Bob Dylan. O Leonard Cohen.
Nelle Facoltà di Lettere sono molti ad aver fatto tesi di laurea sulla poesia di De Andrè.
Alcuni esempi.

Parlavi alla luna
giocavi coi fiori
avevi l'età
che non porta dolori
e il vento era un mago
la rugiada una dea
nel bosco incantato
di ogni tua idea

E venne l'inverno
che uccide il colore
e un babbo natale
che parlava d'amore
e d'oro e d'argento
splendevano i doni
ma gli occhi eran freddi
e non erano buoni

E adesso che gli altri
ti chiamano dea
l'incanto è svanito
da ogni tua idea
e ancora alla luna
vorresti narrare
la storia di un fiore
appassito a Natale

Insomma, una poesia (non ricordo il titolo, nella compilation Tutti morimmo a stento, su una ragazza, che perde la verginità, e l'innocenza).

Poi De André permea tutto di poesia e di contenuti forti:
Ad esempio con
Io dico è stato meglio lasciarsi
che non essersi mai incontrati

Ancor di più con

Banchieri, pizzicagnoli, notai
coi ventri obesi
e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà
fummo traviate
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi
troppo belli
che la pietà
non vi rimanga in tasca.

Testi, questi, ben più poetici di tante poesie. Poesie pubblicate. Per De André, musica e voce erano solo un valore aggiunto.
remo bassini

Inviato: 2004/2/14 11:34
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Re: de andrè
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Caro remo, questa tua opinione, più o meno condivisibile, è, permettimi, assolutamente personale. Per quanto mi riguarda, a me piace ricordare deandrè attraverso le sue canzoni, che ritengo un messaggio completo e coinvolgente. Il testo sebbene molto poetico (e hai ragione, se fossero stati pubblicati in carta i testi di alcuni suoi album, bnessuno se ne sarebbe stupito) raggiunge una sua completessa insieme al tema musicale, moltissime ballate sarebbero bellissime anche solo lette, tuttavia io le preferisco così, per come sono nate.
Perchè comunque è indubitabile che quei testi siano nati per essere musicati, o per intrecciarsi ad una musica già esistente. Molto estempraneamente mi viene in mente una canzone dal testo ironico e bellissimo anche per sperimentazione linguistica, a cui la musica non da solo valore aggiunto, ma se possibile, ne amplifica i risvolti poetici

"Ah, che bellu ccafè
sulo 'n carcere 'o sanno fà ..."

saluti e buon pranzo
g

ps: tutto ciò, una questione di gusti, fermo restando che personalmente come modelli creativi attingo spesso e volentieri ai testi musicali, assolutamente non ultimi quelli di faber

Inviato: 2004/2/14 12:20
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deandrè
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La canzone a cui si riferiva remo è Leggenda di Natale, dal disco Tutti morimmo a stento (1968).

Inviato: 2004/2/14 15:27
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