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Re: otto marzo
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Chi ha studiato un pò di tecnica pubblicitaria avrà spesso sentito dire che oggi come oggi, la pubblicità non punta allo spot in sè, quanto alla ripetitività. L'importante è che il nome del marchio rimanga impresso nella mente, così che quando l'utente si troverà al supermercato, tra la pasta "barilla" e la "pastabuona" cerchi a colpo sicuro la prima. Questo funziona ancora di più con un ritmo di vita frenetico, in cui non si ha più voglia spesso di leggere etichette e fare la spesa con un criterio proprio, e non consigliato dai media (per questo ho detto a mia mamma di fare andare me d'ora in poi a fare la spesa, perchè lei butta tutto nel carrello e amen ). Si fanno molte ricerche su ogni elemento che possa identificare il prodotto in sè, sul packaging (o come cavolo si scrive, non mi ricordo ) e quindi guai a cambiare la scatola blu della suddetta pasta (c'è proprio una teoria sui colori nel marketing, secondo la quale il blu renderebbe l'idea della casa..mah...a me no..a voi?). Secondo me quindi non è tanto importante il messaggio in sè, perchè la realtà è che la pubblicità non reca in sè un vero messaggio, ma solo il nome di un marchio . Penso che la pubblicità di oggi si aggrappi alle tendenze televisive in generale, ed è per questo che come Laura, preferisco puntare il dito sulla cosiddetta televisione verità (ma verità de che?) che crea degli stereotipi che poi vengono inglobati dalla pubblicità. Non sempre è così, ma penso che valga in molti casi. Es. il sesso in tv "tira" gli ascolti? Beh, facciamo la pubblicità della patatina con Rocco Siffredi guardacaso questa pubblicità è uscita dopo il recente successo della Hanger (o come si chiama) a vari programmi. A me la pubblicità continua a piacere, la trovo pittoresca (esiste da sempre, anche se andiamo nel mercatino rionale, troviamo gli urlatori che fanno a modo loro pubblicità) e non credo sia in grado di manipolare menti, perchè toccano tasti già insiti nella gente (almeno così la vedo io). Per quello che dice dotty sulle donne: è vero, il corpo femminile verrà sempre strumentalizzato finchè esisteranno donne che lo vorranno. Però contente loro..a me non basta fare parte della categoria, non mi interessa come si comportano gli altri. "Io sono mia" dicevano le femministe: quale migliore affermazione di individualità e di differenziazione rispetto alle masse?

Inviato: 2006/3/9 16:21
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Re: otto marzo
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Mi piacerebbe molto che le cose stessero come dici tu, Hinao; anche se non è rassicurante, la tua versione è comunque più accettabile di quello che accade in realtà.

Nella pubblicità ci ho lavorato, e conosco ancora un bel po' di gente che ci lavora... ne avrei da raccontare...

Comunque, speriamo bene...

Inviato: 2006/3/9 19:59
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Re: otto marzo
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beh, ma allora raccontaci qualcosa, non si sa mai che magari ci lavori anch'io un giorno in pubblicità...

Inviato: 2006/3/9 20:15
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Re: otto marzo
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x Hinao: lasciati dire da una con più primavere di te che a causa del retaggio del maschilismo e dell'aggiunta della attuale strumentalizzazione del corpo della donna in tv, anche se tu vuoi distinguerti troverai che molti fanno di tutta l'erba un fascio. E' un po' come la nomea degli italiani quando emigravano in Germania: uno poteva essere educatissimo, onestissimo, raffinato, ma in genere eravamo visti come mafiosi, irruenti e caciaroni. Molte volte mi è capitato di pensare che qualcuno che conoscevo rispettasse veramente le donne per poi essere delusa dal riaffiorare di certi schemi mentali difficili da sradicare e perpetrati di generazione in generazione. Per quello affermo che soltanto quando la donna non ci starà più le cose cambieranno. Se in Italia seguiremo il modello americano come accade per tanti fenomeni di costume, vedremo che la donna lì è più aggressiva, meno "femminile" come modo di porsi magari, però più rispettata, più sicura di sè e dei suoi diritti, dal valore dell'impiego del suo tempo ai diritti legali veri e propri. Probabilmente dovremo imparare a essere spiacevoli per un periodo fino a che tutti capiscano che abbiamo pari dignità.

Per tornare al discorso della pubblicità in generale, senzaltro il martellamento, la ripetitività sono essenziali alla riuscita dell'intento, ma sono certa che anche il messaggio, come ha detto Andros, è il risultato di specifica ricerca. Un giorno mi piacerebbe leggere qualcosa a riguardo, sarebbe una lettura affascinante. Mi ricordo delle pubblicità di quando guardavo la tv in cui un bambino o un adulto mostrano un certo prodotto alimentare, fanno per offrirlo e poi se lo mangiano da soli ridendo tutti soddisfatti mentre l'altro ci rimane male. Ecco, da un punto di vista educativo, diciamo, che razza di messaggio è? "Sii egoista, ti conviene"? Ma lì ci saranno sicuramente dei meccanismi psicologici del tipo: il soggetto che si sente escluso, privato di qualcosa che desidera corre al supermercato a comprarsi quello snack o cioccolatino che sia per autopremiarsi o qualcosa del genere.

Inviato: 2006/3/11 11:16
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Se vengono messi di fronte / due specchi, riflettendosi a vicenda, / rivelano un vuoto profondo, / rivelano un vuoto infinito. ( Kikuo Takano)
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