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Re: Jazz and blues
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-obeb- ha scritto:
Ciao Maigret,

sicuramente quando parli di Davis come un padre-padrone ti riferisci a fatti reali e documentati. non ho modo di dubitarne, visto che non posso certo vantare una conoscenza approfondita e pluriennale come la tua.

mi pare in ogni caso curioso non riconoscere a un artista della sua levatura il merito di aver contribuito in modo determinante allo sviluppo non solo del jazz, ma anche della Musica in senso lato.

senza dimenticare la sua indubbia capacità di "scovare" e dare spazio a talenti eccezionali che grazie a lui si sono affacciati al grande pubblico.

Coltrane, Corea, Zawinul, Hancock, Shorter, Williams, Holland, McLaughlin, etc...stiamo parlando della Storia dell jazz.

la tua opinione (rispettabilissima) mi porta alla mente i discorsi spesso ascoltati dagli studenti dell'Accademia:

- Davis? La cocaina gli ha bruciato il cervello!

- Stern? Lascia stare, dopo Montgomery c'è il vuoto.

Insomma, pare che in un dato momento sia tutto finito!
E mentre gli accademici suonano il loro saggio di fine anno per nonne e zie, qualcuno, là fuori, continua a scrivere la Storia della musica.

dedo


i fatti documentati sono un po' di letture, tanto ascolto di dischi e tante discussioni fatte con musicisti nei jazz club fino all'alba (senza mai riuscire a trovarne almeno due che fossero d'accordo fra di loro).
Non ho affermato che Davis non ha influito sulla musica dagli anni di Parker (ha iniziato praticamente con lui) fino agli '80, ho tutti i suoi dischi quin di conosco il percorso che ha fatto; esprimo dubbi sulla innovatività e sul fatto che sia stato "determinante" lasciandogli sicuramente il merito, non di aver scoperto, ma di aver dato spazio ad alcuni musicisti che poi hanno fatto una lunga strada da soli . Fra quelli che citi manca ad esempio Carlos Santana (ebbene si c'era pure lui con Davis). Esprimo un dubbio che questi citati abbiano fatto la storia del jazz, basta leggere "il mattone" di Arrigo Polillo per capire chi ha fatto la storia. Pertanto i miei discorsi non sono da Accademia: Davis non è stato il primo nè l'ultimo musista tossico o alcolizzato (e la cosa non mi interessa) nè ci sono stati pieni o vuoti prima o dopo un musicista, al limite si è chiusa un'era e ne è cominciata un'altra (pensa cosa ha significato la morte di Ellington o di Armstrong per esempio, ma potrei citarne tanti altri) quindi non è tutto finito fortunatamente. Non capisco chi sarebbero gli accademici (oggi) che suonano per nonne e zie il saggio, ma dubito che fuori ci sia qualcuno che stia scrivendo la storia della musica....è stata già scritta, non ci sono altri Mozart. Purtroppo.

Inviato: 2006/9/19 19:40
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Re: Jazz and blues
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Ciao Maigret,

di Santana con Davis non ne sapevo nulla. Avevo letto della possibile collaborazione con Hendrix, ma di Santana…sai per caso se è possibile recuperare qualcosa sul mercato? Ti ringrazio in anticipo per l’informazione.

Proseguiamo.

Ho letto “Il Polillo” diversi anni fa e sicuramente sfogliarlo ancora non mi farebbe male. Nonostante ciò non posso che essere in disaccordo con alcune delle tue affermazioni.
Citazione:

Maigret ha scritto:
Esprimo un dubbio che questi citati abbiano fatto la storia del jazz, basta leggere "il mattone" di Arrigo Polillo per capire chi ha fatto la storia.


Non c’è un nome fra quelli da me citati che sia stato omesso dall’opera di Polillo. Certo, a eccezione di Coltrane nessuno è stato inserito tra “I protagonisti”, ma come dice l’autore stesso nella nota alla nuova edizione del 1982:

“[…] non ho voluto trasformare in storia ciò che è ancora cronaca: di una realtà, per di più, in rapidissimo e tumultuoso divenire, a cui solo con molta presunzione ci si può illudere di dare una valutazione obbiettiva e definitiva. O quasi”.

Per quanto riguarda il problema di decidere chi tra i musicisti contemporanei rimarrà nella storia (vedi citazione di Polillo), be’…diventa tutto più difficile.
Di sicuro non mi reputo all’altezza di una questione di tale portata. Peccherei di presunzione.
Ma dubito fortemente che tra qualche anno il libri di storia della musica avranno solo pagine bianche.

Inviato: 2006/9/19 21:13
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A. Merini
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Re: Jazz and blues
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Con Hendrix si frequentavano e non è escluso che si siano incontrati in sala d'incisione.
In parte concordo con quello che dici in parte no, ma sono un vecchio tradizionalista, mi perdonerai.
Mi rompo a quest'ora a fare la traduzione pertanto ti riporto in inglese un pezzetto della lunga introduzione "Remembering Miles" scritta da Carlos Santana in un elegante cofanetto quasi introvabile (eh eh rosicate pure io ce l'ho) ricco di scritti e di foto con quattro CD contenenti "The complete bitches brew sessions" quindi anche i pezzi mai pubblicati. In quel disco suonavano Shorter, Maupin, Zawinul, Corea, Hancock, Young, McLaughlin, Holland, Brooks, White, De Johnette, Alias, Santos, Grossman, Carter, Cohbam, Moreira (poi con Santana) e altri. Scrive Santana:
I remember Miles Davis. Miles, the enigma, the musical shaman, and Miles the divine rascal. Miles, the artist, the evolved spirit beyond duality/beyond good and evil, and Miles, my mentor; Miles, my friend. After the 1969 Woodstock Festival, tha Santana Band was big, really big. I remember when Bill Graham asked us who we wanted to open for us on our concert tour and I said I wanted Miles Davis but that we should be opening for him. Not too long afterwards, thanks to Bill we started doing concerts with Miles. I remember when we played outdoors at Tanglewood in Lenox, Massachussets, and Miles drove up in his yellow Ferrari. This was the band with Keith Jarrett and Chick Corea, along with Dave Holland, Gary Bartz and Airto Moreira. They played music meant for the cosmos. Il was out, il was in, it was unreal, and il was oh so glorious........ecc, ecc....

resta il fatto che de gustibus non disputandum, pertanto.....

Inviato: 2006/9/19 22:20
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