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Re: Jazz and blues
Home away from home
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Ciao Maigret, benvenuto.
La tua passione per il jazz si ferma agli anni 50, per me inizia proprio con Kind of Blue (1962) Disco che da inizio al jazz modale.
Sono gusti In quest'album che tu dici sopravvalutato, vi suonano alcuni musicisti che poi non sono rimasti degli sconosciuti: un sassofonista di nome John Coltrane, Bill Evans al pianoforte, il sassofonista Cannonball Adderly e Paul Chambers al contrabasso (scusa se è poco). Due titoli su tutti "So what" e "All Blues" sono passati alla storia più di altri. Non vi è stato musicista di tutto il mondo che non li abbia suonati almeno una volta e a proposito d'innovazione, di jazz moderno ti suggerisco di ascoltare l'irresistibile assolo di Red Garland nell'album "Traneing in" di John Coltrane del 1957.
Buon ascolto

Inviato: 2006/9/18 13:18
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L'essenziale non è visibile agli occhi
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Re: Jazz and blues
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infatti, il sopravvalutato in quell'album è Davis e la sua idea di jazz modale (a me non piace quel modo di improvvisare e suonare la tromba), ma non ho detto che gli altri musicisti non sono validi, anzi sono eccezionali ed hanno fatto anche da soli lavori eccellenti. Se hai cominciato con Kind of Blue forse sei più giovane di me (il mio primo album l'ho acquistato nel 72 e ricordo Louis Armstrong - in bianco e nero - al festival di Sanremo) e dovresti fare anche una ricognizione sul passato (origini) del jazz....hai visto mai che ti converti al dixie?

Inviato: 2006/9/18 13:25
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Re: Jazz and blues
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Uh anche io, anche io!
come la cara faust ho avuto una cotta notevole per la svolta data da quella straordinaria formazione alla storia del jazz.
Consiglio "Somethin' Else" in cui Adderley e Davis intonano una Autumn Leavs che decine di anni dopo sarà colonna sonora di un cortometraggio del buon Solaris..!

Disco preferito di Davis: Sketches of spain.

A.

Inviato: 2006/9/18 13:27
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Re: Jazz and blues
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Ho letto anche che molti cercano di avvicinarsi al jazz, ma restano confusi e spaventati e si rifugiano nei dischi di Gerardina Trovato o Carmen Consoli. Ritengo che sia sbagliato l'approccio: per comprendere questa musica bisogna partire dalle origini e fare un percorso cronologico attraverso i diversi stili. Mi rendo conto che se per approcciare il jazz si acquista per la prima volta un disco di Ornette Coleman (genere free) si possa restare allibiti e rinunciare. Invito a partire dal blues (non quello elettrico) per passare al ragtime, poi al New Orleans, allo swing, al bop, al cool, Hard Bop, free ascoltando da interpreti molto famosi quali Armstrong, Bix, Oliver, Ellington, James, ecc. Con questo non voglio affermare che il jazz degli inizi è più facile, anzi è esattamente il contrario dal punto di vista della struttura musicale, ma sicuramente è più orecchiabile. C'è poi un metodo empirico per capire se piace: se ti scopri a battere inconsciamente il piede sul pavimento portando il ritmo sul levare allora sei dentro questa musica.
Ultima cosa: non sarebbe male accompagnare, per la scoperta, un libro. Segnalo "Jazz" di Arrigo Polillo (Mondadori) che racconta la storia e l'evoluzione di questo genere attraverso i suoi personaggi in ordine rigorosamente cronologico e corredato anche di discografia essenziale.

Inviato: 2006/9/18 13:34
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Re: Jazz and blues
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Attenzione, non voglio passare per un talebano. Io i dischi di Davis ce li ho tutti ed ho anche studiato-suonato i suoi soli trascritti dai dischi. Dico solo che c'è tanto di meglio, come musicisti e trombettisti soprattutto.

PS: se qualcuno mi dice dov'è il tasto quote evito di scrivere tanti post e posso replicare ad agnuno. Grazie.

Inviato: 2006/9/18 13:39
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Re: Jazz and blues
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Ciao Maigret, benvenuto.
La tua passione per il jazz si ferma agli anni 50, per me inizia proprio con Kind of Blue (1962) Disco che da inizio al jazz modale.

No non si ferma ai 50, ho detto che fino a quel periodo
ci sono i miei preferiti, ma ovviamente, vuoi per curiosità vuoi per cultura, ascolto anche tutto ciò che si è prodotto fino ai giorni nostri. Qualcosa mi piace qualcosa no. De gustibus.....

Inviato: 2006/9/18 13:59
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Re: Jazz and blues
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uh ho l'impressione che te sei un cultore serio del genere.. non amante ruffiano come me.

conosci nils lundgren? un eccezionale trombonista svedese che tra l'altro ha inciso qualcosa con lo scomparso eddie harris di cui avevo un meraviglioso cd.
una combinazione da pelle d'oca!

me li fece ascoltare un mio amico di un tempo.
in quel periodo passavamo ore solo ad ascoltare jazz, funky soul. e a bere.
ma soprattutto ascoltare, ovvio!

accolgo la segnalazione del volume, da tempo non mi decido a leggerlo. chissà!

ho trovato interessanti rimandi jazz in A Sud del confine a Ovest del sole. Murakami cita se non ricordo male Duke ellington a più riprese. In un concerto, se non erro, da pelle d'oca.

A.

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Re: Jazz and blues
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Citazione:

solaris ha scritto:
uh ho l'impressione che te sei un cultore serio del genere.. non amante ruffiano come me.

conosci nils lundgren? un eccezionale trombonista svedese che tra l'altro ha inciso qualcosa con lo scomparso eddie harris di cui avevo un meraviglioso cd.
una combinazione da pelle d'oca!

me li fece ascoltare un mio amico di un tempo.
in quel periodo passavamo ore solo ad ascoltare jazz, funky soul. e a bere.
ma soprattutto ascoltare, ovvio!

accolgo la segnalazione del volume, da tempo non mi decido a leggerlo. chissà!

ho trovato interessanti rimandi jazz in A Sud del confine a Ovest del sole. Murakami cita se non ricordo male Duke ellington a più riprese. In un concerto, se non erro, da pelle d'oca.

A.


Vedi che c'è sempre speranza per la redenzione Pur suonando tromba e trombone non conosco lundgren, o meglio, non l'ho ascoltato. Mi riprometto di farlo se tu leggerai il libro di Polillo.

Inviato: 2006/9/18 14:24
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Re: Jazz and blues
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ci si prova.. non ti prometto tempi brevi..
a te col cd va meglio non vale!

cmq guarda credo ne valga la pena.

Fammi sapere!



A.

Inviato: 2006/9/18 14:36
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Re: Jazz and blues
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Ciao Maigret,

sicuramente quando parli di Davis come un padre-padrone ti riferisci a fatti reali e documentati. non ho modo di dubitarne, visto che non posso certo vantare una conoscenza approfondita e pluriennale come la tua.

mi pare in ogni caso curioso non riconoscere a un artista della sua levatura il merito di aver contribuito in modo determinante allo sviluppo non solo del jazz, ma anche della Musica in senso lato.

senza dimenticare la sua indubbia capacità di "scovare" e dare spazio a talenti eccezionali che grazie a lui si sono affacciati al grande pubblico.

Coltrane, Corea, Zawinul, Hancock, Shorter, Williams, Holland, McLaughlin, etc...stiamo parlando della Storia dell jazz.

la tua opinione (rispettabilissima) mi porta alla mente i discorsi spesso ascoltati dagli studenti dell'Accademia:

- Davis? La cocaina gli ha bruciato il cervello!

- Stern? Lascia stare, dopo Montgomery c'è il vuoto.

Insomma, pare che in un dato momento sia tutto finito!
E mentre gli accademici suonano il loro saggio di fine anno per nonne e zie, qualcuno, là fuori, continua a scrivere la Storia della musica.

dedo

Inviato: 2006/9/18 19:11
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coi ginocchi piagati
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A. Merini
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