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Come nasce?
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Prendo spunto da un articolo su questo sito, quando vi mettete a scrivere, per esempio un racconto, avete già chiaro come andrà a finire, come svilupparlo, oppure è scrivendo che le idee prendono forma?
A me succede che magari parto scrivendo qualcosa e finisco completamente da un'altra parte...

Inviato: 2004/1/27 22:06
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"...una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito. Improvvisamente è diventata una cosa voluta. (...)Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più.
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Re: Come nasce?
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Ciao lamù, a me succede che le linee generali del racconto (o del romanzo) appaiono subito,all'improvviso, sai...l'ispirazione...all'icirca so già quel che deve accadere, i punti fondamentali attorno ai quali far roteare gli eventi e così butto giù una prima bozza e al più presto possibile in modo da non dimenticare "l'importante idea" che mi è balenata nella mente (sai le volte che mi sveglio di notte e mi appunto qualche "genialata"?...tante!...e quando non lo faccio poi mi mordo le mani!!!). Diciamo che per "il come andrà a finire" già lo catturo in gran parte al momento stesso in cui penso il racconto, ma è chiaro che si tratta ancora di una bozza, roba grezza che chiede lavoro e aggiunte e correzioni. Però sì, a me personalmente capita per il più delle volte di saperlo dal principio come andrà a finire la storia; riguardo l'evoluzione della stessa invece lascio che sia ciò che capto tutti i giorni dalla vita reale a darmi il giusto apporto all'ampliamento del tutto. E' lì che lascio che le idee prendano forma, ma in un contesto già definito dall'inizio, dalla nascita dell'idea portante. Se invece parto scrivendo un qualcosa e poi mi ritrovo a cimentarmi in altro, la maggior parte delle volte scindo i pensieri e li traduco in due o più differenti racconti o addirittura, se lo spunto nuovo mi dona molto, lo proietto in un romanzo a sè stante. Immagina che così facendo ho già scritto una raccolta di 7 racconti e due romanzi e che adesso sto lavorando ad altri due romanzi in contamporanea, in media ci posso mettere da 1 a più anni per ritenermi personalmente soddisfatto del lavoro compiuto ed è ovvio che nel frattempo nascano in me sempre sempre nuovi spunti che pretendono il loro spazio nei miei scritti; allora avviene che alcuni li aggiungo "nell'opera" del momento (se non è ultimata) ed altri invece me li tengo in serbo per scritti futuri...ora come ora avrei materiale per scrivere almeno una decina di pubblicazioni! Benedetti editori! Magari ne trovassi uno che mi desse retta! E' chiaro che si tratta di roba da sviluppare ma già comunque elaborata in me e solo in attesa del proprio turno. Beh, questa è la mia, al momento tu stai scrivendo qualcosa di specifico? Un saluto, Massimo.

Inviato: 2004/1/27 22:50
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ho cominciato con le bugie
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Quand'ero piccolo andavo in colonia. Ferie pagate dalla Montefibre ai figli dei propri operai. Andavo a Lido di Camaiore, vicino a Viareggio. Tristi passeggiate, signorine isteriche che ti prendevano a ceffoni e un unico piacere: quello del bagno, ogni mattina. A volteperò c'era mare mosso, quindi ci portavano in spiaggia e, ogni gruppo, composto da una ventina di bambini da 6 a 10 anni, si stava sotto un tendone con la signorina che aveva il compito di intrattenerci. Una volta quella del mio gruppi ci fa: qualcuno di voi ha visto un bel film e vuole raccontarcelo? Alzai la mano io, e cominciai a raccontare. Stupendo anche me stesso. Perché raccontavo un film che non avevo visto, improvvisando lì, sul momento. Il mio film, con battaglie e capitani coraggiosi, comunque piacque a tutti, anche alla signorina. Che, il giorno dopo, appena fatto il bagno, ci chiama sotto la tenda e mi invita a raccontare un altro film. Credo che passai ai cow boy, ma non ricordo. So solo che di racconti del genere ne feci altri, ed ero semprepiù sicuro. Proprio l'ultimo giorno, però, succede che mi fanno arrabbiare. Mentre racconto un altro film, probabilmente esagero qualche scena ma son sicuro del fatto mio: tanto tutti ci cascano. Invece un mio compagno mi guarda e dice: per me stai inventando. Io guardo la signorina, sperando di essere spalleggiato. Vedo cge però anche lei sta dubitando...
Tanti anni dopo: è sera, ho mal di denti, non ho voglia di uscire (io esco tutte le sere, almeno 10 minuti, da quando avevo 17 anni), non ho voglia di guardare la tivù. E' da tempo che sono abituato a scrivere: sul pc. Allora prendo un bloc notes e mi dico: voglio raccontarmi una storia, scrivendo.Voglio raccontarmi una storia, voglio che siano le mie mani a raccontarmela. Impiegai anni per finire quel romanzo.
Un'altra volta, invece, ho impiegato circa 45 giorni per scrivere un altro romanzo: a mio avviso più bello del primo. Ma prima di iniziarlo ce l'avevo come disegnato in testa: quasi tutto, eccetto il finale. Precisazione importante: 45 giorni per scriverlo poi altre 4, 5 mesi per la revisione.
Ora ne sto pensando un altro però a volte mi piace ancora mettermi alla prova: la testa è vuota, davanti a me il pc. Poi racconto qualcosa, come facevo da piccolo in colonia, a Lido di Camaiore.
remo bassini
(scusate i refusi: è tardi e ho un po' d'infleunza: quindi non rileggo)

Inviato: 2004/1/28 2:38
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Re: Come nasce?
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Di sicuro so già in partenza come inizia e soprattutto come finisce. In quanto allo sviluppo del racconto a volte capita di averlo bene chiaro completamente, a volte l'andamento è abbastanza imprevisto.
Riguardo ai romanzi, non ho ancora fatto progetti e schemi di come si evolvono i tentativi che ho fatto finora, l'unica cosa che ho chiara sono inizio, finale e trama.
Sarà x questo che non ne ho ancora finito uno?

Inviato: 2004/1/28 9:38
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Un uomo saggio disse una volta: "Quando arrivi all'ultima pagina, chiudi il libro".
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Re: ho cominciato con le bugie
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Se hai l'influenza remo, non dovresti stare davanti il pc e fare le ore piccole. Mannaggia a voi maschietti, vi strascurate sempre
Per me scrivere è una cosa un pò strana.
Una volta scrivevo solo ed esclusivamente ispirata da un certo stato d'animo; l'ho detto anche nell'argomento sulla musa ispiratrice.
Quindi diciamo che io ho sempre tirato fuori la mia vena artistica in momenti di solitudine, di isolamento o in base a certe emozioni che ricevo o non ricevo all'esterno. Quindi con una precisa idea in testa. So cosa voglio dire. Ma devo ammettere che, non di rado, mi capita di stravolgere quello che vorrei buttare giù e mi capita di ritrovarmi in qualche cosa di assolutamente opposto alla mia idea originale. A volte anche molto divertenti. Così son arrivata alla consapevolezza che la scrittura è anche divertimento, che i personaggi li muovo io, che i personaggi posso mutare umore nell'arco dello stesso racconto o romanzo. Ho cominciato a lasciar quindi andare le mie emozioni. Ora non sempre scrivo quando son giù, anzi, a volte mi capita di avere in mente una cosa divertente e la scrivo di getto, per non perderla e perché non potrei fermarmi. Altre volte invece è la mia "contorsione mentale" che mi fa rallentare... mentre scrivo arrivo a pensare mille cose, a mille persone e situazioni. Comincio a scrivere lenta, ogni parola misurata ed ogni riga in più prendon una strada a me sconosciuta. Mi vengono idee improvvise. I personaggi o le ambientazioni decidono per me. E le lascio andare... se sono positivi e fluidi me ne accorgo da sola perché prendon il via ed è come se mi parlassero
cristina

Inviato: 2004/1/28 9:48
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finale
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Io non ho ancora molta esperienza, per ora ho scritto solo tre racconti. però prendo l'esempio di Sara (quello di fonopoli). Avevo in mente il finale, doveva finire con "sono streghe", quindi la storia doveva iniziare in modo da portarmi a quel finale, anche se non sapevo come iniziare.
E non è la prima volta, ho sempre e solo in mente la scena finale. non sò se è insolito, a voi capita?

Inviato: 2004/1/28 10:55
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Io e la dannata influenza
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Criscia, se ho l'influenza passo ancora + tempo davanti al PC. Xò non sarei in grado di fare le ore piccole...

Inviato: 2004/1/28 11:07
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Re: finale
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e così tu saresti amanda pitto, l'autrice di sara... sinceramente, avresti meritato il primo posto, quello della raimondi(una del gotha dei concorsi), non è che mi avesse entusiasmato. ho visto che hai vinto anche i giorni dell'ira. complimenti.

Inviato: 2004/1/28 11:31
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mah
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A me succede la maggior parte dei casi che le idee mi vengano mentre sto scrivendo. Non penso però che sia il modo migliore: una certa organizzazione dovrebbe esserci altrimenti si rischia di venire trasportati e si sbilancia lo scritto nella sue parti. E' anche vero che per quello che riguarda le poesie non penso che lo stesso discorso possa essere calzante: forse occorre scriverle di getto e poi applicare il labor limae, quando scrivi un racconto devi stare sempre più attento perchè reggi le fila di più personaggi oltre che dell' ambiente.
Ma queste sono opinioni da inesperta.
Shelly

Inviato: 2004/1/28 18:42
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Figli!
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Per me e' come un figlio: quando aspetti che nasca ce l'hai chiaro in mente (almeno sai come vorresti che fosse), poi il tempo passa. Effettivamente cresce e si concretizza dentro di te e potresti sapere pure il sesso. Ma quando nasce, formato, determinato dalla natura e in parte dall'interazione del mondo, e' sempre tutto diverso. Ha tutto di te ma magari non ti somiglia. Unica differenza: l'editor ti puo' rivedere un romanzo, ma Dio non si concede molto spesso per questo tipo di operazioni!

Inviato: 2004/1/29 12:55
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