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Re: editori di poesia
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Da l'isola che c'è
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Penso che anche i poeti debbano fare la gavetta...Trovo comunque utile la pubblicazione in antologia,prima o poi chi ha veramente talento viene notato e valutato per quel che vale.Il successo di un poeta ,o di uno scrittore in genere, viene decretato il più delle volte dai lettori e di solito ciò avviene quando questi ultimi trovano nelle parole del poeta una condividibile risonanza animica.

Inviato: 2005/10/16 17:07
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Re: editori di poesia
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volevo dire che ho citato le edizioni joker en passant , lungi da me criticare o cos'altro. Anzi,
ho visto che si tratta di una casa editrice alquanto rinomata.
vorrei capire , tuttavia, a quanto ammonta il contributo.
Fermo restando che è triste che bisogna pagare, visto che
non tutti ne hanno la possibilità
Mauro della Joker ha citato le banche, ed io mi chiedo se qualcuno sarebbe disposto a finanziare qualche promessa della letteratura italiana. Dico questo, perchè ho saputo che una mia amica che chiese una sponsorizzazione all'assessore alla cultura della sua città , si vide rispondere
PICCHE!

Inviato: 2005/10/16 17:19
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euridice
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Re: editori di poesia
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di base la penso come Euridice, ma volevo dire che Giulio Perrone in collaborazione con la rivista : l'emergente sgomita ha selezionato degli autori per la prossima antologia dal titolo "Voci d’eco in spirale acuta" in cui tra l'altro bisogna inviare la liberatoria tramite posta ordinaria. Nella liberatoria che mi hanno inviato ( visto che sono stata selezionata) è scritto che l'autore non percepirà alcun compenso, però
tuttavia, conoscendo la serietà sia di Perrone che di Mattero pegoraro, penso che l'iniziativa non sia la "solita iniziativa" almeno lo spero.
P.s. anche io sono stata inserita nel cd multimediale :
la biblioteca dell'inedito, pare che sia stata inviata alle maggiori biblioteche italiane, e questo non è poco.
in ogni caso: c'è bisogno di una selezione maggiore sicuramente:neanche a me piacciono le ANTOLOGIE MENSILI....

Inviato: 2005/10/16 20:28
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Re: editori di poesia
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non posso che essere d'accordo

una selezione mirata rende l'antologia qualificata

e solo l'antologia seria trova uno spazio adeguato

ribadisco infine che l'antologia vale come gavetta, come dice faust, e meglio un'antologia oggi che un nulla continuato

se poi l'antologia è una tappa, un piccolo passo nell'ambito di un progetto più complessivo fatto di tanti piccoli passaggi

evvive l'antologie

[ p.s. per laura6: non ti ho trovata nel cd, come ti presentavi? detto questo un piccolo appunto per IlFilo: non ho avuto modo di verificare in quali biblioteche il cd sia entrato e attualmente inserito in catalogo. non ho nemmeno ricevuto inviti per partecipare a presentazioni in varie città italiane. ripeto: bella iniziativa, magari dal Filo m'aspettavo qualcosina in più. resto comunque gratificato e, come dicevo, ho avuto l'opportunità di utilizzare il cd per farmi conoscere per cui non posso che ringraziare ]


Inviato: 2005/10/16 22:50
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: editori di poesia
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In effetti avevo un altro nick name ( Elle H)
detto questo, vorrei dire che pur non considerandomi
giacomo Leopardi, nè Ungaretti ( e appunto per questo) mi piacerebbe ricevere delle critiche obiettive alle mie poesie, perchè se è vero
che di poesia non si campa, di poesia: si vive.
Con questo non voglio dire che questi editori inseriscono cani e porci, perchè un minimo di requisito ci deve essere
PER FORZA. tuttavia, una maggiore selezione, credo che attirerebbe anche l'attenzione dei critici Ufficiali, come per esempio Cucchi ( il quale per altro "collabora" con la lieto Colle)
ti saluto Claudio Arzy......

Inviato: 2005/10/17 10:15
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Re: editori di poesia
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Non vorrei, però che si scadesse nell' antologia che raccoglie solo autori SELEZIONATISSIMI, che poi:
selezionati da chi? vallo a capire.....
nel mezzo vi è la saggezza diceva qualcuno....

Inviato: 2005/10/17 10:48
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Re: editori di poesia
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Ehy, che piacere ritrovarti

Elle H prima, laura6 poi ma domani chi sarai?

Avremo modo di frequentarci, su questi lidi di grandi confronti

e, per cominciare, segnalo l'intervento di Mauro, dirigente della casa editrice Joker di Novi Ligure, ribadendo l'invito di bunkr a spostarsi qui con un copia incolla

http://www.ozoz.it/ozblogoz/modules/n ... t_id=36878#forumpost36878

intanto



Inviato: 2005/10/17 23:25
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Re: editori di poesia
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Salve, intervengo nel dibattito sulle case editrici, anche se non è mia consuetudine (né sono molto pratico di blog...). Lo faccio perché in qualche modo mi sento coinvolto. Io dirigo le Edizioni Joker di Novi Ligure (AL), che hanno contattato Arzy. Credo di dovermi anzi rivolgere direttamente a te. Non ho letto i tuoi lavori direttamente, ma mi sono stati appunto segnalati da un membro dello staff, per aprire un primo contatto. Da un po' di tempo abbiamo infatti provato a lavorare anche così, andando verso gli Autori invece che aspettare loro, e magari ricevere tantissimi lavori scadentissimi: così, spero, almeno una prima operazione di scrematura è (quasi) assicurata). Vero, su quel sito c'è una sola tua poesia (ma non so a quando risale in contatto, né se il Lettore ha cercato a questo punto altre tue cose - ti assicuro che si tratta di collaboratori competenti, che poi passano comunque la palla nelle mani della Redazione vera e propria. E qui c'entra il discorso "editoriale", che io vivo sdoppiato, come poeta (e come critico che dirige La clessidra, cioè una grande rivista ormai "storica") e come dirigente di una Casa editrice che, in fondo, è una impresa e deve fare anche un discorso economico (che a me tutto sommato interessa poco). Diciamolo una volta per tutte: oggi NON ESISTE la pubblicazione senza contributo. Lo dico avendo sul mio tavolo molti contratti di ottimi editori, conoscendo bene il mercato e la poesia in Italia. Vero, si può pubblicare senza versare alcunché o quasi: ma in situazione fortunate e fortuite. Ad es: Una casa editrice che vuole qualificarsi con un numero LIMITATISSIMO di libri di autori ben noti; perché l'Editore ha sbagliato clamorosamente i calcoli (conosco diverse realtà che purtroppo sono in difficoltà per errori del genere); per una sorta di Do ut Des, magari in cambio di collaborazioni varie; perché l'Editore fa come la Parmalat, e consegna i propri attributi nelle fidate mani delle banche... NOn conosco altri motivi. Non credo più a chi mi dice che ha pubblicato senza versare in qualche modo una certa cifra. Non credo più agli editori che cominciano il discorso con "Noi non.... Stop.
Un libro di poesia di 64 facciate, 600 copie, costa in sola tipografia almeno 1200 euro. Noi paghiamo (poco...) chi legge le proposte (anche quelle che poi non diventeranno
libri - 200 all'anno); paghiamo chi fa note, prefazioni e altro; paghiamo le Poste per l'invio di un centinaiao di copie saggio (200 euro); paghiamo per portare il libro a tutte le Fiere e agli appuntamenti (in media 100 euro a libro; paghiamo la distribuzione, che curiamo in proprio ma che implica spese almeno postali; paghiamo per le presentazioni, il sito internet. In più, lasciamo ai venditori il 35-40% sulle vendite. E alla fine c'è il commercilista (100 euro a libro, diciamo) e poi le tasse su vendite presunte forfettarie del 50%.
ERGO: un libro di 64 ff, a 9 euro, non può mai mai mai andare neppure in pari. Vendendo TUTTA la tiratura disponibile, si arriverebbe a
400x9euro= 3600, meno il 35-40%=2000 circa. Quel libro costa in totale più della stessa cifra, sommando tutte le spese varie. Il che vuol dire che in questo modo la poesia (che comunque vende cifre reali molto inferiori alle 400 ipotizzate) NON esisterebbe più. Il fatto è questo, ed è incontrovertibile. Alla faccia dell'ipocrisia.
Dimenticavo: la (supposta) grande editoria lavora allo stesso modo: non crediate che chi pubblica con x e y possa esimersi da qualche prefazione o presentazione... E poi, ormai essa riguarda solo 10 titoli l'anno.
Se guardo il panorama, chi c'è infatti che pubblica poesia (lasciamo stare la qualità...) con una visibilità nazionale? Mondadori (3 titoli l'anno massimo); Einaudi (5, con gli stranieri), Garzanti (diciamo 1?); Guanda (la fa ancora?), Marcos y marcos (uno all'anno). Poco altro, magari nomi grossi con Cataloghi risibili. E poi? Poi c'è un numero limitatissimo di piccoli/medi editori che fanno anche poesia e a volte buona; poi c'è l'editoria di qualità (10 nomi, dove non di rado si trova il meglio, e qui ci metto la nostra Joker); poi c'è una marea (centinaia) di nomi che hanno a che fare con un sottobosco con cui non mi sembra che, per Catalogo, storia e nomi dei collaboratori, abbiamo nulla a che fare.
Il vero problema è quanto si paga, e per cosa. Con chi si finisce nel Catalogo, con quale lavoro dietro, quale prestigio riflesso. Tutto lì: è questo il discrimine: dare migliaia di euro a chi non fa altro che prendere il lavoro, impaginarlo (male) e stamparlo (male), per dare poi la tiratura all'autore e noin fare altro è non dico criminale ma sbagliato. Fa male alla poesia esattamente come fanno male i critici che osannano un certo poeta perché è Mondadori. O che pensano, dicono e scrivono che oggi la poesia è morta. No, oggi ci sono almeno 100 poeti bravi (nessun Montale, comunque), poeti giovani che stanno crescendo, altri 200 poeti veri magari minori, qualche centinaio di bravi facitori di versi e ... 3 milioni di persone che "fanno poesia", quando dovrebbero magari, ogni tanto, leggerla! Così facendo, noi avremmo la certezza che un ottimo libro potrebbe vendere (poche) migliaia di copie, un libro buono alcune centinaia ecc. Invece, così, un poeta spinto in tutti i modi raramente vende oltre le 1000 copie (VERE IN LIBRERIA), e in genere si attesta sulle 400-700. Un poeta bravo, con un editore specializzato e qualificato, vende in genere da 10 a 150 copie. Gli altri zero. Questa è la verità.
Scusa lo sfogo e la prolissità, ma un bel dibattito come questo meritava un po' di attenzine, qualche dato e un po' di verità.

Mauro




Inviato: 2005/10/22 16:21
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Re: editori di poesia
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L’intervento di Mauro, dirigente della Joker edizioni, mi sembra assolutamente condivisibile.

Ovvero, salvo casi assolutamente straordinari, non esiste pubblicazione di poesia … a gratis!

Perché, se un editore lavora bene, i costi sono tali rispetto al mercato da rendere quasi impossibile il recupero.

Bene.

Come contributo metto sul piatto delle conoscenze la mia esperienza.

Per il mio libro di poesia fresco di stampa, 56 pagine oltre copertina, pagine di buono spessore tendenti al seppia (per dare un senso di “antico”), quindi leggermente più costose.

300 copie stampate.

Ho “pagato” 1.200 euro.

Praticamente la tipografia e poco più.

600 alla stampa (fine settembre)

600 dopo la stagione natalizia (primi di gennaio)

Per le prefazioni ho scomodato gratuitamente due amici, entrambi con un certo credito culturale maturato nell’ambito della mia realtà territoriale

Per le copertine ho mobilitato i miei due figli, entrambi con cultura artistica (confesso: li ho fatti studiare in funzione del mio libro)

L’impaginazione è stata definita con il menabò che ho fatto io con l’assistenza dell’editor [malefico] e verifica della ragazza addetta

Il file l’ho costruito io, l’editore ha poi provveduto alle conversioni informatiche dovute (questo gli ha eliminato tempo lavoro)

Le spedizioni a concorsi, biblioteca comunale, giornali, riviste letterarie, critici sono tutte a mie spese tuttavia utilizzando la tariffa agevolata dell’editore che mi ha fornito (a sue spese) etichette adesive “spedizione plico libri”; per ora, tra buste e francobolli, ho speso circa 10 euro anziché 25/30 circa.

La sala per la prima presentazione è stata messa a disposizione dall’editore.

Quelle successive le ho reperite io gratuitamente attraverso conoscenze (rappresentanti di circoli culturali, gestori di librerie) oppure chiedendo il patrocinio delle amministrazioni comunali (la sala appena concessa dal Comune di Piacenza per il 2 dicembre costerebbe 80 euro circa, se l’affittasse l’editore).

L’editore mi ha stampato 10 locandine per i primi tre eventi e circa 250 biglietti invito (formato lettera, con riproduzione della copertina del libro, bianco e nero per scelta grafica condivisa); dal quarto evento in là dobbiamo ricontrattare; le buste e i francobolli per gli inviti sono a mio carico e finora, escluse le consegne a mano, ho speso circa 30 euro.

Alla fine di ogni evento ci sono, per i componenti della “Doctor Arzani’s poetical rock band” aperitivi e pizze; le pizze ciascuno paga per se; gli aperitivi una volta ho pagato io (24 euro), una volta Carla (20 euro) con contributo di Fausto (5 euro).

Per fortuna il malefico editor ha dato forfait in entrambe le occasioni.

Le spese di benzina per raggiungere i luoghi degli eventi sono a mio carico.

L’ingaggio ai componenti della “band” sarà a mio carico: ad Ivano dovrò acquistare copia del suo prossimo libro, regalare copia del mio, trovargli almeno tre acquirenti sempre per il suo libro; a Fausto dovrò regalare almeno 5 copie del mio libro; a Tiziana penso di regalare un Meridiano Mondatori (45 euro, non sono pochi).

Insomma, se avessi dovuto pagare tutto, difficilmente l’onere sarebbe risultato inferiore a 1.800 / 2.000 euro.

Con il “fai da te” comunque alla fine non avrò speso meno di 1.500 euro.

Certo, posso vendere in via diretta 150 copie a 10 euro e pareggio; per ora sono a quota 34.

116 (copie) all’alba.

Le copie vendute in libreria a 12 euro, invece, valgono metà (50% a me che poi giro all’editore fino al raggiungimento della fatidica quota dei 1.200 euro; 40% alle librerie locali; 10% all’editore che è anche distributore, in ambito locale).

Non so le proporzioni in caso di vendita attraverso I.B.S. ma l’editore mi confessa di non aver mai venduto nulla, attraverso il web (che comunque gli costa, mi ha detto senza quantificare).

Diciamo come obiettivo minimo che devo vendere 60 copie in libreria e 120 in via diretta attraverso serate ed eventi organizzati.

Come dice Mauro non è facile, per un “debuttante” si parte da 10 copie vendute agli zii e ai cugini.

La mia forza ed unica speranza è che sono un debuttante a livello di libri di poesia stampati, non sono proprio un debuttante “nella vita”, ho dei valori, una storia, una conoscenza da parte degli altri diffusa (a livello locale) che mi rendono credibile come … raccontatore di storie (anche in versi) e quindi come detentore di un mercato (locale) potenziale di acquirenti (anche se da quantificare e per ora definito in 34 parenti esclusi).

Vi saprò dire.

Per ora, dopo i primi due eventi (170 inviti partiti, 70 presenti circa), ho venduto 34 libri (nessuno a parenti).

Con “sconto serata di presentazione”: a 10 euro appunto anziché i 12 indicati in copertina (prezzo di per sé piuttosto altino, per un libretto poetico).

Il mio editor, a questo proposito, è ancora a bocca aperta, non ricorda altri libri di poesia che abbiano venduto tanto in così poco tempo (basta non fermarsi, scongiuri, scongiuri, scongiuri).

Insomma, devo dare pienamente ragione a Mauro: se nessuno o quasi pubblica poesia se non con contributo dell’autore, un motivo (di mercato, di legge economica) c’è.

L’unico appunto è che è bene giocare a carte scoperte sempre.

Che per esempio sia sempre chiaro se quello dell’autore è un contributo oppure in realtà si sobbarca tutte le spese (capita che i servizi offerti in realtà siano fumo; per esempio, nel mio caso, una diffusione nazionale non serve a nulla e porterebbe a sprecare copie inviate a Foggia – per dire - in librerie dove resterebbero in cantina; una presentazione a Napoli mi darebbe la soddisfazione di ammirare il Vesuvio ma mi costerebbe un esborso enorme tra treno ed albergo a fronte di venduto probabile zero; di converso interventi molto mirati a Bologna, Firenze, Roma forse porterebbero a qualche minimo risultato).

Che esista un margine di confronto e trattativa aperto e non sia tutto predefinito unilateralmente da parte dell’editore per servizi che possono rivelarsi di scarso interesse per l’autore (ad esempio: cambia il prezzo se la copertina l’autogestisco? Posso discutere il numero delle copie, la carta che si utilizza, la rilegatura?).

Tutto qui.

Quanto a Mauro e alla sua casa editrice, la Joker, torno ad evidenziare l’estrema positività dell’essersi messo in gioco qui in ozzyoz fornendo il punto di vista di un editore che, prima di tutto, deve fare i conti con la propria sopravvivenza.

Quanto invece all’invito ad instaurare un rapporto di collaborazione, beh, premessi i ringraziamenti, di questo poi parleremo in separata sede in via diretta.











Inviato: 2005/10/25 12:55
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Re: editori di poesia
Just popping in
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Il discorso di maurox non fa una grinza, tranne forse nel numero di copie citate: per la poesia di un esordiente raramente se ne stampano più di 200-300. Ci sono case editrici che si fanno pagare (cara) la stampa di nemmeno 100 copie e ne danno non più di 5-6 all'autore: si paga la "tassa d'ingresso", insomma. Rispetto a tutto questo, comprendendo anche l'ultimo post di arzy, ho una posizione neutra: ognuno fa le sue scelte come meglio crede.

Chi ha voglia, talento, fortuna, riesce comunque a farsi vedere. Dunque: ! Forza e coraggio!!

Inviato: 2005/10/27 19:06
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