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Re: editori di poesia
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Ho mandato una email a Giulio Perrone chiedendo esplicitamente la loro politica con gli esordienti e... no... non pubblicano a pagamento: ricevono, valutano e nel caso pubblicano ma senza soldi. Questo quanto mi hanno risposto alla domanda senza peli sulla lingua.

Massimo.

Inviato: 2005/9/30 12:30
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Re: editori di poesia
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Ora, badate bene questo mio intervento: è fatto NON per insinuare dubbi o altro, nè in riferimento a nessuno, ma per riprendere in generale il discorso su esordienti e poesia.
C'è un amico che continua a venire pressato da un editore piuttosto importante, che professa a chiare lettere di pubblicare poesia senza contributi.
Bene, in effetti il contratto non prevede nulla di simile. Però, l'editore vuole, anzi direi "pretende", che l'autore pubblicato organizzi presentazioni sino a vendere almeno 100 copie del volume.

Mi domando: questo è considerato un editore a pagamento o no?
Stando a quanto leggo e continuo a leggere in giro,questo non è un editore a pagamento, a detta degli autori! Voi che ne pensate?
(certo che le inventano tutte...)

Inviato: 2005/9/30 13:08
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Re: editori di poesia
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Seguo il filo dell'intervento di sgtgarcia.

Certo che rimane il fatto di fondo che un editore deve in qualche modo garantirsi quantomeno la copertura delle spese.

Quindi se pretende che l’autore si renda disponibile a darsi da fare (presumibilmente lavorando in simbiosi con l’editore stesso) non vedo grandi stranezze.

Se però le 100 copie sono un obbligo assoluto per cui in caso di mancata vendita finiscono sul gobbo dell’autore,

se però l’editore scarica tutto sull’autore (organizzazione degli eventi, vendita diretta porta a porta, banchetti sul mercato domenicale, pietose questue nelle vie cittadine alla disperata ricerca dei compagni delle elementari e magari dell’asilo),

allora chiaramente trattasi di editore a pagamento.

Ma questo non scandalizza, con la poesia.

Non dimentichiamo che ci si muove in un campo desolato e quasi desertificato.

In qualunque libreria troviamo di ogni, in tema di prosa, narrativa, saggistica.

Poesia quasi nulla e quel quasi si riferisce alla miliardesima riproposizione di Shelley, Pascoli, Montale, Ungaretti [ sic! Che palle! ].

Ma non perché agli editori gli sfizia di stampar antico.

Il fatto è che quei pochi lettori che acquistano [ domanda: quanti libri di poesia contemporanea ciascuno di noi ha acquistato negli ultimi 12 mesi? ] non vanno oltre ai soliti Leopardi, Tetrarca e compagnia briscola.

Allora cosa mai può spingere un editore al suicidio di finanziare un volumetto di un illustre sconosciuto assolutamente contemporaneo, magari persin giovane di belle speranze?

Chiamasi editore, non missionario con la vocazione al martirio [ leggasi fallimento economico dell’impresa ].

Il money.

Dura lex, sed lex.




Inviato: 2005/9/30 23:44
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: editori di poesia
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Arzy, sono pienamente d'accordo con te.
E volevo raccontare una cosa buffa che sta accadendo in questi giorni. Dato sì che io amo la poesia, e credo che -se trattata nella maniera giusta- possa avere anche riscontri, ho voluto che Azimut facesse una scelta azzardata: di quando in quando pubblicare un libro di poesia importante. E stiamo partendo col botto: grazie al lavoro di un amico in Spagna, abbiamo preso i diritti per tradurre un pò di opere di Leopoldo Maria Panero, un genio di poeta. Talmente genio che sta in manicomio da una vita. Il poeta è sublime, e -diciamolo- commercialmente è anche un personaggio... Ci credete che, in tutto il Lazio, il distributore è riuscito a spingerne in libreria circa una cinquantina di copie?


Arzy... tu che parli di fallimento... ecco...

Inviato: 2005/10/1 8:19
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Azimut, are you... READ?

www.azimutlibri.com
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Re: editori di poesia
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scusa mauraga, l'idea poteva venirmi già all'inizio di questa discussione

invece l'illuminazione giunge ora ma ... immantinendo rimedio

la ricerca è condotta attraverso il sito del Rifugio degli Esordieni dove, selezionando "poesia" e poi specificando "no" alla sezione sui contributi alle spese, troverai risultati che credo interessanti
http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/caseeditrici.asp



Inviato: 2005/10/10 13:35
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Re: editori di poesia
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L'ho fatto proprio l'altro giorno,arzy!
Grazie, comunque!

Inviato: 2005/10/10 14:51
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"Come faccio a far capire a mia moglie che anche quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?"

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Re: editori di poesia
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Ciao tutti!

Prima volta che mi collego... Un amico mi ha consigliato questo sito per trovare informazione utile su gli editori...

Ho scritto un libro di poesie e l'ho mandato un pò in giro. Un editore di Venezia si è messo in contatto con me dopo averlo letto e sembra interessato. Devo incontrarlo oggi...
Sono in panico! Potete darmi qualche consiglio??
Grazie mille in anticipo!!

(Scusate se ci sono degli errori... non sono italiana, ed ogni tanto mi scappa qualche errore...)

Lara

Inviato: 2005/10/12 6:54
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Re: editori di poesia
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le edizioni il Filo sono serie, ed anche Giulio perrone,
tuttavia non mi piace la politica delle Antologie , volta
ad inserire ogni volta 50 autori.
Certo non si paga nessun contributo, ma quanti di
questi autori inseriti sono davvero validi?
la mia sensazione è che il lavoro di chi vale (anche una spanna sopra gli altri) venga a questo punto sottovalutato, per non dire inflazionato.
questa è la realtà dell'editoria .. che fare?
ultimamente sono stata contattata da altre due case editrici, tra cui: la Joker che per pubblicare le poesie
voleva il contributo, ad una mia richiesta di spiegazioni
mi hanno risposto che loro non sono una casa editrice
di vanity editions ( o una cosa del genere)
si, ma poi una volta che sono stata inserita, chi se la
compra l'antologia se non : me, myself and I?

Inviato: 2005/10/16 12:00
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euridice
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Re: editori di poesia
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alla fine non saranno case editrici di "pura vanità" , ma il risultato è lo stesso , visto che gli autori inseriti mostreranno le antologie in cui sono stati inseriti a parenti ed amici.
alla fine che senso ha tutto questo? visto che ci sono decine di siti di scrittura dove ci si può confrontare ,e pubblicare ( più o meno gratuitamente) le proprie opere.
Credo che se Giulio perrone ( che stimo) voglia fare un salto di qualità debba diventare più selettivo, altrimenti il marketing sarà lo stesso delle edizioni il Filo, dove pubblicano periodicamente delle antologie ed inseriscono decine e decine di poeti.
meno antologie e più qualità, e forse forse , il pubblico si potebbe anche accorgere di qualche "talento"e rimettere in circolazione la letteratura come bene di consumo.
In caso contrario: è totalmente inutile essere PUBBLICATI ( e lo dico all'amica che desidera trovare un editore)
e rispondo anche all'amico che ha difficoltà a promuovere il "poeta genio".
certo, oggi le poesie, la letteratura soffrono di una crisi profonda perchè ci sono pochi lettori, ma non credi che una degna promozione possa risolvere questo problema?
e ti faccio l'esempio banale delle trasmissioni televisve, dei programmi radiofonici in cui si potrebbe essere invitati, eventi che richiamano gli sponsor!
alla fine preferisco di gran lunga Matteo Pegoraro, che nel
suo l'emergente sgomita fa una vera selezione, altrimenti si potrebbe sempre andare su scrivi.com o liberodiscrivere e si risolve il problema

Inviato: 2005/10/16 15:33
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euridice
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Re: editori di poesia
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Interessante, euridice, questo fatto delle antologie

Intanto, di premessa, grazie per avermi rivelato che edizioni joker pubblicano su contributo: di recente mi avevano scritto dicendo di avermi notato su un sito internet e mi invitano a fargli proposte.

La tua notizia mi aiuta a valutare come muovermi, a conoscere chi ho di fronte.

Sul tema antologie ti racconto la mia esperienza.

E’ stato nel 2002 circa che ho cominciato il riavvicinamento al suggestivo mondo dei versi.

Il quesito era appunto se io [ che già negli anni precedenti avevo avuto un paio di gratificazioni ] potevo o non potevo “muovermi”, trovare uno spazio in un mondo che, da sempre, mi affascina.

Inevitabile il confronto.

Con chi?

Un mio grande difetto è quello di aver sempre concesso un ruolo "marginale" (oltre a quello di "insegnamento") ai grandi poeti che tutti amano e stimano e leggono e comprano.

Io credo che Dante, Leopardi, Ungaretti, Montale, siano stati grandi al loro tempo, hanno interpretato il sentire della gente del loro tempo.

Ma io non vivo al loro tempo e loro, del mio tempo, conoscono nulla.

Per questo mi sono avvicinato alla gente, ai poeti del mio tempo.

Quelli poveri, quelli di tutti i giorni, quelli che sono nessuno, quelli che non pubblicano, quelli che stanno sulle antologie o addirittura giusto su scrivi.com e simili, quelli che cantano del vivere quotidiano.

Ho letto migliaia di poesie in internet di gente che sta vivendo nei tempi miei, che prova le stesse emozioni che vivo io ed ha saputo esporle in versi.

Ed ho letto qualche modesta antologia.

Mi sono detto che, visto quanto leggevo, potevo starci anch’io.

Ma, finché lo pensavo io, non è che portassi a casa molto.

Così mi sono … impegnato.

Sul finire del 2003 sono entrato nella prima antologia vincendo un concorso a Napoli. Non ho pagato nulla, ho avuto 50 copie omaggio, ho potuto organizzare tre “eventi” nella mia provincia tra la fine del 2003 e l’estate del 2004 regalando il volume. Questo è servito moltissimo a far sapere che io compongo poesie: da qui parte il fatto che l’altra sera, alla presentazione della mia prima raccolta singola, ci fossero 50 persone.

Ma non basta: un anno dopo, via mail, ho conosciuto un altro degli inseriti, di Novara, e ne abbiamo avuto un buon scambio di idee.

Seconda antologia nell’autunno del 2004, con IlFilo di Roma (che, come saprai, pubblica volumi individuali a fronte di contributi "di peso"), mi hanno selezionato per l’inserimento in un CD. Non ho pagato nulla ma, per averne copia, dovevo pagare 20 euro. Varie considerazioni:
• diversi degli inseriti li ho conosciuti nei vari siti internet, creandomi come dire, un “ambiente amicale” con il quale confrontarmi sul modo di fare poesia oggi;
• di copie ne ho acquistate tre, una per me, una per il Direttore del quotidiano locale sperando in una recensione che non è mai arrivata (ma comunque il fatto ha ribadito che io mi muovevo e mi muovo nell’ambiente letterario), una utilizzata per una riproduzione pirata in [ se non ricordo male ] una trentina di copie delle quali ho potuto fare omaggi a Natale.

Sempre nell’autunno 2003 terza antologia, sempre con il concorso di Napoli. Non ho avuto ritorni, se non la soddisfazione di esserci (anche questo conta, e molto).

La quarta è “Briciole di senso”, antologia autoprodotta con gli amici del sito Clubpoeti.it, stampata a luglio 2005. Pagata a caro prezzo, 7 euro a copia, minimo tre copie, nessuna speranza di vendita in libreria. Ne ho acquistate 5 copie, ne ho fatto omaggio al solito Direttore, a due amiche ed un amico (solaris) ed una a me stesso. Il senso? L’essere insieme a tanti amici con i quali ho vissuto un tratto di percorso comune sul sito, l’esserci comunque. Ma anche anteprima rispetto all’essere finalmente presente con una raccolta mia, che appunto è arrivata adesso.

Ecco, è questo che voglio dire.

Anche le antologie possono gratificare.

Dicono che, nel mucchio degli odierni poetanti, puoi starci anche tu.

E possono essere passaggi utili se inseriti in contesti di progetto più ampi.



Inviato: 2005/10/16 16:27
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