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scambio di informazioni
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Giorni fa ho scritto un nuovo argomento: manoscritti. Penso possa servire a chi vuole rivolgersi a un editore. L'argomento, però, è da seguire sempre con attenzione, perché le case editrici mutano: basta un nuovo direttore e l'imnpostazione di ieri non sarà più quella di domani. Insomma, mi terrò informato, informerò e sarei grato a chi volesse darmi, e quindi dare a tutti i lettori di Ozoz, informazioni. O raccontare proprie esperienze (come ha fatto Fabrizio), negative o positive. Domanda: qualcuno di voi conosce la Di Salvo? Io li ho visti al Salone del libro, ho scambiato due parole di circostanza, ma è stata una conoscenza superficiale. Già che ci sono: sempre al salone del Libro ho conosciuto un editore folle e polemico: Felice Scipioni. E' incavolato nero con le grandi case editrici e con la distribuzione. Peccato che si interessi solo di letteratura goliardica-godereccia (il suo sito internet ha un titolo che è tutto un programma: leggendo godendo). Non è un pinco pallino qualsiasi: ha ed ha avuto grandi estimatori (come Indro Montanelli). Magari qualcuno ha qualcosa nel cassetto che potrebbe spedirgli...
Ma, ripeto, se c'è qualcuno che sa dire a me e agli altri della Di Salvo o di altre case editrici (magari quelle che chiedono un contributo: Edizioni Clandestine, Montedit) lo dica. Serve a tutti. Questo forum deve servire soprattutto a capire com'è, oggi, l'editoria italiana.
remo bassini

Inviato: 2004/1/10 13:40
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Re: scambio di informazioni
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So che la Di Salvo è molto attiva nel campo degli esordienti e, se non ricordo male, chiede un contributo agli autori. Viene diffusa attraverso le edicole, ma non ho mai visto un loro libro in commercio
So però che il loro sito internet è molto visibile (al momento hanno anche un concorso, in scadenza, che mette in palio la pubblicazione gratuita).
Di Scipioni ho già sentito parlare, ma non ne so molto.

Inviato: 2004/1/10 13:59
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Re: scambio di informazioni
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Il tuo intervento, in effetti, era molto interessante (come anche quello successivo su Adelphi).
Tra le case editrici a pagamento, una di cui ho sentito parlare è GHOST di Collegno (to) http://www.clubghost.it/clubghost/


Inviato: 2004/1/13 16:22
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contributo o no?
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dal mio punto di vista, leggendo alcuni consigli sul rifugio degli esordienti, e soprattutto esperienze di altri autori, mi aspettavo una situazione tragica. e vi racconto esattamente cosa ho fatto. Ho mandato delle presentazioni a molte case editrici (macro, xenia,armenia ecc..)e già lì, a sentir dire tanti le case editrici medie non degnano di risposta. Invece gentilmente ho avuto in risposta le solite frasi di rito "non è in linea, non è il momento ecc.." Le uniche case editrici a cui avevo spedito il manoscritto e non ho avuto risposta è Edizioni mediterranee e il cerchio della luna. Pazienza.poi sono approdata nelle edizioni il punto d'incontro, che è una casa editrice medio piccola, che pubblica senza contributo ed ha una buona distribuzione, in campo esoterico una delle migliori dopo la macro, e edizioni mediterranee( con il grande successo delle carte dei druidi, vari libri sulla saggezza degli indiani d'America, il papa rosso ecc.).
Secondo me la questione principale è questa: tutto dipende dal tipo di libro che si stà scrivendo. Può interessare al mercato in generale, oppure è un argomento particolare di nicchia? se è un argomento difficile per la massa, o legato ad un territorio è logico che molte case editrici non rischiano. E bisogna valutare il discorso della pubblicazione con contributo.

Inviato: 2004/1/18 14:05
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Re: contributo o no?
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Dipende da cosa si scrive, Amanda. Se io scrivessi un libro dal titolo "L'argilla combatte le cisti" troverei un editore con facilità.Ma se io scrivo di narrativa mi ritrovo con un problema di questo tipo: editori che sono indondati da manoscritti, che se va bene ti sfogliano, o magari ti leggono, anche dopo anni. Per non parlare della poesia: è il genere meno comprato, meno letto.
remo bassini
(LucaBaldelli è un'invenzione)

Inviato: 2004/1/19 0:34
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Re: contributo o no?
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Indubbiamente, il problema sembra essere proprio questo. Ero convinto però che i tempi di lettura (seppure superficiale) fossero nell'ordine di mesi, non di anni. Io però sono in cerca di editore da fine ottobre, quindi ho un'esperienza limitata in materia.
Quando parli di "anni" per la lettura di un manoscritto, hai in mente degli esempi concreti? Nell'ambito della narrativa, secondo te, esistono generi che sul mercato vanno di più e quindi vengono letti più volentieri o finisce tutto nel calderone generale?

Inviato: 2004/1/19 8:40
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Caro Rebiran
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Per quanto riguarda i tempi di lettura della grandi case editrici so che 1) da Piemme sono piuttosto veloci 2) da Bompiani qualcuno ha ricevuto risposte (di diniego) dopo 3 anni 3) da Einaudi ti rispondono dopo un paio di anni. Non so nulla sui tempi di Mondadori. So che molte case editrici (Adelphi) non vogliono nemmeno manoscritti, altre ti rspondono dopo 5-6 mesi ma non ti hanno lettoa, altre ancora, quelle con tempi brevi (un anno e a volte anche meno) le trovi segnalate sul mio post Manoscritti. Ogni casa editrice ha una sua linea editoriale, per cui è importante, per chi vuole proporsi, leggere cose pubblicano. Diciamo che pubblicano tutto ciò che può far vendere e, al tempo stesso, sia valido. Se leggono qualcosa di valido ma non vendibile le case editrici non ti pubblicano, giustamente. Spiego il giustamente: se tu autore scrivessi oggi Guerra e Pace ti sentiresti rispondere "La ringraziamo, però il suo lavoro non rientra nei nostri piani editoriali". E i piani editoriali comprenndono la vendibilità di un prodotto: editare libri che non vendono significa fallire, significa che la casa editrice traballa o traballerà, significa anche che chi ci lavoro dentro può perdere il proprio posto di lavoro. Nella case editrici, quindi, contano di più i direttori generali di quelli editoriali. E' per questo che in libreria si trovano autori stranieri che hanno mercato e libri di barzellette. Però c'è anche un piccolo spazio per chi scrive. Non è facile collocarsi in questo piccolo spazio, ma nemmeno impossibile. Se scivi qualcosa di valido e se trovi la casa editrice interessata a quel che hai scritto sei già a buon punto. Altro non ti so dire. Semmai, dimmi cosa hai scritto e forse, ma non esserne certo, io (o altri qui di Ozoz: mi viene in mente Fabrizio) potrò o potremo darti qualche dritta.
Auguri
remo bassini
(Luca Baldelli è il mio nick)

Inviato: 2004/1/19 11:53
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Re: Caro Rebiran
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Per informazione, ho contattato Mondadori di recente. Mi hanno risposto (con molta cortesia) che al momento non sono interessati a ricevere manoscritti di narrativa, perchè sono già intasati. Se i miei libri erano dei gialli potevo iscriverli ad un concorso che loro patrocinano e che scade a maggio (concorso Tedeschi).
Sulle case editrici in generale mi sto facendo una piccola cultura, anche grazie a questo sito. Il tuo post "manoscritti" è la prima cosa che ho letto su Ozoz e l'ho trovato molto utile. Grazie.
E' logico che le case editrici pubblichino principalmente quello che le fa vendere. Quanto a me, scrivo romanzi di intrattenimento, costruiti come thriller, all'interno dei quali cerco di mettere anche qualche contenuto, senza appesantire.

Inviato: 2004/1/19 13:23
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ho letto su Venus
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Dimenticavo: sui tempi biblici delle case editrici, che a volte leggono e a volte no, qualche anno fa, tre? quattro?, lessi un articolo su Visus. Parlava di tempi d'attesa (per avere una riposta, quindi) di anche 5 anni. Sta di fatto che se hai fortuna, insomme se ti pubblicano dopo averti letto (quindi dopo un anno), per la pubblicazione passa ancora del tempo: da 1 a 2 anni.
Su un altro post ho letto che hai scritto un paio di romanzi in poco tempo. Trovo molto pertinenti le cose che ti ha scritto Fabrizio, anche se l'argomento è interessante. Un romanzo si può scrivere in una settimana oppure in dieci anni. E non è detta che quello scritto in 10 anni sia meglio. Hemingway per esempio era volocissimo, come lo era Salgari. Canilleri ha scritto Gita a Tindari in poche settimane, sembra in un mese. Ma - cosa importante - prima l'aveva per così dire disegnato, scritto nella sua testa. I tempi di revisione sono quelli più lunghi. Un lavoraccio. Flaubert diceva che aveva bisogno di otto ore di revisione per dare musicalità ad ogni singola pagina. Certo, col pc si fa più in fretta: ma non nel momento della revisione.
remo bassini

Inviato: 2004/1/19 14:27
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Re: ho letto su Venus
Not too shy to talk
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Sui tempi di scrittura sono perfettamente d'accordo. Non ci sono regole e poi dipende anche dal tipo di libro e dal numero di pagine. E' ovvio che un libro di 500 pagine richiede più tempo di uno di 100, per esempio.
Quanto alla revisione, a me è capitato di scrivere e riscrivere alcuni capitoli, anche a distanza di tempo, faticando ad arrivare a qualcosa che mi soddisfasse. Altre volte ho scritto un capitolo di getto, in uno stato di grazia, e, a parte un paio correzioni minori, andava subito bene così.

Inviato: 2004/1/19 14:46
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