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Cronache d’un libro poetico: agli assenti non si fa sapere quanto è buona la coppa con la gruviera
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Ed eccoci, mercoledi 9 novembre, ore 18, nella medioevale Castell’Arquato, Casa del popolo, primo piano.

Sulla tenda nella stanza di fronte al tavolo dei relatori, fa bella mostra di sé una cimice mentre dalle finestre non si vede nulla.

Sono abbassate le tapparelle e, se le alzi, vedi giusto camion di passaggio diretti verso la cementeria di Lugagnano, quella cacciata dopo 40 e più anni da Piacenza per inquinamento conclamato.

Il fiume e il Castello attorno al quale s’arrampica il paese, sono spostati, non li si vede, dalla Casa del Popolo.

Va bene.

Telefono a Mino, basista, in arrivo da Parma, “ca…, qui non c’è nessuno, come ca… hai organizzato?”.

Sono una dozzina, quelli che ascoltano.

E ridacchiano, immaginando Mino che mi manda a quel paese.

Io invece me lo sento e non me lo godo più di tanto, considerato che non è propriamente a quel paese, che mi manda.

Arriva, sale la scala, vede i dodici già arrivati, mi prende a calci.

Francesca e Carla stanno nella prima stanza col banchetto coi libri.

C’è Anna con Ivan, hanno macinato 40 chilometri, per non mancare; Lara con sorella e (diable) moroso al quale non sfugge che ci veniva da scambiarci un bacio, acquista un libro e vorrebbe farmelo mangiare.

Solito pistolotto introduttivo da parte mia, quindi Tiziana legge la prima poesia, “Poeta”, come sempre.

Gelo e silenzio.

Riprendo la parola, tra sudori freddi, la sera par buca.

Tiziana, come da accordi, legge “E’ severamente proibito servirsi della toilette durante le fermate della stazione”, la poesia che dà titolo e senso al libro.

Risatine, primi applausi, la serata inizia ad aprirsi.

Arrivano in ritardo Mario, Nelda.

Augusto (sapore amaro per la temuta assenza).

Nessuna traccia del Sindaco, Mino ci resta male.

Il turno di Fausto che fa recensione critica, cita Ginsberg, la poetica del novecento, Gozzano. De Andrè. Bravo, preciso, autorevole. Applausi a scena aperta.

Si legge “Cronache dal fronte 2003” a due voci e con Tiziana ci applaudiamo l’un l’altro, quindi a due voci si legge “Nei viali del mio paese”: dilaga la voglia di pace, di riaffermare il no a tutte le guerre.

Un’ora grande e abbondante.

Una società (e una poesia) che parla e pensa agli anziani, all’uguaglianza senza diversità, alla tutela dell’ambiente, all’amore e all’ironia, che invade il campo di calcio tanto è un giuoco.

Quindi giù in trattoria, chi vuole, a mangiare con l’avvertenza che si paga alla romana.

Vuole 16 su 22: se ne vanno Anna con Ivan per via dei cani lasciati nel cortile da soli; se ne va Lara con sorella e morosa per via della nonna che li aspetta a pochi chilometri.

Se ne va Augusto, è la sera d’uscita della moglie, lui è di turno coi figli.

Un tempo i figli erano piccoli e Augusto raccontava fiabe.

Ora sono cresciuti ma qualche anno fa, tutti insieme, Augusto e figli, hanno pubblicato un libro, il libro delle fiabe che papà inventava per i suoi bimbi per far fare loro la nanna.

16 dunque, ma arriva Gaetano con la nipote.

Sul finire degli anni ottanta si organizzarono due storiche partite, una per anno, nella nostra provincia, socialisti contro comunisti.

Io con gli uni, Gaetano con gli altri. Appena l’arbitro non vedeva, appena il pallone s’allontanava, giù a scalciare con i tacchetti da far male.

Due a zero il primo anno, uno a uno salomonico il secondo.

Poi in piazza, un primo maggio bagnato dall’acqua e dagli scontri, comunisti da un lato, movimento dall’altro e noi, giovani socialisti, di mezzo. Non fu Gaetano, a darmi l’ombrello in testa, ma quello che gli era a fianco. Comunque condivideva.

Sono passate molte acque, sotto i ponti e Gaetano, arrivato in ritardo per via di preparare il volantino sindacale per la prossima manifestazione, di libri ne acquista due. Con dedica, ci mancherebbe. “Al compagno Gaetano, il cui nome sta sempre scritto sulla tacca dell’asta piegata della mia bandiera”.

L’asta.

Piegata.

Sulla testa di Gaetano.

Nel cortile della sede del P.C.I., quando giocava all’inciucio con i giovani della D.C., tempi dell’esecrabile compromesso storico.

Con l’onorevole deputato compagno partigiano Mario Cravedi che non mi risparmiava un ingeneroso “fascista!” (acute divergenze a sinistra).

18 a tavola.

Compreso Mirco, di passaggio da Ancona, entusiasta della serata, delle poesie, della carica emotiva, della tensione ideale e morale della quale sono imperniate le poesie.

Che ne direi d’una serata ad Ancona?

Un sogno.

Una serata giù al mare.

Da princess Shelly …

Chi vivrà vedrà e intanto ci si culla nel sogno.

Tra una portata di coppa e salame ed una di pancetta nostrana.

Anolini in brodo.

Brasato con polenta.

Bilancio della serata: 40 invitati circa, 21 presenti, 17 libri venduti.

Colesterolo alle stelle, glicemia in bilico, piastrine in discussione.

Totale coinvolti in tre eventi tra il 12 ottobre e il 9 novembre 90 circa, 56 libri venduti in via diretta, raccolta quasi la metà della somma impegnata.

Prime notizie di copie vendute in libreria.

Brutte nuove da I.B.S..

Fosche ombre dalla SIAE.

Perché sono acidi i sentieri dei poveri autori e per ogni chiaro splendono un paio di scuri.

Ma a Castell’Arquato, il 9 novembre, solo sole ad illuminare una notte scura.






Inviato: 2005/11/15 23:10
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Cronaque d’un livre poetique: per via di fulmini e saette la sfiga per quanto cieca ci vede bene
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La triste vicenda di I.B.S.

Della serie bisogna saperne una più del diavolo.

Avendo alle spalle una pur piccola ma comunque ufficiale casa editrice.

Con molti limiti.
Ma pur sempre non semplice tipografia ma casa editrice con tutti i crismi del caso.
Eppure, ciononostante.
Non v’è pace all’ombra dell’olivo.

Come raccontavo, utilizzando la funzione presente in I.B.S., ho inviato 40 messaggi ad altrettanti amici ed amiche via internet per l’eventuale acquisto de mon livre poetique.

Già in prima battuta cascano diversi asini.

Bri (Giuliana), si dichiara entusiasta del fatto che sia uscito in stampa il mio libro.
Non vede l’ora di acquistarlo.
Ma non ha carta di credito.

Quindi niente internet, I.B.S. utile solo a scopo informativo, ovvero poco e nulla.

Certo, in realtà meglio poco che nulla, per arrivare at urbi et orbi nel nostro grande BelPaese.
La piccola casa editrice, infatti, ha un contratto con un distributore che copre una parte del paese (Lombardia, Piemonte, Emilia, Lazio, Marche) ma scopro che questo non significa nulla.

Il mio libro, dice e spiega il “caro” editor, potrebbe anche essere inviato al distributore ma rischierebbe di restare a far polvere in qualche magazzino: quale mai potrebbe essere, infatti, la libreria di diciamo Roma che richiede e prenota tot copie dello sconosciuto libercolo d’uno sconosciuto autore!

Certo, il distributore potrebbe “far pressione” (leggasi: ricattare) il libraio imponendogli, a fianco di un libro che tira, la prenotazione anche del mio.
Ma sperarlo è come aspettare che il famoso cammello passi attraverso la sempre più stretta cruna dell’ago.

Dunque l’ottica nella quale porsi non è l’eventuale acquisto del libro fuori dai confini di casa propria.

Ci si può accontentare di far sapere che poetizzo.

Un po’ come la volpe con l’uva troppo in alto e in fondo in fondo acerba, insomma.

Ma questo Bri lo sapeva già e per questo vorrebbe partecipare all’impresa, “libro alla mano”.

Così si scopre che il mondo si divide in diverse categorie.

Anzi.

I “magnifici 40” oggetto dell’informazione e dell’invito si dividono in diverse categorie.

Chi mi ha mandato una mail per complimentarsi ma onestamente confessando uno scarso interesse per la poesia (1).

Chi non ha risposto nulla e se ne ignorano le intenzioni (35).

Chi confessa di non aver aperto alcuna linea di debito ovvero di non avere carta di credito (fino ad un anno fa anch’io ero tra questi).

Infine chi mi ha scritto annunciando di aver immediatamente inviato ad I.B.S. l’ordine di acquisto (3).

Tempo pochi giorni e Ileana mi manda la mail col messaggio ricevuto da I.B.S.
Non possono evadere l’ordine poiché il distributore autorizzato dall’editore ha dichiarato di non aver disponibile il libro.

Ora.

Non credo che fosse assolutamente impossibile per il distributore telefonare alla casa editrice per chiedere qualche copia del libro.

Anche se è vero che, siccome la sfiga è nera e cieca ma ci vede molto bene e si accanisce, un paio di settimane fa è caduto un classico fulmine a ciel sereno e la piccola casa editrice si è ritrovata con le linee telefoniche isolate, niente fax, sistemi e programmi informatici saltati.
Per un buon 10 giorni.

Tuttavia il sospetto che nessuno, per poche copie, si sia dannato l’anima più di tanto, resta un sospetto legittimo.

Amen, inutile prendersela.

Manderò una nuova mail fornendo l’indirizzo della casa editrice alla quale i librai potranno rivolgersi.

Ovvero addirittura indicherò conti correnti postali con tanto di sconto.

Niente di male, insomma.

Ma l’esperienza insegna.

Fermo restando che non tutto il male vien per nuocere.

Caterina ha scoperto che non abitiamo lontanissimi.

Un incontro diretto per un caffè e la consegna de manu diventa molto probabile.

Con Caterina.



Insomma.

Finisce che devo ringraziare I.B.S. e distributore.


Ma perché Dalila si sta esercitando al tiro delle tazze del nostro servizio da caffè?

perché utilizza una sagoma e in corrispondenza della testa appunta una mia fotografia?

beh, io speriamo che me la cavo


Inviato: 2005/11/21 15:53
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Cronaque du livre poetique: i complimenti di babbo arzy (spiritosonen) per l'arrivo della pensione
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Come quando sali sulla giostra, scegli il tuo cavallo con i luccichini colorati, e non scendi più.

Pubblichi nel web e ti fai amici ed amiche che ben difficilmente conosci “de visu”.

Pubblichi su carta e la giostra comincia a girare mentre suona l’organino.

Col peluche con la coda che un abile giostraio fa ballonzolare un po’ su, un po’ giù, tra le manine tese e le mamme a fare il tifo, vocianti.

Giovedì 17 io e Fausto siamo andati a Pavia.

Lasciato l’ufficio, il lavoro, la scrivania del misero quotidiano.

Siamo andati a conoscere Fausto Pellegrin, libraio, piccolo editore.

Ospiterà la “doctor arzy’s poetical rock band” (in versione ridotta, io, Fausto, Tiziana) il 16 dicembre.

Non nego di essermi presentato un po’ sulle mie.

L’idea e l’opportunità sono nate dal fatto che Fausto conosce Fausto da anni.

Che per me l’occasione è ghiotta per uscire dai confini della mia territorialità.

Contando sui clienti di Fausto e sugli inviti che Fausto invierà.

Per Fausto l’occasione è buona.

La poesia gli fa cultura, attira pochi ma quei pochi motivati, lo caratterizza, lo qualifica.

Insomma.

Do ut des.

L’impatto tuttavia, al primo incontro, poteva essere molto negativo, potevamo scoprire che l’uno ha nulla a che vedere con l’altro.

Mi sono ritrovato in questa piccola libreria Cardano, persa in una via nascosta tra le viuzze minori del centro città, per trovarla ci vuole il lanternino e molta pazienza unita al filo d’Arianna o alla mollica di Pollicino.

Specializzata.

In libri d’arte.

Mi sono trovato assolutamente a mio agio, ci siamo trovati assolutamente a nostro agio.

Ho speso 90.00 euro.

Fausto 50.00.

Fausto libraio sorrideva.

Fausto editore gongolava.

Però il valore di copertina dei miei acquisti ha superato i 140 euro, quello di Fausto ha sfiorato i 100.

Saluti e strette di mano, fatto l’accordo sul rinfresco (paga Fausto editore) e sugli inviti (io pago la stampa, fornisco i file, Fausto libraio paga buste e francobolli), ci rivedremo il 16 dicembre.

Veloci in macchina, di corsa rapidi a Piacenza, arriviamo con un’ora di ritardo.

Alla presentazione del libro di Ivano.

Sulla figura di Emilio Canzi, unico comandante partigiano anarchico.

70 presenti, noi residuati della sinistra libertaria dei lontani anni settanta, noi studenti della Statale che della Bocconi si fanno un baffo, noi oramai isolati ghettizzati dimenticati ma ancora vivi.

Abbraccio Fabrizio che non vedevo da tempo.

Di fresca nomina presidente dell’Istituto di storia della resistenza, parla del mio libro, lamenta di non essere stato invitato.

Si invita per il 2 dicembre.

Luigi.

Grande assente il 12 ottobre.

Rivela che quel giorno era a Bologna.

Giustificato.

Tramonta il sole, sorge una nuova alba.

Venerdi 18 novembre.

Contatti con il Comune, si sposta alle 18 il permesso per il 2 dicembre (era alle 21), poi nel pomeriggio primo incontro con i due musici, presenti Tiziana, Fausto, Francesca.

Piero Groppi, pensionato del Comune.

Mario Sala, dottore commercialista in pensione.

Rispettivamente mandolino e chitarra.

Si discute della scaletta, chi interviene, quanti minuti, quali poesie legge Tiziana, quali musiche d’accompagnamento, quando prima, quando dopo, quando durante le letture.

Canzoni. In dialetto piacentino, dialetto genovese, dialetto milanese, canti alpini di trincea, canti d’osteria, canti francesi, una canzone napoletana, un canto gregoriano.

Viene bocciata all’unanimità la mia proposta di leggere “Zingaro”.

Troppo duro il testo.

Siùr parun dalli beli braghi bianche per “le donne di Mortizza”.

Spiegato il testo di “Terza età”, a Mario salgono lacrime agli occhi.

Credo abbia superato i settantanni, da poco la compagna d’una vita se né andata, non può non commuoversi.

Facciamo mostra di nulla ma ce ne accorgiamo tutti e tutti ci commoviamo.

Ora un tie-brek, tutti a casa, Piero e Mario, testi alla mano, definiranno meglio le canzoni ed io devo preoccuparmi di contattare il Comune per poter provare qualche giorno prima verificando acustica ed impianti di amplificazione (ma ci saranno?).

Ricala il sole, risorge l’alba.

Sabato 19 novembre.

Con Dalila salgo sul treno per Alessandria e, da lì, una vecchia littorina che sta insieme con lo spago, linea per Ovada.

Fermata a Castellazzo Bormida, paesotto di medioevale rimembranza, stazione ferroviaria chiusa, declassata a semplice sosta.

Due ristoranti, una pizzeria, svariati bar, tutti chiusi per la pausa pranzo!!!

La guardia comunale ci suggerisce di provare alla Società Operaia di Mutuo Soccorso.

Sembra di tornare indietro agli anni cinquanta.

Capelli tirati con la brillantina.

Jeans, giubbotti in pelle, tute da meccanico.

Solo che l’età media non scende al di sotto dei settanta.

Bigliardi, calciobalilla, sala per le carte, sala riunioni, ufficio della Col diretti, sala lettura con piccola biblioteca popolare.

Sono a casa, dove si scalda il cuore di tempi ormai andati.

Tra sguardi incuriositi ci servono cotoletta e patatine.

Buitoni, credo.

Forno a microonde.

Non ci sono più i bar cooperativa di una volta!

Alle 16 in sala consiliare del Municipio, premiazione del Gamondiopoesia 2005.

Tre vincitori, nove altri finalisti tra i quali 1 degno di encomio, porto a casa un libretto con le 36 poesie dei tre vincitori, le 12 dell’encomiato e la citazione degli altri finalisti.

Per me, inoltre, una pergamena nominativa, strette di mano dal Sindaco, dall’assessore alla cultura, il responsabile della Biblioteca.

Il piacere di conoscere ed ascoltare due poeti entrambi interessanti, Riccardo Olivieri da San remo e Paolo Febbraro da Roma.

Qualche perplessità sul fatto che sono 30, tutti compresi, i presenti, tra i quali 1 solo dei premiati, l’encomiato, 2 finalisti.

Conclude il rinfresco.

Il piacere di stringere la mano a Mauro Ferrari, direttore della rivista letteraria La Clessidra, direttore delle edizioni Joker, presente su questo sito con un paio d’interventi non troppo seguiti.

Consegno copia del mio libro, chiede la firma, ci diamo del tu.

Di nuovo treno.

Siamo a casa alle 22, telefona Ferruccio, ha preparato la bozza per l’invito del 2 dicembre, dice che è molto bella.

Telefona anche mio babbo.

Si complimenta.

E’ passato in ufficio.

Ha saputo dei miei movimenti e delle mie presenze.

Dedotto che sono andato in pensione.

Simpatique spiritosonen, old arzy babbo!!!





Inviato: 2005/11/24 17:07
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Re: Cronaque d’un livre poetique: per via di fulmini e saette la sfiga per quanto cieca ci vede bene
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come??? su ibs ninete contrassegno??


Inviato: 2005/11/24 18:19
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Re: Cronaque d’un livre poetique: per via di fulmini e saette la sfiga per quanto cieca ci vede bene
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faccio pubblica ammenda

su I.B.S. si può acquistare anche per contrassegno

ho appena controllato

peraltro scoprendo che il mio libro è offerto improvvisamente con 10% di sconto

curioso: scontano un libro che poi, se ordinato, comunicano di non avere per responsabilità del distributore autorizzato?

interessante: ho mandato un paio di mail per avere notizie sull'incidente.

risposte nessuna.




Inviato: 2005/11/24 18:47
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Re: Cronaque d’un livre poetique: per via di fulmini e saette la sfiga per quanto cieca ci vede bene
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Purtroppo, però, se un libro non c'è, non c'è

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Cronaque d’un livre poetique: ma quanto costa acquistare via web!!!
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Stimolato da bunkr e da Maurizio ho condotto un piccolo approfondimento.

Riporto senza commenti particolari personali.

Il libro poetico ha un prezzo di copertina di 12 euro (non propriamente a buon mercato).

Chiedendolo alla casa editrice si possono ipotizzare maggiori costi per totali poco più di due euro.

In particolare 0,64 euro è la tariffa postale che la casa editrice paga per l’invio di un “plico libri”.

0,60 euro è il costo in tabaccheria di una busta “imbottita” a garanzia [parziale] dell’integrità del volume.

1,00 euro lo si paga alla posta nel caso di versamento in conto corrente postale.

Insomma, anche ipotizzando che non venisse applicato alcuno sconto, al massimo chi chiedesse il libro alla casa editrice pagherebbe euro 14,24.

Invece, in I.B.S., cioè via internet.

Fino a pochi giorni fa il prezzo di copertina era sempre di 12,00 euro ma attenzione.

Andavano aggiunte maggiori spese per spedizione pari a 3,60 euro.

Totale 15,60 euro oltre quota interessi su carta di credito.

Nel caso poi di richiesta di pagamento in contrassegno ai 3,60 euro andavano aggiunti altri 3,50 euro.

Totale 19,10 euro.

Se poi invece a richiederlo fosse stato supponiamo il nostro King Eagleryder dalla lontana tedeschia, posto che non poteva scegliere la forma del contrassegno, riservata all’Italia,

avrebbe pagato i 12,00 euro prezzo di copertina oltre 9,82 euro per la spedizione, ovvero 21,82 euro.

In realtà da qualche giorno I.B.S. propone il libro con uno sconto del 10% (buonismo natalizio?) per cui il tutto deve essere diminuito di 1,20 euro.

Restano comunque cifre ragguardevoli.

In pratica, oggi.

Acquisto teorico del libro poetico del voster old arzy direttamente da casa editrice euro 14,24 con spedizione a domicilio e pagamento a mezzo conto corrente postale (in pratica la forma più onerosa)

[p.s. e in realtà preciso che si tratta di considerazioni puramente teoriche poiché le condizioni in realtà sarebbero diverse - anche la casa editrice è colta dallo spirito natalizio -]

acquisto in web con sconto natalizio di 1,20 euro
· euro 14,40 con pagamento con carta di credito;
· euro 17,90 con pagamento in contrassegno;
· euro 20,62 con pagamenti con carta di credito nel caso di acquisto dall’Unione europea
· per fortuna (dei fans) non ho fans in Australia.

Certo, non bisogna tacere che grazie ad I.B.S. il libro ti viene portato a casa mediante corriere espresso, la consegna è garantita e di qualità, il libro sicuramente ti arriva integro.

Nell’altro caso potrebbe anche andarti male:
· potresti ricevere una busta aperta e desolatamente svuotata lungo il cammino;
· potrebbe essere che il postino infila la busta nella cassetta della posta opportunamente piegata in due (lo fanno apposta, tutti i postini seguono specifici corsi di addestramento al piegamento di buste).

Certo.

Ma il dubbio rimane.

Vale economicamente la pena affidarsi al web?

Che ne pensa il nostro amico editore, basquiat?







Inviato: 2005/11/26 13:22
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Re: Cronaque d’un livre poetique: ma quanto costa acquistare via web!!!
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Periodicamente su ibs le spese postali sono gratis in caso si raggiunga una spesa neppure troppo alta sui 60 euro e periodicamente sono scontati diversi libri. Io acquisto online in quei casi, mai per un libro solo. Per l'acquirente non lo trovo così sconveniente.

E poi spezzo una lancia a favore delle poste, il mio postino è molto gentile e si cura di consegnarmi i acchi che non entrano nella cassetta, direttamente a mano, se non ci sono ripassa.

Ma non ho capito, il tuo libro su ibs è disponibile o no? Se lo fosse, nel prossimo ordine, che non avverrà a breve perchè al momento non ho un euro lo aggiungerei alla lista.
ciao

Inviato: 2005/11/26 13:34
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"...una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito. Improvvisamente è diventata una cosa voluta. (...)Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più.
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Re: Cronaque d’un livre poetique: ma quanto costa acquistare via web!!!
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anche io sono della stessa parrocchia di lamù.

i libri su ibs li compro, non uno per volta, approfittando degli sconti che periodicamente fanno (a volte anche del 50% , e non sulle cagate...) anche senza dover acquistare 60 euro di merce per volta: a volte conviene lo stesso.

mi hanno consegnato libri che librerie rinomante del centro non erano riuscite (o non hanno voluto...) a reperire.

sono puntuali, mantengono la parola, e i libri arrivano sani e salvi.

come al super mercato, vale la pena osservare le offerte, in modo da ammortizzare le spese di spedizione.

quindi, personalmente, dico di essermi trovato bene

(forza arzy non ti abbattere la rete non ti vuole certo male )

Inviato: 2005/11/26 14:41
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Cronache d'un libro poetico: piove che Dio la manda, boia d'un governo ladro e guerraiolo
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Dopo un periodo di silenzio, non sai da che parte prenderla per proseguire il racconto di una avventura.

No, anzi.

No, non è un’avventura.

Trattasi di favola.

Talvolta dolorosa, talvolta problematica, ma pur sempre favola.

IL 2 DICEMBRE

Ci eravamo lasciati al 9 novembre, all’indomani dell’evento a Castell’Arquato ed inizia la lunga gestazione del momento più importante, la serata del 2 dicembre organizzata con il patrocinio del Comune.

Con sorpresa: un bel dì telefona la ragazza dell’ufficio Urp del Comune e comunica che, per pagare la tariffa di 140,00 euro, è possibile servirsi della banca.

Pagare?

Ma il patrocinio non era gratuito?

Veramente non era precisato e comunque visto che la sala è destinata a conferenze, facendo musica onde evitare che altri siano invogliati ad organizzare eventi simili, la segreteria del Sindaco ha deciso così.

Ma sono solo una chitarra e un mandolino, non serve altro che un buon impianto acustico, lo stesso utile ai conferenzieri.

Niente da fare, se lo vuoi fare devi pagare.

Ma il senso della giornata, il fatto che l’evento è politicamente indirizzato verso la negazione della guerra?

Bene, per quello puoi (e devi) utilizzare lo stemma della municipalità, il Comune partecipa e ti sostiene.

Però intanto devi pagare.

Posso fermare tutto, a questo punto?

Mentre si svolge la trattativa, contemporaneamente Tiziana (lettora ufficiale), Mario e Piero (musicanti designati) si trovano in autonomia, scelgono le musiche, provano i tempi, gli stacchi, gli attacchi, le sovrapposizioni, i passaggi dalla voce recitante alle voci cantanti.

Ferruccio al p.c. ha realizzato il biglietto invito, ne esce un pieghevole a sei facciate, con il disegno dell’Incappucciato in prima facciata, all’interno la copertina del libro e cinque poesie riportate, la scaletta con interventori, vocianti e recitanti.

La piccola casa editrice in forma cooperativa li stampa in fotocopia (e stavolta pago, 30,00 euro per cento copie in elegante cartoncino carta giallino antico), iniziano le spedizioni.

No, non si può fermare la pietra che rotola verso un destino di gloria.

Un bel mattino tardo ad andare a lavorare, passo in piazza, passo in banca, esborso con lacrime profonde interiori.

“O la borsa o il silenzio poetico”, ed io alla gretta cassiera con famelico sorriso, esborso 140,00 eurozzi di sangue.

Per poi passare alla SIAE, menabò alla mano, a disquisire se Chopin sia morto più o meno di 75 anni fa (discrimine per pagare o meno).

Ma lasciamo stare, inutile perder tempo, anche a sorella SIAE l’importante è pagare, poi menabò finale alla mano, se del caso si restituirà. Così se ne volano via altri 70,00 eurozzi.

Insomma, altre 250,00 gocce di sangue m’abbandonano e portano l’investito a un bel 1.500,00 eurozzi, con recupero sempre più da sognitudine irrealizzabile.

S’aggiunga che intanto Ferruccio prepara anche il biglietto invito per l’evento di Pavia, in power point, ma così non è stampabile, chiama Fausto Pellegrin, il libraio partner d’organizzazione, occorre convertire il tutto in versione Pdf, avviando una disperata ricerca di possessore del relativo programma (servono 24 ore di trepida ricerca, poi si pensa a Marco che, con qualche rischio, in ufficio, provvede alla bisogna).

S’aggiunga che viene passato in rassegna tutto l’elenco telefonico, andando alla ricerca di conoscenze antiche ormai perse nelle nebbie di percorsi di vita diversi che hanno portato ciascuno sulla propria strada.

Oltrechè di radio, giornali, autorità varie, associazioni et similia.

Risultato?

Alla fine sono 200 gli invitati, gli inviti vengono riprodotti in svariate altre decine di copie da mani amiche compiacenti (stavolta dunque gratis ma senza cartoncino e carta giallo che fa antico).

Si scatenano polemiche e proteste tra chi ha ricevuto il cartoncino e chi è sceso in serie B, la “band” tutta è al massimo della tensione.

Nel corridoio dell’antico convento dove si svolge la mia vita lavorativa, dal fondo risale verso il mio ufficio Franco.

Non mi vede bene, dice, e non vale proporgli un paio d’occhiali.

M’incatena il braccio in una cinghia di pelle, ausculta e cosa mi dice?

Pressione impazzita, minima a 110, via di corsa in cardiologia, dove per fortuna è di turno l’amico Massimo.

Ecografia cardiaca, ecodopller, oh, povero cuore mio.

Cuore matto, matto da legare?

Ma no, cuore meglio d’una roccia, dopo due ore il verdetto dice che se curassi la dieta e mi dedicassi ad un po’ di sport primo dimagrirei (che non farebbe male) e secondo ridurrei alla ragione una pressione ballerina.

Se poi infine mi dessi una calmata emotiva, non farebbe male.

Ma come calmarsi quando s’ha un libro poetico, pargol del cor, da cullare, da far crescere, da amorevolmente accudire?

Ed arriva il dì fatidico.

Annuncio passato su Cronaca, il quotidiano d’orientamento centro destra che, come tale, tace della caratterizzazione per la pace, contro la guerra.

Annuncio passato sul quotidiano principale della città, Libertà, invero senza eccessivo spazio, un semplice trafiletto però riportato per giorni vari e, nella data dell’evento, con tanto di foto.

Annuncio passato in radio, in televisione locale, in internet sul periodico web “ViviPiacenza”.

Venerdi 2 dicembre, clima natalizio, strade del centro affollatissime, il cuore a mille.

Ore 17,20, dopo aver girato come una trottola con l’auto, parcheggio a due chilometri.

Nel piazzale con l’ospizio Vittorio Emanuele da un lato.

L’ingresso del vecchio ospedale psichiatrico dall’altro.

In fondo la basilica della Madonna di Campagna.

Qui, nell’anno 1000, nel secolo buio del profondo Medioevo, tra monaci avvolti nei loro sai, con il cappuccio alzato a coprire il capo, a nascondere nell’ombra il volto, qui nell’anno 1000 venne proclamata la prima Crociata.

Da qui, armi e lance in resta, si partì alla guerra.

Da qui, col borsone carico di libri, il cuore stanco ma colmo di speranza, da qui parto verso l’antica chiesa di Sant’Ilario collocata proprio alle spalle della piazza principale, luogo di antico culto oggi sconsacrato e destinato ad auditorium, per raccontar che “POESIA E’ UN CANTO DI PACE”.

Prima di scendere dall’auto, arriva una mail: Augusto, interventore programmato, Augusto che raccontava fiabe ai suoi figli e, insieme con loro, ne ha fatto un libro, Augusto è fermato dalla febbre.

Ci si stupisce se, con tale susseguirsi d'eventi ora in, ora out, si squilibra il cor e il sangue si fa marcio?

E non basta la defezione d'Augusto.

Soprattutto, governo ladro e guerraiolo, piove.

Piove che Dio la manda.






Inviato: 2006/1/5 10:44
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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