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Cronache d’un libro poetique: avec l'editeur [per quant bastard et esos], c'est plus facile
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Dunque … Ei, il mio primo libro poetico, fu.

La cronaca continua (naturalmente Maurizio permettendo), non tanto per fare spam (pubblicità al libro), quanto per proseguire con il rendiconto dell’esperienza di contatto con il complesso mondo dell’editoria.

Tra un’oretta dovrei andare a ritirare locandine e biglietti invito per la presentazione che si terrà il 12 e, questo, è un “benefit” appunto contrattato in sede di definizione del “contributo” (assolutamente esoso dal mio punto di vista, estremamente di favore a loro dire) preteso dalla Casa Editrice (che, in ogni caso, comunque guadagna o al limite alla peggio non rischia nulla).

Un altro benefit sta nella possibilità di spedire plichi di libri a tariffa speciale: la Casa editrice mi ha consegnato una serie di etichette adesive grazie alle quali posso spedire fino a 2 kg. di libri spendendo 0,64 €.

L’altro giorno ho spedito i primi libri per un concorso a Chieti: a tariffa ordinaria avrei speso 4,00 €. Dunque un risparmio che si sente.

Ecco, una tipografia [ sicuramente con esborso inferiore – anche se non è detto - ] questa agevolazione di regola non dovrebbe poterla offrire.

Di converso una Casa editrice che ti sostenga con decisione dovrebbe accollarsi anche il costo ridotto.

Ma va bene.

Come si dice? Luci ed ombre.

Ah, un dettaglio non secondario.

Andando nella tabaccheria nei pressi della Casa editrice, devo solo compilare il plico con l'indirizzo, pagare il francobollo, poi al resto pensano loro (confezionamento, consegna al postino): insomma, non devo ogni volta andare in Posta, e anche questo, data la mia ben nota plantigritudine, anche questo è un servizio.

Da poco ma gli esordienti, si sa, s'hanno da accontentà!



Inviato: 2005/9/30 15:24
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Re: Cronache d’un libro poetique: avec l'editeur [per quant bastard et esos], c'est plus facile
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un d'incoraggiamento.

a me le avventure son sempre piaciute.

Inviato: 2005/10/1 13:24
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Re: Cronache d’un libro poetique: avec l'editeur [per quant bastard et esos], c'est plus facile
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Sta diventando sempre più appassionante...fossi in te scriverei un altro libro solo su questo argomento

Congrats e avanti così!

Inviato: 2005/10/1 16:43
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Cronac d’un livre poetique: chez Faustò brindons aux poets, infam editor, segretair zuzzerellon
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L’altra sera, tutti a casa di Fausto.

Con Ivano, Tiziana e, ospite semplice spettatrice, Carla in veste di pubblico virtuale.

POESIA E’ UN MONDO EQUO.

Trattasi del titolo della serata di presentazione, mercoledì prossimo alle 18.00 de las tardas, nel salone della Casa Editrice.

L’altra sera a casa di fausto la simulazione.

Inizierò io, poi prima poesia letta da Tiziana, poi Iv parlerà 5 minuti degli anni in cui pensavamo credavamo di dar l’assalto al cielo.

Ancora Tiziana, con “seduto all’incrocio”, poesia in blues (come argutamente aveva chiosato l’attentissimo Autie, ricordi Luca?) che introduce agli anni delle disillusioni, della realtà che come sempre soffoca nella normalizzazione i sogni.

Di nuovo Ivano, tre minuti, per parlare delle “nostre” donne, del ruolo che le donne hanno avuto nell’impegno per la crescita civile della società, per arrivare a Tiziana che leggerà “Le donne di Mortizza”.

Seguirà Fausto, più tecnico, più critico serioso che nei 3+2+5 minuti a disposizione introdurrà all’ironia nell’affrontare il tema classico che tutti cantano, l’amore (“Al banco del pesce al mercato …”, reciterà Tiziana) e poi richiamerà un lungo percorso che via via, mentre altre letture seguiranno, lo ricondurrà [ bontà sua ] fino al richiamo di Gregory Corso.

Mi vergognerò, mi imbarazzerò?

Chi lo sa, chi sarà presente lo vedrà.

Tutti in coro: mi è fatto divieto di muovermi durante la serata, non posso aggirarmi tra il pubblico, non posso sbeffeggiare chi sta parlando, non posso sottolineare dissenso rispetto ad affermazioni di eccessivo plauso, non posso togliere la parola a nessuno.

L’altra sera, tutti a casa di Fausto, s’è riso come matti, s’è confessata una certa qual emozione.

Sarà dura togliere il microfono a Fausto (pretende 30 minuti, mica dieci!!!) e minacciandolo di abbandonare la sala abbiamo intanto gustato il piatto di spaghetti al peperoncino che ha preparato.

Vino bianco, io acqua minerale (sono astemio, incontenibile inarrestabile illimitato ex bevitore incallito come Dylan Dog) poi coppa piacentina e salame, cafè e cognac per annaffiare.

Al ritorno ci ha fermato la polizia.

Per fortuna guidavo io.

Se guidava Ivano gli facevano mangiare la patente, punti compresi.

L’avventura và ad iniziare.

Ieri sono stato al quotidiano locale, dalla caporedattrice della cultura.

Mi ha ricevuto nella reception, ha preso il biglietto d’invito e copia [ gratuita ] del libro, tutto in 2 minuti.

Sono umiliazioni mica da ridere.

Ma ci sono anche le soddisfazioni.

Avevo pagato 0,50 euro al parchimetro per lasciare la macchina un’ora.

Sono però indimenticabili i rapporti umani.

Consegnati a partire da lunedì passato 80 inviti cartacei a colleghi di lavoro, 20 inviti via mail, 20 spediti via posta (9,00 euro), oltre ad un numero imprecisato di inviti a cura della Casa Editrice (credo una ventina, mica esagerare), oltre alla locandina esposta alla libreria Fahrenheit in piazza Duomo.

Mercoledì 5 Concetta mi ha mandato una mail con i migliori auguri per la presentazione, dato che purtroppo aveva la mamma messa male e la figlia con l’appuntamento dal dentista.

Sono rapporti umani impareggiabili, indimenticabili.

Ho potuto mandarle una mail di risposta rammaricandomi per i problemi odontoiatrici della figlia, tali da tenerla occupata per una settimana, fino appunto a mercoledì 12.

Non sapeva più che faccia fare (sarà che abbia il mal di denti anche lei?).

Stamane invece tal Maurizio, incontrato per caso, mi ha chiesto qual’era il sabato della presentazione che non lo ricordava.

Gli ho detto che è stato sabato scorso.

Mi ha guardato storto.

Gli ho detto che non sapevo fosse strabico.

Non ha capito.

Si registra anche qualche nervosismo.

In settimana, martedì scorso, la Casa Editrice ha aggiornato la presenza in I.B.S. con cinque nuovi titoli.

Tranne il mio.

Sono zompato lì alle 8.30 con gli occhi infuocati, segnalando con gelide ghiacciali vampe di fuoco sul volto della segretaria il fatto misfatto riconducibile al maledetto direttore editoriale editor infame già noto su questi schermi.

Ierlaltro I.B.S. ha inserito ulteriori titoli completando l’aggiornamento.

Mi vergogno come un cane.

Iersera, prima di passare in Casa editrice per vedere se eran stampati i biglietti invito del secondo incontro di presentazione (sarà il 21, in un paese della provincia) prima ho telefonato alla segretaria per sapere se il direttore editoriale [ noto fancazzista, degno comunque di magna disprezzazione ] se n’era già andato per fatti suoi.

Avuta conferma dell’assenza, in sul far della sera, laddove calava il buio oscuro del piovoso Giove pluvio, sono passato a ritirarli.

Con un sorriso la ragazza mi ha confermato che sì, erano stampati come mi aveva confermato al telefono.

Ma i fogli non sono ancora tagliati!!!

Del resto io non avevo chiesto se eran pronti, ma solo se eran stampati!

Oh poffarbacco, oh parbleu!

Qui si celia!

Mondo di sommi poeti, editor infami e segretarie zuzzurellone!





Inviato: 2005/10/8 10:37
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Re: Cronac d’un livre poetique: chez Faustò brindons aux poets, infam editor, segretair zuzzerellon
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Re: Cronac d’un livre poetique: chez Faustò brindons aux poets, infam editor, segretair zuzzerellon
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Cronaque d’un livre poetique: in dal dopmisdè d'la presentasion, je suis rantronè
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Erano 50 erano giovani e forti.

Cinquanta soli splendenti ad illuminare il mio orizzonte.

Anzi 51.

I miei anni.

E i presenti alla presentazione del libro.

Inizio in sordina, alle 18 eravamo una decina, 15 alle 18.10, quando ci siamo seduti, io al centro, Fausto a sinistra, Ivano a destra.

Vista dal pubblico Ivano a sinistra, Fausto a destra, che così va meglio, più conforme alla realtà.

Io in mezzo [sospetto: a fare il salame?]

Del quotidiano locale c’era un fotografo sconosciuto, niente televisioni, niente giornalisti, nessuna traccia del secondo quotidiano.

Fabrizio ed Edoardo al banchetto, con 60 copie del libro, in “promozione” a 10 euro anziché 12, e sei copie del mio saggio su sostanze stupefacenti e tutela della salute, ultime copie residue dell’avventura letteraria di 20 anni fa: allora costava 10mila lire, oggi offerto a 5 euro.

Tutto fa, per recuperare i costi dell’operazione.

Dalila latitante (arriva dal lavoro, il tempo di parcheggiare, alle 18.25), ma mentre parlo ecco Mino, quello della bandana all’incrocio, strada statale 45, arriva un cesto di fiori da Concetta, con biglietto di scuse perché deve assistere la mamma, un sms di auguri da Lara (lo cancello prima che arrivi Dalila e s’impadronisca del cellulare), arrivano Giulia con la mamma, Claudio, ex vicepreside dell’ITIS.

18.17, Tiziana attacca con “Poeta”, mentre entrano Roberto e Rita, ventisei anni orsono novelli sposi, Teresa, Noris, Giovanni che attacca la sedia vuota in seconda fila, Massimo, sopravvissuto al frontale contro un camion.

Manca Antonio, primario al SerT, manca Giuseppe, in mostra a Milano con le sue sculture fino al 26 ottobre.

Manca Domenico.

Ad agosto gli hanno diagnosticato una leucemia fulminante.

Se n’è andato venerdi.

18.19, la parola ad Ivano, per ricordare i tempi dell’assalto al cielo, della fantasia al potere, in prima fila si siede “Toti”, il presidente della cooperativa editrice, arriva Giampaolo, licenziato da ormai tre quotidiani locali, miseramente finito al Sole24Ore, saluta con un cenno da fondo sala.

Di nuovo Tiziana, recita “Seduto ad aspettare”, mesto canto a sottolineare che le orecchie del mondo erano sorde al nostro sognare.

18.26, la bandiera della pace alle nostre spalle cede di schianto, resta aggrappata per un misero lembo all’ultimo pezzo di adesivo, mi alzo, la stacco definitivamente, la stendo sul tavolo, Fausto sorridendo lamenta l’eccesso di sinistrismo.

Chi più mi conosce teme che ora superi il tavolo ufficiale per mescolarmi al pubblico, ma ho giurato di star buono, mi siedo, riprendo la parola ed ho un attimo da mozzafiato quando a sorpresa entra Antonella, compagna di lotta e di sogni che il destino ha voluto non volassero.

Per ora.

Ma arriva Dalila, che sa sempre cogliere il momento giusto per impedire che i voli pindarici della fantasia del suo uomo lo portino a planare in altri lidi, in altri nidi.

Dopo questa, vai una settimana a scatolette.

Ancora Ivano, a parlare delle nostre donne, delle nostre compagne con le quali dividiamo da sempre vita e sudore, speranze e sofferenze sulle rive del grande placido fiume.

“Le donne di Mortizza”, recita Tiziana, e finalmente la parola al Fausto, diplomato contadino, laureato burocrate leguleio, votato alla quotidiana burocrazia, ma cultore autodidatta di storia, di arte visiva, di letteratura.

Ore 18.40, arriva Gianfranco, sindacalista ormai suonato, da pochi mesi in pensione, assuefatto agli psicofarmaci, acquista 4 copie del libro e 2 copie del saggio, 50 euro, così fa solo chi ti è amico nel profondo.

Ore 18.40, Fausto la dice, Fausto non si contiene, Fausto diffidato mi rimanda a Petrarca, a DeAndrè, all’ubriacone di Gregory Corso, accenna alle poesie che non verranno lette e Tiziana recita “Al banco del pesce sul mercato”, irriverente, dissacrante, ironizzante, sorniona.

Al banco del pesce sul mercato ho incontrato quella donna che in un lontano passato avevo profondamente intensamente amato.

Carla s’avvicina a Dalila, chiede se non sia il caso che, da ora in poi, vada lei, al mercato e io, al sabato, a lavorare.

Scatolette fino a novembre.

Di nuovo Fausto e ci dileggiamo, io dico che i grandi del passato sono stati grandi nel loro tempo, oggi la poesia va rivisitata, inutile scopiazzare i grandi, quel che conta è l’emozione suscitata, il messaggio tramandato.

Urla all’eresia, Fausto, mentre Ivano confessa, lui di poesia non capisce niente.

La roboante “Muriel della polvere” con tanto di saluto a princess Shelly che dalla lontana Ancona consigliò, modificò, risistemò, e qui davvero Dalila a fondo sala s’aggira alla ricerca d’un corpo contundente.

Mi pare afferri una scatoletta di tonno Palmerio.

Cede alla fine, anche l’odioso editor e direttore editoriale, Eugenio arriva dall’altra sala, non vuole mancare almeno agli ultimi bagliori di un successo nel quale lui non aveva mai creduto, lui profeta di sventura che ipotizzava dieci copie vendute, una per ciascuno dei miei parenti stretti (che invece brillano per la loro assenza, tranne il mio babbo e il babbo di Dalila).

Graffiante, rabbiosa “Terza età”, in un’interpretazione eccessivamente ironica di Tiziana e Fabrizio, dal banco dei libri, si alza in piedi, fa cenno di dissenso con la testa, vorrebbe intervenire, poi cambia idea ma suggerirà in separata sede di cambiare la lettora, rea di errata interpretazione.

A gran voce Fausto lo richiede, “Concludendo le donne”, e la sala gela, ammutolisce, per un istante non capisce, poi dilaga l’ultimo, convinto forse divertito applauso.

Riprendo il microfono, la festa è finita, andate in pace.

Noi entriamo in tour, s’inizierà a girare la provincia e il 2 dicembre, se verrà concessa, serata finale nell’ex chiesa di Sant’Ilario, stesse scene, stesse facce, con aggiunta di mandolino e chitarra.

Tema conduttore sarà “Poesia è un canto di pace” e forse ci sarà il patrocinio del Comune, la domanda è stata inoltrata in mattinata.

Se non ci sarà il patrocinio, Sant’Ilario andrebbe pagata, credo 75 euro ed allora non se ne farà nulla.

Se ci sarà il patrocinio magari ci saranno anche le telecamere delle TV locali. Perché se ti presenti all’ombra di un etichetta tu sei sempre tu, ma conti di più.

Mi colpisce al cuore, e al polso, quel che segue, la gente che chiede dedica ed autografo, Mary che mi bacia, Antonella che s’avvicina pericolosamente superando senza ritegno distanza di sicurezza.

Per un istante.

Anzi per diversi eterni minuti sono un autore famoso.

E gli autori, si sa, a Natale non vedono manco il panettone, scatolette fino all'anno nuovo.

Mick Jagger della poesia, mi aveva definito in ozoz Fabrizio da Tolentino, ed io sono stato alla parte, “da bravo teatrante”, dice Fausto.

19.20, sono ormai completamente frastornato, siamo oramai in cinque o sei, Eugenio, il maledetto editor, spegne le luci, chiude la sala, mi getta per strada.

120 invitati, 51 presenti, vendute 31 copie del libro poetico, 4 del saggio, 330 euro l’incasso, all’incirca un quarto dei costi, ma i conti sono rinviati al prossimo futuro, il “Toti” non infierisce, per ora tutti al bar, in piazza Duomo, crodini e aperol soda, ci sono Dalila, Carla, Francesca, Katia, Rita, Roberto, Fausto, e 24 eurozzi si involano per festeggiare.

Crostini e stuzzichini per tutti.

Francesca ordina e mi fa portare una scatoletta di Simmenthal.

Sono fortunato, io, ad avere gente che attende alla mia dieta.

Un pomeriggio d’un giorno da sogno.



Inviato: 2005/10/14 0:11
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Re: Cronaque d’un livre poetique: in dal dopmisdè d'la presentasion, je suis rantronè
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Come sempre una spassosissima, intensa cronaca, un capitolo in più di una bella storia...
Complimenti Arzy. Dacci (o ridacci, se me le sono perse) le coordinate per acquistare e leggere la tua opera...

Cieli Limpidi

Inviato: 2005/10/14 4:57
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Re: Cronaque d’un livre poetique: in dal dopmisdè d'la presentasion, je suis rantronè
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Grande Arzy... come sempre

Tanti tanti COMPLIMENTI

Inviato: 2005/10/14 9:17
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Se a OzBlogOz imbocchi il vicolo giusto, puoi trovare di tutto... Di tutto di più.
(citazione di Sin City... rivisitata )
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Re: Cronaque d’un livre poetique: in dal dopmisdè d'la presentasion, je suis rantronè
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Grande, Arzy!
Su ibs vendono il tuo libro?

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