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Re: Mettiamo che...
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continuo ad esprimere l'esigenza di una differenza tra prospettiva critica e gusto personale.

esempio:
a me bukowski "non piace"
ma quello che scrive e il movimento letterario cui contribuisce in maniera decisiva con quello che scrive
sono assolutamente pregnanti di valore letterario -in tendendo per valore letterario un sottoinsieme di significato del valore artistico come io lo interpreto nella mia prospettiva critica (prospettiva non immaginabile se non organica a un sistema di pensiero coerente e frutto di studio e riflessione).

esiste la necessità imprescindibile di uno spazio convenzionale e condiviso
che ospiti una valutazione della letteratura poi sì da discutere nella diversità -ma comune dignità assicurata dal medesimo spazio e tempo di formulazione-.. di prospettive.

il gusto rimane. ma in questo senso può essere addirittura fuorviante se ci si abbandona pedissequamente.

(la valutazione editoriale la interpreterei come storicamente inserita nell'ordine dei presupposti di commercio e diffusione contemporanei all'editore in questione, arrivando a poter individuare tra gli editori, come tra gli scrittori, i più afferenti ai medesimi valori di cui sopra: in questa maniera si arriva a stabilire che alcuni editori operano in maniera più interessante di altri all'interno della storia della letteratura. sempre e comunque orientandosi relativamente a una coerente prospettiva critica maturata e maturabile, argomentata e argomentabile, sempre in divenire, sempre interpretabile.)

A.

Inviato: 2005/4/7 10:53
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Re: Mettiamo che...
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Cara Lunagatta (gli altri li salto a piè pari perchè si sono incartati in una discussione sterile al di fuori del tema) io ho capito benissimo cosa vuoi dire e, mi pare, ho già detto altrove la mia opinione.
Dunque di editoria mi intendo poco ma di cavalli so molto. Userò i cavalli come esempio e certamente mi capirai. Parliamo di concorso ippico, perché nell'ippica ci sono corse per puledri ed è un'altra cosa (come se ci fosse un mercato riservato agli esordienti).
Dunque nei concorsi fare un puledro costa uno sforzo notevole e vi si dedicano cavalieri bravissimi, fini, capaci ma magari mancanti di quelle qualità agonistiche che fanno i cavalieri da olimpiade. Con i puledri ci vuole pazienza, intuito, serenità (come con gli esordienti) e tanto tempo. Questi cavalieri minori (non in senso spregiativo, ma in senso di fortuna e destino) hanno queste qualità e non hanno, invece, lo sponsor che paga miliardi il cavallo finito. Quindi lavorano puledri nella speranza di arrivare a trovare il campione. Ma, quando ci riescono, arriva il ricco di turno che compra il puledro per un cavaliere da olimpiade. Loro, visto che devono campà, non possono che vendere e restano a tifare da lontano sapendo che quel gioiello (che gira il mondo sotto la sella di un altro) lo hanno costruito loro.
Perché il ricco di turno non compra puledri e li lavora? Perché vuole i successi ed è molto più facile stare a guardare crescere i puledri degli altri e poi comprarseli ammesso che diventino buoni.
A volte, però, accade il miracolo. Il vicecampione del mondo (un francese che monta in modo stupendo e di cui adesso non ricordo il nome) aveva sempre lavorato puledri e li aveva sempre persi quando erano buoni. Ma una volta, un ricco amico ha comprato il puledro che costui lavorava con immensa passione, lo ha sponsorizzato e gli ha dato la gioia di battersi con i grandi. Sono arrivati ai mondiali: secondi, dietro al giovane e talentuoso PESSOA (no, non lo scrittore!).
Hai capito? Concordo dunque con te. Ammesso che Baricco fosse un cavallo da comprare (io non lo farei) il signor Einaudi e il signor Mondadori lo guarderebbero uscire in gara con un editore minore e poi se lo contenderebbero a suon di milioni. Così non si scopre nulla, ma si vince meglio.

Inviato: 2005/4/7 15:44
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Re: Mettiamo che...
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Imbratta... che dire...
Speriamo di trovare almeno un "cavaliere minore" che ci si pigli.
(perchè di amici ricchi, purtroppo, almeno per me non se ne parla... )

alla prossima

sabrina

Inviato: 2005/4/8 5:34
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Parole! Semplici parole! C'era qualcosa di tanto reale quanto le parole?...(O.Wilde)
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Re: Mettiamo che...
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Beh, Lunagatta, cavalcare i gatti è difficile e un cavaliere minore che cavalchi una gatta lo trovi sulla luna!

Battute a parte, Ozoz sta dando delle opportunità: ben tre editori (quattro se contiamo l'ingresso esplosivo di Delos) si sono offerti di leggere. E non è detto che non ne arrivino altri.
Secondo me non è poco! Mandare i propri scritti "a caso" non è una buona politica: umilia gli autori (che si vedono rifiutati magari perché davvero quello che scrivono "non è in linea") e inferocisce gli editori (che si trovano montagne di manoscritti sulla scrivania tra cui trovare, come un ago nel pagliaio, quello che è "in linea").
Per esempio una di qui, cioè di Ozoz, ha mandato un romanzo new-age a Meridiano Zero (che pubblica solo temi forti) ed è rimasta delusa. Invece ci sarà senz'altro un editore che sta cercando un romanzo new-age!
Il problema è il casino! (scusa la parola)
Insomma, a prescindere dalla qualità (che a quel punto giudicherà l'editore) bisognerebbe capire bene cosa un certo editore desidera.
Poi bisognerebbe anche essere più modesti e aver coscienza che si è "dei puledri". Quindi bisognerebbe frequentare di più i piccoli editori che cercano di emergere, invece di quelli grossi che ci affondano.
Basquiat è un editore del primo tipo. Quanti l'hanno contattato? Chissà!
Invece tutti a spedire a Mondadori.
Meditate, gente, meditate!
Scusate il mio solito tono un po' sarcastico, ma i puledri sgroppano
Buona caccia all'editore a tutti!

Inviato: 2005/4/8 7:15
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Re: Mettiamo che...
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Ah, dimenticavo.
Come fare a capire chi sono gli editori che ci possono interessare? Bella domanda: trovare i piccoli editori non è sempre facile!
Un modo, secondo me (che affronto qualsiasi problema in maniera scientifica), è fare un giro alle Fiere. Quella di Torino, quella di Roma, quella dei piccoli editori a Belgioioso (PV) e quella di Bologna per i libri per ragazzi.
Io sto in quest'ambiente da poco più di tre anni ma invece di mandare carta in giro ho aperto occhi e orecchie.
Dico questo non per darmi arie (per carità!) ma per cercare di dare una mano a chi magari ha fatto una strada divera (se lui mi racconta come ha fatto lui, ci aiutiamo a VICENZA ... enda). Ho un'amica che scrive libri per bambini e che ogni anno va in fiera a Bologna e vende (sì, proprio così: vende!) là sul posto i suoi prodotti.
Io a Bologna non sono mai andato (perché non scrivo roba per ragazzi) ma per uno che lo fa andare è essenziale perchè vede, domanda, si informa, prende nota degli indirizzi...
Anche a Belgioioso non sono mai andato (perché è pochi giorni dopo Torino e quindi non posso bucare il lavoro troppo spesso!) ma immagino che per un "autore esordiente" sia più interessante di Torino. Quest'anno vorrei andarci.
Insomma, predico bene ma... razzolo male!
E va beh, non sono mai andato alle fiere ma non ho neanche mai spedito carta in giro.
Insomma, a parte parlare a vanvera... non ho mai fatto un c...o!

Inviato: 2005/4/8 7:26
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Re: Mettiamo che...
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Beh anch'io la penso come imbrattacarte, eppure sapete, capita eccome che un piccolo editore, proponendo una pubblicazione si senta dire: no grazie, prima voglio aspettare le risposte dei grandi...allora che dire? Non so!

Inviato: 2005/4/8 9:00
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Re: Mettiamo che...
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gli altri li salto a piè pari perchè si sono incartati in una discussione sterile al di fuori del tema

sei sconfortante.
possibile che per tentare di farti notare non fai mai un intervento senza essere maleducato?
dici che sei fatto così.
be' sei fatto male.

mah

A.

Inviato: 2005/4/8 9:31
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Scusa, SOLARIS, non so se sono maleducato, ma so di essere scemo.
Prendo ad esempio il tuo post:

continuo ad esprimere l'esigenza di una differenza tra prospettiva critica e gusto personale.

esempio:
a me bukowski "non piace"
ma quello che scrive e il movimento letterario cui contribuisce in maniera decisiva con quello che scrive
sono assolutamente pregnanti di valore letterario -in tendendo per valore letterario un sottoinsieme di significato del valore artistico come io lo interpreto nella mia prospettiva critica (prospettiva non immaginabile se non organica a un sistema di pensiero coerente e frutto di studio e riflessione).

esiste la necessità imprescindibile di uno spazio convenzionale e condiviso
che ospiti una valutazione della letteratura poi sì da discutere nella diversità -ma comune dignità assicurata dal medesimo spazio e tempo di formulazione-.. di prospettive.

il gusto rimane. ma in questo senso può essere addirittura fuorviante se ci si abbandona pedissequamente.
ecc. ecc.

Mi dici dove c'è la risposta alla domanda di Lunagatta che chiedeva semplicemente se, secondo noi, Baricco sarebbe stato respinto dagli editori se si fosse firmato MARIO ROSSI?
Beh, siccome sono scemo non capisco cosa centri bukowski .
Io la mia l'ho detta, anche se forse nel modo grezzo che mi contraddistingue. Mi piacerebbe che ci spiegassi anche il tuo punto di vista... con parole semplici.
Ciao, non prenderla in modo personale!
A ME MI PIACE fare il BUZZURRO!

Inviato: 2005/4/8 10:31
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Re: Mettiamo che...
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ascolta
scrivo dal lavoro e non ho tempo, tanto, per intervenire costantemente.

cmq ci tengo a rispondere sui punti che ritengo per me più interessanti.
lunagatta ha esprsso tra l'altro più volte di apprezzare il mio contributo.

poi sulla questione della maleducazione
ritengo tu sia tutt'altro che un pischello
e credo che fare uno sforzo per non essere offensivo
sia non solo una possibilità
ma una responsabilità che dovresti prenderti.

perchè la vita online necessita di questo impegno collettivo affinchè la comunicazione sia efficace e lineare
e non si trasformi la rete nel luogo dove tirar fuori il peggio di sè.
ho invece l'impressione che la tua sia una precisa scelta,
e di questo mi dispiace.
non aiuta neanche ad apprezzare completamente le idee che proponi.
a volte fossi in te farei un passo indietro e cercherei meno di attirare l'attenzione sulla tua persona
confidando maggiormente nella qualità del tuo pensiero.

poi capisco che ognuno la vede come vuole.

per esempio tu non vuoi vedere in quel che ho scritto una risposta pertinente, mentre io vi riscontro il senso di una mia partecipazione al dibattito in corso.
non ti dirò idiota perchè non capisci quel che scrivo.
perchè non lo penso.
ma se lo pensassi
sarebbe comunque bene lo tenessi per me.
in quanto non è certo il contributo più utile a una crescita comune.

buon tempo

A.

Inviato: 2005/4/8 10:41
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Re: Mettiamo che...
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Bè, detto così, Alinic, effettivamente non pare avere senso, nemmeno a me.
Uno non manda anche al piccolo editore per poi aspettare la risposta di Mondadori, fregandosene di una proposta di pubblicazione seria, se non è fuori di testa.
Diverso sarebbe se l'esordiente in questione avesse già ricevuto un segno concreto di interessamento da parte di un editore che può garantirgli un po' più di visibilità. Magari non Mondadori, ma un medio, anzichè un piccolo, con una distribuzione nazionale, anzichè magari regionale, e magari in una regione che dista parecchi chilometri dalla casa dell'autore in questione. (con relative ipotesi di costi, per gli spostamenti, per la promozione, di sbattimenti vari per vendere magari poche copie ecc...)
Parlo puramente per ipotesi, ovviamente.
Però ogni scelta è difficile, quindi non credo che un autore perfettamente sconosciuto sia così presuntuoso da snobbare a cuor leggero un piccolo editore che gli fa una proposta onesta (sempre escludendo gli schizofrenici ecc...)
Se si tratta di scegliere tra A o B, uno valuta tutto, considera tutto, si scervella, pensa e ripensa, cambia idea cento volte e, alla fine, deve prendere una posizione e lo fa, con il rischio di mangiarsi le mani domani.
Anche perchè le opportunità non si presentano certo tutti i giorni...
O almeno, così la vedo io.

sabrina

Inviato: 2005/4/8 19:39
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