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Re: perché mai?
Guest_
Conoscere l'inglese è indispensabile.
Ho fatto una fatica immane ad impararlo da autodidatta con soggiorni nel Regno Unito ed ancora oggi so di non saper parlare nè scrivere bene.
La lingua è un esercizio costante, un labor limae impegnativo ma fruttuoso.
Conoscere bene una lingua "sintetica"come l'inglese apre delle porte...consente di andare all'estero e sapere come chiedere aiuto agli indigeni senza usare il linguaggio dei segni tipo "io, fame,dove,posto mangiare?", consente di leggere le info che si possono reperire su internet, consente di conoscere una persona in campeggio ed intrattenere una conversazione(giosp sa di cosa parlo, lui altrove ha parlato di notti catalane...)(come sono PETTEGOLA!), consente molto e non preclude nulla:conoscere l'inglese non preclude di conoscere bene l'italiano(che è la nostra lingua madre!)...
A me piacciono le lingue straniere, sono utili perchè abbattono le barriere.
E di questi tempi non mi pare poco!

Inviato: 2003/11/25 22:06
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non sono d'accordo!
Quite a regular
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L'inglese va conosciuto come la matematica, la geografia e la storia. L'inglese (anzi, l'americano) sta fagocitando tutta la nostra lingua, come un tarlo che piano piano consuma e divora inesorabilmente. Se è vero, come lo è, che siamo cittadini europei, nati in un certo gruppo di nazioni che si sono date la mano per 'farcela', tra di noi (nazioni) quante sono inglese madrelingua? Matematicamente, dunque, non è vero che ci stiamo europeizzando ma americanizzando. Esisteva quel grandioso progetto fallito dell'esperanto. Credete che sia fallito perchè "non funziona"?? Certo che no...
Conoscere l'inglese è professionalmente meno importante che conoscere l'informatica o il computer in senso lato.
Io sono per la nostra lingua infarcita di qualche dotto riferimento linguistico al latino, non all'americano. Quando posso, preferisco usare il francese che è sonoro e melodioso anche in un nostro scritto nazionale... Quanto alla storia, essa per il percorso di una lingua ha una importanza basilare. Basti pensare alla situazione dell'India con le sue centinaia di lingue locali e il bilinguismo (con l'inglese). Ma credete che da quelle parti parlerebbero inglese anche se l'espansionismo italiano avesse avuto successo nella nostra storia ???
Ultimo, potremmo proporre al nostro webmaster una bella sezione su commenti politici, visto che non è bello far "partitica" proprio qui...

Inviato: 2003/11/26 7:06
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Re: non sono d'accordo!
Webmaster
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Mmmm! Una sezione per i commenti politici: estremamente pericoloso
So che sui forum di politica i flame (e qui usoi una parola inglese al posto dell'italiana "litigio" ) sono all'ordine del giorno.
Però mi sembra che qui siamo tra persone civili, quindi potrebbe anche farsi (magari cercando di limitarci ai temi trattati dal sito o alla cultura in generale).
Facciamo così. Se vuoi, per il momento, utilizza la sezione "di tutto, di più". Se le discussioni aumentano e si mantengono civili ( ), apriamo una sezione apposita.

Inviato: 2003/11/26 10:49
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risposta!
Guest_
Il bilinguismo...fenomeno interessante...ammiro i bambini che hanno un genitore straniero ed imparano subito a destreggiarsi con lingue diverse...non sono mai riuscita a capire COME in genitori riescano ad insegnare la propria lingua ai figli:alcuni genitori parlano in casa una lingua, fuori quella dello Stato in cui vivono, altri viceversa fuori parlano la propria in casa la lingua "ufficiale"...mi sembra talmente complesso e difficile sia x bambini sia x gli adulti!
La lingua inglese è relativamente + semplice dell'italiano o del francese(anche se a me piace molto quest'ultimo!)e + sintetico inoltre è + veloce.
Conoscere bene una lingua nota a tutti è importante soprattutto per noi giovani...e per il pc vale la stessa cosa:tutto è informatizzato, se non hai una base sei tagliato fuori dal mondo del lavoro(a meno che uno non decida di zappare il proprio orticello solo soletto...)!
Benchè siano stati fatti sforzi immani ancora gli italiani non parlano inglese.E perchè?!Sono forse più ciuchi degli altri europei?!Non credo che sia una questione di intelligenza ma di lungimiranza...Chiudersi in se, autoescludersi dal mondo,privarsi di una opportunità quale è l'uso fluente di una lingua, significa non pensare all'avvenire.
Siamo chiamati ad impegnarci di +, soprattutto sul fronte istruzione(e cultura).
Basta, per favore, con le solite frasi"nessuna legge impone l'inglese!" perchè non portano a nulla.E'nostro dovere conoscere benissimo l'italiano che è una lingua eccezionale(ed i giapponesi lo sanno bene:avete idea di quanti corsi di italiano si tengono a Tokyo ogni anno?!)ma è nostro dovere conoscere decentemente un'altra lingua(non si vuole imparare l'inglese?!Ok liberi di scegliere altro:il cinese pare che stia x diventare molto utile dati i rapporti tra Cina e WTO!)
Ciao!

Inviato: 2003/11/26 18:39
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Re: risposta!
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The dead zone - La zona morta. Persino il libro si chiama in italiano e la traduzione è letterale. Che ne dite di questo titolo?
Cmq io personalmente capisco l'inglese anche se non lo so parlare bene, e certo x me non è un problema tradurre un titolo xché è inglese. Inoltre mastico un po' anche lo spagnolo e a scuola ho studiato persino il francese.

Citazione:

Laura ha scritto:
E'nostro dovere conoscere benissimo l'italiano che è una lingua eccezionale(ed i giapponesi lo sanno bene:avete idea di quanti corsi di italiano si tengono a Tokyo ogni anno?!)ma è nostro dovere conoscere decentemente un'altra lingua


Non sono ancora convinto del xché bisogna sapere l'inglese. Se vogliamo, deve sapere l'inglese chi naviga in internet, chi usa i computer vecchi, eccetera eccetera, sono d'accordo con voi. Ma pensate ai milioni di persone italiane che non hanno di queste esigenze. Io, se fossi uno di loro, sarei molto infastidito dal vedere diffondersi una lingua che non conosco e che non ho nessun motivo di conoscere, dato che non è parlata dove abito io. Per esempio, nella mia terra si parlano due lingue: l'italiano e il veneto. La persona media che per esempio viene dentro nel negozio dove lavoro io o parla in italiano o in veneto. Non mi è mai entrato nessuno che mi abbia parlato in inglese, nemmeno un nigeriano che è venuto oggi.

Citazione:

Laura ha scritto anche:
A me piacciono le lingue straniere, sono utili perchè abbattono le barriere.
E di questi tempi non mi pare poco!


Su questo sono d'accordissimo. Quello che voglio dire, però, e che si vuole credere che sia necessario. Se uno impara un'altra lingua, buon per lui, ha tutta la mia ammirazione. Se uno non la vuole imparare né la vuole vedere mischiata alla sua ha cmq il mio rispetto.

Inviato: 2003/11/26 21:06
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Un uomo saggio disse una volta: "Quando arrivi all'ultima pagina, chiudi il libro".
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Re: risposta!
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purtroppo i cinesi che lavorano qui in Italia parlano inglese e dialetto locale .
Quanto alla politica, era solo una provocazione. Credo che se fosse possibile lasciare la politica al suo rango senza entrare nel merito dei partiti, andrebbe bene. Ma anche lì il linguaggio si fa torvo... : )
Non reputo tuttavia che sia autoesclusione il decidere di amare strenuamente la propria lingua. Non è provincialismo. E' la nostra radice: se la perdessimo, finirebbe come tutte quelle situazioni nelle quali si perde il senso delle tradizioni.
Il bilinguismo è una cosa bella. L'ho sperimentato ma... inutilmente: conosco benissimo il modenese (dialetto di mia madre) al punto da parlarlo, e il tarantino. Se invece dei dialetto, uno dei miei avesse parlato l'austriaco, adesso anche io lo parlerei. Credo che il meccanismo sia come quello della musica: se hai orecchio ci riesci prima, anche senza studi eccessivi.

Inviato: 2003/11/26 21:12
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re
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L'italiano è una lingua meravigliosa e soprattutto è la nostra lingua, parlarla conoscerla e studiarla è assolutamente importante, e anche gratificante, molti stranieri che ho conosciuto mi facevano parlare in italiano perchè adoravano il suono delle parole, ma ciò non toglie che trovare un metodo di comunicazione comune non sia altrettanto importante. Io conosco diverse lingue, studiate a scuola e da autodidatta, inglese, francese, tedesco, un po' di spagnolo, di arabo e di portoghese, alcune le cerco di imparare nei ritagli di tempo (pochi), o nei viaggi (pochi anche quelli), perchè mi affascina scoprire le costruzioni usate, le similitudini tra il popolo e la sua lingua, le differenze con l'italiano, scoprire che non in tutti i paesi la luna è al femminile, i modi di dire, e anche perchè trovo sia bello parlare ad una persona nella sua lingua soprattutto quando si è ospiti del suo paese.
E sinceramente se non avessi conosciuto l'inglese non avrei potuto conoscere molte persone, e non americani o inglesi, ma turchi, africani,indiani...
Inoltre studio materie scientifiche e in questo campo, l'inglese è essenziale per rimanere aggiornati, e facile pure, rispetto ad altre lingue.
Non amo la politica dell'america, il suo imporre la propria cultura, ma non ostracizzo l'inglese che mi è servito a molto nella vita.
E' un'altra cosa difendere la nostra lingua dai troppi termini stranieri, non creare neologismi nostri, continuando ad attingere dal latino e dal greco, ma in questo noi italiani non siamo furbi, così come accettiamo tutto quello che viene dall'america...
Un'ultima cosa, i film, io proporrei di tenere il titolo originale, in quanto è comunque un'opera d'arte proveniente da un'altro paese, ma aggiungere una traduzione, letterale, ma non sempre, a volte il titolo può includere elementi che nella nostra cultura non suonano allo stesso modo.
lamù

Inviato: 2003/11/26 23:43
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"...una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito. Improvvisamente è diventata una cosa voluta. (...)Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più.
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Non sono d'accordo con chi afferma che l'inglese sta fagocitando la nostra lingua. E' già stato debitamente smascherato il carattere inutile e patetico della critica all'"imperialismo dell'inglese" da Deleuze e Guattari in "Mille Plateux" del 1980, mettendo a nudo la miseria della critica dei puristi: una lingua non può avere alcuna supremazia se prima non viene lavorata da tutte le minoranze del mondo. Questo è accaduto al latino in epoca tardo antica ed è accaduto all'inglese a partire dall'epoca del colonialismo. La stessa lingua americana che tutti criticano non è che un'evoluzione dell'inglese britannico di base con l'aggiunta di mille influenze di ogni singola comunità presente in america, dagli italiani ai francesi ai black agli spagnoli. Certo, se l'impero romano non fosse crollato adesso probabilmente parleremo tutti l'italiano (che non assomiglierebbe a quello che parliamo noi oggi ma sarebbe stato filtrato e cambiato da miriadi di minoranze). Ma visto che non esiste la macchina del tempo per tornare indietro e cambiare la storia, prendiamo atto che il nostro mezzo di comunicazione è l'inglese e continuiamo a coltivarlo accanto alla nostra (pur bellissima) lingua.

Inviato: 2003/11/27 11:10
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Re: La nostra lingua
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Sinceramente giosp, perchè farsi tanti problemi?? Ognuno traduca come vuole, pace ed amen!
Cmq a me l'inglese piace ASSAI, quindi... l'italiano idem, scusa è la mia lingua come posso dire il contrario? E poi la cultura, l'80% dei beni culturali del mondo si trovano in Italia, Dante, pizza, Meganoidi... va beh non perdiamoci!
Cmq non c'è niente che stravolge: chi vuole usare l'inglese faccia pure e perchè deve venirci su il nervoso? VIVI E LASCIA VIVERE!

Inviato: 2003/11/27 22:29
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Re: La nostra lingua
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Citazione:

Lu^^ ha scritto:
chi vuole usare l'inglese faccia pure e perchè deve venirci su il nervoso?


Xché se io vado in Inghilterra e parlo italiano 1) nessuno mi capisce 2) mi sputano in un occhio xché par loro giusto che se la lingua ufficiale lì è l'inglese non si parli spudoratamente un'altra lingua ma almeno ci si sforzi di comunicare, nei limiti del possibile, in inglese.

Inviato: 2003/11/28 19:35
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