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Re: A proposito di editori a pagamento
La principessa dei Saiyan
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La mia filosofia è: se ti fanno complimenti e offrono soldi per quello che hai scritto, accetta

Se ti offrono soldi per quello che hai scritto, accetta

Se ti fanno complimenti per quello che hai scritto, accetta

Se ti chiedono soldi per quello che hai scritto, mandali affanculo.

Con 5 euro un bambino in Africa ci va a scuola. E' meglio che li spenda per farmi umiliare da un editore che mi dà il contentino patetico di chi vuole fagocitare soldi o per fare qualcosa, qualunque cosa sia, di buono (anche versare una somma per salvare lo Spaturno dello Utah)?

Inviato: 2004/11/22 1:53
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The Beatles
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Re: A proposito di editori a pagamento
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Cara Shoen, di editori ce ne sono tanti, il problema e' scoprire quelli seri, e ce ne sono anche fra quelli che chiedono un contributo. Non ho nulla in contrario
contro chi chiede un contributo, se le cose sono
chiare fin dall'inizio e se il tipo in questione attua
anche uno straccio di promozione. Il problema sono
le tipografie pure e semplici che stampano e basta
facendoti credere chissa' che.
Poi di approfittatori ce ne sono a iosa, come in tutte
le categorie... E qui viene fuori il rovescio della
medaglia che riguarda noi scribacchini (passami il
termine)
Fra gli editori (parliamo di quelli onesti e lasciamo
stare gli altri) c'e' chi ha la forza per investire, e chi no
(ed e' chiaro che e' dura mettere il piede nei primi),
anche perche' distribuire un libro crea difficolta' enormi,
oltre ai costi. L'autore si lamenta sempre perche'
l'editore non vuole investire nella novita', quando la
novita' spesso per questi si trasforma in una perdita. E poi, diciamolo, se io vado da un avvocato per avere un servizio, da un commercialista per altrettanto, o da
altre figure professionali simili e sono disposto a
pagare, dov'e' il peccato dell'editore che magari chiede
di dividere il costo? Molte volte non ci rendiamo conto
di metterci (parlo in generale ovvio) nei panni di quelli
a cui tutto e' dovuto, senza renderci conto che magari
aver vinto una decina di premi o aver pubblicato
qualche racconto qua e la' non vuol dire un emerito
tubo. L'editore deve fare altre valutazioni, e spesso ha
la scrivania piena di manoscritti tutti uguali,
sgrammaticati, con storie che non hanno ne' un capo e tantomeno una coda, e nel 90% dei casi trattasi di
storie che raccontano la vita dell'autore stesso che,
chissa' perche', pensa di averne avuta una piu' interessante di quella di tutti gli altri, tale da meritare
una pubblicazione. Esagero? Non so, pero' quest'idea
m'e' venuta in mente leggendo qua e la' per la rete
racconti o romanzi online dove gli amori traditi, i
conflitti con i genitori, le amicizie trovate, spezzate e
poi ritrovate, le avventure da bar, i viaggi generazionali
in stile underground, le storie di gioventu' persa e le
corna di provincia si sprecavano. Insomma se provo
a mettermi nei panni di un editore che apre il proprio portafogli, tutti questi torti nel chiedere un contributo anche parziale non glieli do.
Se l'editore mi chiede un contributo "onesto" e mi
dimostra di volermi promuovere, non vedo cosa ci sia
di male; poi, ovvio, sta a me accettare o meno, e se ho
i numeri questi verranno fuori. Il mercato, anche per
gli editori, fidati, e' rovinato anche dalla valanga di aspiranti Moravia che con la storia sulla vita della nonna uguale ad altre duemila si buttano fra le braccia del
primo tipografo arrivato.
E poi ci sono ancora gli editori che non chiedono un contributo e che leggono i lavori: Meridiano Zero, Fazi, Sironi, Pequod... Ma dobbiamo capire che il mondo editoriale e' un imbuto che piu' di tanto liquido non
puo' raccogliere. Magari, se chi scrive un romanzo di fantascienza la smettesse di spedirlo a 200 editori comprese le Edizioni Paoline, e scremasse, cosi'
come chi scrive una storia d'amore la smettesse di
spedirla anche a editori che pubblicano solo saggistica, forse le cose migliorerebbero e anche gli editori, con la scrivania un po' meno traboccante, avrebbero piu'
tempo per buttarci un occhio.

Inviato: 2004/11/22 15:35
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"Se la smetteste di spedire romanzi a caso..."
OZOZ
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Re: A proposito di editori a pagamento
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le edizioni paoline?
non ci avevo pensato. grazie, alco!

Inviato: 2004/11/22 15:47
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Re: A proposito di editori a pagamento
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Concordo in pieno con te, Alco!
Non pretendiamo professionalità dagli editori, se alla base lo scrittore spedisce a destra e a manca, senza conoscere un minimo la linea editoriale della casa a cui ha spedito.

Curiosità: visto che sei di Tolentino, come Fabrizio, non è che siete la stessa persona scissa in due individui uni e bini?

Inviato: 2004/11/22 15:53
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Non ho scelto la ragazza più bella, nemmeno quella più sexy o intelligente.
Ho scelto la ragazza che rideva più delle altre.
Che rideva con me.
E me la sono sposata.

E.Z.
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Re: A proposito di editori a pagamento
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zerodue, lui è il mio magister... a dire il vero è uno e trino.

poi lui è un noto scrittore di fantascienza, io invece non sono nemmeno uno scrittore (mi ha ripudiato dall'essere suo allievo con una mail in cui tempo fa, dopo avere letto un mio racconto, mi copriva di insulti dichiarando ufficialmente conclusa la nostra amicizia).

il problema è che deve frequentarmi per motivi di lavoro...

Inviato: 2004/11/22 16:07
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Re: A proposito di editori a pagamento
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Non sono molto d'accordo, credo che se l'editore legge un romanzo in cui parli di tua nonna(che poi potrebbe essere più interessante di non so che altro) e pensa che fa schifo dovrebbe dirtelo e basta, non chiederti soldi per pubblicarlo.Se invece pensa che è buono dovrebbe accettarlo e far di tutto per diffonderlo che è giustappunto il suo mestiere.

Inviato: 2004/11/22 18:30
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cinzia
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Re: A proposito di editori a pagamento
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coca63 ha ragione: da vendere. il fenomeno dell'editoria sfrutta l'ansia di vedere l'incarnazione in un libro degli scritti di un esordiente. non è null'altro che carne da macello. se ci sono degli editori seri che chiedono un contributo vorrei sapere chi sono, quanti soldi chiedono, quanti utili poi danno allo scrittore e, soprattutto, dove distribuiscono. se lo fanno su internet la risposta non vale: anche mia nonna potrebbe darla.

è c'è da chiedersi: come mai editori piccoli piccoli, appena nati, non chiedono nulla? fessi loro o furbi gli altri?

remo bassini


Inviato: 2004/11/22 18:45
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Re: A proposito di editori a pagamento
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due domande:1)perchè hai due nomi?
2)dacci i nomi!(degli editori piccoli piccoli senza contributo, intendo!)

Inviato: 2004/11/22 19:11
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cinzia
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Re: A proposito di editori a pagamento
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me ne vengono in mente solo due, ora

melquiades

effedue (l'editore si chiama fabrizio filios)

(e poi forse anche aliberti)

non chiedono contributi

io consiglio sempre
sironi, fernandel, meridiano zero, pequod, transeuropa, addiction's, minimum fax


che sono medio-piccole, anzi più medie che piccole

però consiglio sempre di provare anche con quelle grandi e medio grandi, tanto vale


altre mi verranno in mente, spero
remo b.

Inviato: 2004/11/22 21:03
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Re: A proposito di editori a pagamento
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Caro Remo, onestamente non riesco a vedere una situazione editoriale o bianca o nera, come la descrive Cinzia. Ci sono mille sfumature. C'e' l'editore, come detto da Fabrizio, che ti chiede 5000 euro per il nulla; quello che non vuole soldi ma ha difficolta' a distribuire; quello che distribuisce in modo decente ma ti chiede di acquistare almeno 100 copie a parziale copertura (con lo sconto e poi magari ti da' una percentuale); quello che distribuisce a livello nazionale, che ha nome, ma che e' in difficolta' e pur non chiedendoti nulla ti mette a contratto che avrai una percentuale solo oltre le 4000 copie vendute (e sa che non ci arrivera' mai), e' successo un paio di anni fa, editore poi rilevato da un gruppo editoriale... E poi, anche fra gli editori che hai citato, molti, se la libreria non li richiede espressamente, non hanno distribuzione; certo, magari alle Feltrinelli ci arrivano, ma se vai in una libreria anche ben fornita, difficilmente trovi Pequod, Fernandel o Transeuropa, che di sicuro hanno la loro zona di riferimento e basta li'. Dici il piccolo editore appena nato che non vuole contributi... mi sta bene, pero' sai quanto me che questo tipo di editore stampa 500 copie, se va bene, da vendere nelle tre librerie del suo paese e in una decina del circondario perche' in nessun modo puo' permettersi la distribuzione, e allora vale tanto quanto la bistrattata internet. Un'editore, poi, come si presenta? Hai fatto il nome di Effedue, bene, alla Farenheit 451 di Piacenza, citta' dell'editore in questione, una volta faticarono a trovarmi alcuni suoi testi, e una volta spuntati, vidi che assomigliavano a dei bollettini parrocchiali. Certo, una bella edizione costa e il piccolo editore deve risparmiare, ma sappiamo tutti che in una libreria la visibilita' e' molto, e che l'editore che manda una copia in ogni libreria d'Italia non vendera' nulla.
In linea di principio sono d'accordo con te, ma i dubbi per me rimangono.

Inviato: 2004/11/23 9:34
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