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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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I premi letterari gratuiti in quanto tali, ricevono un grande numero di consensi e di partecipazione.
Io credo che i premi che richiedono una quota di partecipazione anche minima, intendono in qualche modo ridurre la valanga di iscrizioni e mantenere una certa selezione.
Logicamente chi è dotato di talento ed ha ottime possibilità di riscuotere consensi, non ci pensa due volte ad aderire. In questo modo si alza il livello del concorso. Questa potrebbe essere una delle tante spiegazioni.
Personalmente, dal momento che ho ripreso a scrivere da pochissimi mesi, mi guardo bene dal partecipare ai premi che presuppongono una spesa oltre i 10 euro.
Tra l'altro richiedere una tassa di iscrizione anche minima, non mi sembra scandaloso visto che una giuria deve sobbarcarsi l'onere di leggere parecchie centinaia di cartelle. In ogni modo i premi letterari sono davvero tantissimi e possiamo tranquillamente scegliere quelli che sono più consoni alle nostre aspettative, finanziarie comprese

Inviato: 2004/11/2 14:03
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Orange, lo ripeto, secondo me sbagli. E anche parecchio.
Sbagli a vedere le cose. Non è importante se un premio ha una tassa di lettura o meno, ma quello che ti può garantire in caso di ingresso nei finalisti. E' solo questa la vera discriminante. Se un premio garantisce la possibilità di pubblicare, di farsi conoscere come scrittore, di farti entrare in un "giro" professionale, allora è questo che conta, e poco importa se per arrivarci hai dovuto pagare 5 euro di iscrizione. Anzi, direi che il gioco vale la candela.
Delle migliaia di premi che ci sono in Italia, che oltre alla targhetta di finalista non ti danno nient'altro, che te ne fai? Magari molti di questi non chiedono una tassa di partecipazione, ma non ti danno neppure una vera opportunità. Allora perché partecipare? Per la gloria? Chi dà dei premi in denaro, al 90% delle volte chiede una tassa d'iscrizione. Gli altri sono sponsorizzati da un Comune o da una banca, e hanno in giuria l'assessore del paese, il direttore della banca e chissà chi altro, che con la scrittura hanno ben poco da fare.
No, cara Orange, quello che deve guardare chi aspira a diventare uno scrittore sono le reali opportunità di pubblicare e di ottenere dei risultati.
Esistono decine di premi che non richiedono tassa di iscrizione, è vero. Uno, per esempio, è il Premio Robot indetto dalla nostra rivista omonima (eh, ne facciamo di cose...). Si partecipa senza pagare nulla. E il vincitore ottiene la pubblicazione su Robot, retribuita secondo le tariffe editoriale della testata. Questo si può fare proprio perché chi organizza il premio è una rivista, e quindi al vincitore (anzi, ai finalisti), possiamo dare qualcosa di concreto: la pubblicazione su una rivista prestigiosa. E con una giuria di eccellenza che leggerà i racconti (Vittorio Curtoni, che è il direttore di Robot, Giuseppe Lippi, che è il curatore della tua amata Urania, Valerio Evangelisti, che è uno scrittore che non ha bisogno di presentazioni).
Come vedi, queste sono cose da casa editrice seria, come dici tu. O no?

I premi Alien e Lovecraft, però, servono per trovare talenti per le nostre riviste online (Fantasy Magazine, Horror Magazine, Thriller Magazine, Delos), che non hanno ricavi e non possono permettersi di pagare gli autori. Allora il modo più dignitoso per dare loro qualcosa di concreto in termini monetari (oltre a una pubblicazione in riviste elettroniche comunque prestigiose e molto seguite) è prevedere una tassa d'iscrizione. Non vogliamo affidare tutto alla sponsorizzazione di una banca (poi sai quanti ci taccerebbero di poca serietà perché facciamo pubblicità?), e preferiamo seguire questa strada. Secondo te siamo poco seri? Libera di pensarlo, io però non lo credo. Diamo innumerevoli possibilità a tutti di partecipare ai nostri premi, di mandarci le loro opere in visione e altro ancora. Poi ciascuno sceglie che cosa fare.

L'importante, però, per chi ci muove delle critiche, sarebbe prima verificare tutto quello che facciamo, e poi giudicarci per l'insieme del nostro lavoro e del nostro impegno.
Ciao,
Franco

Inviato: 2004/11/2 14:51
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Ben detto! caro Franco. bisogna sempre far selezione sia noi autori che voi editori.

Inviato: 2004/11/2 14:57
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Se ogni cosa sulla Terra fosse razionale, non
accadrebbe nulla.
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Grazie, grazie, grazie! Ci sono riuscita!

Entro nel forum per la prima volta, grazie a Daniela che mi ha aiutato a connettermi. Dunque, dedico a lei questo mio primo intervento.
Permettetemi di dire la mia. Il problema non è pubblicare: il problema è diffondere, far conoscere, presentare l'autore e farlo crescere.
E' evidente che un editore a pagamento può anche non farlo, perchè si è coperto le spese. Un editore non a pagamento DEVE invece farlo ma...non è detto che ne sia capace.
C'è poi l'autore che, molto spesso, è totalmente convinto che quanto scrive sia perfetto, qualitativo e importante. Vuole pubblicare in modo acritico, convinto che avrà successo.
Risultato? Un editore mette raramente i suoi soldi su un esordiente, anche se l'esordiente è un fenomeno. Per un piccolo editore vendere 3000 copie è un successo editoriale, ma ci guadagna poco: la distribuzione vuole il 50% del prezzo di copertina, il libraio il 30%, editore ed autore dovrebbero spartirsi il 20% da cui detrarre le spese. Ecco, quindi, perchè molti vogliono coprirsi le spalle con un contributo dell'autore.
Come poi gestiscano la faccenda è un altro problema: c'è chi fa il suo mestiere bene, e chi incassa solo i soldi.
Dunque? Si può scegliere l'una o l'altra via (pagamento o no) ben coscienti che comunque è dura.
Di certo, bisogna scrivere in modo accattivante, aver qualcosa di nuovo da dire e catturare l'attenzione.
Ritengo che i premi letterari siano un valido banco di prova: vincerne uno ha poco significato, ma vincerne dieci o venti (e di un certo valore) non lascia indifferente nessun editore. Bisogna insistere, provare, credere in quello che si fa senza darsi arie.
Il bello è proprio la sfida.
Bene, miei nuovi amici, ho scritto anche troppo e, forse, invano: non ho data nessuna ricetta magica. Ma ho casi accertati di conoscenti che hanno speso 12 milioni per farsi pubblicare un libro dalla Firenze Libri e si sono ritrovati in casa 400 volumi da vendere, regalare, bruciare...
Nessuno di loro è diventato famoso. Erano delle schiappe? Può darsi. Però l'editore, a fronte di quella spesa, non ha mai organizzato una presentazione, non ha fatto pubblicità sui giornali, non li ha fatti concorrere a spese sue a nessun premio letterario. E' difficile farlo quando si pubblicano 80 libri l'anno!
Per quanto mi riguarda, da simili editori io ci sto ben lontana!

Inviato: 2004/11/2 18:13
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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sostanzialmente d'accordo, imbrattacarte.
una cosa solo: i premi letterari mainstream non servono con gli editori. come ho detto altre volte, per esperienza personale, un conto sono i premi, un altro il saper scrivere. talvolta le due cose si incontrano, talvolta si ignorano.

Inviato: 2004/11/2 18:19
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Per quanto riguarda i premi, agli autori dovrebbe diventare ben chiara una cosa. Non bisogna dividerli in queste due categorie: quelli che fanno pagare una tassa d'iscrizione e quelli che non la fanno pagare. Bisognerebbe, invece, dividerli in queste due: i premi che assicurano sbocchi di pubblicazione professionale e quelli che non vanno oltre l'evento in se stesso (o la pubblicazione sulla solita antologia in 50 copie spedita ai partecipanti).

Una volta compreso questo, si può ragionare. Bisogna scartare tutti i premi appartenenti alla categoria che non assicura sbocchi professionali (a meno che non ci si accontenti della clasisca pacca sulla spalla da parte dell'assessore di turno, della medaglietta o della targa ricordo, ma anche dell'assegno di una possibile vincita), che siano a pagamento oppure no. Questi premi sono fini a se stessi, e non serviranno mai a un autore per emergere, sia chiaro.

Resta l'altra categoria, quella dei premi che assicurano sbocchi professionali. Per i romanzi ce n'è qualcuno, come quelli già citati nei post precedenti (il premio Urania di Mondadori, il premio Fantascienza.com, oppure il Premio Calvino). Per i racconti, invece, la faccenda si fa più difficile. Non sono molti i premi di questa categoria, ma se un autore li trova, deve ignorare, secondo me, il fatto che chiedano una tassa d'iscrizione o meno. La spesa, in questo caso, vale infatti la candela. Trovare un premio organizzato da una rivista o da una casa editrice che consente di vincere qualche soldo, di essere pubblicati a livello professionale, di far conoscere il proprio nome e diffonderlo tra i lettori, è difficile, ma quando lo si trova è assurdo evitarlo o disprezzarlo perché, per sostenere le spese dell'organizzazione, è stato deciso di mettere una tassa d'iscrizione (attenzione, negli Stati Uniti, in Inghilterra, ma anhe in Francia e in Germania, il 90% dei premi - seri - vogliono una tassa di partecipazione, proprio per garantire l'apporto di validi professionisti in giuria, che devono essere compensanti per il loro lavoro).
Vincere uno di questi premi significa inserire un piede nel mondo professionale dell'editoria. E riuscire finalmente a leggittimare, per se stessi, la parola "scrittore".
Se servono degli esempi concreti, sono pronto a darne a frotte.
Ciao,
Franco Forte

Inviato: 2004/11/3 10:12
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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E riuscire finalmente a leggittimare, per se stessi, la parola "scrittore".

caro Franco nel rispetto dell'opinione altrui
perchè credi che uno scrittore per legittimarsi debba entrare professionalmente nel mondo dell'editoria?

io credo che per legittimarsi debba entrare onestamente nel mondo della lettura.
se qualcuno mi legge (perchè io scrivo non per me, ma per incontrare la riscrittura che il lettore farà del mio lavoro completandolo, rendendolo legittimo)
io sono uno scrittore.

lettura ed editoria non coincidono,
almeno per me.

forse non è possibile che sia l'editoria ad avere necessità di legittimarsi mettendo il portafogli a sinistra..
lì vicino al cuore
in modo da poterlo stringere promettendo
il suo amore e la sua passione?

poi per quanto riguarda il continuo riferimento all'estero..non so..ma è così difficile avere delle idee tanto forti da non necessitare come argomentazione il fatto che siano adottate da chicchessia?


A.

Inviato: 2004/11/3 10:30
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Sol, tsai invecchiando e perdi evidentementi di vista
cos'è la scrittura
si scrive per sè stessi, poi si fa leggere agli altri
forse
ma evidentemente così non è per te allora non sono una scrittrice mi appagherò del mio ruolo di scrivente!
eheh


senza

Inviato: 2004/11/3 10:39
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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il lettore

non

esistiamo.



se non mi guardi non ci sono.
se non ti guardo non ci sei.
(prendila per coerenza filosofica )

A.

Inviato: 2004/11/3 10:46
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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non mi ritengo d'accordo
anche se sulla linea filosofica capisco
e in pratica se uno scrittore non viene letto muore di fame
ma allora tutto questo va ben oltre al significato che spinge uno a scrivere
secondo me bisogna scrivere per se stessi
per i propri amici
ispirandosi a cose esterne
parlando magari anche di cose esterne
ma ognuno ci mette un po' del suo
e se tengo un diario su cui scrivo l prima bozza di ogni racconto
dove sarà il più vero possibile
non lo faccio leggere ( perchè non è perfetto )
perchè è mio
scrivere è un conto leggere è un altro
( mi sono emozionata prima, che quasi piangevo, a trovare delle poesie, di una persona importante, che non pubblicherà mai, che ha scritto per sè e che mi ha concesso una lettura, oggi, dopo parecchio; e siamo felici entrambi perchè è un punto d'incontro )
credo bisogni fare attenzione a queste cose


senza

Inviato: 2004/11/3 10:53
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