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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Se un concorso non riesce a trovare neanche uno sponsor, allora tanto prestigio non può essere
Lovecraft e Alien non sono nulla in confronto al premio Urania, quello sì veramente importante.
Certo, a me non piacciono questi concorsi e non partecipo. Ma non concordo con te quando affermi che la Delos è una seria casa editrice anche se si fa pagare per organizzare concorsi o per scegliere dei racconti da pubblicare sulla propria rivista.
Non dico che sono dei truffatori 8ci mancherebbe altro). Dico solo che si tratta di un'attività imprenditoriale. L'editore organizza il concorso, incassa i soldi con cui paga chi andrà a pagare i giurati o gli editor nel caso della rivista) e in più ha gratuitamente (o con spesa modica, ampiamente ripagata dai sia pur magri ricavi delle quote di partecipazione) materiale per pubblicare un libro oppure riempire una rivista.
La cosa non mi piace, perché l'editore/imprenditore non rischia nulla, mentre la pubblicazione viene pagata da tutti gli esclusi.
Non mi piace e non partecipo, ma non mi piace neanche leggere elogi di chi afferma che questi editori fanno cultura, tralasciando di sottolineare che, prima di tutto, fanno business.
Tu sei riuscito a fare dei concorsi letterari una forma di investimento (altrimenti, non mi spiegherei una somma così altta spesa in un solo anno ). Ma, al di là di una decina di persone come te, ci sono migliaia di scrittori che pagano perché altri possano pubblicare (ho letto, ad esempio, che tu sei riuscito a pubblicare grazie ad un concorso). Si può definire la tua una casa editrice? O è semplicemente uno stampatore che attua autopubblicazioni collettive? (senza nulla togliere ai tuoi meriti, of course ).

Inviato: 2004/11/1 16:44
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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allora, andiamo per ordine.
-in un altro thread, proprio ieri, ho decantato l'importanza del premio urania che certo fa scomparire l'alien (anche se l'alien è per racconti e l'urania per romanzi). fra l'altro delos l'anno scorso ha organizzato il fantascienza.com per romanzi ed era gratuito.
-è chiaro che tutti sono imprenditori. perchè, la mondadori cos'è, una associazione no profit?
-se tutti fossi qui da più tempo, sapresti anche che con l'editore che mi ha pubblicato, ho avuto dei piccoli screzi proprio su ozoz, e proprio qui gli ho dato dello stampatore: però devo loro riconoscere una correttezza di base, non vendono fumo come tanti altri.
- una cosa però, e spero di sbagliarmi. io ho parlato bene anche di un'altra casa editrice che organizza concorsi, edizioni clandestine, e tu su questa non hai avuto niente da ridire. scusami, ma diffido un po' di chi si presenta con un nick e basta, senza informazioni supplementari. non vorrei, ti chiedo ancora scusa, che magari fossi qualcuno che ce l'ha su con quelli della delos per qualche motivo.

Inviato: 2004/11/1 16:56
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Rispondo con ordine.
- Sì, è vero.

- No, la Mondadori è un'impresa, ma almeno non chiede denaro a chi partecipa ai concorsi che organizza. Mi sembra che questo dimostri una maggiore professionalità. Significa che non cerca di farsi quattro soldi con i concorsi o di ripagarsi gli stipendi degli editor. La Mondadori, con i concorsi che organizza, cerca solamente di darsi lustro e cerca nuovi talenti. Non per niente al Fantascienza.com hanno partecipato solo 47 romanzi. E' un concorso poco prestigioso in confronto all'Urania.

- Infatti non sapevo che anche tu consideri la tua casa editrice niente più che uno stampatore. Qual è la loro correttezza di base? Il fatto che dicono chiaramente che vogliono denaro? Perché non vendono fumo come gli altri? Hanno una vera distribuzione?
Ripeto: questi sono esempi di autopubblicazione collettiva, niente di più.

- Non ho detto nulla delle Edizioni Clandestine perché non conosco questo editore. Conosco invece Delos, perchè se ne è parlato qui e per i concorsi che organizza.
No, io non ce l'ho con la Delos per nessun motivo in particolare. Solo che, quando leggo che viene considerata come una casa editrice con un'etica, penso sia corretto ribattere, dicendo la mia, evidenziando degli aspetti dei quali non avevi scritto.
Ho parlato della Delos perchè tu ne parlavi bene, ma avrei detto le stesse cose di qualsiasi altro editore che si arricchisce pubblicando a pagamento.Se diffidi di chi si presenta solo con un nick senza fornire altre informazioni supplementari, fammi tutte le domande che vuoi. Io però diffido anche di chi si presenta con tanto di nome e cognome e magari anche con una foto per avatar

Inviato: 2004/11/2 10:57
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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la correttezza di base di montedit è data dal fatto che non ti promettono quello che non possono mantenere: una distribuzione. ho fatto un concorso, sono arrivato terzo, mi hanno dato quanto pattuito. sono esempi di autopubblicaizone collettiva, è vero? allora? io comunque posso dire di avere pubblicato qualcosa (seppur 32 pagine) senza pagare.
la correttezza di delos con me è stata quella di non ritenere idoneo il mio romanzo per la pubblicazione, senza stare a chiedermi di pubblicarlo a pagamento. come vedi, non ho nemmeno motivo di fargli il filo...
edizioni clandestine organizza un concorso tra i più importanti in italia: il cuore di tenebra. strano che conosci alien e lovecraft e non conosci questo.
non ho domande da farti: ognuno è libero di presentarsi come meglio crede, e di dubitare di chi vuole.

Inviato: 2004/11/2 11:09
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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La delos a me ha fatto fin'ora l'offerta di pubblicazione più giusta, economica e trasparente...Purtroppo(soldi a parte che non ho) non mi attraeva come pensavano di sistemare il materiale, per il resto aveva perlomeno il senso di dividere davvero a metà oneri ed onori, a differenza di altri editori.

Inviato: 2004/11/2 11:40
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Ciao, sono Franco Forte.
Mi permetto di rispondere a Orange perché francamente non solo non concordo con quello che dice, ma dato che sono preso direttamente in causa (come direttore editoriale di Delos Books), credo di avere diritto di replica.

Per prima cosa, ci si accusa di fare premi letterari chiedendo una tassa di iscrizione, mentre la Mondadori, con l'Urania non chiede nulla.

Allora, vediamo di chiarire. I premi Alien e Lovecraft sono dedicati ai racconti brevi, non ai romanzi, quindi mi risulta un po' difficile paragonarli al Premio Urania. Se vogliamo fare paragoni, facciamolo tra il Premio Urania e il Premio Fantascienza.com, che abbiamo indetto per cercare buoni romanzi da pubblicare. Anche il nostro premio è a partecipazione gratuita, come l'Urania. E se 47 romanzi arrivati quest'anno sembrano pochi, io invece dico che è un'ottima performance, perché significa che ben 47 autori hanno deciso di provare a mandare il loro romanzo al nostro concorso, anziché alla Mondadori (in ogni caso, il Premio Urania non riceve tutti questi romanzi in più, al massimo una decina). Se permetti, caro Orange, questo è un segnale importante per una piccola casa editrice come la nostra. O vuoi metterci sullo stesso piano di Mondadori?

I premi Alien e Lovecraft, invece, esigono una tassa di lettura. Perché? Prima di tutto perché ci sembra giusto dare dei soldi ai vincitori (e l'anno scorso il primo del Lovecraft si è portato via quasi 600 euro), oltre a garantire loro una pubblicazione professionale nelle nostre riviste (chi viene pubblicato su Robot o sulla Writers Magazine Italia ricevere un ulteriore compenso in denaro). Evolviamo a questo scopo il 60% del montepremi. Il resto se ne va tutto in organizzazione, tasse e quant'altro. Se fai due calcoli vedrai che non è certo un'operazione messa in piedi per guadagnare soldi. E' il solo modo che abbiamo per riuscire a garantire un premio serio e con giurati affidabili. Tra l'altro, come ulteriore lato positivo bisogna considerare che tutti i vincitori dei nostri premi sono diventati successivamente nostri autori (oppure li abbiamo selezionati per entrare a far parte dello staff del nostro network), aiutati e supportati da noi per farli crescere il più possibile (perché Delos Books è sempre a caccia di bravi autori) alcuni riuscendo anche ad arrivare alla pubblicazione di ottimi romanzi (con pagamento di royalties da parte nostra, non certo il contrario). Insomma, non dei premi legati a se stessi e basta, ma un circuito capace di trovare talenti e di distribuire qualche soldo e diverse possibilità di pubblicazione agli autori partecipanti.
Con Mondadori, invece, sai cosa succede? Che pubblicano solo il vincitore e si dimenticano degli altri: per loro non esistono, sono solo numeri. E quando ti pubblicano magari se ne fregano di te e ti cambiano il titolo del romanzo senza neppure comunicartelo (chiedete conferma a Francesco Grasso, vincitore di un premio Urania, a cui è accaduto questo).
Insomma, non sempre il grosso editore è meglio del piccolo, e spesso essere miopi su queste cose fa più male agli autori stessi che alle case editrici.

Ah dimenticavo la faccenda della WMI. Tutti possono mandare racconti all'indirizzo racconti@writersmagazine.it, dove saranno letti e giudicati (senza pagare nessuna tassa di lettura, come è specificato chiaramente sul sito della rivista, all'indirizzo www.writersmagazine.it). Se poi saranno pubblicati, riceveranno un regolare compenso (che al momento è di 30 euro, ma che prevediamo di aumentare se e quando capiremo quale sarà il gradimento del pubblico per la rivista e quante copie riusciremo a vendere). Attenzione, non ci sono altre riviste, in Italia, che pagano gli autori, cerchiamo di non dimenticarlo mai. Sputare già nel nostro piatto, francamente, senza neppure avere visto la rivista e quindi giudicandola a priori, non so a chi possa servire.

Poi c'è il Premio WMI, che costa 5 euro di tassa di partecipazione. E' ben altra cosa: si tratta di un concorso a tema, a cadenza trimestrale. Dato che ha una struttura e una organizzazione a parte, con lettori impiegati a tempo pieno a leggere e giudicare i racconti, esige una tassa d'iscrizione per questo (che comunque abbiamo cercato di tenere il più bassa possibile). Qual è la differenza con il canale "normale" di invio e lettura dei racconti? Che chi partecipa al premio sa che i suoi lavori saranno letti e giudicati in tre mesi, e se vinceranno saranno pubblicati subito, su due numeri dopo della WMI (e retribuiti 30 euro). Mandare i racconti attraverso il canale tradizionale consentirà comunque a tutti di ricevere una risposta, ma è evidente che lì arriveranno centinaia di racconti (ne sono già arrivati quasi 300, e la WMI non è ancora stata stampata!), e quindi ci vorrà più tempo per leggerli tutti e giudicarli. Insomma, il premio non è altro che un modo per accelerare i tempi, ma dato che per noi rappresenta un forte costo in termini di organizzazione (noi i nostri lettori cerchiamo di pagarli per il servizio che ci danno), allora abbiamo dovuto inserire una tassa d'iscrizione. E' ovvio che se un autore non vuole partecipare, nessuno lo costringe, e si può affidare tranquillamente al canale tradizionale di invio dei racconti. Non vedo quale sia il problema. E non mi si venga a dire che non rispondiamo a nessuno (magari per dirottare tutti verso il premio a pagamento), perché lo stiamo già facendo a ritmo serrato. Mandateci i vostri racconti e vi accorgerete se sto dicendo stupidaggini.

Concludo dicendo che le testate simili alla nostra che esistono all'estero (negli USA, in Inghilterra, in Francia, in Canada) si comportano tutte allo stesso modo, e non solo non hanno mai scandalizzato nessuno, ma sono riuscite a diventare degli ottimi spazi di pubblicazione per gli autori del loro Paese, delle vere e proprie palestre da cui escono i nuovi talenti della letteratura europea e d'oltre oceano. Solo in Italia mancava qualcosa del genere. E noi stiamo cercando di provarci.

Naturalmente, ognuno è libero di dare sostegno a iniziative come questa oppure di ignorarle. Siamo un paese democratico. Poi, però, se ci si scandalizza per 5 euro di tassa di partecipazione a un premio letterario falcoltativo (ignorando tutto quello che significa una rivista come la WMI), non ci si venga a lamentare che nel nostro Paese non esistono possibilità di pubblicazione per gli autori italiani.

Ciao,
Franco Forte

Inviato: 2004/11/2 12:06
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Non sto certo sminuendo il tuo risultato: hai partecipato ad un concorso, hai pagato una quota di iscrizione e hai ottenuto in cambio una pubblicazione pagata dagli altri concorrenti.
Anche se si tratta di autopubblicazione collettiva, ciò non toglie che per ottenerla sei arrivato prima di tanti altri concorrenti.
Non sono però concorde con te quando scrivi "io comunque posso dire di avere pubblicato qualcosa (seppur 32 pagine) senza pagare". Tra il dire che hai vinto 500€ o che hai ottenuto la pubblicazione, non vedo alcuna differenza. Il merito è lo stesso, il premio è differente. Alla fin fine, avresti potuto ottenere più o meno lo stesso risultato vincendo un premio in denaro e investendo la vincita nella stampa del libro. Forse mi sbaglio, ma mi pare che la Montedit non garantisca la distribuzione. Quindi, in entrambi i casi le copie stampate devi venderle da solo.
Conosco il premio cuore di tenebra, ma non mi ricordavo che fosse organizzato dalle edizioni clandestine. Lì però il discorso è diverso. Paghi una quota di partecipazione per un concorso che mette in palio del denaro. I vincitori poi possono spenderlo come preferiscono. L'antologia è un di più.
Comunque, sono sempre del parere che i concorsi più seri sono quelli che non chiedono contributi o tasse di lettura.

Coca 63, se vuoi, mi diresti in cosa consisteva la proposta della Delos?

Inviato: 2004/11/2 12:12
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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va bene orange, rimani della tua idea e io della mia. io non devo difendere nessuno, ho espresso dei pareri. che mi abbia pubblicato uno stampatore sono stato il primo a dirlo, te lo ripeto.
sto dentro un meccanismo che giusto o sbagliato che sia mi sta bene. punto. a te no. altro punto. ognuno fa quello che gli pare. amen.

Inviato: 2004/11/2 12:25
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Sinceramente, non capisco chi non vuole tirar fuori l'euro per partecipare a concorsi o farsi pubblicare libri! Ma non faccio menate per questo. Ognuno fa quel che vuole e sbaglia per i fatti propri. L'importante è conoscere bene il mercato (perchè di mercato si tratta) e non cadere nella milionata da sborsare per libretti che staranno sugli scaffali di casa a vita.
Bisogna valutare queste iniziative come possibili investimenti. Farsi conoscere se si vuol avere riscontri e non aver la pretesa di esser i nuovi bestsellerist della scena
con le prime mille righe scritte dopo una sbronza. Capire se c'è alla base un talento di fondo.
Fabrizio, partecipa a vagonate di concorsi. Uno può dire che sul numero, sia molto facile cavare qualcosa (è matematico), ma se non si hanno certe capacità, su 100 concorsi la percentuale è 0%. Sta di fatto che il suo nome gira... certo preferisce sfruttarli per guadagno, ma certe soddisfazioni, ti fanno andare avanti.

Aver la pretesa di aver sempre e comunque tutto gratis è utopia. Se c'è talento alla fine ( e parlo di anni, centinaia di cartelle, decine di buchi nell'acqua) qualcosa si raggiunge. E senza essere Faletti, per carità!

Saluti, Enrico

Inviato: 2004/11/2 12:36
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Non ho scelto la ragazza più bella, nemmeno quella più sexy o intelligente.
Ho scelto la ragazza che rideva più delle altre.
Che rideva con me.
E me la sono sposata.

E.Z.
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Re: PUBBLICAZIONE A PAGAMENTO
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Grazie per le informazioni, Delos. E' bello poter parlare direttamente con un editore.
Forse non sono stata abbastanza chiara, ma io non sono scandalizzata da come gestisci la tua casa editrice.
Dico solo che preferisco i concorsi che non richiedono quota di partecipazione perché, evidentemente, riescono a trovare sponsor interessati solo alla visibilità del marchio.
Non sapevo del doppio canale per la pubblicazione sulla tua rivista. Però dico una cosa? Che senso ha crere una corisa preferenziale per chi è disposto a contribuire alle spese di lettura? Riconosco il merito del pagare chi viene pubblicato, ma da un punto di vista di marketing la tua è una scelta che non condivido.
Stesso discorso per i premi letterari. Chiedere una quota di partecipazione per creare un buon montepremi e rientrare delle spese sostenute dà l'impressione di un editore che non crede in ciò che andrà a pubblicare. Dai l'impressione che non credi che l'antologia venderà abbastanza da ripagarti delle spese sostenute fra stampa e pagamento dei giurati.
Non ho mai detto che la Delos organizza questi concorsi per arricchirsi, né ho mai decantato i meriti della Mondadori al di fuori di quelli che le spettano per l'organizzazione dell'Urania (e del Tedeschi, se non ricordo male).
Dico però che un editore che vuole dare un'immagine positiva ai potenziali lettori non dovrebbe mai chiedere del denaro per un concorso. Magari ci perderà dei soldi, ma sarà ampiamente ripagato dalla valorizzazione che otterrà del proprio marchio.
Perché il premio Fantascienza.com è gratuito? Perché sei alla ricerca di romanzi validi, sai ch ptrai guadagnare dalla pubblicazione del vincitore. I concorsi per racconti che organizzi sono invece a pagamento perché, mi sembra, tu stesso nei sei sicuro dell'effettivo valore commerciale dell'antologia che andrai a pubblicare.
Non so se le cose stanno così, ma da lettrice di dico che questa è l'impressione che ricavo.

Inviato: 2004/11/2 12:47
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