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Impatto Zero
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Riuscite a vivere una settimana a impatto zero?

Un blogger americano lo fa da oltre un anno; dall'esperienza ha già tratto un libro ed un documentario. Adesso lancia una nuova iniziativa, aperta a tutti: cercare di vivere per sette giorni riducendo al minimo i propri consumi e condividere la propria esperienza sul web.

Provate, per una settimana, a vivere riducendo al minimo il vostro impatto sull'ambiente. Niente macchina, niente elettrodomestici, niente piatti e bicchieri di carta. Rinunciate per qualche giorno all'illuminazione artificiale in favore di una cenetta romantica a lume di candela, spegnete la tv e lo stereo. Infine evitate di acquistare alimenti confezionati o prodotti a più di cento chilometri di distanza e preferite le scale all'ascensore.

Impossibile, direte voi, vivendo in città, nel mondo di oggi. Invece no: Colin Beaven, in arte No Impact Man, lo ha fatto per un anno intero insieme alla sua famiglia nella caotica New York. E adesso lancia la sfida a tutti voi: riuscirete a farlo per una settimana?

Ad aiutarvi ci sarà, oltre al buon senso, un decalogo scaricabile dal sito del blogger,
http://noimpactproject.org/
che vi illustrerà giorno dopo giorno come rinunciare a qualche consumo superfluo.

Le date sono già decise, dal 18 al 25 ottobre: si parte domenica rinunciando a qualche piccolo lusso (ad esempio ai tovaglioli di carta in favore di quelli di stoffa) e si arriva la domenica successiva ad aver abbattuto quasi ogni tipo di consumo, persino la carta igienica (un articolo del New York Times su Beaven titolava proprio “Un anno senza carta igienica”).

Partecipare è semplice: ci si iscrive al sito No Impact Project, si scarica la guida e si seguono giorno per giorno le sue direttive, leggendo la sera prima gli obiettivi da raggiungere nella giornata seguente. Altri preziosi consigli ci arriveranno dalla sezione Change Yourself, in cui i lettori si scambiano le loro personali ricette per un mondo migliore.

Chi vorrà partecipare potrà condividere le proprie foto, filmati, commenti e racconti sui principali social network, da Facebook a Twitter, all'interno dei gruppi dedicati all'iniziativa. Per chi non se la sente di intraprendere da solo l'impresa esistono gruppi già organizzati a cui unirsi.

L'idea di fondo è quella di dimostrare come con uno sforzo graduale e non eccessivo si possano ridurre drasticamente i propri consumi, e al contempo rendere evidente come questi ultimi siano molto spesso eccessivi e superflui. Si calcola che una famiglia di quattro persone produca ogni giorno quasi sei chilogrammi di immondizia (oltre due tonnellate l'anno), utilizzi 550 litri d'acqua (240 quelli di acqua calda), consumi dai dieci ai quindici chilowattora di energia. Situazione ancora peggiore per i single, i cui sprechi, soprattutto alimentari, raggiungono livelli record: fino al 60 per cento in più rispetto al componente di una famiglia media.

Ridurre i consumi non solo incide in maniera positiva sulle proprie spese e sull'impatto ambientale, ma – parola di Beaven – permette di riscoprire le gioie dimenticate di una vita più naturale, meno schiava del benessere e dei piccoli comfort quotidiani.

Il blogger americano – che dall'esperienza ha tratto persino un libro ed un documentario di prossima uscita – non è l'unico ad aver tentato un esperimento del genere.

Nel 2008 il belga Steven Vromman, sceltosi il più modesto nome d'arte di Low Impact Man, ha deciso di ridurre al minimo il proprio consumo di energia giungendo a consumarne in un anno soli 200 chilowattora, l'equivalente di quanto consuma un uomo medio in neanche quindici giorni. Anch'egli ha un blog (quello originale è in fiammingo, ma esiste anche la versione in lingua inglese) su cui tiene una sorta di diario giornaliero delle sue esperienze.

Vivere abbattendo il nostro impatto ambientale è dunque possibile. E se farlo per una settimana può aiutarci a dimostrarlo, ben altro sforzo serve per rendere tale scelta uno stile di vita. Esperienze radicali come quelle dei due blogger, per quanto auspicabili, difficilmente si possono diffondere su ampia scala. Ciò che è possibile è invece un cambiamento lento e graduale, una sempre maggiore consapevolezza delle conseguenze che le nostre azioni producono sull'ecosistema in cui viviamo.

Per ora fidiamoci delle parole di Colin Beaven. “Io e la mia famiglia”, dice il blogger davanti alla telecamera, “non siamo mai stati così felici”.


Fonte: http://www.terranauta.it/a1438/consum ... imana_a_impatto_zero.html

Inviato: 2009/11/4 17:23
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Quando avevamo tutte le risposte ci hanno cambiato le domande
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Re: Impatto Zero
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sicuramente, vivere nelle NOSTRE città, in un contesto di benessere, rende più difficile rinunciare del tutto a certi consumi...specialmente all'impiego di energia elettrica. conosco tuttavia una coppia che ha vissuto per diversi anni a "impatto zero" e non in via meramente sperimentale ma per ragioni di lavoro. niente energia, elettrodomestici, computer, auto. una vita completamnte diversa da quella condotta fino a poco tempo prima.

comunque, ho sperimentato lunghe ore, anche mezze giornate, in totale assenza di corrente che significa un ritorno al passato sconvolgente. alla luce della candela si può fare ben poco...persino leggere è faticoso. e anche di giorno è tremendo.

Inviato: 2009/11/4 22:49
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Re: Impatto Zero
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mah ...

sinceramente: a che serve? Una settimana di grandi sacrifici e poi? No, non credo che questo gioco darebbe felicità

Lo vedo come un gioco eccentrico e nulla più

Non fa per me

Inviato: 2009/11/5 0:25
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: Impatto Zero
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in realtà, dovrebbe essere non una settimana di sacrificio fine a se stesso bensì una settimana per prendere coscienza di quanto consumiamo, vivendo.

è un'esperienza didattica, non ludica. e non è puro masochismo.

io ho abbassato molto i consumi, quando mi sono accorta di QUANTO spreco esiste nell'uso degli elettrodomestici, della luce, etc...

Inviato: 2009/11/5 12:41
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Re: Impatto Zero
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beh, Laura, molti consumi li ho già abbassati anch'io di mio

Dopo alcune bollette da strozzamento ma un conto è il risparmio e la razionalizzazione nei consumi, altra cosa un'alternativa totale alle nostre attuali abitudini di vita che sono sicuramente discutibili ma fanno ormai parte delle nostre abitudini consumistiche

D'estate, ad esempio, in casa si fa ampio consumo d'energia per il fatto dei condizionatori e sarò sincero, se appena posso non ne farò a meno considerato che non ho intenzione di andare a vivere in montagna in una qualche casa sperduta in mezzo ad un bosco

Inviato: 2009/11/5 22:04
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: Impatto Zero
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A me sembra una proposta bellissima. Visto che stiamo riuscendo nella non facile impresa di distruggere un pianeta (UN PIANETA: cioè, cavolo, credo non ci fossero riusciti neppure i Borg), sarebbe davvero istruttivo rendersi conto di quanto consumiamo e soprattutto di quanto dipendiamo dall'energia per vivere.
Mi dissocio però sulla carta igienica: piuttosto, le persone dovrebbero rinunciare a mangiare carne di allevamento, la cui produzione inquina più dell'intero sistema dei trasporti. Mangiate pesce, mangiate legumi, mangiate soia: l'ambiente e anche il vostro colesterolo saranno più felici!

Inviato: 2009/11/6 9:22
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Re: Impatto Zero
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una settimana? soltanto? eheh
non vivò ad impatto 0, poichè uso la carta igienica ( ma reciclata ) e ogni tanto uso il computer, ma già l'essere vegetariani permette di inquinare molto meno ( Gli allevamenti di bestiame sono responsabili del 18% delle emissioni annuali di gas serra ) e poi ho i campi dietro casa
ma vabbè, non voglio vantarmi, tanto lo sapete già che sono ambientalista.

Arzy: sei una persona intelligente, ma perché ti fai traviere anche tu dai discorsi sul denaro? quello sui soldi è il più egoista dei discorsi possibili e quindi preferisco addirittura sentirti dire che usi condizionatori!
non serve passare ad un cambiamento drastico, basta prendere coscienza del fatto che tutte le volte che accendi la macchina ( oltre a consumare benzina e perdere soldi ) stai rendendo l'aria meno respirabile per i tuoi due bellissimi figli.

comunque per la cronaca non si vive tanto male senz'auto o senza condizionatore. ed a dirla tutta tempo fa io e lo Psi siamo rimasti 4 giorni senza luce elettrica e senza gas, e beh, è vero che abbiamo parlato meno di letteratura però...
vivere a impatto 0 non è tanto diverso da come vive uno scout ( uno scout vero, di quelli laici intendo ), impari a cavartela da solo e col tuo ingeno, hai un approccio più profondo nei confronti della natura dell'amicizia

Shoen: ma come mangiate pesce???? oltre ad essere un animale ( e tra l'altro pare che non ce ne sia nemmeno più nel mare, tempo fa ho assistito ad una manifestazione di pescatori a Venezia che si lamentava di questo e chiedeva sussidi... che idioti... ) per via dell'inquinamento non è nemmeno sano come si pensa.

senza

Inviato: 2009/11/6 11:37
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Re: Impatto Zero
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Questa mi sembra la classica americanata. Mi fa impazzire vedere come gli Americani (che sono i peggiori nemici per l'ambiente) consiglino al resto del mondo come fare per ridurre il proprio impatto ambientale.

Oggi come oggi (almeno per noi Europei) la guida linkata è inutile, dal momento che non è necessario vivere senza elettrodomestici e corrente elettrica per avere un basso impatto sull'ambiente. Colin Beaven ha mai sentito parlare di impianti fotovoltaici? E di solare termico? E di case passive?
In Germania (e nel Nord Italia, nella provincia di Bolzano soprattutto) esistono case ad impatto zero: un bell'impianto fotovoltaico, acqua calda dal sole, impianti a ventilazione forzata. Via i consumi di luce, via l'attacco del gas, via climatizzatori, termosifoni e (cosa da non trascurare) polvere.

Io ritengo che ogni essere umano ha diritto ad una piccola quota di inquinamento (piccola, visto che la terra può sostenere la nostra presenza fino ad un certo livello). Ma odio gli sprechi. Ben vengano gli inviti a non consumare (la prima forma di riciclaggio è proprio questa) e a riutilizzare ciò che già abbiamo.

Dell'auto possiamo spesso farne a meno (vivere senza auto, utilizzando i mezzi pubblici e, quando necessario, i taxi o le auto a noleggio significa risparmiare più di 1.000 euro l'anno tra benzina, bollo, assicurazione ed usura del mezzo). Se abitiamo in un condominio e ad un piano alto, possiamo limitarci ad utilizzare l'ascensore solo in salita. Quando andiamo a fare la spesa, portiamo da casa la busta (qui ti danno la busta di plastica anche se compri qualcosa già nella busta di carta, come ad esempio il pane). La case vanno isolate termicamente. I piani cottura a gas possono essere sostituiti con quelli ad induzione. La lavatrice può essere collegata al tubo dell'acqua calda... I modi per ridurre il proprio impatto sull'ambiente sono tanti, ma vivere senza elettricità mi sembra assurdo.

Inviato: 2009/11/6 13:47
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Re: Impatto Zero
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Ozoz, ma se il tipo lì non la tracciava facendo il fisso che vive come nell'800 non faceva notizia e nessuno gli comprava un libro. "vivi usando l'ascensore solo in salita" non è proprio il titolo di un best seller!

senza

Inviato: 2009/11/6 16:53
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Re: Impatto Zero
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