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Invisible Monsters - Chuck Palahniuk
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Invisible Monsters - Chuck Palahniuk – Piccola Biblioteca Oscar Mondatori (pag. 227)

Bello. Il romanzo si apre con una scena da cinema primi anni novanta, degna di un Oliver Stone sceneggiato da Tarantino. Palahniuk dà il massimo di sé in racconti come questo. Si tratta di un matrimonio finito decisamente male, un bagno di sangue, un vero e proprio mattatoio: Cos’è successo prima per far succedere tutto questo? La domanda se la pone il lettore ma Palahniuk non ha certo tempo da perdere per imboccarlo. Quello che potrebbe definirsi un epilogo servito come un antefatto, si conclude nel giro di poche pagine, poi il romanzo cambia registro. La protagonista ha avuto un incidente, si trova all’ospedale, è rimasta orribilmente deturpata, dettagli che ci verranno snocciolati lentamente, capoverso per capoverso, paragrafo per paragrafo, ma scordatevi che sia fatto in ordine cronologico. Il tempo qui diventa semplicemente un cambio immagine cinematografico; tanto che l’autore ce ne avverte con un semplice “vai a quando …”.

Dopo le due sequenze narrative iniziali (epilogo/antefatto – Incidente/presentazione della protagonista), il romanzo diventa “on the road”. Anche qui Palahniuk non procede in linea retta e ci presenta i suoi personaggi raccontandoli mischiando la cronologia delle loro storie. Solo alla fine, miracolosamente, il puzzle si ricomporrà in una trama logica anche se non propriamente razionale.

Palahniuk non rinuncia al suo solito finale ad effetto, vuole per forza stupirci, per farlo stiracchia un po’ la realtà, finisce per muoversi sul filo del paradosso; si passa da Oliver Stone e Tarantino ad Almodovar e Alex de la Iglesia di Accion Mutante; per sfociare poi in un lieto fine, questo sì, insolitamente positivo e facendoci quasi la morale sulla vita e la morte.

Insomma, si tratta di un romanzo in chiaro scuro, gli ingredienti di Palahniuk ci sono tutti, anche il personaggio - Brenda Alexander, lo abbiamo già incontrato con nomi diversi in altri suoi romanzi. Il motto tormentone qui dice: Per cambiare le cose nella vita si deve fare la scelta peggiore. Così vediamo Shane che diventa Brenda perché non vuole cambiare sesso, e la sorella si spara in faccia perché è stufa di essere bellissima, ricchissima eccetera. Non so a voi, ma questa tesi anche se ci fa pensare, mi sembra un po’ una forzatura.

Nel complesso il romanzo è bello e si legge bene, qualche difficoltà con i nomi dei personaggi che cambiano da un rigo all’altro, ma in finale si riesce sempre a capire con chi si ha a che fare. Manca forse l’originalità, ma non si può chiedere ad un autore di essere diverso da stesso. Certo che se pubblicasse un libro ogni due anni, avrebbe più tempo per curarli e arricchirli. Ho notato che il suo più bel romanzo è proprio il primo “Fight Club”, ed è anche il più diverso dagli altri. Per esempio non figura il personaggio cliché di Helen o Brenda o della madre in Soffocare, manca l’assassina dal trucco pesante, con gioielli esageratamente grandi e la passione per qualcosa di molto sfavillante. Questo vuol dire che ha avuto del tempo per ripensare e riscrivere più volte la storia, e alla fine ha deciso di fare dei tagli. Anche le ossessioni per i mobili e gli immobili, in Fight Club è morigerata mentre negli altri romanzi a volte sfiora il parossismo della sinapsi. Morale: Palahniuk scriverebbe dei romanzi migliori se pubblicasse di meno.

Un’ultima annotazione: Questo romanzo mi ha fatto riflettere molto su quanto il cinema ha influenzato la letteratura. Secondo me è paragonabile alla rivoluzione indotta dalla fotografia nella pittura.


Inviato: 2009/10/16 13:46
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Re: Invisible Monsters - Chuck Palahniuk
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Caro Momo e cari tutti,

due correzioni su quanto scrive Momo:
1. È Invisible Monster e non Fight club il primo romanzo scritto da Palahniuk, anche se sono stati pubblicati in ordine inverso.

Per questo motivo forse non ha senso parlare di "solito finale ad effetto"... essendo il primo libro ovviamente non esiste un solito.

2. Il nome corretto è "Brandy" e non "Brenda" Alexander.

In generale sono d'accordo con la recensione di Momo... io ne ho gradito molto la lettura, apprezzando la spietatà critica al mondo dell'immagine e alla cultura che impone la perfezione sempre e comunque. Però ho trovato che alcuni colpi di scena siano eccessivi, dandomi l'impressione che l'autore in quei punti mirasse più all'effetto che alla sostanza.
In generale, la storia raccontata con tutte le sue implicazioni (cito Momo) "anche se ci fa pensare mi sembra un po' una forzatura."

Cari saluti

AM

Inviato: 2009/10/19 12:32
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Re: Invisible Monsters - Chuck Palahniuk
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Oibò, quello che mi dici è molto interessante. Credevo che fosse Fight Club il suo libro d'esordio proprio perché mi sembrava più elaborato, e in genere il primo romanzo è quello cui lo scrittore lavora più tempo. Visto sotto questa prospettiva I.M. è quasi una taumaturgia di quanto scriverà per anni avvenire. Singolare.

Sul nome Brenda, io ho una pessima memoria per nomi e date, quindi prima di scriverlo ho preso il testo e controllato, sul mio c'è scritto proprio Brenda. Ma chissà, magari è stato italianizzato ... sbagliando.

un saluto affettuoso

Mo


Inviato: 2009/12/4 18:10
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Re: Invisible Monsters - Chuck Palahniuk
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Non ho letto ne uno ne altro, ma grazie per la raccomandazione. Cerco di leggere almeno uno…

Inviato: 12/3 12:49
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