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lo scrittore
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come pubblicare con quale casa editrice quanto sborsare per farlo... in questo sito non si parla d'altro!
a parte la monotonia delle discussioni, ma inizio veramente a sospettare che lo scrittore sia tale solo dopo aver pubblicato
non c'è più nessuno che scrive per se e per la sua stanza? nessuno che scrive per la sua fidanzata? ci è così indispensabile il riconoscimento che viene dal mercato??
io, come scrittrice e come persona, penso di essere molto altro.
le mie letture per prima cosa, e tutto quello che forse un giorno mi porterà a pubblicare, non il fatto stesso di aver pubblicato.

senza

Inviato: 2008/6/13 15:10
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Re: lo scrittore
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La scrittura è una forma di comunicazione e generalmente chi ama scrivere vuole condividere con gli altri i suoi pensieri. Ma non credo affatto che basti pubblicare per essere uno scrittore, tutt'altro! Anzi, sono sicura che esistono dei grandi scrittori che resteranno sconosciuti e per contro dei pessimi scrittori che troveranno il modo di arrivare negli scaffali delle librerie.

Inviato: 2008/6/13 16:34
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Re: lo scrittore
Guest_
hai ragione senza...
io scrivo per mio marito, ogni volta che ci salutiamo. gli lascio una lettera, scritta a penna, sotto il cuscino.

Inviato: 2008/6/17 20:00
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Re: lo scrittore
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Credo siano diversi i motivi per cui una persona scrive.
A ciascuno il suo.
Io scrivo probabilmente per un bisogno di "comunicare" ciò che ho dentro... e/o ciò che la mia fantasia crea.
Allora pubblicare diventa un mezzo appunto per "comunicare" con un numero di persone più alto possibile.
Perché altrimenti è come parlare da soli ...e pare che non sia una cosa molto salutare

Inviato: 2008/6/18 9:11
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"...mai avremmo scoperto nuovi mari, senza lasciare le sicure spiagge."
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Re: lo scrittore
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chi scrive è molto spesso frustrato dal non riuscire a trovare quello spazio che sa di meritarsi. chi scrive conosce il valore di quello che scrive e non riesce a comprendere perchè gli altri non lo vedano. sembra quasi che il tormento che si agita nei cervelli e nelle penne sia quello di non trovare un posto. si scrive per avere un posto fisso?

scrivere, come dice in modo appropriato senza, non è vedere il proprio nome sulla copertina di un libro. scrivere è la cosa più intima che una persona può fare. molti grandi scrittori sono stati snobbati dal canale dell'editoria, pensate che un poeta come Kavafis non ha mai pubblicato (il massimo che ha fatto è stato rilegare le sue poesie in raccolte che poi regalava ad amici per ricorrenze particolari) eppure lui scriveva, si che scriveva.

scrivere è scrutarsi dentro e cacciare fuori. scrivere è osservare quello che sta fuori di noi e descriverlo. scrivere è immedesimarsi negli oggetti e comprendere le loro emozioni. scrivere è vedere la sigaretta bruciare e ammirare la sua bellezza. scrivere è restare sdraiati su di un letto e non sapere cosa scrivere.

si è scrittori anche se non si ha il consenso del mercato.

Inviato: 2008/6/18 9:15
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Re: lo scrittore
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A questo punto preferisco fregarmene del mercato e di quello che pensa la gente. Finché scrivo e finché qualcuno mi legge io sarò scrittore.

Inviato: 2008/6/18 10:24
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Un uomo saggio disse una volta: "Quando arrivi all'ultima pagina, chiudi il libro".
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Re: lo scrittore
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"si è scrittori anche se non si ha il consenso del mercato"
sono d'accordo: essere pubblicati rischia di significare che si ha scritto un libro commerciale con tanto sesso adatto ad un amplio pubblico.
ma io credo che il proprio consenso non basti: sono convintissima di essere una grande scrittrice, ma finchè nemmeno il mio ragazzo mi fa complimenti la mia autostima vacilla un po' ( anche se il problema è che nessuno capisce a fondo la mia arte, ovviamente ) e forse il giudizio di uno a cui rifaccio il letto la mattina è comunque un po' di parte
innalzo i ciritici a grandi giudizi imparziali ed onniscenti, fregandomene del gusto del pubblico.
ma allora perchè questa smania di pubblicare?
è l'unico modo per ricevere giudizi degni di ascolto?
il modo per cercare fan? perchè alla fine comunque siamo animali sociali e non ci basta cosa pensiamo noi di noi stessi?
uno è uno scrittore anche se scrive malissimo?

a pensarci bene per quanto riguarda la pittura ed in generle l'arte contemporanea: ai critici spetta di far ordine e spiegare a parole quanto sta dipinto su una tela, altrimenti il pubblico non lo riconoscerà mai come arte, se non gli viene detto che lo è. in questo caso preferisco il giudizio immediato del pubblico

senza

Inviato: 2008/6/18 10:56
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Re: lo scrittore
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Se fosse così facile essere scrittori, solo perchè si scrive...
Ma non si è neppure scrittori se si pubblica, perchè oggi basta un editore a pagamento, oppure il print on demand: tutti pubblicano o possono farlo a queste condizioni.

Si può essere scrittori anche senza aver pubblicato, ma allora nessuno ci conoscerà, le nostre parole rimarranno silenziose, come mai scritte. Non basta scrivere per se stessi, uno scrittore ha bisogno di scrivere per un pubblico. Forse è per questo che la maggior parte dei manoscritti degli aspiranti sono illeggibili?

Il giudizio del pubblico è fondamentale: in questo non sono d'accordo con nessuno di voi, era ovvio, no?

Ma per poter essere veri scrittori bisogna superare la prova del tempo. Le mode sono passeggere, anche alcuni scrittori e alcuni libri durano uno spazio breve e poi puff, spariscono.
Solo il giudizio del pubblico nel tempo è il metro con cui giudicare un'opera e il suo autore.

Inviato: 2008/6/18 17:08
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Fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.

Inferno, Canto XXVI
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Re: lo scrittore
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c'è pubblico e pubblico: ci sono le maestre che ti propinano I promessi sposi e gli studenti che li rifuggano... questa è un'opera che si è salvata dal tempo o è viene solo leggiucchiata a scuola perchè è stata assodata tempo or sono come classico e quindi immessa in un programma scolastico che forse andrebbe riveduto?
allora, quale pubblico vale?
io non ho letto il Decamerone, il mio professore, benchè parlasse sempre di sesso e di suo figlio, non ci ha mai detto che era un libro sconcio.
nonostante le vostre risposte ho ancora la netta sensazione che uno scrittore valga solo dopo aver pubblicato, anche se a pagamento, tanto per uscire dal coro di chi ci prova e dire "io ce l'ho fatta: questo è il mio libro bello e di carta" ( a compiuter è più brutto? )

senza

Inviato: 2008/6/18 19:15
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Re: lo scrittore
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diciamo una cosa, ognuno vede l'essere scrittore in base alla propria sensibilità. ognuno scrive per motivazioni o esigenze diverse. quindi dire in modo univoco cosa sia lo scrittore diventa non arduo, ma decisamente impossibile.

sono in parte d'accordo con orange quando dice "ma per poter essere veri scrittori bisogna superare la prova del tempo", infatti il tempo è uno spartiacque tra la semi immortalità e il pozzo profondo dell'anonimato. ma anche il tempo è relativo, quello che prima era considerato bellissimo, potrà cadere in disgrazia (non tutte le case possono resistere all'urto dei monsoni sul fil di ragno della memoria).

Eppure, mi sovviene una poesia proprio di Kavafis (che citavo nel post precedente), dove in un dialogo tra un uomo ed un giovane scrittore, si parlava di un componimento scritto dal giovane che non soddisfaceva l'autore stesso, dove traspariva la disillusione di essere scrittore, ma l'uomo gli rispose sostenendo che già il solo fatto di aver avuto la sensibilità di scrivere, lo poneva un gradino più su rispetto alla massa. i gradini sono tanti, ma chi è più in basso non per questo non è uno scrittore.

si può essere scrittori senza avere pubblico? a mio avviso è possibile. anche i grandi poeti che oggi scrivono in Italia non hanno un pubblico così vasto (tranne i libri della merini, nessun altro poeta supera le 2.000, e dico duemila, copie vendute, loro non sono scrittori?)

Il pubblico è relativo e questo non può compromettere l'essere o non essere scrittore. lo scrittore è quello che ha qualche cosa da dire, anche se non ha un megafono per farlo ascoltare alla moltitudine.

Inviato: 2008/6/19 9:01
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