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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
Just popping in
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Giusyd, hai perfettamente ragione...tuttavia ribadisco che forse un piccolo esame autoriflessivo dovremmo farcelo anche noi autori. Non ci poniamo mai la domanda: perché questa casa editrice dovrebbe pubblicare proprio me? Cos'ha il mio testo di particolare per poter valere il rischio di essere pubblicato (e magari mai acquistato)? Certamente, hai ragione tu, in giro si leggono cose veramente impubblicabili e allora a uno gli rotano le scatole e si chiede quale malocchio sfigatissimo lo perseguita poiché nessuna casa editrice lo degna di uno sguardo.
Però credimi, ogni tanto, quando rileggo le mie "produzioni" (comprese quelle pubblicate) mi domando sul serio che cosa abbiano avuto di speciale per "guadagnarsi" l'attenzione di un editore. E quindi, quando sento la gente criticare le case editrici (che, sono d'accordo, vivono sul talento altrui), mi viene da dire: ragazzi, ma perchè non pensiamo ogni tanto a quello che abbiamo scritto? Se le case editrici non ci pubblicano (o ci chiedono soldi per farlo) non è perchè sono profondamente crudeli...forse è perchè in fondo non c'è granché da pubblicare.
Certo, la gentilezza di una segretaria che alla domanda "scusi, sa che fine ha fatto il mio manoscritto?" risponde cortesemente è auspicabile e indice di grande professionalità; tuttavia spesso non vale la pena telefonare. Lo sappiamo bene che non è stato smarrito o schiacciato dal superpotere di qualche raccomandato. Forse sono state lette 30 pagine e alla fine sono state giudicate non positive.
Insomma, cara giusyd, ti dico questo con lo spirito di una ex-scrittirce ed ex-commessa: durante i saldi, il cliente (per politica generale) se può si serve da solo
Un abbraccio

Inviato: 2007/9/28 15:41
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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A questo punto faccio una proposta buffa e provocatoria: se tanto decidiamo che è accettabile prodursi da soli, perché non creare un'associazione di liberi impreditori scrittori? Di modo ché le case editrici che campano con i soldi che riescono a spillare in giro troverebbero meno pesci nelle loro reti. Magari oltre all'associazione si potrebbero creare delle location, librerie dove vendere i volumi autoprodotti magari facendoli pagare un pochino di meno. Dopo tutto, perché un libro di un -non vip- deve costare come quello di un vip? Naturalmente scrivo tutto ciò con tanta tanta autoironia!

Inviato: 2007/10/2 12:31
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
Just popping in
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Oh finalmente qualcosa di sensato. Invece noto che Arzy (credo) continua a ribadire che è impossibile pubblicare poesia senza pagare. Non è vero! (Fonte diretta io non ho pagato).

Inviato: 2007/10/27 10:22
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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Buon per te Ushuaja. Di tanti che qui sappiamo hanno pubblicato poesia, ora sei la terza che lo ha fatto senza dover pagare, per quanto ne so.

Dunque niente è mai vero in assoluto ma certo la pubblicazione di poesia ribadisco che è difficilissima proprio perché non ha mercato se non d'elite.

Un libro comincia ad essere interessante per un imprenditore che investe diciamo quando comincia a vendere almeno 500 copie (ma si tratta di una stima al ribasso).

Di fronte ad un autore che avesse un mercato del genere chiaro che non avrebbe difficoltà a trovare un editore.

Negli altri casi è molto difficile, ferme restando le eccezioni.

Ad esempio di recente ho avuto contatti con una casa editrice milanese piccola piccola nata dall'idea di un albanese: stanco di pubblicare poesia a pagamento ha deciso di aprire una sua propria casa editrice e a quanto ne so non richiede contributi.

Ci sono però alcune valutazione per cui l'idea dell'autoproduzione non mi attira particolarmente e in questo dissento anche da Maurizio/Ozoz.

Credo importante pubblicare con un "marchio" piuttosto che un altro, credo che questo possa garantirti un servizio adeguato alle tue necessità.

Nel mio caso per esempio la piccola casa editrice milanese di cui parlavo non credo riuscirebbe mai a sosteniermi adeguatamente nella mia zona territoriale per cui preferisco uscire nel catalogo di un'altra casa editrice che mi chiede un contributo ma grazie ad un buon sostegno mi garantisce il recupero di quanto investito.

Sostenerti significa introdurti presso giornalisti della zona, stamparti inviti e locandine, distribuirti come concordato, aiutarti nel reperimento di sale.

Ciao.

Inviato: 2007/10/28 22:35
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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per arzy
"per cui preferisco uscire nel catalogo di un'altra casa editrice che mi chiede un contributo ma grazie ad un buon sostegno mi garantisce il recupero di quanto investito.
Sostenerti significa introdurti presso giornalisti della zona, stamparti inviti e locandine, distribuirti come concordato, aiutarti nel reperimento di sale."
Sei sicuro ke quelli ke kiedono i contributi offrano un sostegno che garantisce il recuper di quanto investito? Anke a me avevano parlato di stampa e presentazioni e distribuzioni...io ho pagato una bella sommetta, non lo farò mai più....nn sono rimasta soddisfatta e se leggerai i miei messaggi sul forum capirai il perchè....a volte offre di più un editore che nn chiede contributi ke ki li kiede...o se cmq resti insoddisfatto almeno nn hai pagato...

Inviato: 2007/10/29 16:42
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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Infatti io ho una certa diffidenza per l'editoria a pagamento proprio perché poi non sono sicura che si dia realmente da fare per distribuire il libro. Ci sono stati parecchi casi in cui l'editore ha stampato solo le copie che poi intendeva dare all'autore e neanche una in più. Comunque penso che cercando bene si possa distinguere anche fra "a pa gaento serio" e "a pagamento non serio". Ci sarà un po' di tutto spero.
Auguri a tutti, in ogni caso.

p.s. sul fatto che la poesia non venda, purtroppo è verissimo però è anche colpa nostra che scriviamo senza leggere chi è esordiente come noi (e qundi poi perché un editore dovrebbe investire su di noi?). Voi avete letto qualche libro di un esordiente nell'ultimo anno? Io tre ma mi sembrano ugualmente molto pochi.

Inviato: 2007/10/29 18:35
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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Salve a tutti,
voglio portare il mio piccolo contributo alla discussione raccontandovi della telefonata di oggi.
Mi squilla il cellulare mentre sto guidando per tornare a casa. Il numero è sconosciuto. Rispondo al Signor Editore di una casa editrice ufficialmente non a pagamento, cui avevo mandato il manoscritto poco più di un mese fa.
Lui si presenta, Fernando; io guido. Si scusa per averci messo tanto tempo a leggere il libro, mi fa i complimenti e avanza una proposta di pubblicazione. Il preambolo è del genere "abbiamo esaurito il budget". Il seguito scorre via sull'asfalto scivoloso di questa fine d'ottobre: "Tuttavia il lavoro è buono e dividendo le spese si potrebbe pianificare l'uscita per la primavera dell'anno prossimo". Mi fermo per scongiurare rimorsi. Rispondo, senza divertimento, che mi ero rivolto a Loro proprio perché sapevo che non richiedevano contributi. Si difende dicendo che sì, di solito è così, ma questo è un periodaccio. Dico che è un periodaccio anche per me (non è vero). Mi augura in bocca al lupo. Saluto e riparto.
Faccio finta di niente, ma in fondo un po' mi dispiace: povero Fernando, mi dico; che occasione che ha perso...

Inviato: 2007/10/29 19:38
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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Spero di non aver capito qual è l'editore che ti ha chiamato.

E spero anche che tu avessi l'auricolare, mentre guidavi e parlavi al cellulare

Inviato: 2007/10/29 19:59
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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ozoz ha scritto:
Spero di non aver capito qual è l'editore che ti ha chiamato.

E spero anche che tu avessi l'auricolare, mentre guidavi e parlavi al cellulare


Circa l'editore non so se hai indovinato, ma vorrei Finirla Qui

L'auricolare invece posso garantire che non ce l'avevo

Inviato: 2007/10/29 20:22
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Re: Perché pagare se il tuo libro vale?
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Zakmckrak ha scritto:

"povero Fernando, mi dico; che occasione che ha perso..."

Invano cerco di smettere di ridere. Bellissima filosofia di vita (editoriale).

per Ushuaja: di esordienti ho letto quattro libri, tre romanzi e una raccolta di poesia. Pochissimo, ma è vero che è spesso difficile orientarsi (lo dico a mia parziale discolpa sapendo comunque di essere colpevole).

Giovanna ha scritto:

"Sei sicuro ke quelli ke kiedono i contributi offrano un sostegno che garantisce il recuper di quanto investito?"

No, assolutamente no. Conosco la tua esperienza perché credo di aver letto tutti i tuoi post sparsi un pò qui e un pò là. Purtroppo la regola è proprio quella opposta: si paga senza avere un sostegno vero. Magari promesse molte. Un editore ad esempio mi presentava con enfasi il fatto della presenza (del libro) a diverse fiere internazionali, Stati Uniti compresi. Penso sarei un pollo a pensare di trovare una qualche gallina che acquisti un mio libro laggiù nel Montana.

Probabilmente la mia è stata un'esperienza fortunata, con un editore a pagamento che è stato abbastanza serio. Con tutti i suoi limiti che però era stato tanto onesto da evidenziarmi subito. Per questo credo che pubblicherò anciora con lui. Ormai il mio secondo libro poetico è pronto, sto aspettando la prefazione. So già che avrò dei limiti (la distribuzione, ad esempio, che sarà limitata alla mia area territoriale. Ma del resto ripeto: chi mai potrebbe acquistare un mio libro a Parma, Bologna, Firenze, Pescara, Roma, Napoli, Bari, Taranto?

Inviato: 2007/10/30 6:42
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