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Libertà di stampa e bavagli
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Marco Travaglio scrive una lettera al blog di Beppe Grillo per denunciare l'ultima legge Mastella che vuole imbavagliare i giornalisti e impedire al popolo Italiano di conoscere le malefatte dei politici, degli industriali, etc etc. Se questa legge passa al Senato, sui giornali non potremo sapere più niente di ciò che accade nel paese alle nostre spalle, niente più scandali, niente più teste che rotolano (anche se a me le teste sembrano sempre lì, tutte al loro posto), niente più informazione, niente più controllo: tutti coloro che sono ai vertici potranno fare ciò che vogliono. E visti i tempi biblici della magistratura, nel Paese ufficialmente non si saprà più nulla. (Mi auguro che almeno nasca qualche forma di giornalismo clandestino). Non è una legge a tutela della privacy, quella già esiste. E' una legge contro i cittadini, a tutela del potere e di chi lo detiene e non vuole scollarsi dalle poltrone. Vergogna!!!



"...non è una legge contro i giornalisti, che le notizie continueranno a conoscerle (e in molti casi sono ben felici di farsi imbavagliare, così danno la colpa a Mastella e non passano per servi). E’ una legge contro i cittadini. Parafrasando Altan, potremmo tradurla così: al cittadino non far sapere come gl’infilano l’ombrello nel sedere."



www.beppegrillo.it/2007/04/gli ... scono_mai.html#trackbacks

Inviato: 2007/5/2 11:01
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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è veramente assurdo! ma dove andremo a finire?
( commento per riportare quest'articolo all'attenzione generale )

senza

Inviato: 2007/5/5 11:55
_________________
tu non hai una coscienza morale
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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Già da tempo ho un sospetto. Ovvero che tra informazione, che ha dei canoni ben precisi che tendono all'oggettività della verifica, e comunicazione, che diventa valida di fronte a signora persuasione, non ci sia più una gran differenza. E questo è male. Un male ben peggiore di tante leggi, anche se messe tutte insieme.

La morte è stata lenta. Questa legge altro non è che una lettera in più sull'epitaffio dell'informazione. Il requiem ci sta tutto, ma viene in ritardo. Clamoroso ritardo. Almeno per come la vedo io, chiaramente.

Inviato: 2007/5/5 12:29
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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Se ho capito bene, intendi dire che i giornalisti si sono autoimbavagliati da tempo.
Di giornalismo servile si parla e si legge.
Spesso coesiste con la vera informazione sulle medesime testate giornalistiche. Così abbiamo gli articoli che leccano il velista-manager-finanziere di turno accanto agli articoli di nomi come Stella (che se non si mette a scrivere romanzi è davvero grande).
Così vanno le cose. (Oh, quanto ho in odio questa frase!)
Almeno se qualche notizia riesce a finire sui giornali il pubblico può leggerla e farsi un'opinione.
Io non ho formule magiche, ma so che l'informazione è potere e non dovremmo rinunciarci così alla leggera.
Vogliono farci credere che non è necessario che il volgo sappia, ci imbottiscono di stupidaggini e oscenità televisive e ci drogano di falsi bisogni.
E noi facciamo come le mucche al macello: seguiamo la mucca giuda coi sorrisi stampati in faccia e ringraziamo perchè della nostra carne ne fanno polpette e bistecche.

Guardiamoci intorno, leggiamo di più, più giornali, riviste, internet, libri, non spegniamo il led rosso nella nostra testa.

Inviato: 2007/5/6 15:08
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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No, non dico che i giornalisti si siano autoimbavagliati da soli. Nè che l'imbavagliamento gli faccia comodo. Non a tutti, almeno.

Il mio discorso. La differenza è tra informazione e comunicazione. Tra fatti e interpretazione. Tra fatti (ancora) e divulgazione.

Ad esempio: parliamo di Grillo. Grillo è un gran comunicatore. Forte, davvero. Ha fatto campagne di sensibilizzazione importanti, convincenti. Ma di fatti, mi dispiace, se ne prende cura poco.

Un esempio? Tempo fa scrisse un post. Parlava di cellulari. Esperimento: prendete due cellulari, accendenteli, fate una chiamata e mettete tra loro un uovo. In mezz'ora quell'uovo diventa sodo.

Panico. Tutti i suoi lettori a gettare il cellulare dalla finestra, a gridare pape satan aleppe!

Poi.

Poi qualche scienziato, aderente ai fatti per natura, fa quell'esperimento. Nulla. Lo fa nuovamente. Nulla, ancora. Nulla di ciò che dice Grillo su quell'esperimento era esatto. Neanche lontanamente. Viene avvisato, più volte.

Sai che fa Beppe Grillo? Nulla. Non smentisce, neanche quando la scienza lo sbugiarda. Ecco: fare informazione significa cercare di aderire alla verità, con lo stesso piglio di uno scienziato. Lui non fa informazione. Comunica. Eppure sono in tanti a dargli retta. Autonomamente, senza leggi ad hoc che suggeriscano di farlo.

Per tornare alla legge in questione. Sai cosa penso? Che trovo insopportabile che la dignità di alcune persone sia mandata letteralmente al macero solo perchè stanno indagando su di lui. Stanno indagando: non è detto che sia colpevole. C'è un abisso nel mezzo.

Il discorso è che certe notizie andrebbero maneggiate con cautela. E se i giornalisti- o i direttori- non hanno abbastanza responsabilità per farlo, allora dovrebbero cambiare mestiere.

In Italia il concetto di informazione va con le donnine allegre: queste legge non aiuta la situazione, ma non la aggrava nemmeno. Almeno secondo me.

Inviato: 2007/5/6 15:45
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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Nei confronti della informazione bisogna sempre mantenere un approccio critico. Ecco perchè il mio invito a non fermarsi alla lettura di un solo giornale o alla visione di un solo notiziario.
Mai abbassare la guardia e accettare supinamente le notizie: per esempio varrebbe la pena chiedersi perchè certe notizie vengono diffuse e magari quanto sono state manipolate prima di accettarle come vere ( altrimenti si finisce come quei giornalisti caduti nella trappola dei gatti in bottiglia: una bufala di internet scambiata per notizia!).

Quindi sono d'accordo con te su questo punto e anche, in linea di principio, sul fatto di maneggiare con cautela le notizie, per non fare a pezzi la dignità di persone innocenti fino a prova contraria (o colpevoli solo dopo sentenza passata in giudicato, quindi quando avranno l'età di Matusalemme, coi tempi dei nostri processi).

Però... c'è sempre un però.
Però non vi sorprende che il Parlamento, di solito sempre diviso, si sia data tanta pena per approvare questa legge? Perchè non si votano leggi più importanti, sulla giustizia, sugli sprechi, sul lavoro, sul precariato? Leggi che abbiano un senso per tutti i cittadini, invece di preoccuparsi del politico che fa il tour fra i viados, o dell'imprenditore che veleggia sul panfilo?
Come al solito mi sembra che chi siede sulle poltrone di comando si dia un gran da fare a coltivarsi il suo orticello di privilegi.

A proposito, ma a che punto siamo? Il Senato ha approvato o no?

Inviato: 2007/5/7 0:12
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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Sì alla libertà d'informazione,anche se stimo molto Biagi quando parla di etica del giornalista.
Mi ricollego all'ultimo post di spirulina,mai mandare presunti innocenti al patibolo.

Inviato: 2007/5/7 13:36
_________________
"Maria, ma quando imparerai a comportarti come un uomo ? "
Ed io che l'avevo mandata a studiare a Detroit.
Johnny Stecchino.
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Re: Libertà di stampa e bavagli
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Citazione:

spirulina ha scritto:
Però non vi sorprende che il Parlamento, di solito sempre diviso, si sia data tanta pena per approvare questa legge? Perchè non si votano leggi più importanti, sulla giustizia, sugli sprechi, sul lavoro, sul precariato? Leggi che abbiano un senso per tutti i cittadini, invece di preoccuparsi del politico che fa il tour fra i viados, o dell'imprenditore che veleggia sul panfilo?
Come al solito mi sembra che chi siede sulle poltrone di comando si dia un gran da fare a coltivarsi il suo orticello di privilegi.


Quoto in pieno.
In quanto alla pena, non credo che se ne siano data tanta, ché alla camera questa legge liberticida è passata quasi all'unanimità, con sole sette astensioni (e parliamo di astensione, non di voto contrario).

Inviato: 2007/5/7 14:12
_________________

Cui trasi in chista orrenda sepultura
vidi rignari la [gran] crudeltati

(Parole graffite sul muro di una cella del palazzo Chiaramonte, in Palermo, sede del Sant'Uffizio dal 1605 al 1782)
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