"Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Vi consiglio la lettura di questo articolo, pubblicato qualche giorno fa su WUZ.
Si tratta di un'intervista a Gianpaolo Cionini, debuttante per la Feltrinelli. Molti gli spunti di riflessione: pubblicare con un colosso dell'editoria è possibile anche per un debuttante, purché ci siano determinate condizioni; pubblicare con un piccolo editore può essere una scommessa; gli editori a pagamento sono "sfruttatori di passioni" (parole di Cionini); pagare per l'editing significa buttare soldi (questo lo dico io, anche se non ne sono completamente convinto). Che ne dite?
Inviato: 2007/2/19 18:51
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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L'autore fa un discorso onesto, ha scritto ciò che gli piace scrivere e leggere, non tralasciando che si tratta di un genere che vende: il thriller. Se in più il libro è buono, le condizioni sono favorevoli alla pubblicazione. Perchè spesso si distingue solo poesia da prosa, ma anche nella prosa ci sono generi che hanno mercato e generi che non lo hanno. Un thriller di uno sconosciuto ha più possibilità rispetto a un libro di memorie in prosa poetica. Io mi guardo intorno per vedere cosa legge la gente. Il thriller va alla grande, le storie un po' frou frou di donne moderne che ironizzano su amore, lavoro e shopping vanno alla grande. E poi vanno i bei libri, quelli di autori affermati, classici o contemporanei, che sono considerati letteratura. Non riduco tutto a questi generi era per fare un esempio. La pubblicazione da parte di un piccolo editore non a pagamento non è impossibile da ottenere se il libro merita. Sono in molti a raggiungerla, forse chi non riesce neppure in questo è perchè ha scritto un libro brutto, (o magari bellissimo, ma che i contemporanei ancora non capiscono Ma il fatto su cui rifletto io è il genere, l'argomento che vende. Forse chi desidera pubblicare con un grande editore deve puntare su questo, e come dice lo stesso scrittore magari quando sarà conosciuto potrà anche veder pubblicati i propsi esperimenti più alti. Io di scrivere letteratura non ne ho proprio la pretesa, credo che per quello si capisca presto se si è in grado o meno di farlo. Io non ne sono in grado. Ma non sono tanti a farlo. Però c'è posto anche per le altre storie, di puro intrattenimento ed è quello che io voglio scrivere. Che con impegno e dedizione forse riuscirò a fare, un giorno. (Sto leggendo cacao di Amado, anche i personaggi proletari dicono un giorno, chissà, forse diventeremo ricchi come i coronel). L'editoria ha le sue leggi sbagliate, forse, sempre più simili alle leggi di un qualsiasi altro prodotto sul mercato. Non si può pretendere di entrarne a farne parte con un prodotto che di mercato non ne ha. A meno di aver scritto un capolavoro, ma per quelli le leggi sono diverse. Poi c'è la difficoltà di raggiungere le scrivanie degli editori, ma le piccole case leggono. Se non si hanno risultati neppure con quelle, non è forse il cso di chiedersi se si è scritto qualcosa di mediocre?
Sugli editori a pagamento ho già detto mille volte come la penso. Sfruttatori di passioni è una giusta definizione.
Inviato: 2007/2/19 19:38
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"...una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito. Improvvisamente è diventata una cosa voluta. (...)Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più. |
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Not too shy to talk
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Poi c'è la difficoltà di raggiungere le scrivanie degli editori, ma le piccole case leggono. Se non si hanno risultati neppure con quelle, non è forse il cso di chiedersi se si è scritto qualcosa di mediocre? ************ io mi sono autocensurato alla nausea, però trovo curioso anche il concetto di "mediocre"...certo, l'ho applicato a me stesso, ma proviamo a pensarci bene...se esiste un mediocre, deve esistere anche un eccelso che lo giustifichi. Lasciamo perdere i supergrandi ( Baudelaire, Kafka, Manzoni etc ), visto che parliamo di thriller, fanta, etc ovvero perlopiù letteratura commerciale. L'autore di cui sopra dice di aver inserito l'undici settembre nel suo libro...2001 s'intende, perchè che il muro di berlino fosse caduto l'11 settembre nessuno si ricorda... mah...a me da l'impressione di quei filmetti in cui vai e vai, alla fine due tette e qualche scena di sesso devono mettercela, ma non sono le commediole di Vitali e della Fenech, e nemmeno un film porno... dopo le tette c'è il terrorista...c'è la bomba...c'è... e l'originalità?
Inviato: 2007/2/19 22:12
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Che ne so Hamel, mica l'ho letto il libro. Ma non capisco se vuoi sminuire la maggioranza della narrativa di genere, o se pensi che non esistano eccelsi libri trhiller o di fantascienza, perchè è ovvio che esistono. Forse alludi a un appiattimento di idee per ricalcare formule collaudate di successo di vendite. Quello non piace neanche a me, ma credo che la maggiorparte dei manoscritti che arrivano alle case editrici siano ancora peggio. Questo volevo dire. La maggioranza, così sento dire, è proprio scritta male. Altri sono noiosi e banali dove vorrebbero essere arguti e originali, anche se scritti in italiano corretto. Ma queste persone sono anche loro nel numero di manoscritti che intasano le case editrici. (Io non mi ci metto perchè non ho mai spedito nulla, solo per questo.) Forse nella moltitudine c'è anche un numero più esiguo di libri buoni che non passano la selezione, ma ci credo poco. Secondo me a forza di provarci e lavorarci su se c'è talento qualcosa ne esce. Poi pensavo anche all'importanza di avere un editor capace, soprattutto agli inizi, che sappia riconoscere il buon materiale e guidarti verso la migliore esposizione. Se non fossi già innamorata, vorrei sposare un editor
Inviato: 2007/2/19 23:33
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"...una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito. Improvvisamente è diventata una cosa voluta. (...)Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più. |
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Quoterei tutto perchè sono molto d'accordo con Lamù. Mi limito a citare questo: "credo che la maggiorparte dei manoscritti che arrivano alle case editrici siano ancora peggio. La maggioranza, così sento dire, è proprio scritta male. Altri sono noiosi e banali dove vorrebbero essere arguti e originali, anche se scritti in italiano corretto. Ma queste persone sono anche loro nel numero di manoscritti che intasano le case editrici. " Ecco, spero proprio che il mio manoscritto non faccia parte di quelli scritti correttamente, ma noiosi e banali, sarebbe una gran bella fregatura
Inviato: 2007/2/20 9:37
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_____ L’onestà nel raccontare compensa moltissimi difetti stilistici, mentre mentire è il peccato irreparabile in assoluto. |
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Daniela
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Lettura interessante, grazie Ozoz
![]() Curioso che esistano in circolazione (la prima ormai esaurita, credo) due versioni dello stesso romanzo, prima e dopo l'operazione di editing della Feltrinelli. Sarebbe istruttivo metterle a confronto, anche se già dalle parole dello scrittore si comprende che è stato fatto un lavoro di riscrittura particolarmente corposo.
Inviato: 2007/2/20 9:41
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Ognun vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei. Niccolò Machiavelli |
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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anche se già dalle parole dello scrittore si comprende che è stato fatto un lavoro di riscrittura particolarmente corposo. Diciamo pure che gli han riscritto mezzo libro .Che cosa non si farebbe pur di farsi pubblicare.
Inviato: 2007/2/20 11:49
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Citazione:
Sandoz dice: Diciamo pure che gli hanno riscritto mezzo libro. Ma non si era detto che l'editor dava suggerimenti e che poi il lavoro di riscrittura lo faceva lo scrittore?
Inviato: 2007/2/20 15:43
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Citazione: Osserva ,Sam:la vita! |
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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La principessa dei Saiyan
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Citazione:
Ma non si era detto che l'editor dava suggerimenti e che poi il lavoro di riscrittura lo faceva lo scrittore? Spero di non dire una stupidaggine, ma credo che il discorso dell'editing sia simile a quello dell'industria del cinema. Se dirigi un film prodotto dalla Fandango, hai una certa libertà e puoi realmente dirti regista dell'opera, che realizzi secondo il tuo gusto e la tua poetica. Se invece la Miramax, o la LucasFilm (che poi se non sbaglio si co-appartengono) ti affidano la regia di un film, hai sì un budget stratosferico e una distribuzione eccellente, ma la tua libertà è praticamente nulla e la tua opera è in realtà "diretta" da chi ti finanzia (a meno che non sei, che so, Tarantino, e quindi hai carta bianca). Ecco, credo che, mutatis mutandis, questa situazione si possa applicare allo scrittore che ha a che fare con la piccola editoria o col gigante Feltrinelli. (con questo ovviamente non voglio esprimere giudizi morali sulla propensione o meno a farsi editare pesantemente un romanzo, ma solo fare un esempio) ![]()
Inviato: 2007/2/20 16:57
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"And in the end the love you take is equal to the love you make." The Beatles |
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Re: "Esordire" con feltrinelli è possibile: ecco come |
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Home away from home
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Sarò ingenua ma io vedo il lavoro dell'editor in modo positivo, quasi come un insegnante che ti spiega come migliorare. Ci sta anche che mi cambi mezzo libro se per mezzo libro ho scritto cose che non vanno bene. E posso imparare da chi ha esperienza dove ho sbagliato. Al secondo libro molti errori non li farò più. Perchè credo che l'editing aiuti gli scrittori a esporre meglio le proprie storie, mica a cambiare le tue idee, altrimenti l'editor della feltrinelli si scriveva il suo di libro. Molti scritori non pensano ai lettori purtroppo. Il fine della scrittura è raggiungere il lettore e, in un thriller appunto, catturarlo nella trama e nell'atmosfera, stupirlo, spaventarlo. Se il mio libro ha le potenzialità per farlo, ma ci sono cinquanta pagine che allontanano da questo scopo, che annoiano, che fanno calare tutta la tensione, meno male che qualcuno prima di darlo alle stampe lo corregge. Se un editor sa fara il suo lavoro il risultato non può che essere migliore. E lo scrittore non può che imparare, per questo come dice daniele sarebbe interessante avere entrambe le versioni di questo libro, non per malignamente contare quanto c'è dell'autore e quanto della casa editrice, ma per capire il motivo dei cambiamenti e imparare a scrivere.
Inviato: 2007/2/20 17:29
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"...una scelta che contrastava la natura, una scelta dello spirito. Improvvisamente è diventata una cosa voluta. (...)Prendo il cappello, me lo metterò sempre, ormai posseggo un cappello che, da solo, mi trasforma tutta, non lo abbandono più. |
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PRIMO RIGO


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), solo che poi magari si riescono a vendere duecento copie e basta, per i motivi discussi e ridiscussi mille volte, distribuzione, pubblicità, eccetera. L'agente letterario di cui parla lo scrittore è materia che non conosco, a lui è poi andata bene. L'agente ha apprezzato il suo libro e non era un piccolo agente. Buon per lui!



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