logo
 
OzBlogOz

Link sponsorizzati

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms




Naviga in questa discussione:   1 Utenti anonimi




La radice dell'islam - parte IV: Mohamed torna alla Mecca
Home away from home
Iscritto il:
2005/3/17 17:33
Da Roma
Gruppo:
Utenti Registrati
Reazione a Catena
Messaggi: 1147
Livello : 29; EXP : 64
HP : 0 / 716
MP : 382 / 30370
Offline
16 Luglio 622: questa è la fatidica data dell’Egira, in cui Mohamed sfugge ai suoi sicari e trova riparo a Medina.

Medina era sita a trecento chilometri a nord dalla Mecca. Si trattava di un piccolo gioiello urbano incastonato tra giardini ombrosi e accoglienti. Diversamente dalla Mecca qui si respirava un’atmosfera per così dire “intellettuale”.

Per capire i motivi per cui il profeta vi fu accolto con entusiasmo (al di là del messaggio teosofico), bisogna ragionare sul valore politico che il monoteismo ha acquistato dopo l’affermazione del cristianesimo.
L’impero romano d’oriente attraverso il dio di Costantino aveva partorito la figura del Basileus: un imperatore che finalmente aveva unito nelle sue mani il potere politico e sacerdotale.
Ad Occidente si andava realizzando una situazione speculare, i cristiani gentili attraverso il vescovo di Roma erano riusciti ad unire nelle mani del papa il potere spirituale e temporale, grazie al quale il regno di Roma riuscirà a sopravvivere anche dopo la caduta nelle mani barbare.
Questa realtà rendeva il politeismo qualcosa di desueto e in un certo senso poco alla moda. La real politic poneva il monoteismo alla base di ogni regno duraturo.
Quindi è facile capire perché il profeta Mohamed fu visto di buon occhio:

1) Egli professava un solo Dio
2) Egli invocava l’unità degli arabi intorno ad una sola religione
3) Egli traeva la propria ispirazione divina dal vecchio testamento degli ebrei

Era dunque perfetto in un mondo in cui gli imperi soggiogavano i popoli che non avevano ancora sviluppato una coscienza politica (stato nazionale). . Erano solo tribù che si combattevano tra loro favorendo sempre qualcun altro. Senza contare che il Dio di Maometto era lo stesso dei cristiani, e questo in un certo senso imparentava il nuovo popolo arabo con quello che imperava su tutto il mondo civilizzato.

Queste sono naturalmente deduzioni personali che però credo influiscono sulla benevolenza con cui il profeta fu accolto dal mondo “borghese” di Medina.

Mohamed fu preceduto in città da duecento seguaci dalla Mecca. Tutti lo volevano ospite nella propria casa; così per evitare gelosie il profeta disse: “Lasciate fare al cammello. Dove si fermerà, mi fermerò”. Questa scelta a quanto pare fu molto saggia, perché il cammello si fermò dinanzi una residenza accogliente appena fuori dall’abitato. Luogo che deve aver incontrato i gusti del padrone visto che vi fece edificare la prima moschea, insieme a due casette per le due mogli: Sauda e Aisha. Altre ve n’aggiunse man mano che prendeva nuove consorti.

Quando la moschea fu pronta, Mohamed vi tenne una fastosa cerimonia in cui dettò praticamente i canoni della sua liturgia. Canoni semplicissimi, comprensibili anche al più semplice dei pastori berberi.
Salì sul pulpito lanciando un grido: “Allah è grande!”, cui i fedeli fecero coro, si curvò volgendo le spalle alla gente e pregò. Poi arretrò discendendo i gradini; una volta in fondo si prostrò tre colte col volto schiacciato sul pavimento in direzione di Gerusalemme. Queste tre prostrazioni furono da allora il simbolo dell’Islam.
Volgendosi poi ai fedeli disse che questo era il rituale da seguire, sia nella moschea sia nel deserto; e li chiamò mussulmani, che significa “coloro che hanno fatto pace con Dio”.

Tuttavia anche la nuova fede nasceva con le sue rivalità. I mussulmani erano divisi in due comunità: i Rifugiati (provenienti dalla Mecca) e i Soccorritori (abitanti di Medina), che non si vedevano certo di buon occhio. Quindi Maometto li accoppiò due a due in un vincolo di fratellanza adottiva sanzionato da un giuramento.
La maggioranza dei Medinesi rifiutò questo provvedimento e quindi il suo credo: con suprema abilità politica il profeta li chiamo semplicemente “i dissidenti”, come se fossero stati loro a distaccarsi dalla religione che la città aveva scelto, invece che lui dalla religione che aveva promesso alla città.
Li divise stipulando un concordato con le numerose e forti comunità ebraiche. La manovra politica gli permise di estrometterli e conquistare il potere civile e amministrativo sulla città. Questo particolare tratto politico diventò una caratteristica propria all’Islam, che vuole incarnati nella stessa persona il potere temporale e quello spirituale. In altre parole Mohamed saltò tutti i passaggi traumatici che condussero alla stessa conclusione l’impero di Roma e quello di Costantinopoli; con la differenza fondamentale che egli era il profeta e non aveva certo bisogno di artifici politici per metterlo in pratica.

Diventato il re di Medina si dovette misurare con i problemi di un qualsiasi “sindaco”. Prima fra tutte c’era la questione della forte immigrazione dei “Rifugiati”, che minacciava la città con la carestia.
Fu allora che Mohamed si rifece alle sue radici arabe, cioè fece quello che da sempre hanno fatto gli arabi quando hanno fame: l’assalto alla diligenza.
Le carovane da e per la Mecca vennero sistematicamente attaccate e alleggerite del loro carico. Fu proprio questa la scuola di guerra a cui si formarono i futuri e famigerati generali di Maometto.
Anche in questi frangenti la legge del profeta era semplice e comprensibile da tutti: quattro quinti della preda andavano a coloro che se la conquistavano; l’altro quinto a lui. Naturalmente il saccheggiatore che ci lasciava le penne ci guadagnava il paradiso, e la sua parte di bottino andava giustamente alla vedova.

Non vi dico come la presero le “compagnie di trasporto” della Mecca!
Abu Sufyan non ci vide più dalla rabbia e mise insieme un esercito di mille uomini per infliggere ai predoni un castigo esemplare, ma più che esemplare nelle intenzioni si trattava di un “CASTIGO CAPITALE”. Però Abu Safyan non aveva tenuto conto che i numeri non bastano quando si ha a che fare con i pupilli del padreterno.
Mohamed gli andò incontro con trecento uomini e li vinse eroicamente, attribuì quella vittoria ad Allah, dimostrando al mondo quanto può valere un guerriero in cui cova lo zelo religioso.
Abu Sufyan scampò la morte “per miracolo”, e giurò che non avrebbe più sfiorato una delle sue mogli prima di aver lavato l’onta della sconfitta. Doveva essere proprio un uomo padrone dei suoi istinti visto che la rivincita giunse dopo un anno…

Dall’altra parte Mohamed aveva istaurato un governo autocratico, con l’inevitabile culto della personalità che questo sistema comporta. Anche questo tratto diventerà caratteristico dell’Islam.
Arrivò a far pugnalare due poeti, un maschio e una femmina, che osarono comporre dei versi che lo schernivano. Gli ebrei che non tolleravano questi sistemi repressivi, furono isolati nel loro quartiere e in seguito gli furono confiscati i beni.
Dopo questi fatti fu cambiato il rituale della prostrazione nella preghiera: non più verso Gerusalemme ma verso la Mecca.

Nel 625 Abu Sufyan alla guida di 300 uomini ebbe la meglio sui 100 del profeta, che quasi perse la vita sulle colline Ohod. In ogni modo Medina non cadde, e dopo un mese di assedio gli uomini della Mecca si ritirarono.
La conseguente rivalsa che Maometto avrà sugli ebrei lascia pensare che questi ultimi avevano in qualche modo aiutato Sufyan. Il profeta li mise dinanzi alla scelta di diventare mussulmani o morire. Gli ebrei scelsero di morire. Il grande profeta non tentennò facendone fuori 600, tutti quelli in grado di combattere (gli uomini), e vendette come schiavi le donne e i bambini (iniziando così il distinguo tra mussulmani e infedeli).

Da buon politico che quando non può battere i propri nemici cerca di allearsi con loro, intavolò una trattativa di pace con la Mecca, chiedendo per sé e per i Rifugiati il permesso di tornare in pellegrinaggio alla Kaaba (e questo lascia pensare che Medina era diventata una città scomoda per loro).
I Quraish acconsentirono e per evitare attriti si ritirarono sulle colline circostanti. Questa vittoria fu più importante della sconfitta in campo di battaglia.
La Mecca assistette attonita allo spettacolo dei 2000 mussulmani sfilare ordinatamente per sette volte intorno alla Kaaba. Mentre Mohamed si chinava riverente sulla pietra nera, essi gridarono: “Non c’è altro Dio che Allah!”.

Mi fermo a quest’importante tappa dell’Islam che torna in seno alla Mecca, per rimandare al prossimo episodio l’ascesa a vero e primo re del nascente impero arabo di Mohamed.


NB: So che questo è un forum e forse quanto scrivo non è propriamente una proposta di discussione, ma spero in ogni modo di contribuire ad una maggiore coscenza critica a quante se ne sentono da Tg e giornali...
Naturalmente sono ben accette precisazioni e obiezioni o, anche solo, cordiali saluti.

ciao e alla prox - by Mo

Inviato: 2006/10/5 17:40
_________________
proprio xké non vuole la pienezza, può vivere appieno senza chiedere altro (Tao Te Ching)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: La radice dell'islam - parte IV: Mohamed torna alla Mecca
Just can't stay away
Iscritto il:
2005/9/18 17:25
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 342
Livello : 17; EXP : 27
HP : 0 / 406
MP : 114 / 16652
Offline
Grande Momo.
Ho poco da dire, semmai devo farti una domanda.
La tua ricostruzione è pacificamente accettata all'interno del mondo mussulmano?
Voglio dire, potresti in tutta tranquillità esporla a un mussulmano senza timore di suscitare obiezioni, accuse di eresia o quant'altro?
Esistono altre versioni di questa storia? Ne esiste una ufficiale o ortodossa?

(ops, è più di una domanda )

Inviato: 2006/10/5 21:25
_________________
Io divido il mio tempo così: metà dormo e l'altra metà sogno.
S.Kierkegaard
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: La radice dell'islam - parte IV: Mohamed torna alla Mecca
Home away from home
Iscritto il:
2004/1/13 22:33
Da Firenze
Gruppo:
Utenti Registrati
Libro Bianco
Messaggi: 1790
Livello : 35; EXP : 41
HP : 0 / 860
MP : 596 / 39450
Offline
Bella domanda Kerk, vorrei saperlo anch'io.

Intanto correggo la mia precedente: le religioni le rovina la politica?

Inviato: 2006/10/16 21:22
_________________
This gun's for hire
even if we're just dancing in the dark
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: La radice dell'islam - parte IV: Mohamed torna alla Mecca
Home away from home
Iscritto il:
2005/6/12 20:05
Da Firenze
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 570
Livello : 21; EXP : 93
HP : 0 / 523
MP : 190 / 21830
Offline
Anch'io mi accodo alla domanda di kerkunnos.

Per quanto riguarda il rovinare le religioni con la storia credo che con il passare del tempo cresca il pericolo di strumentalizzazione.



Complimenti momo!

Inviato: 2006/10/18 8:31
_________________
Nome E Cognome
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: La radice dell'islam - parte IV: Mohamed torna alla Mecca
Home away from home
Iscritto il:
2005/3/17 17:33
Da Roma
Gruppo:
Utenti Registrati
Reazione a Catena
Messaggi: 1147
Livello : 29; EXP : 64
HP : 0 / 716
MP : 382 / 30370
Offline

Innanzi tutto scusate per il ritardo con cui vi rispondo.

Spero proprio che la mia ricostruzione storica non offenda in alcun modo alcun chi.

I fatti sono questi e in quanto tali non credo che possano urtare la sensibilità religiosa di qualcuno. Del resto sono tutte informazioni che ho reperito da pubblicazioni ufficiali.

C'è poi sempre da tener conto di quanto la storia debba tener conto degli occhi di chi la guarda e la racconta. Per onestà intellettuale al riguardo posso dire di essere laico, di aver ricevuto una formazione cattolica e di avere radici ebraiche nel mio dna. Tuttavia nutro un profondo rispetto per ogni credo e ogni cultura che lo esprime.

Certo se avessi posto un'ipotesi tipo il Gesù Barabba avrei rischiato ben più di un'accusa d'eresia. Però non mi sembra di aver detto nulla di offensivo o che mette in discussione le rivelazioni del profeta.

Visto che viviamo in occidente e scriviamo su un sito dove il confronto intellettuale è aperto, se c'è un mussulmano che vuole contestare qualche interpretazione dei fatti, ma lo faccia pure; anzi, lo invito vivamente a farlo.

Per il resto ringrazio tutti quanti hanno voluto lasciare traccia del loro passaggio: "grazie a voi per l'attenzione".

Non mi fate i complimenti altrimenti ci credo vé... ciao e alla prox.. che poi è già stata postata...


Inviato: 2006/10/22 16:13

Modificato da Daniela su 22/10/2006 18:51:36
_________________
proprio xké non vuole la pienezza, può vivere appieno senza chiedere altro (Tao Te Ching)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci






Puoi vedere le discussioni.
Non puoi inviare messaggi.
Non puoi rispondere.
Non puoi modificare.
Non puoi cancellare.
Non puoi aggiungere sondaggi.
Puoi votare.
Non puoi allegare files.
Non puoi inviare messaggi senza approvazione.

[Ricerca avanzata]


Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
Iscritti14172
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 48 utente(i) online (39 utente(i) in Forum)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 48

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 14
Ieri: 10
Totale: 5535
Ultimi: CorineSchw

Utenti Online:
Ospiti : 47
Membri : 0
Totale: 47
Lista Utenti [Popup]

© 1999-2017 OZoz.it