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E ades la vegna bela: "dritte" per selezione d'editore (dal Rifugio degli Esordienti) - Specifiche
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Riprendo l’intervento precedente con la selezione degli editori indicati dal sito “Danae/Rifugio degli esordienti” tra quelli disponibili a pubblicare senza richiesta di contributo all’autore.

26 gli editori indicati dal sito.

Di questi ne avevo “raccomandati” 7

Ora, andando a sbirciare nei siti di ciascuno di loro, scopriamo una serie di notizie curiose.

Iniziamo da “Edizioni del Catalogo”
Casa editrice giovane giovane, a ottobre è uscito il secondo libro in catalogo (poesia).
A novembre ha chiuso i battenti.
Alla faccia della velocità.

“Aletti editore”, invece, stampa una rivista letteraria, “Orizzonti”, presente nelle librerie di 30 città italiane (Feltrinelli in particolare).
Vanta inoltre 4 collane.
1 di poesia (3 titoli), 1 di gialli (2 titoli), 2 diciamo miste con romanzi, poesie, fiabe.
Attenzione alla questione contributo.
In realtà nel sito si trova l’avvertenza che di regola vengono stampate 150 copie del libro proposto e di queste 70 devono essere prenotate dall’autore (al limite 7 al mese).
Ma questa, non è una forma di contributo?

“Giulio Perrone editore” vanta 6 collane.
2 di classici (3 titoli)
1 di poesia (5 titoli)
1 dedicata all’altra metà del cielo (3 titoli)
2 di narrativa con ottica giovane ed attenzione alla realtà (5 titoli)
Parrebbe debole la distribuzione basata su internet (il sito dichiara comunque in fase di costruzione una rete di presenza in libreria).
Secondo il passa parola tra autori, non viene richiesto contributo alcuno.

“Michele Di Salvo editore” di Napoli propone 6 collane con di tutto di più ed un considerevolissimo straripante numero di titoli. Rilevante la presenza in fiere. Collegata a Di Salvo c’è da segnalare “TracceDiverse” di Torino, realtà editoriale di recente nascita e già con produzione superiore ai venti titoli.
Non è escluso [ in base alla mia esperienza ] che, in qualche modo, diretto o indiretto, alcuni costi vengano scaricati sugli autori.
Dipende probabilmente dal caso per caso e dalla trattativa avviata.
Comunque alla fine pare ci si possa trovare di fronte a forme indirette di contributo.

“ARPANet” onestamente, anche esaminando il sito, non ho capito che tipo di produzione abbia. Vanterebbe tuttavia una buona presenza in libreria (anche se non ho capito con quali titoli) ed in particolare nelle librerie Mondatori.
Mi riservo una verifica “de visu” al prossimo viaggio a Milano.

“Melquiades” si propone con 2 collane, sette titoli finora pubblicati con particolare attenzione agli scrittori emergenti.
Non straordinaria la visibilità nelle librerie (concentrata in poche città italiane, non più di dieci).

Infine “PeQuod” con titoli di narrativa, poesia, saggistica.
Interessante avvertenza, risulta già definita la programmazione delle uscite per i prossimi 8 mesi.
Inoltre, nel caso di invio di manoscritti, qualora dopo 6 mesi non si sia ricevuta risposta non serve telefonare per avere notizie.

Insomma, alla fine i “magnifici 26” senza contributo indicati dal sito “Danae/Rifugio degli esordienti” non sono certo quelli che ci porteranno alla gloria celeste.

Potremmo toglierci la gioia di pubblicare ma effettivamente la collocazione finirebbe con l’essere di nicchia.




Inviato: 2006/1/19 18:53
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Re: E ades la vegna bela: "dritte" per selezione d'editore (dal Rifugio degli Esordienti) - Specifiche
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Ti do qualche dritta in più...

Aletti chiede contributo, non facciamoci fantasie, ed il prezzo a copia lo stabiliscono loro a seconda dei margini che possono ricavarci (poi se tu lo vendi a meno puoi farlo certamente...)
E' vero che ha collegate un sacco di librerie anche famose (Felitrinelli) in tutta italia, ma stampando solo 50 copie dove finirà il tuo libro? Hai la sicurezza che lo mandino a qualche libreria o forse rimane in magazzino in attesa che uan di esse magicamente lo ordini? Ok va sulla rivista Orizzonti. Ti basta? Beh quando ti arriva il preventivo pensaci bene...

Perrone gratis? Non direi. Mandagli un manoscritto e riceverai una nuova originale proposta... Solo comprando un suo libro potrai essere valutato (senza la certezza di venir pubblicato). Simpatico metodo, innovativo per far soldi. Magari compri un libro che nont e ne frega nulla, lo valuti con due cavolate... e tutto solo x venire letto e poi magari accantonato. Moltiplica la tua bella cacc.. con quella di tanti altri ed ecco il guadagno di Perrone.

Una considerazione finale... ma siamo davvero convinti di voler spendere queste cifre per un numero limitato di copie e con il grande dubbio che la loro promozione sia vana? Guardate in quanti hanno pubblicato con qusti signori... quanti poi hanno avuto un così elevato eco?

Ci sono metodi più economici e meno illusori. Se stiamo cercando tipopografie con ISBN, bene allora cerchiamole accuratamente.

Inviato: 2006/1/20 14:29
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E ades la vegna bela: muore Sansone, cadono i templi e i Filistei ma la speranza indomita avanza
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Torniamo un attimo in “presa diretta”, ovvero alla cronaca in merito agli esiti dell’invio della proposta di pubblicazione del manoscritto realizzato a cavallo tra il 2004 e i primi mesi del 2005.

Ieri la cassetta postale ha raccolto dalle graziose mani della postina una nuova missiva.

“Gentile …,
grazie anzitutto per la sua fiducia nei nostri confronti, non si può negare al romanzo di cui ci narra la trama una notevole originalità. Ci sembra però, nondimeno, che non possa bene inserirsi nei nostri programmi editoriali. Le esprimiamo il nostro rammarico e la preghiamo comunque di accettare i migliori auguri e un saluto molto cordiale.”

Firmato Elvira SELLERIO da Palermo.

Parbleu!

Quando si dice lo stile.

Anche stavolta è andata buca ma almeno con un piccolo zuccherino.

Riassumendo l’operazione “manoscritto fratto, gratto, tratto”:

78 case editrici contattate a luglio 2005,
delle quali
74 con lettera e sinossi,
4 con invio manoscritto per intero;


Tra agosto e novembre sono state 10 le case editrici (l’ultima ARPANet di Milano) che, letta la sinossi, hanno formalmente chiesto l’invio del manoscritto per intero.

Oltre a queste 10 case editrici, ho avuto notizie da altre 16 case editrici.
Ovvero:
1. 5 lettere sono ritornate al mittente, “colpi a vuoto” per trasferimento delle case editrici;
2. 5 hanno spedito cortesi risposte negative per specializzazione estranee alla narrativa (Piero Aldo Vola, Art Edizioni, RCS libri; infine, da ultimo, Interlinea Srl di Novara e LietoColle, quest’ultima precisando di avere al momento solo collane di poesia);
3. 1 cortese risposta negativa perché “la nostra collana di narratori italiani esordienti è chiusa da quasi quattro anni” [editore DeriveApprodi di Roma];
4. 1 cortese risposta da Milano di disponibilità che porterebbe a pubblicazione con condivisione economica (grazie, ma al momento non mi interessa eppoi non è bello parlare di quattrini a prescindere – come sospetto – dal contenuto);
5. 1 cortese risposta negativa (semplicemente sulla lettera con sinossi) perché “il piano editoriale, non prevede nuovi inserimenti riguardanti la narrativa italiana” [Giunti editore di Firenze];
6. 1 cortese risposta negativa (sempre in base all’invio della sola lettera con sinossi) da PIEMME di Alessandria perché “le proposte già selezionate garantiscono la loro programmazione per i prossimi anni” (sic!);
7. 1 ennesima negazione da Newton & Compton di Roma perché “purtroppo la proposta non rientra nei piani editoriali della casa editrice”;
8. infine la cordiale ma pur sempre negativa risposta da Sellerio, l’editore di tal Camilleri, per intenderci.

Insomma, su 78 contattati, tolte le 5 lettere tornate al mittente, ho ottenuto 21 risposte.

Questo, si badi bene, qualcosa significa.

Significa che le case editrici non sono indifferenti ai nuovi autori, agli esordienti.

Naturalmente procedono con i piedi di piombo.

Però rispondono.

Non è poco.

Tornando invece al dettaglio della situazione, devo ancora precisare in merito alle case editrici in possesso del mio manoscritto:

dei 4 editori che avevo selezionato io direttamente:

1. 1 solo per ora ha risposto, Adelphi, respingendo la proposta invero senza troppo motivare e amen;
2. 3 restano silenti ad ormai 6 mesi dal ricevimento dell’opera;


dei 10 editori che, ricevuta la sinossi, si sono dichiarati disponibili a ricevere il manoscritto per intero:

3. 1 ancora non lo ha ricevuto anche perché sto provvedendo ad una rivisitazione in base alle (poche) osservazioni utili pervenute;
4. Azimut di Roma a settembre ha spiegato i motivi (anche tecnici, legati alla distribuzione) per cui al momento non ritiene investire sull’opera che pure, come ha dettagliato, presenta una serie di elementi interessanti (ed altri, pure dettagliati, da rivedere);
5. 1 editore torinese subito dopo aver ricevuto il manoscritto letteralmente in poche ore mi ha fatto avere una proposta di contratto oneroso (caduta nel nulla dopo uno scontro via e-mail non da poco);
6. 1 editore pugliese al quale avevo inviato il manoscritto ad agosto (su sua richiesta) proprio pochi giorni fa mi ha proposto un contatto per definire l’eventuale accordo (comunque basato su un consistente contributo da parte mia) dato il giudizio particolarmente positivo espresso dai lettori consultati (con comunque la precisazione della necessità di una certa attività di editing per correggere alcune “sbavature” stilistiche dell’opera);
7. infine Clinamen di Firenze, all’incirca due mesi dopo aver ricevuto il romanzo nella versione intera, mi ha comunicato che la pubblicazione non può rientrare nei loro piani editoriali;
8. 4 editori dunque restano silenti pur avendo ricevuto l’opera da ormai mediamente 4 mesi



Tutto questo un certo qual significato ce l’ha.

Ovvero che sarà bene rimettere mano al manoscritto, cercando di migliorarlo per eventualmente contattare le case editrici finora escluse.

Insomma, muore Sansone, cadono templi e Filistei ma la speranza indomita avanza.

L'importante è non aver fretta, dar tempo al tempo, non lasciarsi prendere dalla fregola di bruciare le tappe.

Altrimenti si paga.

In tutti i sensi



Inviato: 2006/1/21 1:41
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Re: E ades la vegna bela: muore Sansone, cadono i templi e i Filistei ma la speranza indomita avanza
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caro arzy ho davvero apprezzato la tua presa di posizione. molti di "noi" aspiranti scrittori dovrebbero avere l'obbligo di rimettere mano al manoscritto e farlo leggere prima di inviarlo a casaccio a qualcuno che non sia un amico o un professore, ma ad uno scrittore vero e proprio.

domanda: ma hai davvero inviato il manoscritto a 74 case editrici? o hai inviato solo sinossi e lettera? e perche' non inviare direttamente il manoscritto senza sinossi e lettera?

sinceramente

manuel sanchez

Inviato: 2006/1/21 14:22
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Re: E ades la vegna bela: "dritte" per selezione d'editore (dal Rifugio degli Esordienti) - Specifiche
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Perrone gratis? Non direi. Mandagli un manoscritto e riceverai una nuova originale proposta... Solo comprando un suo libro potrai essere valutato (senza la certezza di venir pubblicato). Simpatico metodo, innovativo per far soldi. Magari compri un libro che nont e ne frega nulla, lo valuti con due cavolate... e tutto solo x venire letto e poi magari accantonato. Moltiplica la tua bella cacc.. con quella di tanti altri ed ecco il guadagno di Perrone.


Non mi stancherò mai di ripeterlo
Perché un editore dovrebbe investire dei soldi (la lettura di un manoscitto costa) su chi non ha mai acquistato un suo libro?
Se chi batte la strada della pubblicazione sottoponesse il proprio lavoro solo agli editori che conosce, si eviterebbero lettere tornate indietro per trasferimento del destinatario, rifiuti per altra specializzazione, lunghe attese in generale (ovvio che questa però non vuole essere una critica verso Arzy ).
Troppo spesso chi scrive legge poco e, di conseguenza, inonda le redazioni delle case editrici italiane di testi sgrammaticati, noiosi, privi di trama.
Possiamo discutere sulla validità dell'obbligo di acquisto per ottenere la lettura di un testo (non sapevo che questa fosse la politica di Perrone), ma, a mio modesto parere, ogni autore dovrebbe sentire l'obbligo morale di LEGGERE (non di acquistare) almeno un titolo di ogni editore che andrà a contattare.

Inviato: 2006/1/21 15:34
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Re: E ades la vegna bela: "dritte" per selezione d'editore (dal Rifugio degli Esordienti) - Specifiche
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caro ozoz mi viene facile essere daccordo con te.
come diceva de gregori, anche mussolini scriveva poesie.
arzy aspettiamo la lista delle case editrici, comunque, quelle buone.

sinceramente

manuel sanchez

Inviato: 2006/1/21 20:18
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E ades la vegna bela: selezionare l'editore leggendo un libro pubblicato? Professionale ma oneroso.
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ozoz ha scritto:
Perché un editore dovrebbe investire dei soldi (la lettura di un manoscitto costa) su chi non ha mai acquistato un suo libro?
Se chi batte la strada della pubblicazione sottoponesse il proprio lavoro solo agli editori che conosce, si eviterebbero lettere tornate indietro per trasferimento del destinatario, rifiuti per altra specializzazione, lunghe attese in generale (ovvio che questa però non vuole essere una critica verso Arzy ).



Obbligo (morale) di leggere un libro pubblicato dall’editore che si vuole contattare con una propria proposta?

Sì, in teoria non fa una piega.

Come anche non fa una piega la domanda di Sanchez: perché perdere tempo inviando una lettera e una sinossi di proposta? Tanto vale inviare direttamente il manoscritto.

A parte il fatto che diverse case editrici (ad esempio Marsilio) chiedono espressamente di non inviare opere per intero volendosi riservare loro la scelta su quali manoscritti investire i soldi per la lettura,

a parte questo,

voglio evidenziare il problema costi.

Spedire un pacco postale con il manoscritto intero mi costa più o meno 8 euro.

Sicuramente non mi sarei mai potuto permettere di spedire il manoscritto a 74 case editrici a quel costo.

Chiaro che scegliendo la strada dell’invio dell’opera intera avrei drasticamente selezionato le case editrici e allora, in caso di selezione, effettivamente avrei cercato di conoscere per bene l’interlocutore, magari anche leggendone un libro.

Però, attenzione.

Per comprare quel libro avrei speso non meno di 10 euro.

E magari alla fine avrei verificato, letto il libro, che non ha nulla a che vedere con il mio manoscritto quindi eliminando quella casa editrice.

Insomma, anche la selezione costa, se la faccio io.

Spedendo invece lettere e sinossi con una selezione in tono minore, meno “professionale”, con 10 euro contatto 15 case editrici.

Anzi, buttiamola in moneta pura.

Percorso caldeggiato da Maurizio e Sanchez: acquisto di un libro per lettura preventiva 10 euro, fotocopia del manoscritto 5 euro, spedizione pacco postale 8 euro.

Totale 23 euro per contattare una casa editrice.

Con 23 euro ho invece spedito lettera di presentazione e sinossi a circa 30 case editrici.

Diverse di queste avevano cambiato indirizzo, altre hanno comunicato una diversa specializzazione rispetto alla narrativa, altre non hanno risposto.

Ma alcune hanno esaminato la sinossi e sulla base di quella hanno chiesto copia dell’intero dichiarando una generica disponibilità alla pubblicazione.

In pratica, spendendo circa 60 euro ho contattato 74 case editrici “scovandone” 10 che mi hanno richiesto l’invio dell’opera intera (di alcune delle quali nemmeno sospettavo l'esistenza o comunque mai avrei pensato di selezionare acquistandone un libro).

Acquistando un libro in via preventiva e poi spedendo l’intero, al massimo con quella cifra selezionavo e contattavo un numero di case editrici da contare sulle dite di una mano.

Fermo restando che idealmente l’idea di Maurizio e Sanchez è corretta.

Non mi sembra però conveniente.

O quantomeno ti limita le possibilità.

Fermo restando che, posso immaginare, certo ti presenti bene se contatti una casa editrice con un’opera tua evidenziando di conoscere la loro produzione.

Insomma, non esiste una verità unica e ciascuno deve fare le sue valutazioni puntando sulla strada che reputa meno peggio.

Praticamente un terno al lotto.

Ora comunque resta un problema.

Come selezionare le case editrici da contattare?

Del percorso che ho scelto, ne parleremo alla prossima.



Inviato: 2006/1/22 10:26
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Re: E ades la vegna bela: selezionare l'editore leggendo un libro pubblicato? Professionale ma oneroso.
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Da un punto di vista meramente economico (e dal punto di vista dell'autore) neanche il tuo discorso fa una piega, Arzy

Per quanto riguarda l'invio di una sinossi, molto spesso sono gli stessi editori a preferirla rispetto all'intero manoscritto.
Questo perché la lettura di un manoscritto di costa almeno 10 euro, una sinossi praticamente nulla.

Ciò che volevo dire è che non mi sembra rispettoso (scusatemi se il termine può sembrare un po' forte, ma non ne ho trovati altri ) inviare un intero manoscritto in lettura ad un editore che non si conosce proprio.
Se l'autore non è disposto ad investire nell'editore (acquistandone un libro che, qualunque sia la qualità, ti rimane), perché l'editore dovrebbe essere disposto ad investire nell'autore?
Spesso ci ci lamenta, a ragione, del sistema editoriale italiano che premia solo chi è già famoso, indipendentemente dalla qualità di ciò che ha scritto (mi viene in mente, ad esempio, il romanzo appena pubblicato da Veltroni ). Però non ci si sofferma quasi mai sul problema opposto. E cioè che troppo spesso chi invia un manoscritto legge poco e soprattutto non legge ciò che l'editore contattato pubblica.
Il sistama va oliato, ma entrambe le parti dovrebbero rimboccarsi le maniche

Inviato: 2006/1/22 11:34
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dico la mia.
quando credevo di avere un manoscritto decente l'ho inviato alle case editrici a casaccio scegliendone anche di famose.
una casa mi risponde, dicendomi che il manoscritto era non pubblicabile.
ho capito che dovevo lavorarci su.
ma da solo?
ho contattato di persona uno scrittore che abita nella mia citta' chiedendogli se potevo parlargli del mio libro. lui ha detto si'. dopo aver letto il suo giudizio e' stato negativo. egli mi ha suggerito quali erano i punti su cui battere e quali passaggi riflettere e cambiare.

mercoledi' lo vedro' di nuovo, ora siamo amici, e gli portero' il mio romanzo che da 235 pagine di zozzeria(perche' poi con il tempo e l'esperienza ti rendi conto che avevi scritto proprio delle merdate) e' diventato 145 pagine di storia logicamente scorrevole.
alla prossima vi raccontero' che mi dice.

morale della favola.
sono daccordo con ozoz quando afferma che dovremmo un po' tutti renderci conto che e' lecito anche criticare baricco, ad esempio, se non ci va giu', ma amici miei baricco SA SCRIVERE.
se io avessi inviato un manoscritto come novecento non credo mi avrebbero risposto: non pubblicabile.

poi un'altra cosetta sulle case editrici.
ne sono nate di nuove e serie in libreria.
io faccio cosi'.
dalla sezione narrativa italiana prendo tutti i libri che mi capitano a occhio: bella copertina, buona esposizione, buona qualita' della carta, poi mi segno i nomi delle case editrici e faccio una ricerca su internet.
credo che una casa editrice seria rifletta un website serio.
e allora mando manoscritto. onesto senza sinossi ne' lettera.
ci fu un grande che disse: un romanzo lo si comprende dalle prime 2 pagine.
se gli va a genio bene, altrimenti ciccia.

cordialmente

manuel sanchez

Inviato: 2006/1/22 18:06
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Re: E ades la vegna bela: "dritte" per selezione d'editore (dal Rifugio degli Esordienti) - Specifiche
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Perché un editore dovrebbe investire dei soldi (la lettura di un manoscitto costa) su chi non ha mai acquistato un suo libro?

Non sono per nulla d'accordo con te.
Ma scusami che ragionamento è questo? Un editore dovrebbe investire su di me o fare la fatica di leggere il manoscritto se gli ho letto almeno un libro? Un editore investe su di me se ritiene che il mio libro sia buono e commercialmente interessante. Io non faccio lo scrittore e probabilmente non lo sarò mai, ma nel mio lavoro so vedere lontano... e dovrebbero imparare a lavorare pure gli editori.
Troppo comodo farsi pagare X000 euro per ripagarsi le spese (e GUADAGNARCI SOPRA) e poi fregarsene altamente.
Non prendiamoci in giro questa è la realtà.
Io il libro di un editore lo compro se mi piace. A priscindere se mi potrebbe pubblicare o meno!

Inviato: 2006/1/23 0:01
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