logo
 
OzBlogOz

Link sponsorizzati

Pubblicizza un corso o un concorso Vuoi pubblicizzare un corso di scrittura o di editoria o un concorso letterario su OZoz.it? Clicca qui!

Concorsi Letterari

Writers' Rooms




Naviga in questa discussione:   1 Utenti anonimi




Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Just can't stay away
Iscritto il:
2004/2/1 21:10
Da Monza
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 273
Livello : 15; EXP : 45
HP : 0 / 361
MP : 91 / 14585
Offline
Cogliendo vari spunti emersi qua e là in altre discussioni, vi giro queste due domande.
La prima. Cos’è per voi Letteratura e cosa invece non lo è?
La seconda. Secondo voi è possibile, oggi, nell’era delle spietate leggi di mercato, produrre (e commercializzare) Letteratura?
Qualcuno ha detto che “Il codice Da Vinci” non è letteratura, e che invece l’Ulisse di Joyce lo è.
Bè, io non posso che dichiararmi d’accordo.
Però, sono assolutamente convinta che IT, di Stephen King sia, definitivamente Letteratura.
Il codice da Vinci non lo è (nella mia modesta opinione, sia chiaro) non perché sia un romanzo di genere, ma perché è una storia intrigante, con sangue e riti oscuri a secchiate, con tutte le caratteristiche per tenere alta la suspence, ma con una scrittura decisamente mediocre, personaggi che non si ricordano, caratterizzati in modo sommario, funzionali essenzialmente alla trama e nulla più.
Quando ho chiuso IT, dopo aver divorate le oltre mille pagine (in inglese, per di più) in una settimana, dopo essermi a volte svegliata presto la mattina, nonostante fossi in vacanza, per andare avanti; quando sono arrivata in fondo all’ultima pagina, dicevo, è stato come perdere degli amici veri, come da bambina, trovarsi alla fine di una meravigliosa vacanza e dover salutare i compagni di avventura, sapendo che non li si rivedrà probabilmente mai più.
Adesso in molti magari storceranno il naso. Ma come, letteratura? Parla di mostri, no?? Va bene, e allora Moby Dick cos’è? Una metafora, appunto, la materializzazione di un incubo, di una ossessione.
Per cui, per farla breve, secondo me la risposta è sì ad entrambe le risposte iniziali. “La casa degli spiriti” della Allende è Letteratura,
Kitchen di Banana Yoshimoto è Letteratura, persino i libri di Harry Potter, lasciate perdere i film e il merchandising vario, sono Letteratura. Perché sono scritti bene. E raccontano belle storie.
Ho scritto una marea, scusate… Voi come la vedete?


sabrina

Inviato: 2005/3/27 7:54
_________________
Parole! Semplici parole! C'era qualcosa di tanto reale quanto le parole?...(O.Wilde)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Sostenitore di OZoz
Iscritto il:
2004/7/24 20:04
Da Roma
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 1979
Livello : 36; EXP : 82
HP : 0 / 895
MP : 659 / 34889
Offline
La letteratura a parte i classici, ha subito nel tempo molti condizionamenti. Intanto ci sono le dure leggi di mercato che impongono alcuni autori rispetto ad altri e qui ci sarebbe da scrivere una settimana come mai una Tamaro è considerata un caso letterario o un libro come "Tre metri sopra il cielo" scala le vette delle classifiche di vendita. Incluso il successo mondiale "il codice da Vinci". A parte questa narrativa considerata "commerciale" cioè destinata a vendere, ci sono autori di tutto rispetto che stentano ad affermarsi perché se non c'è un lancio pubblicitario massiccio, si rischia di invecchiare sugli scaffali.
Oggi è difficile distinguere. Tuttavia chi possiede una buona base - cioè chi ha letto molti libri classici -, è in grado di fare una cernita e di scoprire da sè chi sono i libri più meritevoli a dispetto di ciò che scrivono i critici o di ciò che il mercato cerca di imporre.
Alla fin fine, ognuno sceglie secondo i propri gusti personali e proprio per questo la lettura è un piacere.

Inviato: 2005/3/27 9:06
_________________
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Quite a regular
Iscritto il:
2005/3/25 10:09
Da Roma
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 190
Livello : 12; EXP : 83
HP : 0 / 295
MP : 63 / 10947
Offline
Il mio parere è altamente condizionato dai classici, che divoro giornalmente. Detto molto semplicemente, per me la letteratura vera è quella che - malgrado tutte le difficoltà che ne conseguono - ti lascia un segno, che non ti coinvolge e ti affascina sin dall'inizio e non quando trovi "qualcosa di interessante" all'interno. Dietro ogni letteratura, poi, deve esserci una formazione culturale ben precisa, un linguaggio che non necessariamente possa piacere ma che diventi funzionale a quanto il narratore voglia dire... "I dolori del giovane Werther" perderebbero molto se fossero scritti in terza persona.
Tuttavia questo discorso poteva valere per il passato. Adesso come adesso, è molto difficile che possa esserci della letteratura con la L maiuscola, non perchè non esistano scrittori di talento (ho dato uno sguardo in giro qui e devo dire che molti potenzialmente potrebbero valere più di quanto gli viene attribuito) ma perchè oramai c'è troppa soggettività non accompagnata, peraltro, da una conoscenza alle spalle che possa aiutare a distinguere il buon libro da quello "di penna".
Un tempo la gente si commuoveva davanti alla divina commedia, ci si riuniva in circoli letterari per discutere e confrontare le diverse opinioni e la critica significava proprio "mettere di fronte al tribunale della ragione", ossia si riusciva a mettere in risalto la bravura di qualcuno. Poi non c'era un vasto numero di persone interessati, gran parte delle persone erano analfabete e senza istruzione oppure dovevano passare tutta la vita a cercare di campare. Perciò chi leggeva era uno meritevole di leggere, era qualcuno che - con una capoccia così - poteva permettersi di sputare sangue contro qualcuno.
Adesso come adesso, niente di tutto ciò può essere recuperato. E gran parte di questo è dovuto anche all'istruzione, che vuole formare degli individui produttivi, con delle conoscenze per "sentito dire" semplicemente per non fare la figura da ignorante nella società, privi di ogni creatività ma pronti a fare quello che gli viene richiesto per evitare eventuali punizioni (il brutto voto, il magro stipendio, la cattiva immagine nei confronti degli altri). Anche la cultura è diventata uno strumento produttivo ed è questo che ha distrutto la letteratura. Prima giravano poche copie delle opere in giro e tutte ad alto costo (qualcuno ha citato le raccolte di Blake con le rilegature fatte da lui?) adesso ne girano molte di più in maniera abbordabile. Questa è un'arma a doppio taglio, perchè la cultura sarebbe sì fruibile da tutti, ma ciò comporterebbe anche una grossa selezione di stampa e vendita. I classici non vengono venduti perchè sono letteratura, ma perchè sono "famosi" e anche qui c'è una grossa selezione: alcuni autori presenti nelle antologie vengono considerati di serie B perchè influiscono meno sul sentito dire imparato nelle scuole. Ciò, scusate, perchè i capolavori di alcuni autori li trovi in 2000 edizioni, mentre altri romanzi dello stesso autore non vengono pbblicati? Facendo un esempio su Walter Scott (ogni riferimento alla mia ricerca è puramente casuale ) Ivanhoe lo trovi dappertutto, ma perchè il Cuore di Midlothian no? Lasciamo perdere il fatto che uno può essere più elevato culturalmente e mettiamo le cose come stanno: se dici Scott ti viene in mente il primo, non il secondo. Alle scuole studi il primo, non il secondo. La gente conosce (anzi, più che conoscere, diciamo "ha sentito") il primo, non il secondo. Perciò anche la letteratura viene selezionata, altra dimenticata, altra lasciata a morire (si, proprio così) sugli scaffali. Voi non sapete quanto ho dovuto penare per trovare recentemente il Placido Don... ed aveva vinto a suo tempo il premio Nobel, mica il Telegatto!
Se questo avviene con la letteratura già esistente, pensate cosa possa accadere con quella che potenzialmente potrebbe esistere... morirebbe prima di nascere. Se hai molta fortuna, esso coincide con le iniziative di mercato, altrimenti ti viene gentilmente rifiutato. Secondo me, se adesso un Goethe o un Carroll mandassero un manoscritto delle proprie opere, esse verrebbero rimandate indietro, magari con una lettera con su scritto "Gentile autore, la sua opera è scritta molto bene, veramente! Purtroppo essa non è in linea con le esigenze dei lettori e converrà con me che essa è editorialmente un suicidio. Potrebbe cominciare con qualche libro poliziesco, magari uno simile a quella serie televisiva che tanto piace alle persone, così, per farsi conoscere, e poi ritentare". Oramai il genio, un individuo senza regole e dalla creatività che abbatte ogni limite, entra in aperto contrasto con un mondo fatto di regole e leggi... lo era in passato, adesso lo è ancora di più. E la critica non aiuta di certo... oramai nella critica regna la soggettività, regna il linguaggio con grossi paroloni che tanto sembrano dire ma in realtà non dicono niente di più di quanto già dice l'opera stessa. Io opero nella critica teatrale e letteraria - tra le altre cose - e ammetto che io stesso ragiono in questo modo e per sopravvivere devo a volte parlare bene di tante cose malgrado le trovi di dubbio spessore.
Dopo questa filippica, concludo il discorso aggiungendo altre cose riguarda a cosa sia letteratura: letteratura è quella raccolta di opere da cui il lettore trarrà sempre giovamento, indipendentemente dal suo credo, dal suo modo di pensare e dalle sue idee. Anzi, le aggiorna e le migliora, poichè se un libro è veramente cultura ti fa guardare il mondo con occhi diversi, non ti limita solamente a quello che vedi e non ti mette i paraocchi, ti aiuta ad ascoltare, ad ascoltare, ad essere cosciente di tutto quello che fai e a sperimentare ogni cosa, perchè in tutto c'è qualcosa di buono da trarre... anche una sola parola, un espressione che ti è piaciuta, la vitalità che le persone mettono nel compiere quell'attività, ecc. Nelle letteratura, il moralismo non è uno sfogo contro ciò che non gli va a genio, ma la coscienza di dire ciò che non funziona ma potrebbe essere migliorato, lo spirito non di condannare ma di spingere gli altri a fare il meglio per rendere le cose un pochino più colorate, la voglia di credere in un sogno o in un ideale malgrado gli sguardi divertiti della massa o la sua irrealtà, la felicità di trovare nelle cose qualcosa di diverso dalle forme che l'occhio comune vede in una sola maniera, quella della quotidianità. Chi riesce a fare tutto questo non è più un uomo, è qualcosa di divino, anzi di superiore, perchè Dio è fuori dalle difficoltà, noi sopra (Seneca).

Questo è tutto. Per quanto concerne la scrittura, rimando al topic seguente

Inviato: 2005/3/27 10:13
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Sostenitore di OZoz
Iscritto il:
2004/4/4 14:33
Da Alcadia
Gruppo:
Utenti Registrati
Libro Bianco
Messaggi: 2416
Livello : 39; EXP : 72
HP : 0 / 968
MP : 805 / 38573
Offline
per la risposta all'interessante quesito di sabrina
attendo di comprendere quale sia la chiave che si vuol dare al discorso.

sono un po' confuso
ammetto
rispetto a quanto possa essere interessante un mio contributo in merito.


per la questione "gusto" che è un elemento per me di prima confusione
rimando alla risposta nel thread sulla "storia".
voglio capire quanto meno
se certe risposte
che costano tempo sia a scriverle
che obiettivamente a leggerle -ma per me necessarie vista la complessità della problematica -
siano collettivamente interessanti.


<<
ma è impossibile che ci si educhi a un giudizio critico
che prescinda dal

gusto?



uno spunto all'insegna del tentar non nuoce

http://www.controcorrenteonline.it/Febbraio_2005/Default_10.htm
>>

buon tempo

A.

Inviato: 2005/3/27 11:29
_________________
"Io mi batto solo per quello in cui credo.."
Il mio romanzo: http://www.wolfsrain.it/wolfsrain/marta.pdf
Il mio blog: http://albardellosport.blogspot.com
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Home away from home
Iscritto il:
2003/10/21 20:10
Da Veneto
Gruppo:
Utenti Registrati
LI 2.0
Libro Bianco
Reazione a Catena
Messaggi: 2896
Livello : 42; EXP : 48
HP : 207 / 1037
MP : 965 / 42706
Offline
X dire cos'è letteratura e cosa no si usano + o meno gli stessi parametri x dire se un dipinto è arte eccetera.

Se subentrano troppo i gusti personali allora tutto è letteratura e non lo è niente.
X esempio, x me Picasso non è assolutamente un artista e i suoi scarabocchi sono + vicini a quelli che fa la piccola Elisabetta a 10 mesi che alla parola "arte".
Xò hanno deciso che quella è arte.
X quanto mi riguarda, usando lo stesso metro, qualsiasi scritto che viene definito letteratura è letteratura.
E poi sta a me decidere quale letteratura buttare dalla mia biblioteca e quale non-letteratura tenere.

Inviato: 2005/3/27 12:13
_________________
Un uomo saggio disse una volta: "Quando arrivi all'ultima pagina, chiudi il libro".
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Just can't stay away
Iscritto il:
2004/2/1 21:10
Da Monza
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 273
Livello : 15; EXP : 45
HP : 0 / 361
MP : 91 / 14585
Offline
A me il tuo contributo interessa, sol, per quel che vale...

sabrina

Inviato: 2005/3/28 20:03
_________________
Parole! Semplici parole! C'era qualcosa di tanto reale quanto le parole?...(O.Wilde)
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Home away from home
Iscritto il:
2004/8/9 21:20
Da Livorno
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 947
Livello : 27; EXP : 36
HP : 0 / 659
MP : 315 / 25596
Offline
Domanda ostica...
beh, decido all'unanimità che letteratura (così come arte, bello e via dicendo) è tutto ciò che piace a me!
...No?

Dunque, a mio parere è letteratura ciò che resterà nel tempo. E non è un'espressione da scarica barile stile "ai posteri l'ardua sentenza", il mio è un concetto (stranamente) ragionato. Intendo dire: tra dieci anni chi si ricorderà del Codice da Vinci?
Forse nessuno, perchè nel frattempo qualcuno (forse lo stesso Brown, perchè no) avrà scritto una marea di altri libri più o meno uguali, con la stessa azione, gli stessi personaggi ricchi e belli, lo stesso bacio finale (ho letto solo l'ultima pagina scommettendo con un amico che ci sarebbe stato un bacio, e ho vinto!).
IT, del quale ho letto solo qualche spezzone, è invece letteratura all'interno dell'horror, perchè è indiscutibilmente un modello cui tutti gli scrittori horror si ispirano. Così come il signore degli anelli lo è all'interno dei fantasy, perchè è veramente veramente ragionato (dico, Tolkien si è inventato una decina di lingue per scriverlo!).
Discostandomi da Lunagatta, secondo me Harry non è letteratura, perchè non mi è sembrato apportasse novità di sorta al suo genere.

And
that's
all.

(se vorrò aggiungere qualcosa restate sintonizzati)

Inviato: 2005/3/29 11:12
_________________
After the rain comes sun...
After the sun comes rain again...
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Sostenitore di OZoz
Iscritto il:
2004/12/27 10:37
Da torino
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 120
Livello : 9; EXP : 96
HP : 0 / 224
MP : 40 / 8474
Offline
In un'altra discussione avevo già fatta mia l'opinione di un professore che ultimamente mi sta insegnando molto sulla letteratura (o quella che qualcuno considera tale) l'opinione in questione è che è letteratura tutto ciò che puoi leggere e rileggere e avrà sempre qualcosa da dirti/darti, per ora credo sia vero.

Vorrei però dire qualcosa sui commenti precedenti, Giosp a parte, che non ho neanche capito cosa volesse dire, ho letto con attenzione il commento di Enrirex, su alcune cose sono d'accordo, ma altri concetti, devo essere sincera, mi hanno un po' stufato.
Premetto che non mi riferisco solo al commento in questione ma anche ad altri che ho letto in questi mesi sul sito.
A volte ho l'impressione che neanche più la cultura riesca a salvarsi dalle solite lamentele sulla vita “dei giorni nostri”, a meno che uno non dimostri di essere ad un livello superiore e conoscere opere e autori sconosciuti per tutti gli altri, eppure da qualche parte si dovrà cominciare, no?
Sembra che tutto ciò che è passato assuma valore (a dispetto del presente) solo in quanto tale.

In questo caso cito:
"Un tempo la gente si commuoveva davanti alla divina commedia, ci si riuniva in circoli letterari per discutere e confrontare le diverse opinioni e la critica significava proprio "mettere di fronte al tribunale della ragione", ossia si riusciva a mettere in risalto la bravura di qualcuno. Poi non c'era un vasto numero di persone interessati, gran parte delle persone erano analfabete e senza istruzione oppure dovevano passare tutta la vita a cercare di campare. Perciò chi leggeva era uno meritevole di leggere, era qualcuno che - con una capoccia così - poteva permettersi di sputare sangue contro qualcuno.
Adesso come adesso, niente di tutto ciò può essere recuperato."

Ma vi sembra che fosse meglio? Io non credo che l’istruzione sia soltanto un mezzo per non fare brutta figura nella società, e non c’è neanche bisogno di citare gli innumerevoli casi in cui l’ignoranza ha danneggiato (e purtroppo danneggia ancora) la civiltà.

Sembra quasi che sia una colpa leggere i classici che vengono proposti a scuola, o quelli più famosi o quelli che sono maggiormente pubblicati, indubbiamente ci sono molte opere importanti che non vengono studiate (perché si potrebbero citare tutte?) o che sono meno conosciute, ma non sparerei così a zero sulla cultura.

Scusatemi per la lunghezza del commento e per aver deviato un po’ dal discorso iniziale!

Inviato: 2005/4/4 22:51
_________________
Come vorrei prender forza e con un solo strattone
strapparti il volto,
vorrei con una sola sferzata scoprirti tutti i pensieri,
con un solo brutale strattone, così come si strappa un
reggiseno,
come si strappa la biancheria intima.
Hrabal
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Re: Cos'è, secondo voi, Letteratura?
Just popping in
Iscritto il:
2005/3/31 11:59
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 8
Livello : 1; EXP : 73
HP : 0 / 18
MP : 2 / 680
Offline
Scusa la mia idea Giosp, ma io credo bisogni tenere presente che Elisabetta è alle sue prime sperimentazioni cromatiche, Picasso invece, che conosce la materia e la forma, infrange le regole e propone le realtà nelle sue differenti e complesse sfaccettature.

Per quanto riguarda la letteratura sono daccordo con molte cose dette sinora: attualmente, purtroppo, segue le leggi del mercato.
Ci sono persone che hanno grande padronanza di linguaggio ma non hanno idee. Uno fra tanti: De Carlo. Scive in modo accattivante ma non ha, perdonate la mia opinione, nulla da dire se non quelle due o tre cose che molti altri ci hanno già raccontato. Un esempio? "Pura vita", assembramento di luoghi comuni.
"Letteratura", secondo me, è prima di tutto ispirazione, sentimento, partecipazione e, a volte, dolore. Un'opera d'arte nasce da una profonda solitudine con il proprio intimo, dalla capacità di interpretare la realtà (il "noto"), confrontarsi con essa e renderla al mondo attraverso il proprio vissuto.
Ci sono grandi classici (Anna karenina, Germinal, Sogno di un uomo ridicolo), veri e propri "monumenti" della letteratura, che rileggo spesso e sento sempre attuali, perchè frutto di un'indagine accurata dell'animo umano e del suo intimo sentire.

Inviato: 2005/4/5 11:13
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci


Alla cortese attenzione di Paoletta
Quite a regular
Iscritto il:
2005/3/25 10:09
Da Roma
Gruppo:
Utenti Registrati
Messaggi: 190
Livello : 12; EXP : 83
HP : 0 / 295
MP : 63 / 10947
Offline
Innanzitutto grazie di aver letto tutto il messaggio, mi rendo conto che 400 righe mie sono alquanto pesanti.
Ora, ho un po' di difficoltà a risponderti, non tanto perchè mi è difficile entrare nel merito della discussione, quanto al fatto che i tuoi commenti sono veramente ragionevoli e per confrontarli con il mio modo di vedere le cose dovrei spezzare il discorso in più parti per essere chiaro (ma quando mai sono chiaro ).
Comprendo benissimo che - come hai detto tu, seppur con parole diverse - il piangersi addosso per i tempi in cui viviamo è comune e, sotto certi aspetti, controproducente. E concordo anche col fatto che è molto meglio un'infarinatura piuttosto che la totale ignoranza. Il mio commento non voleva, però, sparare a zero sulla cultura contemporanea e auspicare un ritorno al passato, quanto mettere l'accento sul fatto che tutt'oggi si tende più ad andare per il "sentito dire" in ogni cosa, fattore che abbatte qualunque creazione "originale" e che esula da questo "sentito dire".
Non era mia intenzione definire il passato superiore solo in quanto tale, solo specificare che vi erano meno blocchi rispetto ad adesso, non certo diversi da quelli che già c'erano nell'800, ma sicuramente più intensificati e - cosa ancora peggiore - ingiustificati solo perchè escono fuori da dei canoni di valutazioni fissi.
Facendo qualche esempio, mettiamo il caso Mozart-Salieri per parlare di musica: Salieri fu osannato più in vita che da morto e Mozart - seppur di gran lunga superiore - fu sempre la sua ombra. Ma il successo di Salieri non fu tale solo per il maggior ascendente avuto nei confronti dell'aristocrazia del tempo, altrimenti noi tutti oggi non staremmo ad ascoltare le sue opere. Salieri non è un deficiente, anche se comparato con Mozart vale molto di meno (ma nemmeno poi più di tanto, secondo me).
Oggi, invece, i campioni dell'arte, della letteratura, dello spettacolo non sono più dei "Salieri", che uniscono l'ascendente con le doti e le conoscenze, quanto dei poveri superbi che non sono più istruiti rispetto ad altri ma - giostrandosi bene con le parole e soprattutto la pubblicità - diventano parte di quel "sentito dire" che li conduce sul trespolo di Zaccheo, portandoli a guardare con tracotanza il mondo quasi come se fosse fatto esclusivamente per loro. Dan Brown de "Il codice da Vinci" non possiede nemmeno una laurea in storia dell'arte secondo me, eppure giocando e costruendo su quel (poco) che sa fa apparire le sue teorie argute e valide; adesso, con tutto il rispetto che posso avere per Dan Brown come persona e scrittore, mi dite come si può accostare il quadro dell'Ultima Cena di Leonardo, dipinto secondo i canoni del Rinascimento, con il Santo Graal, che ha un background storico, filosofico, mistico, religioso del tutto diverso? In questo senso intervengono i volumi come "I segreti al codice da vinci: guida ai segreti e al simbolismo celati all'interno del libro", che tanto parlano ma in realtà sono solo trovate commerciali, con riferimenti culturali che persino un bambino che ha appena fatto l'esamino di quinta elementare ritroverebbe senza problemi.
Come dice un saggio persiano:

"(...) gli scrittori attuali, nella loro ricerca esclusiva della bellezza dello stile, a volte si abbandonano in incredibili elucubrazioni, con l'unico scopo di ottenere la squisita sonorità della rima, finendo con ciò di distruggere il significato, già di per sè molto tenue, di tutto ciò che avevano scritto".

Benchè queste parole siano anche fin troppo dure, non si può negare che la maggioranza degli scrittori (e sicuramente anche io) basano tutta la loro ideologia sulle basi di conoscenze molto ridotte, ma che riescono a far passare come grandi utilizzando una bella struttura e una vicenda che sembra ben strutturata, ma che in realtà giocano sulla scarsa conoscenza (il "sentito dire") della gente facendola apparire più valida di quanto lo sia realmente.

Per quanto concerne l'istruzione, la mia critica non andava contro l'istruzione stessa, quanto al degrado che essa ha avuto. Ti inculcano tante cose in testa ma in modo sbagliato, portandoti non a un accrescimento culturale e a uno stimolo per l'intelligenza, quanto a un astio se non addirittura un odio contro la stessa. Non sto dicendo di non far leggere i classici, ma di farli leggere con criterio. Converrai con me che far leggere "Le memorie di Adriano" al ginnasio o i Promessi Sposi alle medie diventa non solo inutile (cosa si può capire di queste opere, senza un'adeguata preparazione o perlomeno una sensibilità critica e culturale, di cui certo non disponi a 14-15 anni?) ma anche controproducente. Guardando mio fratello, che ha avuto la mia stessa identica preparazione scolastica, noto che per lui alcuni autori sono leggende metropolitane, terribili nemici, mostruosi mattoni che non fanno altro che romperti le scatole perchè ti impediscono di uscire con gli amici. E se devi leggerli per un compito, finisce sempre che prima studi controvoglia per non prendere un brutto voto, poi giorni dopo dimentichi tutto e più in là, guardando i Promessi Sposi, dirai "Oddio, che palle!" oppure "Manzoni, ma vai a pascolare tra i pratoni!". Se questa è istruzione, cara mia, direi che guardare i treni che passano è qualcosa di più costruttivo. Secondo me non bisogna costringere qualcuno a conoscere certe cose in un dato periodo, a leggere un libro a una certa età; ognuno ha i suoi tempi, la voglia verrà da sè. Solo così la conoscenza verrà apprezzata appieno, solo così si farà letteratura e cultura. Io ho apprezzato Svevo a 18 anni, un altro li apprezzerà a 23, un altro ancora a 62. Ma è molto meglio che uno Svevo mezzo masticato a 15 anni, con la conseguente chiusura mentale perchè quello è un mattone.

Concludendo questo discorso (molto confuso, a dire la verità) riportando l'attenzione sulla letteratura di oggi, affermo solamente che alla base della società ci deve essere una sensibilità e una cultura di base quanto meno sensata, altrimenti ci saranno solo Codici da Vinci e Mattoni mai aperti, solo scrittori di penna che vomitano tutto quello che gli passa per la testa da una parte e letterati esclusi ed emarginati dall'altra. Col "sentito dire" avremo 200 persone che si crogiolano nell'apparenza e non nella sostanza, che faranno cadere nell'oblio - con metri di valutazioni errati e funzionali solo per mantenere uno "status quo" e prevenire un cambiamento secondo loro spiacevole solo perchè troppo complesso da portare avanti - i meritevoli, solo perchè all'apparenza antepongono la sostanza.
L'apparenza non è da buttare interamente via ed è bene valorizzare anche delle operuccie scritte per divertimento, purchè non si definiscano "letteratura impegnata" e precludano ad altri la possibilità di affermarsi.

Con l'augurio che tu abbia riletto (e che ci abbia capito qualcosa, perchè mi sa che ho fatto un macello peggio di prima) spero di risentirti.

Buona notte!

Inviato: 2005/4/5 22:29
Trasferisci l'intervento ad altre applicazioni Trasferisci






Puoi vedere le discussioni.
Non puoi inviare messaggi.
Non puoi rispondere.
Non puoi modificare.
Non puoi cancellare.
Non puoi aggiungere sondaggi.
Puoi votare.
Non puoi allegare files.
Non puoi inviare messaggi senza approvazione.

[Ricerca avanzata]


Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Newsletter

Se vuoi ricevere la segnalazione di 1.000 bandi di concorsi letterari l'anno, iscriviti alle nostre newsletter Corsi&Concorsi!


Novità
  O  I  S 
News002
Oggi · Ieri · Settimana

Utenti Online 47 utente(i) online (28 utente(i) in Forum)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 47

Altro...

Membri Membri:
Oggi: 0
Ieri: 0
Totale: 5341
Ultimi: marcolongo

Utenti Online:
Ospiti : 47
Membri : 0
Totale: 47
Lista Utenti [Popup]

© 1999-2017 OZoz.it