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Re: La piccola editoria.
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sono in trattativa con una piccola casa editrice della mia città per la pubblicazione di un volumetto di poesie

all'incirca dalle 60 alle 80 facciate, dalle 300 alle 350 copie, inclusa organizzazione presentazione, stampa biglietti inviti a colori con rappresentazione copertina oppure quadro d'arte, francobolli a tariffa editore ma a spese mie, lista invitati concordata

contributo richiesto 500 euro da pagarsi 30% subito, 30% dopo tre mesi dalla distribuzione, saldo dopo sei mesi

chiaro che, se vende (almeno 100 copie, prezzo di copertina tra gli 8 e i 10 euro), il libro si paga da solo, se non vende chiaro che la casa editrice non rischia per la mia bella faccia - in ispecie trattandosi di poesia -

sulle vendite, 35% alla distribuzione e al libraio in Piacenza città, 50% altrove, 10% alla casa editrice sulle copie che vende direttamente (via internet), 5% sulle altre fino alle prime 350, il resto a me - per pagare il contributo -

distribuzione: librerie di piacenza e di due grandi centri della provincia (fiorenzuola, castel san giovanni)

librerie "straniere" da concordare se proprio lo desidero - l'atteggiamento dell'editore è stato freddino ed io stesso sono alquanto scettico -

sono possibili, stanti gli agganci e le amicizie dell'editore, piemonte, lombardia (librerie dei capoluoghi per entrambe, presenza di nicchia a Milano e Torino), liguria (Genova), emilia (anche capillare fino a Bologna compresa, solo capoluoghi fino al mare), marche (capluoghi), lazio (presenza di nicchia a Roma)

possibile selezione invio critici e concorsi su elenco messo a disposizione dalla casa editrice da selezionare, tariffe editore, spese postali a mio carico

presenza sulla stampa locale (2 quotidiani, 2 radio) garantita e promossa dall'editore

bene, ti dico che trovo l'offerta tuttosommato onesta trattandosi di poesia e soprattutto considerato che io non mi illudo di vendere una copia una - trattandosi di poesia - fuori dai confini della mia realtà, dove ho una storia alle spalle, dove sono conosciuto, dove il fatto che io scriva lo sto coltivando da un paio d'anni

al massimo potrei vendere a qualche amico e amica di ozzyoz, ma per loro c'è internet (la casa editrice ha una piccola presenza), inutile stampare decine o centinaia di copie di un libro di poesie per essere teoricamente presenti in uno scaffale defilato in una libreria di Ancona

- almeno fino al momento in cui, tramite la casa editrice, non si individua una libreria amica ad Ancona e si organizza una presenza, ma allora, come abbiamo chiarito con l'editore, si prende il treno e si parte con la borsa e una ventina di copie sperando di venderne 4 e di lasciarne in deposito altre 6 -

ma quello che mi ha lasciato stupito ed interdetto è il fatto che, rispetto ai miei calcoli di introduzione e di presenza nei principali centri della mia provincia dove teoricamente sono conosciuto, dove sta il mio mercato potenziale, ebbene ho scoperto che non esiste rete di distribuzione, che non esistono librerie

si passa alle edicole e la società di distribuzione che ha il monopolio delle edicole - esclusi supermercati - pretende una cauzione di 500 euro e comunque il 40% del prezzo di copertina fermo restando che comunque vuole un recupero complessivo di appunto 500 euro (praticamente tanto quanto il costo del libro, a spanne)

poi ci sarebbe un 20% per l'edicolante che può arrivare fino al 30%

naturalmente la casa editrice non mi seguirebbe nell'avventura in edicola anche perché il prezzo di copertina diventerebbe improponibile (non meno di 15 -18 euro per un volumetto di nemmeno 100 pagine, come abbiamo detto)

oh, naturalmente tutto questo parlando di poesia

non ho parlato di romanzi, anche perché considero inadeguata la casa editrice alla quale mi riferisco alla distribuzione di un romanzo che, al contrario della poesia, dovrebbe avere un respiro, un'incidenza potenziale decisamente più estesa rispetto alla realtà provinciale che l'editore copre adeguatamente




Inviato: 2005/2/13 21:12
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.. Occhi di gatto oltre il finestrino nascosti nell'ombra d'ammaliante cappuccio, Locomotore 740.278 quel treno ha più luci del paese di Pinocchio, suona e incanta la musica di un organino ..(Conte Arzov Von Claudiovic) http://arzaniclaudio.splinder.com
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Re: La piccola editoria.
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so che chi si avventura nell'editoria quando muove i primi passi cozza contro ilmuro di gomma distribuzione-librai (per non parlare dei supermercati, monopolio solo di pochi).
comunque, ritengo che tante piccole, e anche medio-piccole realtà editoriali siano per così dire ghettizzate dal meccanismo che basquiat ha spiegato.

sull'editing, è verissimo. tutti a dire che non va bene, tutti poi ad accettarlo. anche gli editing pesanti.

piaccia o non piaccia c'è, esempio tra gli esempi, felice scipioni, e i suoi libri goliardici che tanto piacevano a indro montanelli.
ebbene, nonostante scipioni avesse trovato un testimonial d'eccezione non riuscì per anni (ora mi sembra che i suoi libri si vedano e si vendano) a essere distribuito.
remo bassini

Inviato: 2005/2/14 1:40
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Re: La piccola editoria.
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Osanna! Dio mi ha ascoltato: un altro editore! E un editore diverso da Franznet, cioè di un altra "razza": per capirci, un piccolo editore.
Bravo Basquiat! Bravissimo! E benvenuto tra noi.
Anch'io avrei molte cose da dirti (e non è detto che non te le dirò) ma trovo illuminante che tu ci possa raccontare la tua esperienza. Come altrove ho già detto, ho un amico che sta per affrontare la tua stessa, impervia via e più se ne sa, meglio è.
Avrai visto che qui si discute a più non posso su "soldi sì, soldi no" e vorrei evitare che anche in questo post si discutesse su questo. Qui, grazie alla tua presenza, mi piacerebbe capire un po' di cose che ritengo essenziali. Le dico in ordine casuale, come mi vengono in mente:
A) come trovi gli autori (trovare autori validi, al contrario di quello che può sembrare, non è facile);
B) come ti fai conoscere (e infatti il tuo nome lo conoscevo, e mi pare si stato citato anche da qualcuno di Ozoz);
C) perché la piccola editoria (seria, e il punto è quello di discriminare chi non è serio) non cerca di unirsi e praticare una sorta di distribuzione parallela;
D) perchè, per il poco che ho visto, ciascuno si coltiva il suo orticello (ma forse, visto che sei qui a discutere, non sei di quelli).
Stop.
Ho già messo anche troppa carne al fuoco. Capisco che dovresti scriovere un romanzo per rispondermi e ti concedo di farlo un punto alla volta.
Grazie!

Inviato: 2005/2/14 9:11
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Re: La piccola editoria.
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Arzy, beh, penso proprio che l'editore cui ti stai rivolgendo ti abbia fatto un'ottima proposta. Anche se non ho ben capito se quel "contributo" si concretizzi in acquisto copie, o rimanga un contributo "una tantum" (e qui allora le cose sarebbero un pò diverse). In ogni modo, contando che si tratta di poesia, mi sembra che il progetto distributivo sia davvero ad alto livello.
In effetti bisogna considerare una cosa: poesia e distribuzione sono due termini antitetici. Un esempio: noi abbiamo pubblicato un libro di poesie -inedite- di un importante scrittore di poesie italiane. E' stato un pò il nostro fiore all'occhiello, e con quello (come testa di ponte, seguito ovviamente dai romanzi) ci siamo presentati in varie "situazioni". Sai che molta gente, avendo visto che si trattava di poesie, ci ha chiuso le porte in faccia e nemmeno ha guardato il catalogo??
Ma vabbeh...

Luca, sì, quel meccanismo è veramente un gioco diabolico. Grazie a Dio che, per chi ha buone idee, entusiasmo e passione, non esiste solo quello. Anzi, la soddisfazione maggiore la si ha proprio quando le stesse persone che ti avevano respinto poi ti chiamano al cellulare perchè hanno sentito parlare molto di te, e vorrebbero poter avere i tuoi libri..

Riguardo all'editing, io la penso così: quando, con un autore -prima di pubblicarlo- affronto la questione dell'editing, quello per me è un momento risolutivo. Mi permette di capire tanto. Perchè mi mostra la personalità dell'autore: la sua volontà di mettersi in gioco, di confrontarsi, di imparare e crescere, oppure la supponenza, l'egocentrismo, la convinzione di essere unico e irripetibile.
Perchè io parto da un presupposto: tutto è perfettibile: fosse anche per una serie di virgole, fosse anche per una sola parola: beh, e qual è il compito dell'editore, se non questo? Oggi sembra che l'editore si debba occupare di tutt'altro, e forse passa un pò in secondo piano il suo ruolo originario... O forse sono io ad averne un'idea romantica però ho avuto la fortuna di leggere le lettere che il Conte Bompiani mandava ai suoi scrittori e... wow...
Ad ogni modo, personalmente -e io ho pubblicato qualche libro, prima di mettermi in questa avventura- ho sempre diffidato degli editori che non avanzano proposte di discussione sul testo...
Anche perchè il lavoro di un editor... beh costa, e quindi offrire un servizio come quello mi sembra una nota positiva...

Poi, sia chiaro: gli editing pesanti sono davvero una stupidata da rifiutare in partenza, perchè allora lì l'editor non si mette al servizio del testo -questo è il suo ruolo-, ma si impone sul testo in virtù di logiche commerciali e di trend.

PS
Pensiamo ad uno dei lavori di editing più famosi della storia: il lavaggio dei panni in Arno... Sì, in quel caso l'editing è stato fatto dall'autore stesso, ma si trattava anche di una mente superiore...

Inviato: 2005/2/15 7:38
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Re: La piccola editoria.
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Imbrattacarte, chiedimi tutto ciò che ti va: parlare qui tra ozoziani mi entusiasma! Come si trovano gli autori? In qualsiasi maniera. Sai, io ho sempre pensato che i buoni libri siano un pò come le farfalle belle, quelle più grandi e colorate: sono più difficili da trovare, ma ti possono capitare di fronte in qualsiasi momento.
E perciò, ecco che io abitualmente invito qualunque persona abbia scritto qualcosa a mandarmela. Via mail, senza tanti problemi. Poi se ne parla.
Oppure, beh, attraverso il sito, le presentazioni dei libri, gli eventi, le feste, le letture, i concorsi....

Come mi faccio conoscere? Stesso discorso, e stessi eventi. Ovviamente, però, i libri che circolano anche autonomamente mi fanno conoscere da soli..

Hai ragione sull'unione delle forze dell'editoria piccola.
Ma sai qual è il problema? il fatto che molti piccoli editori vivono sulla filosofia del carpe diem, senza la precisa volontà di crescere per diventare editori medio grandi. Ciò significa che, più che spendersi per creare una distribuzione parallela, o eventi simili, cercano solo di "accalappiare" persone che vogliano autofinanziarsi il libro.
Diciamo che questo discorso di una distribuzione parallela si può fare, si potrebbe fare, trovando un editore già affermato che ti prendesse sotto la propria ala, e che avesse voglia di rischiare.. e non è detto che questo non accada...

Risposto a tutto?

ciao!

Inviato: 2005/2/15 7:48
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Basquiat!?!?!? Quel Basquiat????
Dimitri????

Se sei tu, un benvenuto calorosissimo. Altrimenti... uguale.

Ciao, il tuo contributo sarà prezioso


Cieli Limpidi (Nukes... Pardes... TLFDS...)

Inviato: 2005/2/15 8:07
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Re: La piccola editoria.
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Sì, quel Basquiat.. ma, aspetta, quale basquiat?? Il mio nick è solo un omaggio al grande pittore, nulla più
Però spero che il contributo sia importante lo stesso

Inviato: 2005/2/15 8:50
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Re: La piccola editoria.
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Non sei Dimitri F.?
Fa lo stesso. Molto interessante la tua esperienza.
Cieli Limpidi

Inviato: 2005/2/15 8:58
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Re: La piccola editoria.
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Come si fa conoscere basquiat? Beh, ve lo racconto io. Lo scorso anno, come responsabile della rubrica libri di un giornale locale sono stata invitata ad una serata di letture nella biblioteca del mio paese. Ci sono andata naturalmente. E lì c'erano loro, a leggere i loro libri, con un entusiasmo e una passione che non avevo mai visto in situazioni così ufficiali. Ogni lettura era anticipata dalla danza di due ballerini e tutti gli autori dei libri fino ad allora pubblicati avevano uno spazio per presentare dei frammenti dei loro scritti. Ho visto nel loro entusiasmo il mio entusiasmo e l'ho capito subito, che avevo trovato le persone giuste. Mi sono presentata ed abbiamo cominciato a scambiarci mail. Adesso, da circa un mese, lavoro con loro. Ed è un'avventura incredibile!
Un saluto a tutti voi,
Alinic

Inviato: 2005/2/15 9:03
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Re: La piccola editoria.
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No, non sono Dimitri

E, beh, imbrattacarte, ecco un altro modo per far sentire la propria voce sul mercato, e portare avanti un'idea nuova di arte,
quella raccontata da alinic ()...


Inviato: 2005/2/15 9:56
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